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La vecchia sentinella del palazzo | di Rossana De Santis

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La vecchia sentinella del palazzo | di Rossana De Santis

Dietro  sbarre arrugginite, dietro una  finestra aperta c’era sempre lei, la sentinella del palazzo.

Giorno e notte…

Pioggia, grandine, neve, sole…

Continuava imperterrita a vigilare il vecchio palazzo di periferia.

Era un’anziana signora con delle sopracciglia grigie, spesse che sormontavano pozzi, profondi, scuri pieni di  disapprovazione per chiunque gli capitasse sotto lo sguardo.

I suoi occhi torvi e  severi mettevano soggezione a chiunque…come un avvoltoio, era appollaiata davanti alla finestra, ad aspettare che succedesse qualcosa di male, per nutrirsi di sofferenza.

Aveva  in testa un fazzoletto nero dal quale uscivano ciocche incolte di capelli grigi.

Non sorrideva mai: le sue labbra sottili e secche erano piegate in basso.

L’aratro del tempo le aveva  solcato il viso e affossato gli occhi  feroci…

Occhi sprofondati nelle fosse dei pregiudizi, ipercritici. Due fessure buie e gelide.

Suo figlio andava raramente a trovarla, un signore stempiato e magro, con gli occhi tristi dietro le lenti spesse. Quelle rare volte si sentivano i rimproveri della vecchia rivolti all’uomo come fosse un bambino… la voce stridula e imperiosa risuonava ovunque.

L’anziana sentinella assorbiva come una spugna ogni piccolo dettaglio,  ogni rumore, ogni spostamento umano, animale, di autoveicoli, bici, moto veniva da lei  analizzato minuziosamente. Conosceva a memoria le abitudini del vicinato ed era in grado persino di prevedere a che ora  più o meno, si sarebbe aperta la finestra del dirimpettaio o a che ora  sarebbe passato il solito ragazzo capellone con il cane al guinzaglio e la canna in bocca…

Annusava l’aria e avvertiva la presenza di ogni condomino come un cane da caccia.

Era una statua di puro odio, pronta  a rimproverare e a segnalare, qualsiasi comportamento sconveniente.

Sapeva distinguere i rispettivi profumi ( e i cattivi odori) dei passanti abituali.

Una giovane vicina, in particolare, attirava la sua attenzione, la signorina  del quarto piano …

Lei profumava di magnolia e indossava abiti corti e colorati, capelli lunghi e castani fino alla vita, mossi e ribelli. Viso, luminoso, sorridente…. aria un po’ svampita, fuori dal mondo.

E pensare che da giovane la vecchia sentinella aveva occupato lo stesso appartamento al quarto piano… ma ora ricordava ben poco di quel periodo. Aveva da un po’ di tempo scoperto di soffrire  di Alzheimer…man mano che andava avanti sentiva che stava perdendo tanti ricordi. Stare molto tempo alla finestra l’aiutava almeno, per ora, a rimanere ben ancorata al presente…non poteva fare a meno di notare che arrivava sempre gente strana nella casa di quella bizzarra ragazza, che vestiva come una hippy degli anni Sessanta… Gente di ogni etnia e di ogni estrazione sociale: molti sembravano artisti di strada e puzzavano di fumo … avevano chitarre,  strumenti a percussione di ogni tipo. Vedeva giovani artisti e sentiva strani rumori, musiche tribali…

Aveva preso l’abitudine di mormorare a voce alta una serie d’insulti alla cara signorina, ogni volta che la vedeva in compagnia di qualcuno o da sola.  Un’intercalare di bestemmie e parolacce, sussurrate con la corona in mano, affacciata alla finestra.

La signorina rispondeva al suo sguardo con un sorriso…la salutava con la mano e le mandava dei baci in modo teatrale. Sembrava che gli insulti le rimbalzassero addosso e li accoglieva con grande serenità.

Aveva un sorriso che era uno squarcio luminoso  nello squallido quartiere.

Un giorno la giovane, leggiadra vicina si avvicinò alla finestra della vecchia sentinella, la guardò con simpatia e dolcezza e, nonostante i precedenti, la invitò a bere un caffè da lei.

D’impulso la vecchia accettò l’invito: tutto quello che avrebbe visto era pane per la sua dentiera annoiata.

Seguì la giovane con affanno, trascinando il  bastone, fino al quarto piano. La ragazza la invitò ad entrare…

Nel momento in cui entrò in quella casa la giovane vicina sparì misteriosamente nel nulla…

L’anziana sentinella vide sé stessa riflessa nel lungo specchio posto all’ingresso: si era trasformata nella vicina!!! Gettò d’impeto il bastone a terra: che meraviglia! Era di nuovo ragazza!  Stava vivendo un incantesimo senza logica, senza tempo!

Questa è la sorte di chi soffre di Alzheimer? Vivere sogni così reali? Allora non è poi tutto così tragico, pensò, strofinandosi gli occhi.

Lei decise di assecondare quella fantastica allucinazione e intuì che molto probabilmente era l’ultima…

“Vieni Elsa, aspettiamo solo te!” Nello strano salotto etnico pieno di cuscini i suoi ospiti la chiamavano…lei si tolse le scarpe e cominciò a danzare su un tappeto persiano. Sentiva un’energia incredibile e tutto il corpo seguiva il ritmo dei tamburi, mentre ballava libera a piedi nudi.

Gli  ospiti musicanti suonarono per tanto tempo finché lei, stanchissima, si sdraiò sul tappeto chiudendo gli occhi…

Ritrovarono l’anziana signora alcuni vicini, il giorno dopo, insospettiti dall’assenza alla solita finestra. Videro la porta  aperta del suo appartamento al piano terra e si accorsero che era arrivata fino al quarto piano, dove c’era un vecchio appartamento vuoto, abbandonato.

La donna era dentro l’appartamento, stesa su un logoro tappeto persiano.

Si era addormentata per sempre con un sorriso luminoso sul volto, un sorriso da ragazza.

Non c’era più la burbera sentinella del palazzo: era volata via su un tappeto magico, senza tempo che le aveva restituito un sorriso senza età: il sorriso di chi aveva fatto finalmente pace con se stessa.

Rossana De Santis

Rossana De Santis

Finale Regionale Marche per il Concorso di Bellezza Internazionale Miss Grand International Italy  | venerdì 17 settembre Luogo Modà Hostaria del Castello Gradara (PU)

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Finale Regionale Marche per il Concorso di Bellezza Internazionale Miss Grand International Italy

Per la prima volta approda nelle Marche il Concorso Internazionale Miss Grand International Italy che sta spopolando in 90 nazioni nel mondo, agente regionale Marche l’art director e artista pesarese Francesca Guidi: un grandissimo onore portare nella splendida Gradara Location Modà Hostaria del castello questa importante serata che regalerà ad una ragazza un sogno oltre che la partecipazione alla finale nazionale a Roma  e la possibilità di rappresentare l’Italia alla prossima finale internazionale in Thailandia a novembre.

patron nazionale del concorso Giuseppe Puzio ha coinvolto in questi anni tutte le regioni italiane, un concorso non solo legato alla bellezza ma anche ricco di contenuti sociali a sostegno di associazioni e campagne “Stop Violence No Warm”.

Prestigiosi Ospiti in giuria a cominciare dal Presidente il mitico Ivan Cottini ballerino ex fotomodello, dalla malattia SM alla danza e alla vita, la partecipazione a tante trasmissioni televisive Nazionali, proseguendo abbiamo anche una coppia eccezionale Biagio e Caterina incontrati durante il  programma TV Uomini e Donne di Maria De Filippi, Fabrizio Romagnoli attore Marchigiano di cinema e teatro, regista teatrale e insegnante di recitazione, abbiamo inserito anche la bellezza attraverso il benessere con la Nutrizionista Dott.ssa Sara Ranocchi.

Special guest intratterranno il pubblico attraverso l’espressione artistica della danza il corpo di ballo Chorus Danza Urbino capitanato dalla super maestra Bianca Maria Berardi, alternando momenti canori con Paola Urbinati insegnante di canto e musica .

17 Settembre presso la location Modà Hostaria del Castello dalle ore 20/20.30 Cena&Spettacolo e inizio programma con la passerella delle 10 ragazze Mascotte 13/16 anni che si contenderanno il titolo Regionale Marche ,la vincitrice sarà ospite dell’organizzazione per la Finale Nazionale, in sfilata Playmar moda mare sponsor Nazionale, Allegri Mosaici di Feliciana Cenerini Negozio dedicato all’abbigliamento moda 0/16 anni a Pesaro realizzando per l’occasione capi unici originali e personalizzati.

Mentre le 14 ragazze 17/27 anni partecipanti al concorso che si sfideranno con allegria e leggerezza per aggiudicarsi la prestigiosa fascia avranno una passerella di tutto rispetto partendo sempre in prima uscita con Playmar costumi sponsor Nazionale, seguirà Trendy Boutique di Pesaro titolare Miriam El Mellouli con una moda made in Italy comoda, sfiziosa ed elegante veste sia taglie regolari che curvy, il terzo mood appartiene alla stilista emergente Creazioni FC di Fabiola Critelli di Cartoceto, capi unici realizzati a mano attraverso lo studio del carta modello e la scelta del tessuto personalizzando ed interpretando i gusti del cliente. La parte brillante della serate è tutta loro con la sfilata della maison Meli Gioielli Firenze brand italiano che esporta le sue preziose lavorazioni in “Madrevitato Etrusco” in tutto il mondo da tre generazioni in quasi un secolo di attività che unisce l’antico al design, abbinata la colorata passerella Gioielleria Marlen titolare Borri Marilena di Gabicce Mare con originali pietre naturali e perle impreziosite da particolari cammei .

Infine l’uscita trionfante romantica e da sogno del meraviglioso atelier Le Spose di Roberta di Roberta Balducci sito a Misano Adriatico, con venticinque anni di esperienza realizza con professionalità e calore umano l’abito da sposa per il giorno perfetto.

Il trucco verrà realizzato dalle due make up artist Ilaria Balducci e Johanna Elizabeth Rodríguez Mercedes.

Per quanto riguarda le acconciature si occuperà delle Mascotte il salone Rogerio Parrucchieri di Pesaro titolare Cristina De Franca, mentre le altre ragazze verranno coccolate da Natural Style Parrucchieri Gabicce Mare di Donatella Galli e il suo staff.

Non mancheranno le sorprese al momento non sveliamo nulla, sarà una grandissima serata mondana e invitiamo il pubblico ad assistere. (Prenotazione tavolo 366/3657461)

Si ringrazia inoltre per la collaborazione :

Fiorista LATINI

Mariella Mosca Pasticceria e Catering

Dj Max

Fotografi Loris Temeroli e Angelo La Tagliata

Vacanzamia tour operator di Fabrizio Oliva

Finale Regionale Marche per il Concorso di Bellezza Internazionale Miss Grand International Italy

“Sicilia Jazz Festival” continua con successo il “Jazz Village” nel centro storico di Palermo

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La Musica che gira in camper

Sicilia Jazz Festival l’evento promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. Continua con successo il Jazz Village lungo il centro storico di Palermo. Decine di concerti in contemporanea ogni giorno dalle 18.00 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, Real Teatro Santa Cecilia e Complesso Monumentale Santa Anna. Il programma del 16 settembre a partire dalle ore 18.00 

Palermo 15 settembre. Continuano con successo i concerti al Jazz Village, all’interno del Sicilia Jazz Festival, lungo le vie del centro storico di Palermo. Decine di concerti in contemporanea ogni giorno dalle 18.00 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, Real Teatro Santa Cecilia e Complesso Monumentale Santa Anna. Protagonisti assoluti dell’evento, all’interno del Festival, i giovani musicisti dei Conservatori e gli artisti jazz residenti nel territorio siciliano. Fitto il programma di tutta la settimana sino a domenica 19 settembre. Una peculiarità del Sicilia Jazz Festival, manifestazione frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1 febbraio 2006, n. 5), è quella di dare ampio spazio ai giovani talenti, agli studenti che con dedizione e professionalità studiano la musica jazz e hanno così l’opportunità di esibirsi, insieme ai propri Maestri, nelle orchestre e negli ensembles dei propri istituti. Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani, e gli istituti superiori di studi di musica “Vincenzo Bellini” di Catania e “Arturo Toscanini” di Ribera. Il Village coinvolge una vasta area del centro storico di Palermo che circonda il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo, il Real Teatro Santa Cecilia, unico teatro pubblico storico che esiste al mondo destinato al Jazz, entrambe sedi della Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group ed il Complesso Monumentale Sant’Anna. Inoltre, il Sicilia Jazz Festival crede molto alle figure artistiche ed ai musicisti residenti, tant’è che vi saranno diversi concerti di artisti del territorio siciliano. Info programma completo www.siciliajazzfestival@live.it, info biglietteria www.bluetickets.it.

Di seguito il programma completo del Jazz Village del 16 settembre

Teatro Santa Cecilia

Ore 18.00

La musica che gira in camper” è una esperienza viva e itinerante dove il camper nasce come mezzo di trasporto e diviene un nuovo approccio al mondo e alla musica, in cui la natura e il contatto con l’altro diventano una nuova fonte di ispirazione. Così in un rovesciamento e ampliamento dell’immagine che soltanto la magia del teatro rende possibile, il camper si fa palco, camerino, luogo di incontro e casa viaggiante.

Formazione:

Nathalie – voice, paino & guitar, Sara Romano – voice & guitar, Agnese Valle – voice-clarinet & piano.

Ore 19.30

“Minno Cafiero open band”. Da parecchi anni dedica i suoi progetti alla Sicilia, parlando di amore e sacrificio tra il tenero e l’amaro. La particolarità della sua musica è incentrata sull’esposizione di melodie attraverso giochi ritmici e poliritmici dai quali scaturiscono atmosfere accattivanti che offrono agli ascoltatori momenti imprevedibili, ricchi di mediterraneità, alla ricerca di nuovi linguaggi rispettosi delle tradizioni.

Formazione:

Alessandro Presi – trumpet, Francesco Patti – sax tenor, Giuseppe Mirabella – electric guitar, Sam Montellaro – piano, Stefano India electric bass, Mimmo Cafiero – drums.

Ore 21.00

Jumpin’up rispecchiano la classica formazione combo delle band anni 40 e 50, sezione ritmica, fiati, pianoforte, chitrra e voce. Lo show si svolge in pieno rispetto dello stile, nell’abbigliamento, nelle coreografie e nel modo di intendere lo spettacolo con la voglia di creare il sound dello swing e del jive che regnava sovrana nelle sale da ballo dell’epoca.

Formazione:

Tony Marino – voice, Carmelo Sacco – bariton sax, Michele Mazzola – bariton sax, Nicola Genualdi – trumpet, Giuseppe Vasapolli – piano, Giuseppe Montalbano – guitar, Andrea i Fiore – bass, Peppe Falzone – drums.

Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo

Ore 18.00

“Mario Caminita Urban J Quintet” è un progetto originale che si bilancia tra strumenti tradizionali ed elettronica. Un melting pot di atmosfere che spazionao liberamente tra soul e jazz, contemporary rnb e new soul, sempre con una connotazione ben distinita e riconoscibile, in parte ispirata ad un suono Acid jazz tipico degli anni 80 e 90. Tutto confluisce in un concetto sonoro raffinato e smooth tipicamente “Urban”.

Formazione:

Mario Caminita – electric piano, synth, Alexandra Manduca – voice, Marco Ardizzone – sax, Andrea Ardizzone – trumpet & flugelhom, Luca La Russa – bass, Federico Mordino – percussion.

Ore 19.30

Mauro Patti – Modern Afro Group

a cura dell’Istituto superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera. Modern Afro Group è una formazione composta da giovani musicisti siciliani, facente tutti parte dell’I.S.S.M. “Arturo Toscanini” di Ribera. Il sestetto propone un mix di arrangiamenti originali e composizioni inedite di Mauro Patti, ispirate alla musica etnica, orientale e africana, al folk siciliano, all’afro-beat, al rock/metal e al soul/funk, con linguaggi sonori riconducibili alla comune radice del jazz.

Mauro Patti – drums, percussion, compositor & arr, Marco Caterina – sax soprano, tenore, Vito La Paglia – sax contralto, Davide Lauricella – guitar, Rosario Montalbano – electric bass, Giuseppe Oliveri – percussion.

Ore 21.00

Swing Out nasce come band dall’unione di quattro musicisti fra i più attivi nel panorama jazzistico palermitano. Ciò che li unisce è proprio l’amore smisurato per lo swing e la voglia di portare musica raffinata, ma con un pizzico di ironia. Si propongono in una formazione essenziale con pochi strumenti, trasmettendo una incredibile energia. Out indica infatti una delle principali figure del Lindy Hop: un ballo afroamericano nato ad Harlem negli anni ’20/’30.

Formazione:

Leonardo Triassi – harmonic & voice, Salvo Agate – guitar, Giuseppe D’Amico – bass, Anthony Reina – drums.

Complesso Monumentale Sant’Anna – G.A.M.

Ore 19.30

Trapani Rainbow Ensemble a cura del Conservatorio A. Scontrino di Trapani, nasce come un “large ensemble” composto da circa 11 musicisti tra docenti e studenti ed è formato da una sezione ritmica e una sezione fiati. L’organico è coordianto da Francesco Guaina e Nicola Gimmarinaro, con la partecipazione di Lucia Garsia, tutti docenti del Conservatorio Antonio Scontrino di Trapani e propone un repertorio di brani originali e dei docenti e standard tratti dal repertorio jazzisitco.

Formazione:

Lucia Garsia – voice, Nicola Giammarinaro – clarine & arrangiament, Salvatore Assenza – clarinet, Edoardo Donato – alto sax, Silvio Balisteri – alto sax, Marcoo Pizzo -tenor saz, Giovanni Balisteri – tenor sax, Alberto Anguzza – trumpet, Francesco Guaiana – guitar & arrangiament, Vito Vulpetti -bass, Vito Santaro – drums.

 

Mario Biondi al “Sicilia Jazz Festival” giovedì 16 settembre alle ore 21:30 al Teatro di Verdura di Palermo

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Mario Biondi

Al Sicilia Jazz Festival presente Mario Biondi il noto crooner siciliano. Un avvenimento unico con tante eccellenze artistiche promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. In scena in una prima nazionale Mario Biondi e Orchestra Jazz Siciliana con arrangiamenti inediti e direzione del Maestro Pino Jodice. Teatro di Verdura, ore 21.30

Sono felice di essere presente al Sicilia Jazz Festival, con nomi così importanti e con particolare attenzione anche alla musica italiana. Questo è quello che ci vuole per una bella ripartenza dopo un periodo appena trascorso veramente angosciante” Con queste parole Mario Biondi parla del Sicilia Jazz Festival, la manifestazione frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione the Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1° febbraio 2006, n. 5).  La particolare esibizione di Mario Biondi al Sicilia Jazz Festival risulta essere tra gli elementi qualificanti che rendono esclusivo il programma di questa prima edizione con esclusive nazionali. In scena dunque giovedì 16 settembre alle ore 21.30 al Teatro di Verdura con l’Orchestra Jazz Siciliana che, oltre ai brani orchestrati e arrangiati da Pino Jodice per il progetto su Al Jarreau, proporrà brani appositamente scritti per questo concerto in chiave del tutto originale. A proposito di Biondi, ascoltando per la prima volta in radio la hit This is what you are nel 2006, probabilmente vi sarete immaginati un robusto cantante afro-americano di mezza età. Invece Mario Biondi, nativo di Catania (città che da sempre ha un rapporto speciale con la musica italiana), aveva allora trentacinque anni e la pelle bianca. A trarre in inganno è la sua straordinaria voce calda e pastosa, affinata in tanti anni di live, che ha reso inevitabili i paragoni con Teddy Pendergrass, Isaac Hayes e Barry White, tre delle più belle voci black di sempre. This is what you are entra a far parte di numerose compilation dance, ma il salto di qualità avviene quando il brano entra nella top ten dei brani più trasmessi da Norman Jay nel suo programma cult in onda sulla BBC Radio. La canzone fa da traino a Handful of soul, realizzato insieme a The High Five Quintet, cocktail ben riuscito di rhythm & blues, soul, swing e jazz, in cui si alternano brani originali e cover del repertorio soul americano meno inflazionato. Nel 2007 esce I love you more, un doppio cd live con le canzoni di Handful of soul più altre perle come Just the way you are nella versione di Barry White e Close to you di Burt Bacharach. Con quest’ultimo si crea immediatamente un feeling professionale, tanto che il leggendario compositore americano scrive apposta per Biondi Something that was beautiful, una splendida ballad che diventa uno dei pezzi forti di If. Il disco, pubblicato dalla Tattica Records, vende oltre 200.000 copie, un risultato straordinario se si considera il genere musicale. Biondi è una delle realtà più interessanti del panorama nazionale, basti ascoltare il singolo Be lonely, un tripudio di ritmo e di archi in puro stile Anni Settanta, o la sensuale ballad Ecstasy. Persino Claudio Baglioni in Juke box e Renato Zero in Non smetterei più si avvalgono dell’inconfondibile voce baritonale del crooner siciliano, le cui quotazioni sono in costante ascesa.  L’album della definitiva consacrazione a livello internazionale è Sun del 2013, il primo pubblicato da una major, con il quale il cantante si è imposto anche nel mercato internazionale. Per raggiungere l’obiettivo ha chiamato a raccolta una all star di artisti come Al Jarreau, James Taylor Quartet, Omar, Leon Ware e Chaka Khan. Bluey degli Incognito ha conferito all’album la sua inconfondibile impronta, che si traduce in un sound fresco, pulsante, moderno e al tempo stesso piacevolmente vintage. Beyond del 2015 è una dichiarazione programmatica del desiderio di Mario Biondi di sparigliare le carte e di presentarsi con un nuovo sound. Delle morbide ballad jazz del passato è rimasta la sola All I want is you, scritta con Dee Dee Bridgewater presente anche al Sicilia Jazz Festival. Grande attesa dunque per il crooner siciliano al Sicilia Jazz Festival! Info programma completo www.siciliajazzfestival@live.it, info biglietteria www.bluetickets.it.

“Sicilia Jazz Festival”
“Sicilia Jazz Festival”

“Versi dell’aldilà”, in uscita il nuovo libro di Stefano Fortelli

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“Versi dell’aldilà”, in uscita il nuovo libro di Stefano Fortelli

Data di uscita del libro 20 settembre 2021. Il ritorno dei Versi dell’aldilà di Stefano Fortelli.

“Versi dell’aldilà”, in uscita il nuovo libro di Stefano Fortelli

All’uscita del libro d’esordio L’ultimo giorno (versi dell’aldilà), l’autore Stefano Fortelli aveva manifestato l’intenzione di pubblicarne, in seguito, una versione arricchita di contenuti in vernacolo.

Così, a distanza di quasi due anni,  dopo aver pubblicato il secondo lavoro dal titolo Il martello nella testa, vede la luce Versi dell’aldilà – Enhanced.

Alla luce del percorso di maturazione e ricerca stilistica che porta avanti,  Fortelli non si è limitato a includere quattordici nuove liriche, procedendo nel contempo a una minuziosa rivisitazione che ha dato vita, di fatto, a una nuova opera.

Ravvisando l’impossibilità di vivere il presente, il poeta osserva appunto dall’aldilà. Non si limita a un aldilà strettamente temporale ma anche a quello che, lungi dal manifestarsi, è presente e si alimenta della disillusione. Un disincanto che viene narrato attraverso i temi a lui cari del passare del tempo e della morte, dell’accorato racconto del termine d’ogni condizione terrena, sia essa materiale o spirituale.

Si tratta di un “aldilà” che non ha nessun legame con un immaginario religioso o filosofico: forse è un desiderare un “aldilà” diverso dalla vita presente ma che è ancora privo di concretezza, se non altro simbolica (Cit. C. Rantini).

Con coraggio, senza retorica o il dover compiacere il lettore, Fortelli osserva le brutture d’una società materialista e superficiale, che si occupa delle vite altrui, più che curarsi della propria crescita interiore. Un’umanità sempre pronta a divenire branco contro il diverso, la voce fuori dal coro; contro chi, a quel punto, preferisce rimanere giù:

Ci provo/ormai da tempo/Galleggio un attimo/poi vado giù/nuovamente giù/E se fosse giù/quaggiù il mio posto?/Ho deciso/resto giù/resto me stesso/Perché ostinarsi?/Far parte di un mondo/che ti trasforma/Che se ti osservassi da giù/ti diresti: “Meglio restare giù”.

Il sapiente uso della parola, la forza dei versi finali di ogni lirica e la capacità di puntare uno spot, illuminando i segni, sono propri della scrittura di Fortelli:

L’autore si svela con riservatezza ed eleganza, e allo stesso tempo lascia un messaggio, semina segni…La sua opera induce il lettore a immedesimarsi in un viaggio emozionale fatto di sospensione e tensione. Una grande forza creativa che punta a messaggi vitali. (Cit R.Mancini-Il mondo di Suk).

Versi dell’aldilà (Enhanced) esce per Helios edizioni, si avvale della prefazione di Pino Imperatore e sarà disponibile sia in formato cartaceo che digitale, sulle principali piattaforme di vendita libri online.

BIO

Stefano Fortelli nasce nel 1965 a Napoli, città dalla quale non si è mai allontanato e dove tutt’ora vive. Nonostante il forte legame con la terra natìa, ama definirsi un “napoletano sui generis”, sia per il suo animo oscuro e tormentato, ma anche per il rifiuto di tutti i luoghi comuni associati alla napoletanità. È tuttavia fuori di dubbio, quanto la storia,  la cultura e le contraddizioni  partenopee, abbiano contribuito  alla sua formazione caratteriale e artistica. Da conoscitore a appassionato di musica, nel 2014 comincia a dedicarsi alla stesura di quelli che, nel suo immaginario, devono rappresentare testi di canzoni, per scoprire, ben presto, una maggiore attitudine alla parola poetica. Intraprende un percorso di scrittura con il chiaro intento di creare uno stile originale e riconoscibile, seppure in continua evoluzione. Appassionato d’arte in tutte le sue forme, partorisce l’idea di realizzare opere artistiche utilizzando antiche valvole termoioniche, fondando nel 2017 il duo ION. Ha pubblicato L’ultimo giorno (versi dell’aldilà) (2019) e Il martello nella testa (2020).

Billy Cobham al “Sicilia Jazz Festival” | Mercoledì 15 settembre ore 21:00 Teatro di Verdura di Palermo

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Billy Cobham al “Sicilia Jazz Festival”

Billy Cobham, autentica leggenda vivente della batteria al Sicilia Jazz Festival promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. Mercoledì 15 settembre ore 21.00 Teatro di Verdura

“Sicilia Jazz Festival”

Palermo 13 settembre.Non ho affatto intenzione di fermarmi – afferma il noto musicista, stella internazionale Billy Cobhamsuonare dal vivo è qualcosa di cui non posso fare a meno per la sensazione di irripetibilità che provo: quello che accade sul palco accadrà una sola volta”.  Sarà proprio Cobham, mercoledì 15 settembre alle ore 21.30 al Teatro di Verdura, ha firmare come big la terza giornata del Sicilia Jazz Festival, la manifestazione frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione the Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1° febbraio 2006, n. 5).   Autentica leggenda vivente della batteria, Billy Cobham, da oltre mezzo secolo, con le sue bacchette scandisce il tempo di molte delle più esaltanti stagioni del jazz: dalla svolta elettrica e rock di Miles Davis all’etno-fusion esotica e spirituale della Mahavishnu Orchestra, proseguendo ancora oggi un percorso che ignora confini tra jazz, fusion, funk, rock e soul. Nel dicembre di due anni fa “Il Maestro dei tamburi” ha scelto di concludere a Palermo il “75° Birthday Celebration Tour” per  festeggiare il proprio compleanno in giro per il mondo lungo l’intero arco del 2019. In quell’occasione il batterista era accompagnato dall’Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina e chi ha avuto la fortuna di assistere all’evento ricorda ancora non solo l’intatto magistero di una scansione ritmica ancora freschissima ma anche la bellezza di un programma che in pratica ripercorreva quasi per intero la sua carriera solistica, dall’epocale album “Spectrum” del 1973 fino ai giorni nostri. Riconfermando l’amore per la nostra Isola e lo speciale rapporto di stima che lo lega alla Fondazione The Brass Group, il musicista statunitense ha voluto che alla ripresa dell’attività concertistica dopo il lungo lockdown fosse nuovamente Palermo ed il Sicilia Jazz Festival ad ospitare una delle prime tappe del tour europeo nel quale è accompagnato da alcuni dei migliori virtuosi del vecchio Continente: Jean-Marie Ecay, chitarra elettrica, e Fifi Chayeb, basso elettrico, entrambi francesi, e il tastierista scozzese Steve Hamilton. Nato a Panama ma con passaporto statunitense, Cobham gode di enorme fama per avere saputo infondere nel suo stile percussivo potenza, creatività, grinta e tecnica smagliante ma anche per avere espresso una musica senza confini, capace di spaziare dal jazz più acustico e legato alla tradizione a quello più elettrico e contaminato, dal rock alla world music, dal funk al soul fino alla fusion, ed è proprio di quest’ultimo linguaggio che è divenuto l’icona massima L’apice viene raggiunto con la Mahavishnu Orchestra che fonda assieme al chitarrista John McLaughlin, subito dopo che entrambi i musicisti hanno lasciato la corte di Davis. Gruppo tra i più innovativi, la Mahavishnu Orchestra codifica un nuovo linguaggio tra jazz e rock, crea inediti ponti sonori tra Oriente e Occidente, apre la strada al genere fusion. Poco dopo Cobham intraprende una brillante carriera solista il cui primo tassello è “Spectrum”, album del 1973 che, oltre ad essere il disco di jazz-rock forse più venduto di ogni tempo, è unanimemente considerato la Bibbia per ogni batterista e per il genere jazz-fusion. Da allora il percorso di Cobham è stato un susseguirsi di esperienze, tour, dischi e collaborazioni, da Carlos Santana a George Duke, dalla Glass Menagerie a Peter Gabriel, da Stanley Clarke a Ron Carter, dal gruppo cubano Asere alla finlandese Orrenmaa Band, oltre a quelle con grandi orchestre come le europee Frankfurt Radio Big Band, WDR Big Band di Colonia, London Jazz Orchestra e più di recente, appunto, la Sicilia Jazz Orchestra della fondazione The Brass Group. A 77 anni suonati, insomma, Billy Cobham non ha alcuna voglia di appendere al chiodo le sue leggendarie bacchette.

“Sicilia Jazz Festival”

 

“Sicilia Jazz Festival”, ai nastri di partenza il “Jazz Village” nel centro storico di Palermo

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“Sicilia Jazz Festival”, ai nastri di partenza il “Jazz Village” nel centro storico di Palermo

“Sicilia Jazz Festival”, l’evento promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. Ai nastri di partenza il Jazz Village lungo il centro storico di Palermo. Decine di concerti in contemporanea ogni giorno dalle 18.00 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, Real Teatro Santa Cecilia e Complesso Monumentale Santa Anna. A seguire il PROGRAMMA completo.

Inaugurazione della Installazione Urbana – 14 settembre alle 19.00 al Jazz Village

“Sicilia Jazz Festival”, ai nastri di partenza il “Jazz Village” nel centro storico di Palermo

Ai nastri di partenza il Jazz Village del Sicilia Jazz Festival lungo il centro storico di Palermo. Decine di concerti in contemporanea ogni giorno dalle 18.00 al Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, Real Teatro Santa Cecilia e Complesso Monumentale Santa Anna. Protagonisti assoluti dell’evento, all’interno del Festival, i giovani musicisti dei Conservatori e gli artisti jazz residenti nel territorio siciliano. Fitto il programma di tutta la settimana sino a domenica 19 settembre. Una peculiarità del Sicilia Jazz Festival, manifestazione frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1 febbraio 2006, n. 5), è quella di dare ampio spazio ai giovani talenti, agli studenti che con dedizione e professionalità studiano la musica jazz e hanno così l’opportunità di esibirsi, insieme ai propri Maestri, nelle orchestre e negli ensembles dei propri istituti. Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani, e gli istituti superiori di studi di musica “Vincenzo Bellini” di Catania e “Arturo Toscanini” di Ribera. Un valore aggiunto per il festival, aver presenti tutti i conservatori e tutti i giovani della Sicilia che metteranno in scena tante produzioni orchestral e tante formazioni cameristiche di jazz. Nell’arco di una intera settimana, l’area del Jazz Village verrà animata da note in jazz, già a partire dalle ore 18.00 sino a tarda sera. Il Village coinvolge una vasta area del centro storico di Palermo che circonda il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo, il Real Teatro Santa Cecilia, unico teatro pubblico storico che esiste al mondo destinato al Jazz, entrambe sedi della Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group ed il Complesso Monumentale Sant’Anna. Altra novità assoluta per un festival: per la prima volta ai concerti del 16 e 19 Settembre verranno interamente eseguite le tesi finali con cui i due studenti, Mauro Patti (Batteria e percussioni Jazz) e Alfonso Pace (Pianoforte jazz), hanno  conseguito, con il massimo dei voti e la lode ( 110 e lode),  la laurea al Corso Accademico di Primo Livello nell’A.A. 2020/21, in modalità anti-covid e quindi in assenza di pubblico in sala. Poiché a causa della pandemia da COVID-19,  a decorrere dal mese di Marzo 2020, tanti studenti hanno dovuto affrontare una prova così importante come l’esame di laurea senza la presenza del pubblico e il sostegno e la gratificazione dei loro stessi familiari in sala, durante il Festival verrà organizzata, alla fine del concerto, una proclamazione pubblica dei due studenti laureandi, a cura dell’Istituto superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera, da dedicare simbolicamente a tutti gli studenti dei Conservatori Italiani e al settore dell’Alta Formazione Artistica Musicale che sono stati molto penalizzati dalle inevitabili restrizioni attuate a causa della pandemia mondiale  e con l’auspicio per tutti di una ripresa sempre maggiore delle attività didattiche e artistiche in presenza. Per cui una particolare attenzione viene data ai giovani che studiano musica con un appoggio morale e concreto per il futuro. Grazie al Sicilia Jazz Festival, saranno tutti gli iscritti ai conservatori che avranno una importante occasione nel godere annualmente di un palcoscenico, una vetrina internazionale dove esibirsi ed esprimersi in musica. Questo perché il Sicilia Jazz Festival crede nei giovani, crede nel loro talento permettendo di esprimersi musicalmente accanto ai grandi nomi di artisti internazionali. Quello del festival vuole essere anche un servizio per la collettività, per la comunità, una dimensione di aggregazione, di espressione e di libertà in musica, un momento importante di espressione artistica e musicale per gli studenti. Un servizio utile anche alla gente in generale per ascoltare le musiche ed i linguaggi del nostro tempo. Ciò in cui da sempre, da quasi cinquant’anni, la Fondazione The Brass Group trova l’espressione maggiore. Altro momento particolare, il Sicilia Jazz Festival lo dedica ad una figura importate della musica siciliana. Verrà realizzato un concerto in memoria di Lelio Giannetto, un omaggio ad un grande artista che ha speso una intera esistenza alla musica. In collaborazione con Curva Minore, sarà messo in scena il concerto Instant Composers Pool con la Sicilian Improvisers Orchestra. Inoltre, il Sicilia Jazz Festival crede molto anche alle figure artistiche ed ai musicisti residenti, tant’è che sarà dedicato ampio spazio agli artisti del territorio siciliano, a partire da Gianni Cavallaro, padre storico del jazz siciliano, Gianni Gebbia che si esibirà in trio e che ha avuto successi riconosciuti in diversi città internazionali come New York e Tokyo, Mimmo Cafiero, Vincenzo Palermo, Anna Bonomolo, Umberto Porcaro, Carla Restivo, ed ancora Jumpin Up, Le Cordepazze, Benny Amoroso Trio feat. Federica Amoroso, Folkage – Sicilian Etno Jazz Band, Brasil Fala Italiano, Irish Leaves, Vincenzo Castellana in AcquAria3 SeaShell Odissea, Bernardo Viviano Quartet, Alessandra Mirabella Quintet, Frequenze Retrò, Santi Scarcella e tanti altri ancora il tutto dislocato in un’area che comprende i siti storici tra il Real Teatro Santa Cecilia, il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, il Complesso Monumentale di S. Anna.

Verrà presentata ufficialmente alla stampa, martedì 14 settembre alle ore 19.00, nella piazzetta del Real teatro Santa Cecilia, la Installazione Urbana ispirata alla storia del Brass, posizionata all’interno del Jazz Village e di cui una parte risiede sul ponteggio del Palazzo Valguarnera Gangi su concessione della principessa Carine Vanni Calvello Mantegna. La Installazione è stata curata dalla Regione Siciliana – assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo. Presenti alla cerimonia di inaugurazione l’assessore regionale del turismo, sport e spettacolo, Manlio Messina, il sindaco della città di Palermo, Leoluca Orlando, il presidente della Fondazione The Brass Group, Ignazio Garsia, il direttore generale del dipartimento turismo, Lucia Di Fatta ed rappresentanti dei Conservatori siciliani, gli artisti ed i giovani musicisti.

Info programma completo

www.siciliajazzfestival@live.it

info biglietteria

www.bluetickets.it.

Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo

Di seguito il programma completo del Jazz Village del 15 settembre con note sui gruppi su tutti i siti

Teatro Santa Cecilia

Giovanna Magro Quartet

a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina

Il progetto musicale nasce all’interno del conservatorio A. Corelli di Messina, e fonde le sensibilità musicali di cinque musicisti siciliani e calabresi. Il repertorio spazia dal jazz al funk, fino a toccare sonorità brasiliane. La scelta del programma e gli arrangiamenti sono a cura della leader Giovanna Magro ed è caratterizzato da una ritmica funk che va ad integrarsi con melodie, armonie e assoli prettamente jazzistici.

Giovanna Magro – voice

Fabio Tiralongo – tenor sax, soprano sax & flute

Carlo Alberto Proto – guitar

Tommaso Pugliese – bass

Riccardo Salvatore – drums

Giammichele Taormina racconta Omaggio a Tony Scott nel centenario della sua nascita

a cura dell’Istituto superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera

Il progetto nasce come forma di omaggio per le celebrazioni del centenario dalla nascita di Tony Scott, grande clarinettista e polistrumentista di origini siciliane. Inframezzandosi tra le musiche inserite nella playlist dedicata al Maestro, Gianmichele Taormina racconterà in forma romanzata, diaristico, storica, i suoi passaggi salienti, le curiosità e gli aneddoti.

Alessandro Scibetta – clarinet

Rodolfo Pagano – piano

Andrea Marchetta – guitar

Domenico Pontillo – bass

Giuseppe Oliveri – drums

Gianni Cavallaro Septet

Il repertorio, interamente arrangiato dall’eclettico batterista palermitano è molto vicino alle sonorità dell’hard bop non disdegnando il funky ed il latin grove. Brillantezza e dinamicità quindi, sono comuni denominatori che dopo anni di esibizioni nei teatri e nei jazz clubs italiani risultano ben rodati, non tralasciando gli elementi fondamentali dell’ensamble che sono la predisposizione all’allegria ed al sano divertimento.

Vito Giordano – trumpet

Orazio Maugeri – alto sax

Claudio Giambruno – tenor sax

Giovanni Conte – piano

Sergio Munafò – guitar

Riccardo Lo Bue – bass

Gianni Cavallaro – drums

Chiesa dello Spasimo

Eba Trio

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

 “C’è chi ti capisce senza che tu dica una parola, e chi non capirebbe nemmeno se glielo spiegassi con mille parole. Questa è la complicità.” Questo è il trait d’union dell’ EBA Trio che presenta un repertorio di brani tratti dalla tradizione jazz e bossa nova e alcune composizioni originali.

Arabella Rustico – bass & voice

Bruno Crescente – guitar & voice

Edoardo Donato – sax

Benny Amoroso Trio feat. Federica Amoroso – Omaggio a Miles Davis

 Il progetto nasce come omaggio ad uno dei più grandi musicisti e sperimentatori jazz della storia della musica, interpretando noti standard con stili diversi e suoni elettronici, coinvolgendo musicisti che spaziano su una conoscenza di linguaggio che vanno dal jazz classico ad un più moderno fusion/pop.

Benny Amoroso – trumpet

Federica Amoroso – voice

Michele Pantaleo – guitar

Giacomo Bertuglia – bass

 Claudio Palana Trio

a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina

Chiostro di Sant’Anna

Blues & Roots – Sud Orientale Jazz Workshop

 Daniele Limpido – alto sax

Giorgio Garozzo – alto sax

Rino Cirinnà – tenor sax tenore

Fabio Tiralongo – bariton sax

Rosario Patania – trombone

Giuseppe Consiglio – trombone

Gabriele Agosta – piano

Santi Romano – bass

Stefano Ruscica – drums 

“Sicilia Jazz Festival”, inaugurazione dell’Installazione Urbana dedicata a “Una storia di Jazz” | Palermo, 14 settembre ore 19:00

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Installazione Urbana dedicata a “Una storia di Jazz”

Un evento nell’evento per il “Sicilia Jazz Festival”. La manifestazione promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. Inaugurazione dell’Installazione Urbana dedicata a una storia di Jazz, Piazzetta Real Teatro Santa Cecilia 19.00

Installazione Urbana dedicata a “Una storia di Jazz”

Un evento nell’evento è quello che accade al Sicilia Jazz Festival, la manifestazione frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione the Brass Group, ente a partecipazione pubblica (legge 1° febbraio 2006, n. 5). Verrà presentata ufficialmente alla stampa, martedì 14 settembre alle ore 19.00, nella piazzetta del Real teatro Santa Cecilia, la Installazione Urbana ispirata alla storia del Brass, posizionata all’interno del Jazz Village e di cui una parte risiede sul ponteggio del Palazzo Valguarnera Gangi su concessione della principessa Carine Vanni Calvello Mantegna. La Installazione è stata curata dalla Regione Siciliana – assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo. Presenti alla cerimonia di inaugurazione l’assessore regionale del turismo, sport e spettacolo, Manlio Messina, il sindaco della città di Palermo, Leoluca Orlando, il presidente della Fondazione The Brass Group, Ignazio Garsia, il direttore generale del dipartimento turismo, Lucia Di Fatta ed rappresentanti dei Conservatori siciliani, gli artisti ed i giovani musicisti.

 

Bellezza e potere del sorriso! | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini

Amiche ed Amici carissimi, il sorriso è l’espressione non verbale più eloquente, istantanea ed eclettica che possiamo esprimere e, soprattutto, ben predispone nei nostri confronti chi ci circonda.

Definisco il sorriso un “passpartout”.

Daniela Cavallini

Con un sorriso possiamo chiedere una cortesia senza proferire parola: abbiamo le mani occupate e siamo in difficoltà ad aprire una porta? Ecco che con un sorriso appena accennato, chi ci è vicino, non tarderà ad aprirla per noi; stiamo salendo sul treno ed il nostro bagaglio è voluminoso? Un sorriso è più eloquente di tante parole per chiedere  aiuto, così come per ringraziare. 

Talvolta il sorriso è disarmante: provate sorridere rispondendo con garbo a chi vi insulta perché, ad esempio, avete commesso un’infrazione in auto…  solitamente accade che  “l’attaccante” – ragione o torto che abbia – brontola moderando i toni e si congeda oppure, se è una persona gentile che ha solo momentaneamente  perso le staffe,  potrebbe a sua volta scusarsi per avere esagerato.

Provate, nell’ambito di una riunione in ufficio o nel bel mezzo di un acceso dibattito, elargire un bel sorriso a chi è accanitamente contro di voi: fa miracoli!

Il sorriso può mostrare consenso, così come dissenso: rivolgere al protagonista di un comportamento arrogante  un altero sorrisetto beffardo… non ha prezzo!

Vi è un ulteriore stile  di sorriso, ovvero quello che viene definito il  classico “sorriso di plastica”: falso, riconoscibile ed irritante.

Ma non è tutto.  Se finora ho enfatizzato l’aspetto “funzionale” – talvolta forse prosaico – del sorriso, è solo per riservare all’epilogo la parte migliore: sorridere per esprimere una gioiosa emozione…  quando si dice “sorridere con gli occhi”!

Lo sguardo è, insieme al sorriso, l’indicatore del nostro stato d’animo. “Sorridere con gli occhi” non può che essere spontaneo, talvolta persino un’involontaria espressione di felicità e, soprattutto una manifestazione sincera:  impossibile simulare la gioia che non si prova.

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

Pillole di psicologia pratica. III puntata. L’ansia e il corpo | di Silvia Ruggiero

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Silvia Ruggiero

Talvolta capita che quando non stiamo bene, quando ci sentiamo agitati, come se stesse per succedere qualcosa di brutto, il nostro corpo risponde con un cambiamento nelle funzioni di base: respirazione, battito cardiaco, deglutizione, digestione etc.

Questo ci mette in ulteriore allarme sui possibili problemi fisici che questi sintomi potrebbero rappresentare: in altre parole scambiamo questo “correlato fisiologico dell’ansia” per un problema fisico a sé e, dato che avevamo già un alto livello d’ansia di base, ci spaventiamo e questo livello sale ulteriormente. (Ad esempio andiamo al pronto soccorso per una tachicardia e ne usciamo con una diagnosi di ansia generalizzata).

Quindi ci allarmiamo e ci concentriamo su questi “segni dell’ansia” che ormai interpretiamo come “sintomi” di altre possibili “malattie”. Ecco siamo entrati così in un circuito che si auto-alimenta dal quale è difficile uscire ma non impossibile.

Se siamo in ansia ci sarà un motivo reale (presente e/o passato), bisogna concentrarsi su quello e non sui sintomi fisici, altrimenti ci incastriamo ancora di più in un malessere generalizzato che si tradurrà in una riduzione delle attività quotidiane e quindi dell’autonomia e della libertà personale.

Silvia Ruggiero

Silvia Ruggiero

“AMORE E PSICHE” Mostra Collettiva Internazionale – Presentazione dello Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Grasso – Evento a cura del Critico d’Arte Maria Palladino

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COMUNICATO STAMPA: “AMORE E PSICHE”
Mostra Collettiva Internazionale
Presentazione dello Storico e Critico d’Arte Prof. Giorgio Grasso
Evento a cura del Critico d’Arte Maria Palladino

L’evento “Amore e Psiche” trae ispirazione dal mito omonimo, narrato nell’XI libro delle “Metamorfosi”, o “Asino d’oro” di Lucio Apuleio, unico romanzo in lingua latina arrivato fino a noi, e datato al tardo II d.C. Il protagonista del romanzo è Lucio, un numida, cittadino di Madauro (come Lucio Apuleio stesso), che viaggiando in Tessaglia, terra di magia, spinto dalla curiosità, decide di intraprendere l’apprendimento delle arti magiche.
Il peccato della curiosità lo condurrà ad un lungo travaglio di colpa ed espiazione, alla fine del quale, riacquistando le fattezze di uomo, si dedicherà al culto dei misteri di Iside e Osiride, e per volere di Osiride si trasferirà a Roma, dove eserciterà la professione dell’avvocatura.
Un “romazo di formazione” pertanto, incentrato sul tema della “curiositas”, cardine anche nella leggenda di “Amore e Psiche” che la rispecchia in tal senso: la dea Venere, mossa ad invidia dalla bellezza straordinaria della fanciulla, invia suo figlio Amore a scoccarle una freccia, perché essa possa innamorarsi dell’uomo più brutto e avaro della terra. Ma il dio sbaglia la mira, e la freccia colpisce il suo stesso piede, così si innamora perdutamente di Psiche e, con uno stratagemma, la fa condurre da Zefiro nel suo palazzo, dove consuma con lei un’ardente passione, sempre però al buio, al fine di non essere riconosciuto, e non incorrere nelle ire di sua madre. Ma Psiche, istigata dalle invidiose sorelle, che l’hanno raggiunta al palazzo, guarda Amore di nascosto alla luce di una candela, e rimane folgorata dalla sua bellezza.
Una goccia di cera cade sul volto del dio, che si sveglia ed allontana Psiche dal palazzo. Solo dopo innumerevoli traversie, messa alla prova da Venere, Psiche viene salvata da Amore, con l’aiuto del padre Giove e, divenuta dea, delle fanciulle e dell’anima, potrà ricongiungersi al suo sposo.
La curiosità, la colpa e l’espiazione, grazie alle quali l’anima, attraverso l’amore, o la spiritualità, raggiunge l’immortalità, sono inoltre il filo conduttore che ci collega al Libro della Genesi ed all’origine dei progenitori, Adamo ed Eva, e altresì al mito di Orfeo ed Euridice: Orfeo, simbolo dell’Arte e dell’Artista, ama ed è riamato da Euridice, simbolo dell’anima. Sarà anche in questo caso la curiosità, a determinare il peccato e la dannazione.
Lo slancio creativo che dà impulso al gesto dell’Artista, e lo ispira, diviene la “curiositas”, la quale attraverso l’espressione e l’esternazione del suo genio, lo sostiene e lo conduce all’elevazione, al di là dei limiti umani.
Questo il soggetto e l’intendimento di questa mostra collettiva, nel celebrare il ruolo spirituale fondamentale della cultura e dell’arte.
In esposizione opere degli artisti:
Alda Delledonne, Alexandra Van Der Leeuw, Anna Tedone, Annarita Micheli, Elisa Cattin-Reiser, Floriana Pace, Germana Bedont, Gianfranco Montessoro, Letizia Novelli, Lisa Sabbadini, Manuela Lecis, Marino Salvador, Monica Isabella Bonaventura, Nadia Ferrari, Pablo T., Piergiorgio Dessì, Roberto Molteni, Sara Gusberti, Val, Vesna Faiazza.

Durante l’inaugurazione, avrà luogo la presentazione del romanzo “L’intreccio Amore e Psiche” della scrittrice Anna Giuliano, con la presenza dell’autrice.
Verranno inoltre esposte e presentate in personale, le sette opere illustrative del libro, ad opera del pittore e poeta Roberto Molteni. Sarà presente l’artista.
Per l’occasione, il gruppo musicale “Saturno Contro” eseguirà il brano “Amore e Sesso”, composto su ispirazione del romanzo.
 
Venice Art Gallery, Calle del Tragheto 2799, Dorsoduro (fra Campo San Barnaba e Ca’ Rezzonico).
La mostra resterà visitabile fino al 2 Ottobre.
Orari di apertura: giovedì – domenica 16:00 – 19:00. Ingresso libero nel rispetto delle attuali norme anti-Covid.
Per informazioni:
Maria Palladino
3341695479
audramsa@outlook.it

Spiritualità, religione e vita mistica: l’affascinante mondo di Anneli ǀ Intervista ad Anneli Sinkko ǀ di Maria Teresa De Donato

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Oggi sono molto lieta di ospitare una cara amica e collega autrice con cui ho avuto il privilegio di lavorare in passato: la Dr.ssa Anneli Sinkko, Reverendo (Pensionata)

Anneli è una donna molto intelligente che vive una vita molto interessante e stimolante, come scopriremo in seguito. Probabilmente lei riassumerebbe il tutto affermando che è “solo una vecchia signora”, ma posso assicurarvi che nulla potrebbe essere più lontano dalla verità.

Quello che ho sempre ammirato in Anneli è che, nonostante sia brillante e molto istruita, è anche una persona molto semplice e umile, cosa molto rara da trovare al giorno d’oggi.

Per sua ammissione, Anneli è una mistica per natura e ha sperimentato visioni, sogni e segni dal suo Signore.

Detto questo, le darò la benvenuta e lascerò che si presenti.

 

MTDD: Ciao Anneli e benvenuta nel mio Salotto Culturale Virtuale. Sono molto felice di averti qui come mia ospite oggi.

AS: Grazie Teresa – che emozione essere intervistata – sono felice di essere qui.

 

MTDD: Anneli, perché non inizi presentandoti ai nostri lettori e raccontandoci dei tuoi studi, della tua professione e di qualunque cosa desideri condividere con noi?

AS: Sono una donna anziana, ora 83enne, nata in Finlandia – vivo in Australia. Quando ero piccola ricevetti un libro di compleanno con citazioni per ognuno di essi che consigliavano cosa una persona nata in quel giorno avrebbe dovuto fare da grande. In esso la lettura per il 4 gennaio era: “scolpisci un bastone da viaggio dall’albero della conoscenza”. Quindi, ho perseguito la saggezza/conoscenza per la maggior parte della mia vita. Sono affascinata dalle interpretazioni bibliche di vari studiosi e talvolta vado alla ricerca di nuove cose da scoprire. Anche le lingue quali l’ebraico e in particolare la koinè greca apportano una nuova comprensione ai testi antichi e amo insegnare ciò che ho imparato. Amo anche la predicazione perché poi posso vedere come la parola viva si fa carne e cambia la vita degli altri e sento di aver adempiuto alla mia chiamata di ministro.

 

MTDD: Sebbene nata in Finlandia, decenni fa hai deciso di lasciare la tua terra natale ed emigrare in Australia.

Puoi raccontarci le principali sfide che hai incontrato e come sei riuscita ad adattarti a una nuova cultura?

AS: Il primo shock è stato quando siamo andati in un ristorante a Melbourne e mio marito ha mangiato ostriche. Non sapevo che gli piacessero – non ne sono mai stata una grande fan. Poiché parlavo inglese, era ragionevolmente facile adattarsi, ma mi sono anche resa conto che l’Australia è un continente molto secco e caldo. Quando mia figlia aveva solo poche settimane ho dovuto metterla in una cesta in un bagno e accendere la doccia perché c’era una tempesta di sabbia e non c’era l’aria condizionata. Penso di essermi adattata bene – il mio primo lavoro è stato come tassista – sono stata una delle prime donne a Brisbane.

 

MTDD: La spiritualità e la religione sono sempre state il perno centrale della tua vita.

Parliamo di loro e del bisogno che hai sentito nel corso degli anni di essere sempre più coinvolta in qualunque chiesa tu abbia frequentato.

AS: Il mio problema è che sono in un certo senso perfezionista e molto spesso mi sento completamente male quando qualcuno presenta una dichiarazione o un messaggio indegno su Dio e il suo Regno. Ed è anche vero quello che hanno detto al Trinity Theological College che alcune persone mi amano mentre altre mi odiano. Quindi ho vissuto la maggior parte della mia vita in un mondo in bianco e nero. Forse riflette la Finlandia, dove gli inverni sono così bui e le estati così chiare; una dualità simile si trova anche nel Vangelo di Giovanni dove Dio è totalmente buono e il male è totalmente cattivo. Mi chiedo perché le persone non possano vedere il male presente nel nostro mondo. Quello che mi rattrista è che la chiesa stia cercando di adeguarsi ai parametri del Mondo invece di essere la Chiesa!

 

MTDD: Dalla Chiesa luterana che hai frequentato sia in Finlandia sia in Australia, non appena ti sei trasferita, sei stata coinvolta nella Missione aborigena dell’entroterra a Inala, nel Queensland, dove sei stata nominata zia onoraria.

Puoi raccontarci di quella tua esperienza e come pensi che possa aver arricchito ulteriormente la tua vita?

AS: Amavo i miei amici aborigeni; mi incaricarono di predicare loro. Sono stata anche coinvolta con la chiesa delle Fiji ed è stata la loro profonda spiritualità che mi ha dato così tanto amore. Vedete, amarsi l’un l’altro è il comandamento più potente e il dono spirituale più importante che sia mai stato dato ai seguaci di Gesù Cristo.

 

MTDD: Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, i tuoi studi ti hanno portata al Trinity Theological College e poi all’Università del Queensland, dove ti sei laureata con lode in Studi religiosi. Grazie ai tuoi studi accademici, Anneli, tu puoi leggere sia l’ebraico classico sia il greco antico, che, insieme all’aramaico, sono le principali lingue utilizzate nelle Sacre Scritture originali (la Bibbia).

In che misura quegli studi, oltre all’apprendimento di queste antiche lingue, ti hanno aiutata a comprendere meglio le Scritture, a rafforzare la tua fede e ad essere più efficace nel tuo ministero cristiano?

AS: Gli studi che ho potuto frequentare all’Università del Queensland mi hanno davvero aperto gli occhi e permesso di vedere la bellezza delle lingue antiche e la ricchezza delle Scritture. Ho avuto la fortuna di avere eccellenti insegnanti amorevoli che hanno condiviso il mio entusiasmo e mi hanno incoraggiata a eccellere. Durante quel periodo non ero solo una studentessa, ma sono cresciuta fino a diventare una insegnante.

 

MTDD: Sei stata la prima donna finlandese ordinata Ministro della Parola con la Chiesa Unita in Australia e hai dedicato la tua vita a predicare la Parola di Dio, insegnare, tenere conferenze e aiutare gli altri.

Cosa puoi dirci di questo grande risultato e cosa ha significato per te e la tua Chiesa?

AS: La Chiesa era molto stanca di me. Ero un pesce fuor d’acqua. In realtà credevo a ciò che era scritto nella Bibbia. Erano stupiti che fossi in grado di ottenere un Master in Filosofia, ma erano a disagio per il fatto che avessi le mie idee sul modo in cui la chiesa si stava muovendo verso il mondo e non verso il Cristo crocifisso.

 

MTDD: Quali sono alcune delle principali differenze che hai notato nel corso degli anni tra le organizzazioni religiose/chiese che hai frequentato e come potrebbero aver influenzato la tua fede e il tuo ministero?

AS: Nella nostra chiesa abbiamo molti portali attraverso i quali le persone cercano di intravedere Dio. Ma cosa vedono? Questi studi portano al mondo e la chiesa si perde nei tanti corridoi bui che promettono opportunità ma non conducono all’unica fonte di vita: Gesù Cristo. Ora che sono anziana posso vedere più chiaramente dove stiamo sbagliando, ma proprio perché sono anziana non c’è molto che io possa fare al riguardo. Quindi prego – e prego e prego…

 

MTDD: Ti sei definita una mistica.

Come mai? E ci sono esperienze che vorresti condividere con i nostri lettori a riguardo?

AS: Anam Cara Books mi ha menzionata come una “mistica moderna”… beh, non lo so, forse lo sono. Dove sono – Vivo in due mondi: questo mondo presente e il mondo in cui vive Dio. …Ho avuto visioni di Gesù e ho esorcizzato i demoni. Ma poi – forse tutti dovremmo avere questo tipo di incontri con il Divino e per qualche ragione non lo facciamo. Ho chiesto al mio Signore perché gli altri non possono vederlo camminare per le strade del nostro mondo e lui mi ha risposto; sorridendo tristemente: non credono in me. Perché devo essere io – non lo so…

 

MTDD: Come hai finito per diventare una scrittrice?

AS: Ho sempre scritto. La tesi di Master è diventata un libro – grazie a te Teresa. Non mi sarei mai sognata di scrivere un libro. Grazie mille. … L’altro: Dio è più grande di Google (God is Bigger than Google) è diventato un libro perché sono stata quasi costretta a scriverlo, essendo stata male per tanto tempo.

 

MTDD: Nel 2016 abbiamo unito i nostri sforzi, conoscenze e competenze e abbiamo creato il libro Hunting for The TREE of LIFE: A Spiritual Journey in the Garden Traditions (Edizione italiana: A Caccia dell’ALBERO della VITA – Un viaggio spirituale nelle tradizioni del giardino) Mi è stato chiesto più di una volta chi potrebbe essere interessato a questa pubblicazione e trarne beneficio. Finora ho sempre risposto che tutti possono beneficiarne e che il potenziale lettore non deve essere necessariamente una persona religiosa, ma piuttosto un individuo interessato alle questioni spirituali e aperto a valutare diversi punti di vista, magari anche a mettere in discussione le proprie credenze…

Come risponderesti a questa domanda e perché?

AS: Del libro beneficerà sicuramente uno studioso serio. Ma apre anche un nuovo modo di vedere le cose a una persona che cerca certezza nella propria vita di fede o solo sicurezza nella vita mondana. Molto tempo fa ho visto libri che si chiamavano “I libri di Everyman” … A Caccia dell’ALBERO della VITA è un libro di Every Man perché dà risposte alle domande fondamentali della vita; ‘Dio esiste?’; ‘Chi è Gesù?’; ‘Perché c’è la sofferenza?’… ‘C’è la vita eterna?’ – e così via.

MTDD: Simbolismi, metafore e simili mi hanno sempre incuriosita, ed è per questo che mi attraggono libri come la Bibbia.

Perché secondo te i simbolismi e le metafore affascinano le persone e come possono aiutarle?

AS: Molto spesso Gesù insegnava usando le parabole. Prendine una, ben nota, quella del figliol prodigo. Questa storia insegna fondamentalmente che Dio ti ama, qualunque cosa tu abbia fatto. Se guardi il Cantico dei Cantici, si legge come un romanzo sexy. Ma in realtà è un’allegoria dell’intima relazione amorosa tra Dio e Israele – e più tardi tra Cristo e la chiesa. La funzione fondamentale della Bibbia è che quando la studi il libro stesso ti si legge.

 

MTDD: Nel 2017 hai pubblicato God is Bigger than Google, un libro dal titolo accattivante che ho avuto il privilegio di leggere e recensire. Nella mia recensione, ho parzialmente affermato,

“Mi ha completamente ipnotizzata.

Oltre al titolo, che già di per sé colpisce… Il suo messaggio arriva dritto al cuore del lettore e, indipendentemente dall’essere d’accordo con lei o meno, tutti possiamo relazionarci con lei.”.

Come sei arrivata a scrivere questo libro e come ti è venuto in mente un titolo del genere?

AS: Sono stata male, in ospedale per 9 lunghe settimane e 9 operazioni alla mia povera gamba – e il mio Signore Gesù ha avuto la mia totale attenzione. Mi ha chiesto di scrivere un libro su di lui e su di me; come l’ho incontrato e come abbiamo viaggiato insieme. È stata più di ogni altra cosa un’esperienza profondamente spirituale e da essa ho imparato che per trovare il Signore Gesù forse dovremmo trovarci tutti in una situazione di dolore e di bisogno di silenzio – in quale altro modo cercheremmo altrimenti l’aiuto di Dio? Forse questo covid non è una maledizione ma un’opportunità per cercare il Signore. Che ne sa una vecchia come me!

 

MTDD: Se potessi riassumere la tua vita fino ad ora… Come la descriveresti?

AS: Un viaggio emozionante – e non è ancora finito.

 

MTDD: Anneli, è stato un piacere incontrarti oggi.

Vogliamo ricordare ai nostri lettori che le pubblicazioni di cui abbiamo parlato sono entrambe disponibili sui Canali di Distribuzione Amazon e ordinabili anche in libreria.

Come possono mettersi in contatto con te?

AS: Basta andare su Google e digitare ‘Amazon’ – e cercare il nostro libro A Caccia all’ALBERO della VITA o la mia piccola offerta: God is Bigger Than Google (Dio è più grande di Google). Sono anche su Facebook e ho sermoni [o discorsi] su YouTube: “Anneli’s Place

Grazie per avermi ospitata Teresa – sei una Star!

I grandi nomi del “Sicilia Jazz Festival” al Teatro di Verdura di Palermo dal 13 settembre 2021

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Samuel

Il Sicilia Jazz Festival continua con successo con grandi nomi.

Un avvenimento unico con tante eccellenze artistiche promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo. In scena in una prima nazionale Samuel e Orchestra Jazz Siciliana con arrangiamenti inediti e direzione del Maestro Domenico Riina,  feat. Roy Paci e Johnny Marsiglia.

Ai nastri di partenza di partenza anche il Jazz Village con I Conservatori siciliani ed i musicisti resident Jazz Village a partire dalle ore 18.00 – Teatro di Verdura, ore 21.30

Palermo 13 settembre. Tra gli elementi qualificanti che rendono esclusivo il programma di questa prima edizione del Sicilia Jazz Festival vi sono certamente le produzioni originali di progetti musicali che riguardano l’Orchestra Jazz Siciliana e solisti di riconosciuto valore. Il primo di tali progetti è probabilmente anche il più insolito perché ne è protagonista il cantante torinese Samuel Romano, in arte semplicemente Samuel, artista che ha conquistato fama e popolarità con un rock alternativo che dialoga volentieri col pop, con l’elettronica, con la techno, con l’hip hop e con molte altre declinazioni della musica contemporanea. Il Sicilia Jazz Festival è frutto della collaborazione tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, i Conservatori di Musica del territorio regionale e la Fondazione the Brass Group, avvenimento unico per un festival a livello nazionale, e si pone come ulteriore obiettivo la sinergia strutturale tra le istituzioni didattiche, i musicisti del territorio e le maestranze locali. L’organizzazione artistica e la produzione del Sicilia Jazz Festival è affidata alla Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica. Ed il Brass Group è stato ideato da Ignazio Garsia come gruppo di ottoni – da cui “The Brass Group” – ed è l’unico ente italiano di produzione di musica jazz e la sua Orchestra Jazz Sicilia – The Brass Group rappresenta per legge 1° febbraio 2006, n. 5, la prima e unica orchestra di jazz a partecipazione pubblica. In scena martedì 14 settembre alle ore 21.30 il concerto Samuel e Orchestra Jazz Siciliana diretta da Domenico Riina, feat. Roy Paci e Johnny Marsiglia. Samuel è co-fondatore e voce dei Subsonica, leggendaria band che 25 anni fa aveva dato uno scossone innovativo al panorama musicale nazionale proponendo un’insolita miscela di tradizione pop-rock italiana e nuove sonorità elettroniche con testi aggressivi, libertari e fortemente aderenti alla realtà del mondo circostante. Una band che dopo una storia lunga ormai un quarto di secolo mantiene freschezza e forza espressiva. Parallelamente all’impegno di frontman dei Subsonica (hanno da poco terminato una trionfale tournée), Samuel da alcuni anni ha intrapreso una fortunata carriera solista pubblicando un paio di album, “Il codice della bellezza” del 2017 e “Brigata bianca” del gennaio di quest’anno, che hanno avuto il plauso della critica e notevole riscontro di pubblico. Mettere dunque assieme una blasonata orchestra jazz ed un artista apparentemente così estraneo al linguaggio improvvisato poteva apparire una notevole incongruenza ma così non è, come spiega lo stesso Samuel: «Prima di dedicarmi alla musica che abitualmente faccio coi Subsonica o da solista ho studiato a lungo e con passione canto jazz. Per me è stato un decennio di fondamentale importanza per la mia formazione artistica sia perché ho appreso gli elementi fondamentali del jazz sia perché ho avuto modo di conoscere, studiare e innamorarmi di artisti meravigliosi a me prima sconosciuti. Di quel periodo ricordo bene che nella mia formazione vocale un ruolo importante lo hanno avuto Chet Baker e Al Jarreau, anche se i loro rispettivi stili sono certamente assai distanti dal mio. Certo le canzoni che eseguiremo con l’Orchestra Jazz Siciliana, tutte tratte dai miei due album solistici, sono nate con una veste sonora del tutto differente da quella di un contesto jazz ma il bello della musica sta proprio nello riscoprire armonicamente i miei brani quando cambia la loro forma. Una canzone, se ha carattere e spessore, mantiene intatta la propria bellezza quale che sia l’arrangiamento in cui viene eseguita. Inoltre, a spingermi a confrontarmi con un’orchestra di rango come la OJS e con una bacchetta prestigiosa come quella di Riina è stato un esperimento analogo compiuto alcuni anni fa con una marchin’ band di ottoni». Con Samuel e con la OJS sul palco ci saranno anche come ospiti speciali un paio di artisti siciliani: il trombettista Roy Paci ed il rapper Johnny Marsiglia. «Al di là dei rapporti di amicizia che ci legano – aggiunge Samuel – la loro presenza è ampiamente motivata dal fatto che entrambi hanno collaborato a “Brigata bianca”. Roy lo conosco da tempo e lo apprezzo non soltanto per il suono dei suoi strumenti, tromba e flicorno, ma anche per la genialità di certi suoi arrangiamenti; di Johnny mi affascina il calore ed il colore fortemente siciliano del suo canto rap. In realtà, se fosse stato possibile avrei voluto altri amici siciliani con me, ad esempio Colapesce con cui abbiamo scritto e interpretato “Cocoricò” nel mio ultimo album. Per certi versi, io mi sento molto siculo sia perché ho scoperto che alcuni rami della mia famiglia provengono da Palermo e da Marsala sia perché per molti anni ho praticamente vissuto nella vostra città ove ho intrecciato amicizie bellissime che durano tuttora sia, infine, perché da un paio d’anni organizzo un festival estivo alle Eolie che ha la particolarità di svolgersi su barconi che girano per l’arcipelago».

Giunto alla sua seconda giornata, il Sicilia Jazz Festival entra nel vivo e oltre ai concerti al Teatro di Verdura attiva la programmazione nell’area del jazz village che si estende tra il Real Teatro Santa Cecilia ed i complessi monumentali di Santa Maria dell’Assunta e di Santa Maria dello Spasimo. Il cartellone è un compendio abbastanza esaustivo del miglior jazz siciliano e riguarda un po’ tutte le generazioni che si sono succedute nel tempo. A queste eccellenze si aggiungono anche il contributo fondamentale dei conservatori e istituti musicali della Sicilia (Scarlatti di Palermo, Corelli di Messina, Scontrino di Trapani, Bellini di Catania e Toscanini di Ribera), ciascuno dei quali presente con interessanti progetti affidati a formazioni costituite da prestigiosi docenti e dai giovani talenti che fanno parte dei propri vivai. Segue programma dettagliato del Real Tatro Santa Cecilia, del Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo ed il Complesso Monumnetale  Sant’Anna (dalle ore 18 in poi, abbonamento giornaliero 5 euro, settimanale 10 euro, validi per tutti i concerti dei tre siti).  Così il coinvolgimento di importanti siti storici quale attrattiva turistica della città di Palermo, come il Teatro di Verdura, il Complesso Monumentale di S. Anna,il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo ed il Real Teatro anta Cecilia e non basta. Verranno così coinvolte le Marching Brass Street Band e la Zebra Marching Band che gireranno lunghe le vie del centro storico per far respirare aria di musica e note in jazz come segno tangibile di vita e di movimento, proprio subito dopo il periodo del lockdown, un periodo di dura prova per tutti gli artisti ed il mondo dello spettacolo. All’interno del Festival, sarà organizzato anche un Jazz Village che si realizzerà in Piazza Sant’Anna, Piazza Croce dei Vespri e Piazza Teatro Santa Cecilia. “Ci sono tutti i presupposti perché Palermo diventi la capitale del jazz nel Sud Europa. Abbiamo pensato e voluto il Sicilia Jazz Festival come appuntamento catalizzatore non solo degli appassionati di questo genere musicale – che sono moltissimi – ma come vero e proprio evento culturale itinerante. I siti storici della capitale siciliana diventeranno palcoscenico naturale per la rassegna che, grazie ai nomi di prestigio internazionale in cartellone, sarà uno dei più importanti appuntamenti del nostro “bellissimo settembre” – annuncia il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Per l’assessore regionale al Turismo Sport e Spettacolo, Manlio Messina: “Il Sicilia Jazz Festival è il primo grande avvenimento di musica dopo ben 50 anni quando si visse quel meraviglioso evento di Palermo Pop, il festival che nei primi anni ‘70 fece approdare il grande jazz in Sicilia o quando uno dei più leggendari giganti del jazz, Miles Davis, si esibì allo Stadio della Favorita durante uno dei festival europei più spettacolari, il Fusion Time del 1986. Ritorna finalmente il grande appuntamento in musica voluto fortemente dall’attuale amministrazione regionale, e l’assessorato che ne rappresento ne promuove l’iniziativa con l’intento, ne sono certo, di farne un festival a cadenza annuale quale volano ed attrattiva di grande significato culturale per il turismo della nostra Isola e per una fattiva ripresa economica dopo il lockdown causato dalla pandemia”. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dichiara:”Il Sicilia Jazz Festival è una rassegna a livello internazionale che conferma protagonista un genere musicale simbolo di arricchimento e contaminazione positiva fra culture e sensibilità diverse. Palermo, ormai da anni, anche attraverso il jazz, grazie all’eccellenza internazionalmente riconosciuta del Brass Group che opera nelle prestigiose sedi del Teatro Santa Cecilia e dello Spasimo, promuove anche così il cambiamento culturale che contraddistingue la città riconosciuta ormai come una delle capitali mondiali del jazz.”

 

I Conservatori siciliani fiore all’occhiello del Sicilia Jazz Festival.

Spazio ai giovani talenti e ai musicisti residenti

 

Una peculiarità del Sicilia Jazz Festival è quella di dare ampio spazio ai giovani, ai talenti, agli studenti che studiano con dedizione e professionalità la musica jazz esibendosi nelle orchestre o con i propri ensembles. Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori del territorio siciliano che si esibiranno in diverse esibizioni con protagonisti i propri allievi accompagnati dai Maestri dei propri Dipartimenti Jazz. Una vera vetrina in musica per il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani, e gli istituti superiori di studi di musica “Vincenzo Bellini” di Catania e “Arturo Toscanini” di Ribera. Un valore aggiunto per il festival, aver presenti tutti i conservatori e tutti i giovani della Sicilia che metteranno in scena tante produzioni compreso le formazioni cameristiche di jazz. Nell’arco di una intera settimana, l’area del Jazz Village verrà animata da note in jazz, già a partire dalle ore 18.00 sino a tarda sera. Il Village coinvolge una vasta area del centro storico di Palermo che circonda il Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo, sede della Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, il Real Teatro Santa Cecilia, unico teatro pubblico storico che esiste al mondo destinato al Jazz ed il Complesso Monumentale Sant’Anna. Altra novità assoluta per un festival: per la prima volta ai concerti del 16 e 19 Settembre verranno interamente eseguite le tesi finali con cui i due studenti, Mauro Patti ( Batteria e percussioni Jazz)  e Alfonso Pace ( Pianoforte jazz), hanno  conseguito, con il massimo dei voti e la lode ( 110 e lode),  la laurea al Corso Accademico di Primo Livello nell’A.A. 2020/21, in modalità anti-covid e quindi in assenza di pubblico in sala. Poiché a causa della pandemia da COVID -19,  a decorrere dal mese di Marzo 2020, tanti studenti hanno dovuto affrontare una prova così importante come l’esame di laurea senza la presenza del pubblico e il sostegno e la gratificazione dei loro stessi familiari in sala, durante il Festival verrà organizzata, alla fine del concerto, una proclamazione pubblica dei due studenti laureandi, a cura dell’Istituto superiore di Studi Musicali “Arturo Toscanini” di Ribera , da dedicare simbolicamente a tutti gli studenti dei Conservatori Italiani e al settore dell’Alta Formazione Artistica Musicale che sono stati molto penalizzati dalle inevitabili restrizioni attuate a causa della pandemia mondiale  e con l’auspicio per tutti di una ripresa sempre maggiore delle attività didattiche e artistiche in presenza. Per cui una particolare attenzione viene data ai giovani che studiano musica con un appoggio morale e concreto per il futuro. Grazie al Sicilia Jazz Festival, saranno tutti gli iscritti ai conservatori che avranno una importante occasione nel godere annualmente di un palcoscenico, una vetrina internazionale dove esibirsi ed esprimersi in musica. Questo perché il Sicilia Jazz Festival crede nei giovani, crede nel loro talento permettendo di esprimersi musicalmente accanto ai grandi nomi di artisti internazionali. Quello del festival vuole essere anche un servizio per la collettività, per la comunità, una dimensione di aggregazione, di espressione e di libertà in musica, un momento importante di espressione artistica e musicale per gli studenti. Un servizio utile anche alla gente in generale per ascoltare le musiche ed i linguaggi del nostro tempo. Ciò in cui da sempre, da quasi cinquant’anni, la Fondazione The Brass Group trova l’espressione maggiore. Altro momento particolare, il Sicilia Jazz Festival lo dedica ad una figura importate della musica siciliana. Verrà realizzato un concerto in memoria di Lelio Giannetto, un omaggio ad un grande artista che ha speso una intera esistenza alla musica. In collaborazione con Curva Minore, sarà messo in scena il concerto Instant Composers pool con la Sicilian Improvisers Orchestra. Inoltre, il Sicilia Jazz Festival crede molto anche alle figure artistiche ed ai musicisti residenti, tant’è che sarà dedicato ampio spazio agli artisti del territorio siciliano.

Info programma completo

www.siciliajazzfestival@live.it

info biglietteria

www.bluetickets.it

Programma Jazz Village 14 settembre 2021

Teatro Santa Cecilia

Toscanin Jazz Quintet

a cura dell’Istituto superiore di Studi “Arturo Toscanini” di Ribera

I brani del repertorio del Toscanini Jazz Quintet, la cui scelta e gli arrangiamenti sono stati il frutto di sperimentazioni all’interno delle lezioni guidate dal maestro Fulvio Buccafusco, seguono un filo conduttore stilistico con sonorità che si avvicinano all’even eights e ad un linguaggio jazz più contemporaneo.

Maria Concetta Maggio – voice

Marco Caterina – sax

Marco Cervello – piano

Rosario Montalbano – bass

Giuseppe Oliveri – drums

The Melody Book

L’elemento melodico viene trattato con particolare delicatezza e rivisto attraverso il filtro delle esperienze di Gebbia nel campo della musica improvvisata e radicale e dell’approccio minimalista di Spitaleri influenzato dai pianisti scandinavi. Pur mantenendosi acustico, il duo riecheggia nella sua purezza ed essenzialità e si estende sino a sonorità ambient e simil-elettroniche che affiorano dal particolare trattamento di un mèlos portato fino alle sue estreme conseguenze.

Gianni Gebbia – sax

Diego Spitaleri – piano

Umberto Porcaro Trio

Nel Blues si parla spesso di incroci e anche in questo caso sono le strade di questi tre artisti che si sono incrociate per realizzare un progetto nuovo e per certi versi inedito nel panorama del blues moderno. Per una volta mescolare non è sinonimo di assemblare a caso ma anzi è un saper dosare con gusto blues, ballads, gospel-soul e anche un paio di strumentali di impronta jazz, con un risultato sorprendente.

Umberto Porcaro – guitar & voice

Davide Femminino – bass

Emanuele Rinella – drums

Chiesa dello Spasimo

Jazz Quartet – The Music of Kenny Garrett

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Un progetto nato dall’interesse e dalla curiosità di esplorare uno dei principali alto-sassofonisti più imitati al mondo grazie al suo timbro (uno dei più riconoscibili) e alle sue straordinarie doti musicali. Il repertorio, eseguito per la prima volta in occasione della laurea in sassofono jazz del band leader Marco Fiscella, è composto da arrangiamenti originali di brani di Kenny Garrett.

Marco Fiscella – sax

Vincenzo Piccione Pipitone – piano

Damiano Vitrano – bass

Benedetto Ribaudo – drums

Dualism

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Un duo che, in un’estetica prettamente Modern Jazz, sviluppa elementi di ricerca e sperimentazione desunti dal Progressive, dall’Elettronica e da alcune pratiche ritmiche proprie della World Music e della Latin. In una formazione aperta e notevolmente votata all’interplay, tali sperimentazioni trovano di volta in volta soluzioni molto originali e fortemente caratterizzate dai trascorsi artistici dei due componenti.

Roberto Macrì – piano

Federico Gucciardo – drums

Kimigrama

a cura del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

Kimigrama è una collaborazione tra sette musicisti del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo. Il loro sound è ricco di molteplici influenze tra jazz, hip-hop, elettronica e soul. Il settetto non si identifica nei confini di un genere musicale ben preciso, il loro obiettivo è quello di trasmettere pura energia.

Noemi Palumbo – voice

Letizia Guastella – sax

Salvo Cheerio – trumpet

Federico Termini – keyboards

Roberto Campo – guitar

Gabriele Indelicato – bass

Giulio Scavuzzo – drums

Chiostro di Sant’Anna

Corelli Jazz Band – Orchestra Stabile del Conservatorio “A. Corelli” di Messina

a cura del Conservatorio A. Corelli di Messina

 Dal 2017 la Corelli Jazz Band è diretta da Giovanni Mazzarino, che ne è anche l’arrangiatore, e nel composito repertorio della band si trovano composizioni di musica afroamericana, riletture di capolavori della storia jazzistica, brani che spaziano dagli anni ’50 alla contemporaneità, guardando senza preclusioni l’intero spettro dell’universo musicale.

Giovanni Mazzarino – composer, director

Rosalba Bentivoglio – special guest

 

Il libro: «Ho divorato le “Novelle Brevi di Sicilia” di Andrea Giostra…» | di Josè Dalì

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José Dalì

Lettera all’autore di Josè Dalì:

«Ho divorato le “Novelle Brevi di Sicilia” scritte da Andrea Giostra. Analisi politiche, sociologiche, umane sottese abilmente a succinti ed efficaci “scorci” ambientati in una Palermo che fa da cartina di Tornasole all’intera umanità.

La raccolta inizia con la novella “Gli auguri di mia nonna ottantenne”. In questo scritto vengono in due pagine capovolti e abbattuti tutti i cliché e i luoghi comuni sul sentire dei “diversamente giovani” come me.

La loro proverbiale integrità, l’impossibilità di comunicare con lo stesso linguaggio dei giovani, la loro diversità, il loro distacco dalle cose della vita, la loro inevitabilmente raggiunta “sordità” foss’anche solo emotiva.

Quello che viene narrato è ascrivibile a una parola sola, la più possente: la saggezza!

Da cosa deriva la saggezza di chi ha vissuto di più? Proprio dall’avere avuto la chance di esserci e avere superato l’infanzia, l’adolescenza e attraversare l’età adulta e matura rimanendo in fondo lo stesso “Puer”, solo con i sensi acuiti e il corpo un po’ indebolito. La vera franchezza dell’essere è una conquista. Così la Nonna ottantenne, con lirica franchezza, esorta il nipote appena diciottenne a vivere e vivere senza rimpianti. »

Josè Dali’

(Artista, pittore, sculture, attore, membro della corrente pittorica dell’Effettismo)

José Dalì

 Presentazione José Dalì Art:


La Novella “Gli auguri di mia nonna ottantenne” interpretata da tre bravissime e note attrici siciliane di cinema e teatro, la palermitana Anna Raimondi, la catanese Chiara Bentivegna e la palermitana Anna Maria Cittadini, e la romana Milena Gori.

da YouTube: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | Legge Anna Raimondi | Attrice | Racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia” IV edizione | Per ascoltare clicca qui:

da Facebook Watch: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | Legge Anna Raimondi | Attrice | Racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia” IV edizione | Per ascoltare clicca qui:

da YouTube: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | legge Chiara Bentivegna | attrice | racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia” | per ascoltare clicca qui:

da Facebook Watch: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | legge Chiara Bentivegna | attrice | racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia” | per ascoltare clicca qui:

da YouTube: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | Commento e lettura di Anna Maria Cittadini | Saggista di storia contemporanea, attrice e poetessa | Racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia – IV edizione 2020” | Per ascoltare clicca qui:

da Facebook Watch: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | Commento e lettura di Anna Maria Cittadini | Saggista di storia contemporanea, attrice e poetessa | Racconto tratto da “Novelle brevi di Sicilia – IV edizione 2020” | Per ascoltare clicca qui:

da YouTube: “Gli auguri di mia nonna ottantenne” | Legge Milena Gori | Attrice | Racconto tratto da “Novelle Brevi Di Sicilia” | Per ascoltare clicca qui:


Chi è José Dalì:

http://www.josedaliart.com/lartista/

https://www.facebook.com/jose.dali.5201

https://youtu.be/IteRft4VzvU

L’Effettista José Dalì, artista, pittore, figlio e allievo del geniale Salvador | INTERVISTA

https://mobmagazine.it/blog/2021/09/leffettista-jose-dali-figlio-e-allievo-del-geniale-salvador/

«Sono da sempre attratto ed ispirato dal surrealismo classico, anche se, sono da sempre impegnato nella trasformazione della mia produzione, in un libero gioco delle metamorfosi. La Storia dell’Arte, assieme alla Natura… è una miniera di ispirazioni» (José Dalì)

José Dalì

NOTE E INFO SULLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

Le “Novelle brevi di Sicilia” si leggono da sempre (dal 2017) gratuitamente online e il libro che le contiene (le prime tre edizioni), si può scaricare in pdf da diversi portali, magazine e pagine social.

Tutte le “Novelle brevi di Sicilia” sono state pubblicate a puntate, in una sorta di Romanzo d’appendice tipico di fine Ottocento inizio Novecento, in diversi magazine online, sia nazionali che regionali. E tutte le Novelle si possono ascoltare, sempre gratuitamente, dal Canale YouTube e dal Canale Facebook Watch (i cui link sono riportati a seguire) nelle oltre 100 recite e interpretazione di 25 tra attrici e attori professionisti e semiprofessionisti, che hanno prestato (gratuitamente!) la loro arte recitativa nell’interpretare tutte le Novelle brevi di Sicilia e altri racconti brevi.

Tutti questi canali, per accedere alla lettura o all’ascolto delle Novelle, hanno portato ad un dato oggettivo che è quello che (alla data del 30 giugno 2021) oltre 200 mila persone hanno letto o ascoltato almeno una delle Novelle brevi di Sicilia.

Sulle Novelle brevi di Sicilia, in questi anni, dal 2017, l’autore ha ricevuto diverse proposte editoriali (oltre 20) da diverse Case Editrici, che ha rifiutato proprio perché ha voluto mantenere la gratuità della lettura e dello scaricare i pdf dai vari portali o canali social.

A metà settembre 2020, l’autore ha proposto ad alcune delle case editrici che gli avevano chiesto e lo avevano contattato nei mesi e negli anni scorsi, di pubblicare la IV edizione delle Novelle brevi di Sicilia – che vedono rispetto alle tre precedenti edizioni 4 nuovi racconti –  come se fosse un classico che ha perso i diritti d’autore, e senza chiedere loro alcuna fee rispetto alle vendite che avrebbero fatto del cartaceo e/o della versione digitale.

Al momento le C.E. che hanno acquisito i diritti non esclusivi di pubblicazione, quelle che hanno pubblicato il libricino e quelle che lo pubblicheranno prossimamente, sono quelle a seguire.

DOVE ACQUISTARE IL CARTACEO, QUALI CASE EDITRICI HANNO ACQUISITO I DIRITTI NON ESCLUSIVI DI PUBBLICAZIONE, E QUALI HANNO PUBBLICATO LA “IV EDIZIONE” DELLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

“La Macina onlus ed.”, Roma, ottobre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.lamacinamagazine.it/pubblicato-il-libro-novelle-brevi-di-sicilia/

“Rupe Mutevole ed.”, Bedonia (Parma), novembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.reteimprese.it/pro_A40124B396087

“Biblios ed.”, Milano, dicembre 2020. “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione,

https://www.bibliosedizioni.it/

“Casa Cărții de Știință” ed., Cluj-Napoca, Transilvania, Romania, settembre 2021,“Povestiri scurte din Sicilia”,

https://www.casacartii.ro/editura/carte/povestiri-din-sicilia/

“Bertoni ed.”, San Biagio della Valle in Marsciano (Perugia), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.bertonieditore.com/

“Qanat ed.”, Palermo, in press.Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://qanatedizioni.wordpress.com/la-casa-editrice/

“AMIA ed.”, Riano (Roma), “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

http://www.emiaedizioni.it/

“PandiLettere ed.”, Roma, “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, in press

https://www.pandilettere.com


LE RECITE DELLE NOVELLE E I RACCONTI REALIZZATE DA 25 ARTISTI, ATTRICI E ATTORI:

Se invece il lettore volesse ascoltare i video-clip da YouTube o da Facebook Watch, con tutti gli artisti (sono 25 attori e attrici professionisti e semiprofessionisti) che hanno letto e interpretato i racconti e le novelle siciliani, li potrà trovare nei link a seguire:

da YouTube:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 25 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

da Facebook Watch:

“Audio-letture di oltre 100 Novelle e Racconti siciliani di Andrea Giostra” | Leggono 25 artisti: attrici e attori professionisti e semiprofessionisti:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/434295254615223

LE NOVELLE E I RACCONTI LETTI DA VINCENZO BOCCIARELLI:

Da queste Play List di YouTube e di Facebook Watch il lettore potrà trovare tutti i videoclip delle letture e interpretazioni delle “Novelle brevi di Sicilia”, IV edizione, recitate da un grande attore di teatro e di cinema, Vincenzo Bocciarelli, allievo di Giorgio Strehler e del Piccolo Teatro di Milano:

da YouTube: Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale YouTube

da Facebook: Vincenzo Bocciarelli – Play List su Canale Facebook

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/339522750427332/

PAGINA FB UFFICIALE DELLE NOVELLE:

Pagina Facebook ufficiale delle Novelle brevi di Sicilia:

https://www.facebook.com/novellebrevidisicilia/

Dove scaricare gratuitamente la 3^ edizione delle “Novelle brevi di Sicilia”, e altri libri di Andrea Giostra:

3 LIBRI IN REGALO DI ANDREA GIOSTRA | “NOVELLE BREVI DI SICILIA” “INTERNET HATERS E TROLLS” “APOLOGIA DI UN BENE CONFISCATO ALLA MAFIA”

https://mobmagazine.it/blog/2020/01/3-libri-in-regalo-di-andrea-giostra/

INFO SUL PDF IN BOZZA DI: “100 recensioni di artisti e lettori alle Novelle brevi di Sicilia e agli altri racconti di Andrea Giostra”

«Questa è una raccolta di 100 recensioni scritte e inviatemi da artisti, critici letterari, scrittori, attori, registi, sceneggiatori, giornalisti, professori universitari e di scuole medie superiori, lettori appassionati di letteratura contemporanea e di nuove forme di scrittura… ne ho ricevute centinaia, ho pensato per questo opuscoletto di selezionarne solo 100… mi perdonino tutti gli altri che mi hanno scritto e inviato i loro commenti e le loro recensioni!… sono oltre 300 quelli che ho ricevuti. Colgo qui l’occasione per ringraziarli tutti pubblicamente, per aver letto i miei racconti e novelle, per aver dedicato parte del loro tempo a questi scritti, ma soprattutto per avermi reso partecipe, scrivendomi, delle emozioni che hanno provato leggendo queste piccole storie siciliane…  e anche per la schiettezza, per la sincerità nell’esprimere il loro pensiero e le associazioni emozionali che mi hanno raccontato e hanno voluto condividere con me.

Grazie a tutti loro, amici veri e virtuali, che non finirò mai di ringraziare per avermi lusingato e onorato per il tempo che hanno dedicato a questi piccole Novelle che narrano della mia gente e della mia terra, la Sicilia… racconti siciliani che adesso appartengono a loro e non più a me!»

L’AUTORE ANDREA GIOSTRA:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di YouTube:

Interviste ad Andrea Giostra | Play List di Facebook Watch:

https://www.facebook.com/watch/124219894392445/2499554480294100/

Contatti Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/

https://andreagiostrafilm.blogspot.it

https://www.youtube.com/channel/UCJvCBdZmn_o9bWQA1IuD0Pg

Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo

LE OPERE DI ARTISTI DELLE ARTI VISIVE CHE SONO STATE DEDICATE ALLE “NOVELLE BREVI DI SICILIA”:

Copertina della IV edizione delle “Novelle brevi di Sicilia”, opera di Linda Randazzo:

Chi è Linda Randazzo:

https://it.lindarandazzo.net/

https://www.facebook.com/lindasofiarandazzo

https://www.instagram.com/linda_randazzo_art/

Linda Randazzo 2021

Linda Randazzo, “Barcarello”, Olio su tela, 100 x 70 cm., 2021, https://it.lindarandazzo.net

Linda Randazzo, Barcarello, Olio su tela, 100 x 70 cm., 2021

Le opere che la nota pop-artist Francesca Falli ha realizzato e dedicato alle “Novelle brevi di Sicilia”:

chi è Francesca Falli:

http://www.artetra.it/it/francesca-falli/

https://www.youtube.com/watch?v=suZprgmuLzI 

https://www.facebook.com/francesca.falli1

Francesca Falli

Francesca Falli, “Modigliani e Cha-Gall in Sicilia”, collage digitale su ceramica, 20×30 cm., 2020

Francesca Falli, “Modigliani e Cha-Gall in Sicilia”, collage digitale su ceramica, 20×30 cm., 2020

Francesca Falli, “Sicilia da amare”, collage digitale su ceramica, 20×30 cm., 2020

Francesca Falli, “Sicilia da amare”, collage digitale su ceramica, 20×30 cm., 2020

Francesca Falli, “Andrea Giostra”, collage digitale su ceramica, 20×30 cm., 2020

Francesca Falli, “Andrea Giostra”, collage digitale su ceramica, 20×30 cm., 2020

Copertina della III edizione delle “Novelle brevi di Sicilia”, opera di Daniela Ventrone:

Chi è Daniela Ventrone:

http://www.danielaventrone.it

https://www.facebook.com/daniela.ventrone.9

https://www.facebook.com/danielaventronearte

Vittorio Sgarbi e Daniela Ventrone

Daniela Ventrone, “In punta di piedi la memoria riaffiora”, olio su tela, cm. 80×50, 2015

Daniela Ventrone, “In punta di piedi la memoria riaffiora”, olio su tela, cm. 80×50, 2015

L’Effettista José Dalì, artista, pittore, figlio e allievo del geniale Salvador | INTERVISTA

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José Dalì

«Sono da sempre attratto ed ispirato dal surrealismo classico, anche se, sono da sempre impegnato nella trasformazione della mia produzione, in un libero gioco delle metamorfosi. La Storia dell’Arte, assieme alla Natura… è una miniera di ispirazioni» (José Dalì)

Presentazione José Dalì Art:

Ciao José, benvenuto e grazie per avere accettato il nostro invito.

Buon giorno e ben trovato!… e soprattutto grazie per l’imperdibile occasione di illustrare me stesso per quello che sono realmente nella mia più che comune realtà.

… chi è invece José nella sua quotidianità? Cosa ci racconti della tua vita al di là dell’arte e del lavoro?

Un orso parzialmente addomesticato… dalla propria moglie, che ha trovato nella campagna il suo naturale rifugio, e nella compagnia dei circa venti gatti, una vera e propria ragione di vita!

«Quando mio padre dipingeva non voleva che mi avvicinassi per il timore che con le mie manine potessi toccare le sue opere e imbrattarle. A fianco del cavalletto però per anni teneva la mia seggiolina di vimini» (Francesca Romana Fragale e gli Effettisti, “Effettismo. Corrente di pittura contemporanea”, Gangemi ed., Roma, 2021, pp.25-26). Racconti questo, tra le altre cose, in questo tuo scritto per il libro che abbiamo citato. Cosa ricordi del tuo periodo infantile e del rapporto con i tuoi genitori, grandissimi artisti e geniali creatori d’Arte del secolo scorso?

Le prime cose che mi vengono in mente sono i miei indaffaratissimi con i numerosi gatti, ospiti prediletti del loro giardino… assieme ad altri variegati rappresentanti del mondo “animale”… e la reiterata insistenza di mia madre che voleva fare di me un futuro campione di scacchi.

Oggi, a distanza di tanti anni dalla tua infanzia e da quei momenti che immagino felici, come leggi quel periodo della tua vita dal punto di vista artistico e dell’imprinting (chiamiamolo così!) formativo e della capacità di riconoscere la “bellezza” che certamente ti hanno lasciato? Oggi sei un artista riconosciuto dalla critica e dal mondo dell’arte internazionale, al di là della matrice infantile familiare e paterna in particolare. Cosa ti porti dentro quale artista, oltre agli ovvi aspetti personali ed affettivi che rimangono tuoi e non voglio toccare?

Mi porto dentro l’emozione e lo stupore di un gioco infantile fantastico, spensierato, infinito, in cui era estremamente difficoltoso distinguere la realtà quotidiana dallo scherzo goliardico … che ancora continua anche senza la presenza terrena dei miei genitori… e qualora dovessi casualmente assurgere immeritatamente ai confini estremi della notorietà… sarei l’ultimo a rendermene conto.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo e professionale che hai seguito quando hai iniziato a vestire i panni dell’artista di professione?

Dal primo momento in cui mi sono avvicinato, con estremo rispetto e passione al mondo dell’Arte, credo di non aver mai indossato alcun panno professionale. Il mio percorso, piuttosto stravagante, dettato dalla infinita curiosità personale, mi ha visto impegnato in ogni genere di impresa dalle più assurde alle più impensabili. Se mi soffermo per qualche attimo nel passato, ho l’impressione di aver vissuto più di qualche vita nel medesimo percorso in cui mi sorprendo quale giovane attore di cinema… di fotoromanzi, studente di architettura, cantante solista in un complesso negli anni settanta, disegnatore di fumetti, paracadutista, apprendista pilota sulle Lotus formula 2, creatore di gioielli, scrittore di romanzi e soggetti cinematografici, critico d’arte… e tantissime altre cose di cui ho perso memoria, ma senza mai ritenermi nel modo più assoluto professionista.

Come definiresti il tuo linguaggio? C’è qualche artista, oltre a tuo padre, al quale t’ispiri?

Definirei ogni genere di linguaggio pittorico emozionale ed estremamente leggibile da chiunque: un esperanto cromo-algebrico. Per quanto riguarda invece il mio linguaggio o la mia espressività personale, nel campo pittorico, sono da sempre attratto ed ispirato dal surrealismo classico, anche se, sono da sempre impegnato nella trasformazione della mia produzione, in un libero gioco delle metamorfosi. La Storia dell’Arte, assieme alla Natura… è una miniera di ispirazioni.

Tu José, sei un Effettista fondatore, insieme a Francesca Romana Fragale e ai tanti altri artisti, accademici e personalità di grande cultura. Perché hai abbracciato questa corrente e cosa rappresenta per te?

Un estremo bisogno identificativo individuale, che si distacca e si dissocia totalmente dalla confusione lasciata volutamente in atto, da operatori commerciali che con l’arte hanno davvero poco a che vedere. E nel contempo ritrovare, una volta per tutte, la strada tradizionale della pittura assieme ad altri Artisti con la medesima visione generale delle cose.

«Cominciai a pensare alle soluzioni nella vita. La gente che risolveva le cose aveva molta tenacia e una buona dose di fortuna. Se tenevi duro a sufficienza di solito arrivava anche un po’ di fortuna. Però la maggior parte delle persone non riusciva ad aspettare la fortuna, quindi rinunciava.» (Charles Bukowski, “Pulp”, Giangiacomo Feltrinelli Ed., Milano, 1995, p. 108). Ti senti di commentare questa frase di Bukowski pensando al tuo lavoro e alla tua passione per l’arte? Quale ruolo giocano la “tenacia” e la “fortuna” nella vita, nell’avere successo nel lavoro e nelle nostre “passioni”?

C’è ben poco da commentare su tali argomenti. Personalmente non ho mai pensato alle varie soluzioni per risolvere qualcosa. E men che meno ho mai pensato di affidare le sorti della mia vita… nelle mani talvolta “stitiche” della fortuna. Pertanto ritengo dipenda tutto dalle scelte iniziali. Se vuoi fare soldi devi dedicarti a qualche attività commerciale. Se invece vuoi semplicemente appagare la tua passione … non puoi pretendere anche di trarci un lauto guadagno. Il potere della tenacia invece e assolutamente relativo. A che serve la tenacia pittorica se nessuno acquista la tua produzione?

«I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti.» (Umberto Eco, “Numero Zero”, Bompiani ed., Milano, 2015). Cosa ne pensi di questa frase del grande maestro Umberto Eco? In generale e nel mondo dell’arte, della cultura, della letteratura contemporanea? Come secondo te va interpretata considerato che oggi le TV, i mass media, i giornali, i social sono popolati da “opinionisti-tuttologi” che si presentato come coloro che sanno “tutto di tutto” ma poi non sanno “niente di niente”, ma vengono subdolamente utilizzati per creare “opinione” nella gente comune e, se vogliamo, nel “popolo” che magari di alcuni argomenti e temi sa poco? Come mai secondo te oggi il mondo contemporaneo occidentale non si affida più a chi le cose le sa veramente, dal punto di vista professionale, accademico, scientifico, conoscitivo ed esperienziale, ma si affida e utilizza esclusivamente personaggi che giustamente Umberto Eco definisce “autodidatti” – e che io chiamo “tuttologi incompetenti” – ma che hanno assunto una posizione di visibilità predominante che certamente influenza perversamente il loro pubblico? Una posizione di predominio culturale all’insegna della tuttologia e per certi versi di una sorta di disonestà intellettuale che da questa prospettiva ha invaso il nostro Paese? Come ne esce l’Arte vera da tutto questo secondo te?

Ogni affermazione, più o meno geniale… è frutto dell’esperienza personale di colui che visse l’attimo, o per meglio dire: del vissuto dell’Autore che può testimoniare l’effetto di tale esperienza e tramandarlo ai posteri che si ricorderanno di lui. In fondo, vendersi al migliore offerente di visibilità e/o notorietà televisiva… è un modo come un altro di prostituirsi… e persino la conoscenza e la cultura generale contemporanea, mutano continuamente in seguito a diversi fattori… come le mode scriteriate del “crea e fuggi”, le precarie condizioni politiche… generate soprattutto dal livello del quoziente intellettivo generale, instaurato nel Paese deliberatamente. Ma anche tra coloro che sapendosi intimamente venditori di fumo domenicale… esistono miseri furbacchioni, capaci di svendere sapientemente la propria “merce” illusoria, con la tragica consapevolezza dell’inefficacia totale di tale commercio, basato su una nullità culturale senza precedenti, super valutata dalla famelica offerta della “concorrenza” scriteriata, che pullula alla spasmodica ricerca di “pollame d’allevamento” da accalappiare alla bisogna per un illusorio ingaggio temporale colmo di futili promesse.

Da ragazzo ho letto uno scritto di Oscar Wilde nel quale diceva cos’era l’arte secondo lui. Scrisse che l’arte è tale solo quando avviene l’incontro tra l’“oggetto” e la “persona”. Se non c’è quell’incontro, non esiste nemmeno l’arte. Poi qualche anno fa, in una mostra a Palermo alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Riso, ho ascoltato un’intervista di repertorio al grande Gino de Dominicis che sulle arti visive disse questo: «Le arti visive, la pittura, la scultura, l’architettura, sono linguaggi immobili, muti e materiali. Quindi il rapporto degli altri linguaggi con questo è difficile perché sono linguaggi molto diversi tra loro … L’arte visiva è vivente … l’oggetto d’arte visiva. Per cui paradossalmente non avrebbe bisogno neanche di essere visto. Mentre gli altri linguaggi devono essere visti, o sentiti, o ascoltati per esistere.» (Gino de Dominicis, intervista a Canale 5 del 1994-95). Cosa ne pensi in proposito? L’arte esiste se esiste l’incontro tra l’oggetto e la persona, come dice Oscar Wilde, oppure l’arte esiste indipendentemente dalla persona e dal suo incontro con l’oggetto, come dice de Dominicis per le arti visive? Qual è la tua prospettiva da questo punto di vista e sull’arte in generale?

Con tutto il rispetto per le opinioni personali di chiunque… non credo di poter minimamente nemmeno pensare di confutare l’affermazione perentoria, di un vero e proprio “monumento culturale” dal livello illimitato del calibro di Oscar Wilde. Ma come spesso accade, la verità è sempre nel mezzo. Nel caso specifico, comunque, a mio modestissimo parere … l’Arte , alla stregua dell’oro, delle pietre preziose e della sublime bellezza in generale, non passa mai inosservata… e per diritto acquisito continua a vivere in eterno.

«Poi c’è l’equivoco tra creazione e creatività. L’artista è un creatore. E non è un creativo. Ci sono persone creative, simpaticissime anche, ma non è la stessa cosa. Comunque, questa cosa qui dei creativi e degli artisti, nasce nella fine egli anni Sessanta dove iniziano i galleristi ad essere creativi, poi arrivano i critici creativi, poi arrivano i direttori dei musei creativi… E quindi è una escalation che poi crea questi equivoci delle Biennali di Venezia che vengono fatte come se fosse un’opera del direttore. Lui si sente artista e fa la sua mostra a tema, invitando gli artisti a illustrare con le loro opere il suo tema, la sua problematica. Questo mi sembra pazzesco.» (Intervista a Canale 5 del 1994-95). Tu cosa ne pensi in proposito? Secondo te qual è la differenza tra essere un “artista creatore” – come dice de Dominicis – e un “artigiano replicante” che crede di essere un “artista”?

Sinceramente non saprei cosa rispondere! E a mio avviso, tale quesito non avrebbe alcuna ragione di esistere. Ritengo personalmente da sempre la Natura, la più complessa e sterminata opera d’Arte vivente. E la prima cosa che mi sovviene è che il piacere di progettare e successivamente portare a termine un’opera, più o meno apprezzabile, con le proprie mani… è a dir poco un’esperienza entusiasmante. Nella logica tradizionale e da che mondo è mondo… è più che legittimo ritenere ogni “operatore progettuale” di un lavoro qualsiasi (e non necessariamente artistico di ogni genere), un Artista a tutti gli effetti.

Quali sono secondo te le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è “Artista” oggi, nel Ventunesimo secolo dove la tecnologia ha preso i sopravvento e l’arte contemporanea spesso si rivela replicante di successi e di grandi artisti de passato? Oppure è pompata da pseudo critici d’arte ai quali interessa esclusivamente il business economico e non certamente l’Arte vera?

A domanda rispondo: se non sono un artista e non mi ritengo affatto tale… come faccio a rispondere a una domanda come questa?… Però ci voglio provare lo stesso. Credo che al giorno d’oggi i veri artisti, salvo qualche rara eccellenza, si siano dovuti trasformare (gioco forza), in elementi multifunzionali “fai da te”… che non lasciando nulla al caso, e seguendo il vetusto percorso preconfezionato nel tempo, sulle altrui esperienze storiche, si siano dovuti adeguare ai tempi… per non vedersi costretti a cadere volontariamente “vittime” di facili illusioni, propagandate e proposte a piene mani da viscidi affabulatori senza arte e né parte, venditori di sogni privi di scrupoli, insensibili, rapaci, veri e propri cialtroni, sovente scorretti e che non hanno alcuna affinità con l’Arte e i suoi derivati.

Quando parliamo di bellezza, siamo così sicuri che quello che noi adulti nati nel Novecento intendiamo per bellezza sia lo stesso, per esempio, per i ragazzi della Generazione Z o per i Millennial, per gli adolescenti nati nel Ventunesimo secolo? E se questi canoni non sono uguali tra loro, quando parliamo di bellezza che salverà il mondo, a quale bellezza ci riferiamo?

Certo che no!… e mai come in questi tempi di ultima generazione, tale riferimento ha perso buona parte del suo iniziale significato e totalmente ogni speranza. In quanto nelle nuove generazioni è mutato completamente il senso della bellezza pura, deviando forzatamente l’immaginario comune e trascinandolo lontano dalla realtà, con la bonaria influenza e complicità dei media, che ha portato a ritenere bello, tutto ciò che è strano ed estremamente lontano da ogni atavica tradizione secolare.

Esiste oggi secondo te una disciplina che educa alla bellezza? La cosiddetta estetica della cultura dell’antica Grecia e della filosofia speculativa di fine Ottocento inizi Novecento?

Si!… è e sarà eternamente la stessa! Quella che ha da sempre guidato, illuminato e condotto sul giusto percorso ogni generazione. Le mode sono fugaci, inaspettate e improvvise come una folata di vento. Diversamente… la verità oggettiva, rimane eternamente la stessa, anche se e quando determinati speculatori occasionali, privi di scrupoli e di coscienza… provano a strumentalizzarla a proprio uso e consumo per i propri discutibili interessi.

«…anche l’amore era fra le esperienze mistiche e pericolose, perché toglie l’uomo dalle braccia della ragione e lo lascia letteralmente sospeso a mezz’aria sopra un abisso senza fondo.» (Robert Musil, “L’uomo senza qualità”, Volume primo, p. 28, Einaudi ed., 1996, Torino). Cosa pensi di questa frase di Robert Musil? Cos’è l’amore per te e come secondo te è vissuto oggi l’amore nella nostra società contemporanea?

Per quanto mi riguarda direttamente… è la fortuna più grande e meravigliosa che possa capitare a chiunque. E non è affatto credibile che possa togliere l’uomo (o la donna), dalle braccia della ragione!… Dipende da chi incontra e soprattutto se l’altra parte di te stesso, ha dimostrato ampiamente e all’occorrenza, di saper essere in ogni momento al di sopra della ragione stessa.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri e tre autori da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Ritengo per coloro che casualmente non li abbiano già letti:

Il giovane Holden di Salinger, una lettura a dir poco “doverosa”… come anche: Il nome della rosa di Umberto Eco. Infine… e perché no?… Il mio ultimo romanzo in via di ultimazione, scritto a quattro mani con il mio amico Ferdinando Scavran: L’afflato del Diavolo. I primi due, perché li ritengo, assieme a molti altri, delle pietre miliari. Il terzo invece… perché di fatto sembrerebbe quasi una vera e propria “bomba” letteraria fuori da ogni canone tradizionale ed estremamente veritiera… come una deflagrazione scaturita da dietro le quinte dell’ipocrisia di facciata di un falso perbenismo nazionale artistico e non, offerto a piene mani da certi rappresentanti del nulla, squallidi promotori occasionali di sterili e vacue illusioni… in cerca di polli.

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere assolutamente? E perché secondo te proprio questi?

Cinematograficamente parlando… sono rimasto un po’ indietro… e fermamente ancorato a certi classici eccellenti, quali: Qualcuno volò sul nido del cuculo… di Milos Forman del 1975. Oppure: La grande fuga di John Sturges del 1963 e magari anche: La classe dirigente di Peter Medak del 1972. Perché questi, come diversi altri, fanno ormai parte integrante dello stratosferico e immortale valore della Storia del cinema.

Ci parli dei tuoi imminenti impegni artistici, dei tuoi lavori e delle tue opere in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnato?

Guarda caso… sto lavorando alla messa in opera di una mia produzione cinematografica, che potrebbe vedere il mio esordio nella regia di un lungometraggio, tratto da un mio libro tutt’ora in corso d’opera intitolato: Il manager di Dio. Ma a parte questo, continuo a dipingere per programmare altre nuove e diversificate esposizioni personali. E inoltre, mi sto dedicando alla stesura di recensioni critiche personali per nuovi e/o “consumati” Artisti professionisti.

Una domanda difficile José: perché i nostri lettori dovrebbero comprare le tue opere? Prova a incuriosirli perché vadano nei portali online o vengano a trovarti nel tuo atelier per comprarne alcune.

Ah,ah,ah,ah… qui caschiamo davvero male! … perché non vedo davvero una valida giustificazione, al fatto che mi rimane estremamente difficile vendere delle opere, che realizzo con grandi difficoltà … e solo per il piacere di esprimere un concetto …oppure un’idea, oppure un concetto, che mi frulla temporaneamente nella testa.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutato significativamente nella tua vita artistica e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che avrai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

Penserei a tutti coloro che nel tempo si sono rivelati dei veri amici e che ancora, malgrado il mio carattere non proprio facile, sono rimasti tali. E la lista è veramente ancora infinita per poterla inglobare in una singola pagina. Ma ringrazio con la medesima intensità, anche coloro che si sono maldestramente rivelati per quello che sono… e cioè degli elementi squallidi ed estremamente negativi, da allontanare definitivamente e da cancellarli dalla propria memoria .

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

Su Facebook.

Per concludere, cosa vuoi dire alle persone che leggeranno questa chiacchierata?

Grazie per la pazienza dimostrata nel leggere le mie risposte.

José Dalì

http://www.josedaliart.com/lartista/

https://www.facebook.com/jose.dali.5201

https://youtu.be/IteRft4VzvU

José Dalì

Andrea Giostra

https://www.facebook.com/andreagiostrafilm/ 

https://andreagiostrafilm.blogspot.it 

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_PH. Mapi Rizzo

“Sicilia Jazz Festival”, Stefano Bollani il 13 settembre ore 21:30 al Teatro di Verdura di Palermo

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Italian jazz pianist Stefano Bollani performs during the fourth night of the 63rd Sanremo Italian Song Festival at the Ariston theatre in Sanremo, Italy, 15 February 2013. The Sanremo Italian Song Festival runs from 12 to 16 February. ANSA/ETTORE FERRARI

Al via la prima edizione del “Sicilia Jazz Festival”, Un avvenimento con tante eccellenze artistiche promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo.

Sold out da settimane l’inaugurazione con Stefano Bollani, in scena il 13 settembre ore 21.30 al Teatro di Verdura.

L’Orchestra Jazz Siciliana sul palco con progetti inediti accompagna artisti come Alex Britti, Mario Biondi, Samuel ed un Tributo a Franco Battiato

Palermo 12 settembre. Il Sicilia Jazz Festival apre il sipario con la prima edizione ricca di grandi nomi e con progetti artistici inediti. Dal 13 al 19 settembre, si susseguiranno concerti tra big, musicisti residenti, Maestri e giovani studenti dei Conservatori siciliani. Il Festival è frutto della intesa tra l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, il Comune di Palermo, la Fondazione the Brass Group e i Conservatori di Musica siciliani. L’organizzazione artistica e la produzione del Sicilia Jazz Festival è affidata alla Fondazione The Brass Group, ente a partecipazione pubblica. Ad inaugurare il Festival il tanto atteso concerto di Stefano Bollani. Scelta voluta fortemente dal Maestro Ignazio Garsia, dall’amministrazione regionale e comunale e dai Conservatori, come segno di gratitudine perché, con il suo intervento da New York nel 2015, in soccorso del Brass che era stato cancellato dalla geografia delle attività musicali dal precedente governo, il Maestro Bollani ha contribuito – in modo determinante – affinché tutto ciò (festival, Brass Orchestra Jazz Siciliana, e la musica jazz tutta, in generale), potesse continuare a vivere. L’appuntamento di apertura del Festival ha registrato dopo poche settimane dall’annuncio il tutto esaurito. Grande attesa quindi per il concerto in scena lunedì 13 settembre alle ore 21.30 al Teatro di Verdura. Altra importante punta di diamante del Sicilia jazz Festival è l’aver dato vita a progetti inediti con esclusive nazionali dell’Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group che accompagnerà gli artisti nazionali Alex Britti, Mario Biondi, Samuel ed ancora sul palco del teatro di Verdura un tributo a Franco Battiato. In campo per il SJF ben 54 formazioni, 309 musicisti scritturati per 892 giornate lavorative. Tutti questi concerti sono caratterizzati da cifre stilistiche musicali che coniugano in modo armonico il linguaggio del Jazz e quello del pop, quello del soul e della musica elettronica ed ancora quello della musica d’autore. Ed il Brass Group, che organizza il festival su incarico della Regione Siciliana – Assessorato del turismo, sport e spettacolo, è stato ideato da Ignazio Garsia come gruppo di ottoni – da cui “The Brass Group” – ed è l’unico ente italiano di produzione di musica jazz e la sua Orchestra Jazz Sicilia – The Brass Group rappresenta per legge 1 febbraio 2006, n. 5, la prima e unica orchestra di jazz a partecipazione pubblica. In poco meno di 50 anni è stata diretta dai più grandi direttori d’orchestra del mondo, tra cui Gil Evans, Carla Bley con cui è stato registrato anche un disco nel famoso scantinato di via Duca della Verdura e distribuito dalla prestigiosa casa discografica ECM, ed ancora Gunther Schuller, Eumir Deodato, Vince Mendoza e tanti altri ancora. Oggi l’Orchestra Jazz Siciliana vanta esibizioni al Sicilia Jazz Festival con produzioni e arrangiamenti unici scritti appositamente dai Maestri Domenico Riina, Antonino Pedone e Vito Giordano. Il perno del Sicilia Jazz Festival risiede proprio nella produzione, nell’idea di creare, di far musica prodotta, pensata, e l’elemento caratterizzante è quello che molti dei concerti all’interno del festival sono produzioni originali  vedi appunto quello di Samuel il 14 settembre con Roy Paci e Johnny Marsiglia, così come quello del 16 con Mario Biondi che, oltre ai brani orchestrati e arrangiati da Pino Jodice per il progetto su Al Jarreau, proporrà brani appositamente scritti per questo concerto. Il Sicilia Jazz Festival vuole essere un grande evento della nostra Isola, con cadenza annuale, una manifestazione contemporanea, fortemente ancorata al territorio e pensata per una collettività che ha voglia di conoscere tutto ciò che sta intorno a sé e tutto ciò che sta al di fuori di un semplice concerto. All’interno del Festival, sarà organizzato anche un Jazz Village che si realizzerà in Piazza Sant’Anna, Piazza Croce dei Vespri e Piazza Teatro Santa Cecilia, i siti: Complesso Monumentale di Santa Maria dello Spasimo (XVI Secolo), Real Teatro Santa Cecilia (XVII Secolo) e Complesso Monumentale di S. Anna (XV Secolo). Durante il Festival verrà dato ampio spazio ai giovani, ai talenti, agli studenti che studiano con dedizione e professionalità la musica jazz esibendosi nelle orchestre o con i propri ensembles. Così il Sicilia Jazz Festival ha coinvolto i Conservatori del territorio siciliano che si esibiranno in diverse esibizioni con protagonisti i propri allievi accompagnati dai Maestri dei propri Dipartimenti Jazz. Una vera vetrina in musica per il Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, “Arcangelo Corelli” di Messina, “Antonio Scontrino” di Trapani, e gli istituti superiori di studi di musica “Vincenzo Bellini” di Catania e “Arturo Toscanini” di Ribera. Ed il Jazz Village sarà animato anche da un fitto programma che vede protagonisti i musicisti residenti. Info programma e biglietti www.siciliajazzfestival.live, www.bluetickets.it.

A seguire note sul concerto del Maestro Stefano Bollani:

“PIANO VARIATIONS ON JESUS CHRIST SUPERSTAR” di Stefano Bollani. Nel cinquantesimo anniversario dell’album originale, la versione inedita di Bollani del capolavoro di Lloyd Webber e Rice. Stefano Bollani ha solo 14 anni quando vede per la prima volta il film “Jesus Christ Superstar” ed è per lui un’esperienza travolgente: si innamora della musica, della storia, dell’atmosfera, delle scene e impara presto tutte le parole dei testi, ma non osa, ai tempi, suonarne la musica. A 50 anni dalla pubblicazione dell’album originale “Jesus Christ Superstar”, Stefano Bollani ha deciso di creare la sua personale versione del capolavoro di Andrew LIoyd Webber & Tim Rice, con il benestare del compositore inglese.“Piano Variations on Jesus Christ Superstar” è una versione totalmente inedita e interamente strumentale per pianoforte solo, ma che custodisce come un tesoro l’originale: “Ho scelto la forma del pianoforte solo perché la storia d’amore è tra l’opera rock e me” – spiega Bollani – “E una storia d’amore cresce in bellezza se resta intima.” Non bisogna però aspettarsi una trascrizione intera per pianoforte solista. Stefano Bollani, grato per l’eccezionale permesso ricevuto da Andrew LIoyd Webber di reinterpretare la sua opera cult, si è liberamente, ma rispettosamente, avvicinato al capolavoro improvvisando sui motivi originali e sulle canzoni seguendo il suo guizzo giocoso e il suo spirito musicale, formato dalle tante tradizioni musicali, dai tanti generi e incontri che hanno influenzato, forgiato e consolidato quello che è considerato il suo linguaggio musicale.A partire dall’album, Stefano Bollani si esibisce in concerto con “Piano Variations on Jesus Christ Superstar” seguendo la trama della storia. Differentemente da quanto accade solitamente ai concerti del Maestro, che non sale mai sul palco con una scaletta stabilita a priori, in questo caso Stefano Bollani desidera rispettare la struttura narrativa come punto fisso da cui partire per improvvisare ed elaborare fantasticamente l’opera originale all’interno dei singoli brani.

“Metafisica del bestiame e di ciò che non conviene” | di Francesca Viola Mazzoni

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Francesca Viola Mazzoni

(appunti poetici casuali attorno all’opera di Giuliano Babini)

Giuliano Babini

“Le api, le api, ci sono le api”, urla la pazza della stanza a fianco.

Si vocifera che le facciano l’elettroshock. La vengono a prendere la mattina presto, quando le altre pazienti dormono e il sole non è ancora salito e la riportano nel suo letto rigida come un’aringa essiccata, un sorriso idiota a spaccarle in due la faccia fin troppo aguzza.

È un vero peccato ridurre così due labbra avvezze piuttosto a farsi notare per la loro adorabile consistenza, polposa e deliziosamente oscena.

Al posto della bocca, alla pazza della stanza a fianco è spuntata una melagrana per sempre acerba.

Il matto di là invece controlla le formiche con fare ossessivo e illogico odio.

Mi giunge dalla finestra quella sua conta, la voce traballante per le benzodiazepine impreziosita da un ostinato terrore verso le povere bestiole, dichiaratamente innocenti. Le posso quasi vedere mentre si fanno strada nella sua mente bacata. Le maledette reggono sulla testa miseri resti di scarafaggi ammazzati dal caso o da altrettanti incidenti colposi.

Non si è mai presentata senza un dono per me, la follia. Che fossero corna pensate per imbastire amuleti, zampe a cui dedicare la cura che si riserverebbe a un altare.

Una mattina di maggio mi ha portato persino un mazzo di tulipani strappato al dolore. L’ho messo a seccare poi l’ho restituito alla sposa e i commensali urlavano “evviva”.

Intanto mia madre piangeva – probabilmente per lo scampato pericolo – e mio padre era già morto o forse fuggito, anche se per fortuna i conti tornavano. Il cerchio, seppur a fatica, quadrava e uno sconosciuto a corto di caramelle si era premurato di saldare i debiti lasciati dal tempo ormai remoto dell’infanzia. L’armistizio che suggellava la fine della mia quiete era stato firmato, poco importa che la mano tremasse.

A lungo avevo atteso quel momento, sapendo da sempre che sarebbe arrivato, eppure ne ero rimasta sinceramente sbalordita.

Avevo approfittato dell’attesa per allenarmi a morire e talvolta ero morta sul serio.

Mancava solo un pezzo al servizio d’argenteria, quello buono che ancora poteva sfoggiare il lucore del pannetto soffice che la nonna passava con furia sui manici.

Restava nell’aria un odore inconfondibile d’alito materno.

Un cucchiaio, mancava un cucchiaio.

Non sarebbe stato più saggio rubare un coltello nel caso che l’istinto di farsi fuori prendesse il sopravvento? Buffa la vita quando si esaurisce in una posata.

Riuscite a immaginare la beffa, il tormento di nascere lupa imbrigliata dentro una forma di cigno? Solo per questo ho scelto di non sparire già domani; non sono in grado di accettare il più grossolano degli errori: quello di non corrispondere a me stessa.

Sono fatta tutta di spifferi e brace, ululo sotto le ali.

Vi chiedo sinceramente scusa per aver appena brutalmente sacrificato il sacro concetto di Bellezza  soltanto per poterlo servire all’orribile mensa della Verità.

E che insopportabile ipocrisia sfoderano negli occhi i commensali mentre si accaniscono contro la giugulare dell’agnello …

In compenso, io di posticcio posso annoverare solamente un toupet lasciato ad appassire sul comodino accanto a una promessa non mantenuta, anche se, a mia discolpa, vi confesso che mi fu strappata dopo due giri di whisky buono.

Comunque il pastore si è scordato il recinto aperto e il gregge è già pazzo di libertà.

Sciocchi e ingenui coloro che si aspettano dall’arte una balia gentile.

Li vedi mentre si contorcono di stupore appena si accorgono di trovarsi al cospetto di un rostro, un’ustione, fame e talloni induriti. Questa smania infusa in soggetti già smaniosi mi ricorda la cagna che mi morse da piccola. Nelle orecchie è rimasto il digrignare dei denti contro le ossicine.

Sono convinta che, nascosto da qualche parte, ci sia una sorta di interruttore cosmico e, per ritrovarlo, basterebbe scordar la misura. Oppure inventarsi un amore da due soldi, peraltro sortendo lo stesso effetto.

Date retta a me: conviene fingere di saperlo fare, di aver imparato a farlo.

In frigorifero c’è del salame.

Nell’aia il tepore non ha ancora abbandonato il corpo gentile della scrofa.

Francesca Viola Mazzoni

Giuliano Babini

Al via la 12^ edizione di una “Marina di libri” dal 16 al 19 settembre a villa Filippina | Il Festival dell’editoria indipendente di Palermo porta la firma di Gaetano Savatteri

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Al via la 12^ edizione di una "Marina di libri" dal 16 al 19 settembre a villa Filippina

Con una veste completamente rinnovata arriva la dodicesima edizione di “Una Marina di Libri” che quest’anno avrà come sede il Parco di Villa Filippina di Palermo e come nuovo direttore artistico Gaetano Savatteri corroborato da Matteo Di Gesù, Salvatore Ferlita e Masha Sergio.

Da giovedì 16 a domenica 19 settembre 2021 il parco urbano di Villa Filippina, in piazza San Francesco di Paola 18, sarà animato dal Festival dell’editoria indipendente con una incessante moltitudine di eventi tra incontri, presentazioni, rassegne e spettacoli, oltre, naturalmente al fulcro e motore della manifestazione che sono i 74 editori presenti con i loro stand e tutte le novità editoriali.

Il tema scelto quest’anno, si ispira a un verso di Dante, di cui quest’anno si celebrano i settecento anni dalla morte, tema che si riconnette fortemente alla natura di Palermo e della Sicilia: “Per l’alto mare aperto”.

Anche quest’anno “Una Marina di Libri” è organizzata dal Centro Commerciale Naturale Piazza Marina & dintorni, le case editrici palermitane Navarra e Sellerio in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, Parco Villa Filippina e Libreria Dudi.

Il Festival “Una Marina di Libri” si inserisce nel progetto condiviso “Piazza Dante”. #Festivalinrete che unisce quarantaquattro Festival di approfondimento culturale italiani. Sostenuto dal Comitato Nazionale per le celebrazioni dantesche istituito dal Mibact, “Piazza Dante. #Festivalinrete è una delle più importanti iniziative che nel 2021 rendono omaggio a Dante Alighieri in occasione della ricorrenza dalla morte.

La manifestazione è organizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Culture del Comune di Palermo, dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dell’Assessorato regionale del turismo dello sport e dello spettacolo, con la collaborazione dell’Ars – Assemblea Regionale Siciliana e con il sostegno del Fondo sociale europeo della Regione Siciliana nell’ambito della programmazione 2014-2020.

Si accede ad “Una Marina di Libri” 2021 acquistando il biglietto online o in presenza ai botteghini di Villa Filippina, il biglietto per un singolo ingresso è di 3 euro, l’abbonamento a tutti e quattro i giorni è di 8,50 euro, venerdì mattina e fino alle ore 16 l’ingresso è libero e gratuito per tutti. Per i bambini fino a 12 anni l’accesso è gratuito. Tutti potranno accedere al festival solamente esibendo all’ingresso il green pass.

Villa Filippina, per l’occasione aprirà al pubblico nuovi spazi restaurati e utilizzati finora solo dall’Accademia di Belle Arti di Palermo: la vasta terrazza e alcune sale del piano superiore, inoltre nella giornata di venerdì 18, dalle ore 20 in poi, gli esperti del Planetario di Palermo, attraverso telescopi a disposizione del pubblico, accompagneranno gratuitamente alla scoperta della volta celeste e spiegheranno come ci si orienta con le stelle.

I PARTNER E GLI SPONSOR

Il Radicepura Garden Festival, gemellato con  “Una Marina di Libri”,  cura l’allestimento naturale di Villa Filippina e sostiene il progetto  di promozione della cultura del paesaggio mediterraneo.

Il 18 settembre alle 16.30, nel corso della conversazione, “Giardini per il futuro” saranno presentati il programma e il  calendario delle visite al parco botanico Radicepura di Giarre (CT) dove fino al 19 dicembre sarà possibile esplorare quindici giardini e quattro installazioni, sull’esperienza del verde e del paesaggio, realizzati con piante provenienti dal vivaio Piante Faro.

Auto System, main sponsor di Una marina di libri 2021, concessionaria ufficiale per SKODA dal 2011, presenta a Villa Filippina  due modelli di punta della casa automobilistica, il KAMIQ e la nuovissima ENYAQ. È prevista un’area VIP riservata, uno speciale contest su Instagram per ricevere alcuni ingressi omaggio per l’evento, un coupon sconto di 500 euro dedicato ai partecipanti, oltre ad alcuni imperdibili gadget.

Tenute Orestiadi. Vino ufficiale di “Una Marina di Libri” è Tenute Orestiadi, che supporta l’iniziativa, forte della convinzione che la cultura, in tutte le sue forme, sia patrimonio da sostenere e valorizzare. Il libro, come il vino raccontano universi: attraverso la parola si delineano infiniti mondi possibili, come attraverso un calice si conoscono territori e luoghi lontani. Per questo si è deciso  di coniugare ad alcuni speciali appuntamenti un  vino speciale che accompagni sapientemente un libro, un autore, un incontro.

Ottica Minacapelli, official sponsor di Una marina di libri 2021: saper leggere, saper vedere. Domenica 19 settembre, sempre al festival, Vito Minacapelli, titolare della storica Ottica Minacapelli, in occasione del 70esimo anniversario dell’azienda, presenterà il libro “1950-2020: Minacapelli, 70 anni di visioni”, saga di un’azienda e dei suoi successi. Presso lo stand Minacapelli sarà inoltre possibile effettuare il test gratuito della vista: un’opportunità da non perdere per chi ama la lettura, se è vero che, come recita il sottotitolo del libro, “Vedendo bene, vivrete meglio”.

Caffè Moak. Coffee partner di questa dodicesima edizione. L’azienda produttrice e torrefattrice di caffè ha scelto ancora una volta di rafforzare il suo legame con la cultura. Moak esalta così la propria vocazione a valorizzare e a divulgare, attraverso l’arte del caffè, altre forme di arte e cultura.

Tra gli altri sponsor: Fotograph (main sponsor) e Orma Pubblicità (official sponsor), Fondazione Sicana (official sponsor), Federalberghi (official partner), Balarm (media partner) e i supporter Instituto Cervantes, International House, Forst in Sicilia, Direcas, Osteria Mangia e Bevi e Banca Etica.

 

Concorso Internazionale “Musica Sacra” 2021 | La finale a Roma il 18 settembre ore 20:30

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Concorso Internazionale “Musica Sacra” 2021 | La finale a Rona il 18 settembre ore 20:30

Vincenzo Bocciarelli presenterà la Finale – Concerto di Gala del 18 settembre 

Le fasi live si terranno mercoledì 15- Giovedì 16 – Venerdì 17 – Sabato 18 settembre 2021 a Roma

PROVE APERTE (15) E SEMIFINALI (16, 17), Chiesa di Santa Maria dei Miracoli Piazza del Popolo – Roma

Sabato 18 settembre 2021. FINALE – CONCERTO DI GALA E CERIMONIA DI PREMIAZIONE Ore 20:30, Basilica dei Santi XII Apostoli, Piazza Dei Santi Apostoli, Roma

Vincenzo Bocciarelli

Dal 15 al 18 settembre Roma ospiterà le fasi live del Concorso Internazionale “Musica Sacra” 2021, un vero campionato mondiale del repertorio solistico di musica sacra a cui parteciperanno 75 cantanti lirici di 37 nazionalità diverse selezionati tra i quasi 100 iscritti all’Eliminatoria online che si è tenuta a luglio.

I vincitori saranno scelti durante la Finale, in forma di Concerto di Gala, che avrà luogo sabato 18 settembre alle ore 20:30 presso la Basilica SS. Apostoli alla presenza del Comitato d’Onore formato da Ambasciatori presso la Santa Sede e presso la Repubblica Italiana che parteciperanno alla premiazione.

La serata sarà presentata da Vincenzo Bocciarelli, confermato per la seconda volta, amatissimo attore teatrale e cinematografico nato alla scuola di Giorgio Strehler, confermato dopo l’ottima performance dello scorso anno e sarà trasmessa in differita da Tele Pace in mondovisione e da Radio Vaticana.

Quest’anno il vulcanico conduttore, mentre la giuria si ritirerà, intratterrà il pubblico e i concorrenti con delle simpatiche parentesi durante le quali reciterà delle poesie, dei brani e… il resto sarà una sorpresa.  “Sono felice e onorato – ha dichiarato Bocciarelli – di essere per il secondo anno alla conduzione del Concorso Internazionale Musica Sacra. Assistere allo sbocciare di nuovi giovani talenti, carichi di passione ed entusiasmo nei confronti dell’arte, è profondamente confortante. Significa che nonostante tutto, il mondo legato allo spettacolo di qualità e di prestigio continua a sopravvivere…”

Quella di Bocciarelli è stata un’estate densa di eventi che ha segnato un’importante passo di ripresa soprattutto in momento delicato come quello che stiamo vivendo.

Le emozioni e il successo riscosso in Sicilia alla Valle dei Templi di Agrigento e al Castello di Naro con lo spettacolo “Senza limite” scritto da Serenella Bianchini, dove è stato protagonista e ne ha firmato la regia. A luglio ha condotto magistralmente la finale regionale de “Una ragazza per il Cinema Umbria” alla sua trentesima edizione al Castello di Montignano in Umbria, la trasmissione radiofonica “Let’s Celebrate”, riprese cinematografiche….

Il Concorso Internazionale Musica Sacra è la selezione internazionale di “Let’s Sing Oratorio Music!”  l’unico progetto culturale in Europa dedicato a diffondere l’Oratorio Musicale tra bambini e ragazzi della scuola dell’obbligo attraverso un’esperienza formativa e teatrale indimenticabile in cui canteranno in teatro davanti al pubblico.  “Stiamo già preparando nonostante le difficoltà della pandemia li spettacoli si svolgeranno al Teatro Rendano di Cosenza il 3 e 5 dicembre in cui i giovanissimi spettatori  calabresi scopriranno la magia dell’Oratorio Musicale.

“ In questo momento di enormi difficoltà per la musica, Vi chiediamo di sostenerci con una piccola donazione per permettere ad almeno 50 bambini e ragazzi ospiti più in difficoltà di Cosenza di partecipare gratuitamente agli spettacoli di Let’s Sing Oratorio Music che si terranno a dicembre al Teatro Rendano. Ricordiamo che sarà possibile effettuare una donazione anche durante le trasmissioni in streaming delle semifinali. Purtroppo spiace informarvi che il Ministero della Cultura non ha voluto cofinanziare il progetto, nonostante Let’s Sing Oratorio Music – Concorso Internazionale Musica Sacra sia stato uno dei pochissimi progetti italiani selezionati dall’Unione Europea”.

Concorso Internazionale “Musica Sacra” 2021 | La finale a Rona il 18 settembre ore 20:30

Il Concorso Musica Sacra  rappresenta un’occasione unica per i cantanti partecipanti di poter iniziare una carriera nella lirica, grazie all’autorevole Giuria  formata da tre tra i massimi esponenti delle Accademie Liriche di perfezionamento d’Italia e dai responsabili artistici del progetto europeo Let’s Sing Oratorio Music:

Gianni Tangucci – Coordinatore Artistico Accademia del Maggio Musicale Fiorentino,

Vincenzo De Vivo – Direttore Artistico Accademia Lirica di Osimo e Direttore Artistico Stagione Lirica Fondazione Teatro Le Muse di Ancona,

Eleonora Pacetti – Responsabile Young Singers Program – Teatro dell’Opera di Roma,

Ilja Racek – Sovrintendente Sleské Divadlo Opava – Teatro di Opava (CZ) capofila del progetto europeo,

Fabrizio Da Ros – Direttore d’Orchestra produzioni Let’s Sing Oratorio Music in Rep. Ceca e Italia,

Nikos Efhtimiadis – Direttore d’Orchestra e Presidente della Federazione Panellenica dei Cori e dei Direttori di Cori, partner

Pavel Ionescu Ambrosie – Direttore Artistico della Filarmonica M. Jora di Bacau (Romania),

Ludek Golat – Regista Lirico e Consulente Teatro di Opava (Rep. Ceca)

Daniela de Marco – Fondatore e Direttore Artistico Concorso Internazionale Musica Sacra

GUARDA LE SEMIFINALI IN STREAMING SU:

www.concorsomusicasacra.com

Ingresso con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite fino ad esaurimento posti.

Concorso Internazionale “Musica Sacra” 2021 | La finale a Rona il 18 settembre ore 20:30