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Carlo Barbieri, autore e scrittore siciliano, presenta “Dieci piccoli gialli 3”, l’ultimo capitolo della serie di mini-gialli per bambini | INTERVISTA

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Carlo Barbieri

«Quando un autore di thriller per grandi, preso da un attacco di… nonnite, decide di scrivere per i lettori più giovani, ne nascono gialli per bambini. Non “da” bambini”» (Carlo Barbieri)

Carlo Barbieri, “Dieci piccoli gialli 3”, Einaudi Ragazzi Ed., Torino, 2021

Ciao Carlo, benvenuto e grazie per aver accettato il nostro invito. Come stai?

Benissimo e piacevolmente indaffarato.

È appena uscita l’ultima puntata, in ordine di tempo, della serie di gialli per bambini dal titolo “Dieci piccoli gialli 3” edito da Einaudi Ragazzi. Una serie di storie che stanno avendo un successo incredibile e che stanno affascinando migliaia di bambini italiani. Raccontaci lo stato dell’arte e di quest’ultima puntata, se vogliamo chiamarla così.

Si tratta di altri dieci incontri con il piccolo investigatore Ciccio, un bambino simpatico e un po’ Ciccio…ttello che da grande vuole fare il commissario di polizia e che risolve già casi investigativi, piccoli e non tanto piccoli, in cui si imbatte nella sua vita di ragazzino normalissimo. Accanto ha, come sempre, la mamma apprensiva ma orgogliosa del suo piccolo poliziotto, il nonno un po’ monello e pronto a  collaborare alle indagini – a patto però che Ciccio lo chiami “ispettore nonno”; ma c’è anche un vero ispettore di polizia che mi sa tanto che farà carriera… visto che Ciccio gli dà spesso una grossa mano. Quanto ai misteri che Ciccio deve risolvere, sono i più disparati: un furto in una casa blindatissima in cui solo il proprietario può entrare usando le sue impronte digitali, e da cui le telecamere non hanno visto entrare o uscire nessuno; un altro furto commesso da ladri natalizi che sapevano tutto di una casa senza averci mai messo piede, una tombola di beneficenza truccata in un modo ingegnoso, una cassaforte aperta da ladri che non potevano assolutamente conoscere la combinazione, eppure la sapevano… un misterioso, introvabile tesoro lasciato da una nonna alla nipotina…  E così via. Confessa che ti è venuta voglia di leggerlo, eh?

È prevista la traduzione e la pubblicazione in altri Paesi?

Sì, in Cina e in Turchia. Sono curiosissimo di vedere se Ciccio manterrà il volto che ha adesso, o gli verranno gli occhi a mandorla. E continuerà a chiamarsi Ciccio ? O forse Ciccio-Cin?

So che hai fatto tantissime presentazioni nelle scuole italiane, che hanno avuto grande attenzione e partecipazione. Raccontaci di queste bellissime esperienze. Quali sono le domande più frequenti che ti fanno i bambini e i ragazzi, cosa li affascina di più, come si pongono di fronte a questi enigmi polizieschi. Insomma, racconta ai nostri lettori dei tuoi successi editoriali con i lettori della Generazione Z.

Ovviamente le esperienze più belle sono state quelle pre-COVID, in presenza. Avere di fronte intere classi di bambini, seduti con il libro in mano e pieni di domande, è stato molto gratificante. Ma le esperienze più forti sono state quelle in DAD. Ho capito quanta buona volontà hanno dovuto metterci insegnanti, bambini e genitori, quante difficoltà hanno incontrato, quanto danno è stato fatto alla formazione delle generazioni più giovani. E quindi quanto sia necessario fare qualsiasi cosa – vaccini compresi – perché tutto questo non si ripeta mai più.

Le domande più frequenti sono “Ciccio quanti anni ha, a che classe va”, “Ma da grande diventa veramente commissario”, “Tu come le inventi queste storie”; ma ce ne sono anche che riguardano la mia biografia, che gli insegnanti li invitano a leggere su Wikipedia: “Hai vissuto davvero in Egitto” “Che sei andato a fare in Iran” “Com’è che scrivi anche libri per i grandi?”.

Qual è invece l’atteggiamento degli adulti e degli insegnanti in particolare? Intendo quando fai le tue presentazioni e nella relazione che si instaura con i bambini e i ragazzi che ti ascoltano. Anche loro ne sono affascinati? Partecipano oppure stanno in silenzio ad ascoltare?

I genitori e gli insegnanti partecipano moltissimo, me ne rendo conto dagli sguardi e dai sorrisi… ma, da bravi genitori e insegnanti, si fanno da parte per dare spazio al rapporto diretto fra me e i bambini. Sanno che per loro è una occasione speciale e gli danno la possibilità di viverla interamente in prima persona e in piena libertà.

Raccontai qualche episodio divertente e piacevole che ti è capitato durante una delle tue presentazioni.

Niente di specialissimo; piuttosto tanti comportamenti – esitazioni, timidezze, spavalderie – che mi hanno catapultato al tempo in cui ero io ad essere un alunno fra altri alunni. Ne ricordo solo uno: un bambino che si era scritto la domanda e che evidentemente era rimasto a ripassarsela senza ascoltare quelle che facevano i compagni, mi ha chiesto la stessa cosa che aveva appena chiesta un altro, e tutti si sono messi a ridere. Io sono intervenuto dicendogli “Hai fatto bene a ripetere la domanda perché la mia risposta non era completa. Devo aggiungere che…”. Il bambino ha sorriso contento, e io non gli ho strizzato un occhio solo perché avrei rovinato il… salvataggio.

Mi piace anche ricordare l’immancabile momento speciale di ogni evento in presenza: a ogni dedica che facevo su un libro, il proprietario del medesimo mi stampava un bacione sulla guancia. E io mi squagliavo.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare quest’ultima puntata? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Per questi ultimi minigialli, ma anche per tutto quello che ho scritto fino adesso e per quello che – spero – scriverò, ringrazio il mio indimenticabile nonno. Fu lui a insegnarmi a leggere e a scrivere, e a trasmettermi l’amore per la narrativa. Era anche un grande raccontatore di favole, molte delle quali inventate: e questo mi fa pensare che parte della… “trasmissione nonnesca” sia avvenuta per via DNA.

Consigli per l’acquisto di questo ultimo libro? Cosa vuoi dire ai nostri lettori per invogliarli a comprare questa tua ultima opera?

La domanda è imbarazzante perché somiglia al famoso: “Oste, il suo vino è buono?”. Preferisco citare quello che dicono gli altri. Una mamma: “Il suo libro è riuscito a far leggere mio figlio. Adesso mi ha chiesto di comprare anche i precedenti”. E il piccolo “Angelo S., di quasi 9 anni”, sulla pagina Facebook: “Il terzo libro di Ciccio mi è piaciuto molto perché le storie erano avvincenti ed interessanti. Ciccio è un commissario nato e farà carriera nel campo. Peccato che i casi da risolvere erano solo dieci!!”.

Hai programmato delle presentazioni pubbliche di questo nuovo capitolo. Se sì, dacci alcuni degli appuntamenti previsti perché i lettori interessati possano partecipare.

Purtroppo causa problemi logistici e COVID ho dovuto rinunciare a due appuntamenti a cui tenevo molto: al Festival Giallo Garda il 10 ottobre, in cui – fra l’altro –  Dieci piccoli gialli 2 ha ricevuto il premio speciale della giuria dedicato ai i gialli per ragazzi; e al Salone del Libro di Torino il 14 ottobre. Pazienza.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa breve intervista?

Abbasso il COVID e tantissimi saluti da me e da Ciccio.

Carlo Barbieri

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Twitter: @BarbieriBooks

 

Il libro:

Carlo Barbieri, “Dieci piccoli gialli 3”, Einaudi Ragazzi Ed., Torino, 2021

https://www.edizioniel.com/prodotto/dieci-piccoli-gialli-9788866565239/

Andrea Giostra

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

“Il pianista Luca Buosi” | di Meri Lolini

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Carissimi oggi siamo in compagnia di Luca Buosi , un pianista friulano che con le sue colonne sonore è arrivato ad Hollywood la città del cinema per eccellenza. E’ lui l’autore della colonna sonora del cortometraggio diretto da Leonardo Barone “13 scatti“. Il film ha conquistato 11premi internazionali ai festival di Istanbul, Gran Bretagna e Los Angeles. Vorrei che ci parlassi dell’emozione che vivi mentre componi e come ti senti davanti a premiazioni così importanti.

Buongiorno, grazie a voi, è sempre un piacere poter parlare di queste belle esperienze.L’emozione di poter portare a casa dei premi è sempre fortissima, sopratutto quando i premi sono 11 e soprattutto quando si viene riconosciuti anche all’estero.

Ovviamente queste soddisfazioni sono per tutto il Team di persone che ha creduto e portato avanti questo progetto.In primis il Regista Leonardo Barone che ha voluto che curassi la colonna sonora e  per questo devo ringrazialo per aver creduto in me. Quando compongo mi concentro per capire al meglio che tipo di musica comporre sulle immagini, e su questo lavoro devo dire che la durata per realizzare la colonna sonora è stata relativamente breve. Avevo già le idee ben chiare dopo aver visualizzato il progetto, mi è piaciuto fin da subito. L’emozione di poter musicare un progetto è sempre forte, anche perché la musica è una componente molto importante soprattutto su questo corto dove i dialoghi sono limitati.

Hai da poco pubblicato il tuo primo EP che è composto da cinque brani strumentali per l’etichetta Battitorumore ed all’interno è presente anche la colonna sonora di “13 scatti” che è il corto di cui abbiamo parlato prima. Questi sono i titoli dei brani: Orchestrale,Paradise, La ballerina,Follia,Per te. Ci racconti le scelte che fai quando componi e come correggi qualcosa per rendere il brano più in sintonia al tuo progetto? 

La componente comune dei questi brani è  il pianoforte, infatti anche sulla copertina del disco è rappresentato un pianoforte, che è stata realizzata appositamente per me dal grafico Mark Simonella. La scelta per la realizzazione di questo lavoro è stato creare una componente comune tra le varie canzoni. Volevo valorizzare il pianoforte visto che è il mio strumento, anche se la canzone “orchestrale” è quella dove si sente meno il suo suono,però fa parte della colonna sonora come la canzone “Per te” . Sono molto orgoglioso di questo disco , che rappresenta il mio percorso musicale fino a questo momento tra l’altro questo EP è intitolato PARADISE ed è presente sui più importanti distributori digitali tra i quali Amazon Music, Apple Music, Spotify.

Hai iniziato ad 11 anni a studiare pianoforte ed hai ricevuto tanti premi e nel 2015 hai vinto la 9 Edizione categoria Live Piano Bar festival. In questa attività ti esibisci accompagnato da una voce femminile. Che cosa ci puoi dire di questa emozione condivisa tra musica e canto?  

L’emozione di poter suonare dal vivo credo che sia la più grande soddisfazione che un musicista può avere, soprattutto adesso che stiamo vivendo un periodo storico molto pesante dal punto di vista artistico. Con il progetto del duo piano e voce propongo solitamente cover però riarrangiate in modo da rendere la canzone più piacevole all’ascolto, se pur in una formazione acustica dove io sono l’unico musicista e la voce fa la differenza.

Ringraziandoti della tua disponibilità, vorrei che ci raccontassi la tua attività di musicista in questo periodo pandemico. 

Mi devo ritenere innanzi fortunato per non aver contratto il Virus. In questo per periodo la musica dal vivo è stata inesistente purtroppo, però avendo il mio studio di registrazione (LB STUDIO) ho potuto creare sia la colonna sonora del cortometraggio 13 SCATTI, che realizzare il mio disco. Diciamo che il tempo che avevo a disposizione ho cercato di valorizzarlo al meglio al fine di renderlo come un’ opportunità e non una perdita di tempo. Vi ringrazio per questa intervista e se avete piacere visitate i miei canali social. ciao Luca Buosi

 

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Oggi Giornata Nazionale dello Spettacolo. Virzì (Ugl creativi): Che sia l’inizio di un reale rilancio

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Il 24 ottobre sarà, da quest’anno in poi, la Giornata Nazionale dello Spettacolo così come voluto dal  Parlamento Italiano.

“ La Giornata Nazionale dello Spettacolo – dichiara Filippo Virzì Segretario regionale dell’Ugl creativi in Sicilia – è un primo giusto riconoscimento al settore audio visivo che ha pesantemente subito gli effetti nefasti dalla pandemia, ci auspichiamo che sia un reale inizio finalizzato al rilancio dell’intera filiera dello spettacolo settore di gran prestigio per il nostro paese e dell’occupazione in primis”.

“Notte di Zucchero”: dal 31 ottobre al 2 di novembre Palermo celebra i suoi morti

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Notte di Zucchero

I CANTI DELLA MORTE AL CIMITERO DEGLI INGLESI, UNA PARATA DI BANDE, UNO SPETTACOLO TEATRALE E TANTI LABORATORI PER BAMBINI. TORNA AL TEATRO POLITEAMA “NOTTE DI ZUCCHERO”: DAL 31 OTTOBRE AL 2 DI NOVEMBRE PALERMO CELEBRA I SUOI MORTI

Notte di Zucchero

“Armi santi, armi santi, io sugnu unu e vuatri siti tanti: mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai cosi di morti mittitiminni assai”, la notte tra l’1 e il 2 novembre a Palermo ed in Sicilia è magica, prima di andare a dormire, i bambini speranzosi di ricevere tanti bei regali e dolcetti usavano recitare questa preghiera. La festa dei morti sta per tornare e con essa anche “Notte di Zucchero” che quest’anno giunge alla sua nona edizione.

A Palermo per il Giorno dei Morti si era soliti andare ai cimiteri per accendere un cero ai propri defunti e per onorarli, i parenti del morto mangiavano accanto alla tomba, per non farli sentire soli. Secondo la tradizione ogni anno nella notte tra l’uno e il due novembre i defunti lasciano le loro sepolture, e da soli o in gruppo, girano per la città rubando dolci, giocattoli e vestiti nuovi da portare in dono ai piccoli della propria famiglia.

“Notte di Zucchero”, la manifestazione che celebra i defunti e fa gioire e divertire bambini e adulti, è stata fortemente ed amorevolmente voluta da la Città Metropolitana di Palermo e anche quest’anno è ideata e curata da Giusi Cataldo. La sede scelta per questa edizione ha una grande forza simbolica in questo periodo, è uno dei più bei teatri palermitani, già sede dell’evento nel 2016: il Teatro Politeama Garibaldi.

Mai come quest’anno il ritorno della festa dedicata a grandi e piccini, è carica di significati, usanze e tradizioni siciliane che si legano ad altri e più attuali temi come la tanto attesa riapertura dei teatri e delle manifestazioni culturali in presenza che ci sono tanto mancate. Il fortunato format dell’evento cambia di poco per rispettare le regole di sicurezza e di distanziamento, ma offrirà la consueta ricchezza di spettacoli, laboratori ed una buona dose di magia e mistero per tutti. Gli spettacoli saranno su prenotazione e con green pass, i laboratori per bambini saranno anch’essi su prenotazione ed alcuni liberi fino ad esaurimento posti come da protocolli anti-Covid, tutte le info di prenotazione su www.nottedizucchero.it.

La manifestazione prenderà inizio il 31 di ottobre alle 18 con l’inaugurazione della mostra “Quando sono piccolo” della fotografa Rori Palazzo da un’idea di Giusi Cataldo. Visi noti e meno noti sono stati immortalati con il loro giocattolo preferito, le foto saranno in mostra nella prestigiosa sede della Cavallerizza di Palazzo Sant’Elia, che rimarrà allestita fino al 07 novembre 2021. La sera del 31 ottobre alle 21, al Cimitero degli Inglesi andrà in scena la seconda edizione de “I canti della Morte”, momento musicale struggente che attraverserà diversi generi musicali dal folk al gothic passando dal cantautorato con un omaggio anche allo Spoon River di De Andrè (con Ponente e folk band, Claudio Terzo solo, Kyrah Aylin duo).

Il primo di novembre sarà la giornata clou dell’evento con una intera giornata dedicata ai bambini all’interno dei saloni del Teatro Politeama, sotto il porticato e nei giardini, dove si avvicenderanno laboratori culinari, di narrazione e manuali, clownerie, canti, danze, equilibrismo ed enormi bolle di sapone.

Una grande novità di questa edizione sarà la grande parata “Meravigliosa Provincia” di Bande musicali finalmente per strada, un momento simbolico per riabbracciare tutta la città. Il primo di novembre dalle 15.30 la grande parata musicale attraverserà uno degli assi più importanti di Palermo: via della Libertà, da piazza Croci e fino a via Turati/piazza Ruggero Settimo. Sfileranno tante Bande Musicali di Palermo e Provincia (Altofonte, Belmonte Mezzagno, Aliminusa, Montemaggiore, Corleone, Cerda, il Corpo bandistico di Palermo, la Banda Cavaliere Cascino di Palermo e la banda del Liceo Musicale Regina Margherita di Palermo) che suoneranno alternandosi fra loro e tutte insieme, infatti con la direzione del Maestro Nunzio Ortolano a fine parata sempre in via della Libertà verranno eseguiti all’unisono due brani, uno siciliano ed uno messicano per ricordare il gemellaggio fra Palermo e Città del Messico, città accomunate dalla stessa tradizione della “Festa dei Morti” e del “Dia de Muertos”. La parata sarà intervallata e arricchita dalle coreografie dei danzatori del Liceo Coreutico Regina Margherita. A piazza Ruggero Settimo (al Politeama) dalle 19 circa in programma anche un momento di festa urbana diffusa fra musiche e danze in cui si inviterà a prender parte allo spettacolo “Festa dei Morti” che si terrà dentro il teatro.

Come sempre allo scoccare della sera del primo novembre arriva per Notte di Zucchero il momento di spegnere le luci della festa e accendere le candele per ripercorrere il viale della Memoria, ecco allora che il Teatro si trasformerà in un luogo sospeso dove le storie dei nostri Morti riecheggeranno in un atmosfera magica.

Il teatro si animerà delle storie dei nostri Morti più illustri e delle loro vicissitudini che arrivano fino a noi grazie anche ai loro corpi mummificati e conservati dentro le Catacombe dei Cappuccini. Si metterà in scena sul palco del Teatro Politeama “la festa dei morti”, il nostro Sicily Spoon River – con testi scritti da Savatteri, Randazzo, Brancato, Di Piazza, Di Grado, Argento, Rondinelli, Terranova e interpretati da Gigi Borruso, Eletta Del Castillo, Cristiano Pasca, Giuseppe Provinzano, Alessandra Ponente, Luca Carbone, Susanna Piraino, Giovanni Carta e Massimiliano Geraci. Gli spettacoli saranno replicati due volte durante la serata.

L’indomani mattina, il 2 novembre, Notte di Zucchero come di consueto entra nelle scuole per un festoso incontro con i bambini degli asili e delle scuole d’infanzia in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola del Comune di Palermo, all’insegna delle tradizioni e dell’identità coniugate al gioco e allo spettacolo con le “Storie Zuccherose” di Salvino Calatabiano.

Anche quest’anno – e per il quarto anno – grazie alla partnership con Kids Trip, “Notte di Zucchero” arriva anche Catania, dove si festeggeranno i morti lunedì 1 novembre dalle 17.30 alle 22 al Palazzo dell’Università in piazza dell’Università. Tanti i laboratori e le attività che si susseguiranno per i bambini della città, si parte con i “Cunti Picciriddi”, poi un laboratorio musicale ispirato liberamente ad un racconto di Andrea Camilleri, a cura di Avventure Sonore. Poi ancora “Illumina la notte”, laboratorio creativo a cura di Gabriella Trovato. E ancora una “Caccia ai racconti”, racconti itineranti a cura dell’attrice Iridiana Petrone. In programma anche visite guidate al Museo dei Saperi e delle Mirabilia dell’Università di Catania.

Notte di Zucchero è un’associazione, nata nel 2013 da un’idea di Giusi Cataldo che ne cura la direzione con la collaborazione di Dora Argento e l’organizzazione di Tiziano Di Cara, con l’obbiettivo di riportare all’attenzione una festa, quella dei Morti, radicata profondamente nella nostra terra, in cui i protagonisti sono i nostri cari defunti ed i loro doni ai bambini con i dolci legati alla tradizione. Una festa siciliana, una festa della nostra identità, una festa da difendere e rinnovare.

Notte di Zucchero

NOTTE DI ZUCCHERO 2021

31 ottobre, 01 e 02 novembre 2021

31.10 > h. 18

PALAZZO SANTELIA

via Maqueda 81, Palermo

OPENING MOSTRA

#QUANDOSONOPICCOLO

con foto di Rori Palazzo

da un’idea di Giusi Cataldo

a cura di Valentina Greco

dal 31.10 al 07.10.2021

orario 09,00/20,00

INGRESSO LIBERO

come da protocollo ministeriale

31.10 > h. 21

CIMITERO DEGLI INGLESI

via Via S. Gulì 19, Palermo

CANTI DELLA MORTE 2.a edizione

canti dedicati ai temi della morte dal folk al ghotic

PONENTE con Gaetano Mirabella e Virginia Maiorana (folk)

CLAUDIO TERZO solo (cantautorato)

KYRAH AYLIN duo (ghotic)

IN PRESENZA > prenotazione su www.nottedizucchero.it

 

01.11 > h. 10/13

SALONI e GIARDINI del TEATRO POLITEAMA

via Filippo Turati 2, Palermo

LABORATORI DIDATTICO/RICREATIVI PER BAMBINI

culinari, teatrali, musicali, danzanti e di trucco

Agata Leale con “Belle Bolle”

Giuseppe Muscarello con “Piripicchio #2”

Kiklos con “Il circo immaginario”

Raffaella Nastro con “Dipingiamo la martorana”

Ditirammu con “Folk lab”

Zazu con “L’uomo palla”

Salvo Bartolone con “Trucchiamoci per la festa dei morti”

IN PRESENZA > prenotazione su www.nottedizucchero.it

01.11> h. 15,30/18

VIA DELLA LIBERTA

fra piazza Croci e via Turati/Piazza Ruggero Settimo, Palermo

PARATA DI BANDE “MERAVIGLIOSA PROVINCIA”

curatore artistico maestro Nunzio Ortolano,

con bande musicali della Provincia di Palermo

danzatori del “LICEO COREUTICO REGINA MARGHERITA” di Palermo

con le coreografie di Giorgia Alestra, Clara Congera, Tatiana Giurintano, Laura Miraglia, Sonia Moltisanti, Fausto Santonocito, Giovanna Velardi;

bande in parata:

“ASSOCIAZIONE MUSICALE CORPO BANDISTICO PALERMITANO”, Palermo, diretta dal maestro Massimo Vella;

“BANDA del LICEO MUSICALE REGINA MARGHERITA”, Palermo, diretta dal maestro Giovanni La Mattina;

“ASSOCIAZIONE BANDISTICA CITTA’ DI PALERMO, COMPLESSO BANDISTICO CAV. MICHELE CASCINO”, Palermo, Direttore Artistico Musicale Prof. Simone Ciappa;

 

“ASSOCIAZIONE MUSICALE PARCO”, Altofonte, diretta dal maestro Aldo Oliveri;

 

“CORPO MUSICALE PIETRO CIPOLLA”, Corleone, diretta dal maestro Antonio Pecoraro;

“ASSOCIAZIONE MUSICALE GIOACCHINO ROSSINI”, Montemaggiore Belsito, diretta dal maestro Nunzio Ortolano;

“ASSOCIAZIONE MUSICALE SANT’ANNA”, Aliminusa, diretta dal maestro Salvatore Nogara;

“ASSOCIAZIONE CULTURALE MAESTRO PIETRO ALLOTTA”,

Belmonte Mezzagno, diretta dal maestro Antonio Cappello;

“BANDA MUSICALE M. SS. DEI MIRACOLI”, Cerda, diretta dal maestro Maurizio Guida.

01.11. > h. 18 (fine parata)

VIA DELLA LIBERTA

tratto finale pressi via Turati/Piazza Ruggero Settimo, Palermo

 

LA GRANDE BANDA DI PALERMO

esecuzione di due brani con tutte le bande all’unisono

in omaggio al gemellaggio Palermo-Messico

dirette dal Maestro NUNZIO ORTOLANO

 

01.11. > h. 19/20

PIAZZA RUGGERO SETTIMO

fronte Teatro Politeama, Palermo

 

“VI INVITIAMO ALLA FESTA DEI MORTI

ENSEMBLE DELLE BANDE MUSICALI + DANZATORI DEL LICEO COREUTICO

in modalità diffusa sulla piazza, musiche e danze per fare festa

 

01.11. > h. 20,00 e 21,30

TEATRO POLITEAMA

via Filippo Turati 2, Palermo

 

LA FESTA DEI MORTI

#SICILYSPOONRIVER

  1. 2 performances in cui i morti delle Catacombe dei Cappuccini prendono vita e si raccontano in una ambientazione magica e sospesa nel tempo, fra candele e luci soffuse.

Ideazione e regia Giusi Cataldo.

Attori: Gigi Borruso, Eletta Del Castillo, Cristiano Pasca, Giuseppe Provinzano, Alessandra Ponente, Luca Carbone, Susanna Piraino, Giovanni Carta, Sebastiana Eriu e Massimiliano Geraci;

pianista: Enrico Morsillo

danzatori: Liceo Coreutico Regina Margherita di Palermo

coreografie: Clara Congera, Sonia Moltisanti

costumi e consulenza: Dora Argento

  1. 20,00 – h. 21,30

IN PRESENZA > prenotazione su www.nottedizucchero.it

02.11 > h. 09/13

Presso alcuni ASILI NIDO E SCUOLE DELL’INFANZIA, Palermo

 

LABORATORI DIDATTICI SULLA “FESTA DEI MORTI

“STORIE ZUCCHEROSE” di Salvino Calatabiano

Narrazioni e cunti attraverso ombre, voci e burattini.

di pupi di zucchero, di giganti e di altre creature magiche.

in collaborazione con l’Assessorato alla Scuola del Comune di Palermo.

www.nottedizucchero.it

nottedizucchero@libero.it

https://bit.ly/30H5vN9

https://bit.ly/3pvrdyb

direttore artistico

Giusi Cataldo

giusi.cataldo@gmail.com

organizzazione generale

Tiziano Di Cara

tizianodicara@gmail.com

Arriva il Ballarò buskers festival con un carico di arti di strada, circo contemporaneo e gioia | dal 22 al 24 ottobre, tre giorni di spettacoli, performance artistiche, musica e laboratori per bambini

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Ballarò buskers festival

Dopo l’anno di pausa a causa del Covid, torna con una veste completamente diversa, il Ballarò Buskers, il festival internazionale di arti di strada e circo contemporaneo di Palermo che nel 2019 ha segnato 40mila presenze e che quest’anno giunge alla sua quinta edizione.

Il Festival sostenuto da una rete di associazioni, enti e abitanti che da anni ha messo insieme forze e pensiero, avviando un intenso dialogo con chi vive, frequenta e opera nel quartiere e patrocinato dal Comune di Palermo, dalla forte anima sociale nasce tra le strade, le piazze e dentro le case del quartiere Ballarò e si nutre di partecipazione popolare e dei sorrisi dei bambini.

Da venerdì 22 e fino a domenica 24 ottobre tornano ad invadere il quartiere Albergheria i saltimbanchi, i circensi, gli acrobati, gli artisti di strada, i musicisti e i funamboli del Ballarò Buskers.

Saranno tre giorni di spettacoli itineranti, performance artistiche, feste, musica, danza e laboratori per grandi e bambini, il fine è sempre quello di promuovere e sostenere il Mercato Storico di Ballarò e le iniziative di riappropriazione e rigenerazione del territorio per ripensare il quartiere in termini di comunità in continuo movimento, animata da un incessante confronto e incontro tra culture differenti.

Quest’anno purtroppo per garantire il distanziamento non ci saranno le piazze da riempire, bensì sarà circoscritto in alcuni luoghi, gli spettacoli si alterneranno tra: il giardino della Biblioteca di Casa Professa, il chiostro del Complesso Monumentale di Santa Chiara, il chiostro della Chiesa del Carmine Maggiore, l’atrio della scuola Cascino, i giardini di San Crispino e Crispiniano e la biblioteca Le Balate.

Per accedere agli spettacoli, completamente gratuiti, sarà necessaria la prenotazione sul sito https://www.ballarobuskers.it/ e si dovrà esibire il greenpass all’ingresso.

Però, per non perdere il tanto amato rapporto con la strada e il quartiere popolare, ci saranno gli spettacoli itineranti che si svolgeranno in diversi luoghi  del rione grazie alle “Lape itineranti” cariche di artisti che sorprenderanno passanti e abitanti con improvvisazioni lampo d’artista e distribuiranno magia e pillole di teatro e musica a chiunque incontrino sul loro passaggio.

«Dopo lo stop causato dalla crisi pandemica ritorna il Ballarò Buskers, – dice il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando – un Festival che conferma che Ballarò è Palermo e Palermo è Ballarò. In questi anni i quartieri di Ballarò e dell’Albergheria hanno visto uno straordinario movimento di cittadini e associazioni che, in modo partecipato e con il supporto dell’amministrazione comunale, hanno dato vita ad iniziative culturali e sociali ed anche a percorsi condivisi per il recupero di spazi e l’animazione del territorio. Ed è qui che nasce Ballarò Buskers, un’iniziativa culturale che unisce artisti di strada da tutta Italia, commercianti, residenti del mercato che donano a cittadini e turisti una splendida esperienza di arte e di vita».

«Ritorna Ballarò Buskers – dice l’assessore alle CulturE del comune di Palermo Mario Zito – la rassegna degli artisti di strada e circo contemporaneo che all’interno dei luoghi più significativi di Ballarò coinvolge in modo diretto i cittadini del quartiere. Gli artisti, oggi come non mai, sentono il bisogno di uscire di esporsi nelle vie e nelle piazze. Bisogna ritornare nelle strade luogo privilegiato per raccontarsi e lo facciamo grazie all’azione preziosa di chi ha individuato nella strada il proprio “palcoscenico” per trasmettere emozioni».

«Finalmente – dichiara il Presidente della prima Circoscrizione Massimo Castiglia – arriva la quinta edizione del Ballarò Buskers festival. Un grande ringraziamento va ai tanti attivisti e volontari che, nonostante l’impossibilità di organizzare momenti di piazza nel 2020, non hanno mai smesso di prendersi cura del quartiere Albergheria in questo anno e mezzo di pandemia. La scelta di utilizzare per la quinta edizione del BBF i luoghi della cultura e di crescita dei ragazzi e delle ragazze del quartiere sancisce il lento ritorno alla normalità ma anche che ancora bisogna impegnarsi tutti per sconfiggere il Covid-19. Sarà una edizione del Festival più colorato di Palermo particolare ma, come sempre, dal forte fascino e coinvolgimento».

«Ci sono voluti due anni per fare un’altra edizione del Ballarò Buskers – dice Marco Sorrentino, presidente dell’associazione Ballarò Buskers – è un’edizione diversa dal solito, che potrà contenere numeri ridotti ma che comunque porterà tanta vivacità e allegria al quartiere e tra i banchi del Mercato. Il divertimento contenuto di quest’anno come una molla tirata servirà per caricarci e per esplodere di gioia il prossimo anno con un’edizione ancora più sconvolgente delle passate edizioni».

https://www.facebook.com/Ballarobuskers

 

PROGRAMMA COMPLETO DEL BALLARO’ BUSKER FESTIVAL 2021

VENERDÌ 22 OTTOBRE 2021

ore 15/17

Biblioteca Casa Professa

Laboratorio per bambini” Il prato fiorito”, Palmanana

Giardini di San Crispino e Crispiniano

Laboratorio per bambini “BallArt: costruiamo strumenti e suoniamoci su con la banda marciante”

ore 16/16:30

Biblioteca Le Balate

Grande Spettacolo di Circo, Compagnia SbadaClown | Arti circensi

ore 17

Atrio oratorio di Santa Chiara

Circo Bucosta | Arti circensi

17.30-18.30

Atrio oratorio di Santa Chiara

laboratorio circo bimbi a cura di Circo Bucosta

ore 19:30

piazza Casa Professa

Brindisi di apertura festival

ore 20/2030

Atrio Istituto Cascino (Piazza Casa professa)

Grande Spettacolo di Circo, Compagnia SbadaClown | Arti circensi

SABATO 23 OTTOBRE 2021

ore 10/12

Lapa teatrale itinerante

Erika La Ragione “Fernanda che la puoi vedere pure dalla veranda”

Lapa teatrale itinerante

Antonella Sampino e Carmelo Farina “Luci in festa”

Lapa teatrale itinerante

Compagnia Prese Fuoco “vax-no Vax – e sti cax”

Lapa musicale itinerante

Piccola orchestra di Tavola tonda

Lapa circense itinerante

La sbrindola “Vibrella Sound”

ore 15/17

Biblioteca Casa professa

Laboratorio per bambini” Il prato fiorito”, Palmanana

Giardini di San Crispino e Crispiniano

Laboratorio per bambini “BallArt: costruiamo strumenti e suoniamoci su con la banda marciante”

ore 17:30/18

Biblioteca Casa Professa

Tre per Uno, Peppe Burza | Arti circensi

ore 18/18:30

Chiostro del Carmine Maggiore

Grande Spettacolo di Circo, Compagnia SbadaClown | Arti circensi

ore 19/19:30

Atrio oratorio di Santa Chiara

Istinto, Compagnia ByK Cirque | Arti circensi

ore 19:30/20

Atrio Istituto Cascino (piazza Casa Professa)

Danza Fuoco & Romanticherie, Compagnia Creme & Brulè | Arti circensi

ore 20:30/21

Biblioteca Casa Professa

Tre per Uno, Peppe Burza | Arti circensi

Giardini di San Crispino e Crispiniano

“Colapisci – Cuntu di Trinacria”, Compagnia Malerba | Spettacolo teatrale

ore 21/21:30Atrio Istituto Cascino (piazza Casa Professa)

“Shock Em All”, La Sbrindola | Arti circensi

Chiostro del Carmine Maggiore

Grande Spettacolo di Circo, Compagnia SbadaClown | Arti circensi

ore 21:30/22

Atrio oratorio di Santa Chiara

Istinto, Compagnia ByK Cirque | Arti circensi

ore 21:30-22:20

Giardini di San Crispino e Crispiniano

“La Pupara”, compagnia  I Trovatori | Spettacolo teatrale

ore 22:30/23

Atrio Istituto Cascino  (piazza Casa Professa)

Danza Fuoco & Romanticherie, Compagnia Creme & Brulè | Arti circensi

ore 23:30/24

Atrio Istituto Cascino  (piazza Casa Professa)

“Shock Em All”, La Sbrindola | Arti circensi

DOMENICA 24 OTTOBRE 2021

ore 10/12

Itinerante

Marcia dei bambini del laboratorio BallArt: costruiamo strumenti e suoniamoci su con la banda marciante

Lapa teatrale itinerante

Erika La Ragione “U paccu Racconto breve di un pacco postale”

Lapa teatrale itinerante

Antonella Sampino e Carmelo Farina “Luci in festa”

Lapa teatrale itinerante

Compagnia Prese Fuoco “vax-no Vax – e sti cax”

Lapa musicale itinerante

Piccola orchestra di Tavola tonda

Lapa circense itinerante

La sbrindola “Vibrella Sound”

ore 16:30/18:30

Giardini di San Crispino e Crispiniano

“Newbookclub” | Laboratorio di scrittura

ore 17:30/18

Biblioteca Casa professa

Tre per Uno, Peppe Burza | Arti circensi

ore 18/18:30

Atrio oratorio di Santa Chiara

Istinto, Compagnia ByK Cirque | Arti circensi

ore 19/19:30

Atrio Istituto Cascino  (piazza Casa Professa)

Danza Fuoco & Romanticherie, Compagnia Creme & Brulè | Arti circensi

ore 19:30/20

Atrio oratorio di Santa Chiara

Grande Spettacolo di Circo, Compagnia SbadaClown | Arti circensi

Biblioteca Casa Professa

Tre per Uno, Peppe Burza | Arti circensi

ore 20/20:30

Giardini di San Crispino e Crispiniano

“Colapisci – Cuntu di Trinacria”, Compagnia Malerba | Spettacolo teatrale

ore 20:30/21

Atrio Istituto Cascino  (piazza Casa Professa)

“Shock Em All”, La Sbrindola | Arti circensi

ore 20:45/21:15

Atrio oratorio di Santa Chiara

Istinto, Compagnia ByK Cirque | Arti circensi

ore 21:30

Atrio Istituto Cascino  (piazza Casa Professa)

Festa di chiusura

 

Frammenti del passato | di Mari Onorato

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Mari Onorato

I ricordi sono pezzetti della nostra vita che parlano di noi. Ricordare è come richiamare al cuore, attraverso la propria memoria, qualcosa o qualcuno. È meraviglioso ricordare. un gesto, una canzone, un profumo, una foto, un luogo… rievocano in noi emozioni vissute ed improvvisamente facciamo un balzo nel passato per far riemergere nel nostro cuore le sensazioni che abbiamo provato.

La nostra vita è piena di ricordi… solo noi possiamo conoscere realmente cosa abbiamo provato: le nostre emozioni, i nostri turbamenti.

Quand’ero piccola avevo paura di perdere i ricordi, o meglio, avevo paura di non riuscire a ricordare tutto il mio passato.

Ero convinta che la mia memoria non potesse contenere troppe informazioni ed io non volevo perdere nessuno ricordo ;ero attaccata ai miei ricordi, perché avevo timore di perderli…

Abbiamo ricordi che ci fanno sorridere, altri che ci fanno piangere.

Non tutti però sono piacevoli.

A volte portiamo nel cuore delle situazioni difficili che abbiamo vissuto o persone che abbiamo perso; Momenti così forti e intensi, faticosi da ricordare, perché scavano la nostra anima, s’insediano nel nostro cuore.

Noi ogni giorno scriviamo la nostra storia, la nostra vita, ricordando la rileggiamo. Perdermi nel mio passato, ricercarne tutti i particolari rievocare in me, le sensazioni che ho vissuto…

Ci sono ricordi che porto nel cuore come il dono più bello che la vita potesse farmi rivivere, come la nascita di mio figlio, piccoli attimi che hanno avuto un’intensità di emozioni enorme. “Mi ricordo …”. S’incomincia sempre così … quando apriamo le porte al passato.

Mi commuovo nel pensare ora come si sono evolute alcune situazioni del passato… Ci sono momenti che quando li vivi sembrano tutto e poi tutta la loro importanza svanisce nel tempo…

Ripensandoci ci rendiamo conto di quanto tempo perso, di quante idee svanite, di quante lacrime versate, e quante paure infondate. Quando m’immergo nel mio passato vivo una sensazione strana. Mi sembra di rivedere un film autobiografico. Rileggere a distanza di tempo il mio diario, le mie emozioni, sensazioni e varie situazioni mi fa sempre un certo effetto.

Mi rendo conto del tempo che passa, che scivola via.

In un attimo il qui e ora diventa il nostro passato… un ricordo. Non ci accorgiamo del passaggio del tempo, se non attraverso i ricordi che abbiamo. Tutto scorre, tutto passa, perciò dovremmo vivere a pieno i momenti  della vita quando possiamo… Ogni vissuto bello o brutto che sia parla di noi. Cogliamo da ognuno di esso la nostra essenza. I nostri errori, i nostri sorrisi, i nostri pianti, ricordiamo gli abbracci, le attese, le delusioni, tutte le nostre speranze, le sorprese ricevute, tutte quelle situazioni, dove ci siamo sentiti tristi, felici, appagati, soddisfatti, sereni, tormentati, perché ogni evento del passato ha costruito la nostra vita. Impegniamoci ogni giorno a rendere meraviglioso ogni attimo, per scolpire nella nostra storia emozioni di gioia. Impariamo a custodire il nostro passato, a emozionarci nell’amare i ricordi.

Essi sono quel che resta della nostra vita.

Mari Onorato

Mari Onorato

Ascoltare Emozioni | Elena Rosa Tafanelli

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Elena Rosa Maria Tafanelli

Ascoltare come parlare è comunicare le proprie emozioni.
Ho imparato che Ascoltare è importante. Partendo da se stessi. Noi, linfa vitale. Ascoltare è partecipare alle emozioni che l’altra persona ha il piacere di comunicare a noi. Vuol dire esserci, essere presenti, essere con lo sguardo in ogni direzione. Percorso non facile, tortuoso e ricco di errori, dove scopri che sbagliare è indispensabile per una crescita completa, in assoluta onestà. Ascoltare è farsi uno con l’altro, saper oltrepassare “quella porta chiusa” presente in ognuno di noi. È “sentire” la vera essenza della vita, della persona, oltre la materia. Ascoltare impone coraggio e pazienza, come tessere una tela tra la terra e l’universo. Unione invisibile, terra, sole, luna e mare. È un esercizio fisico e mentale, una crescita interiore. Ascoltare serve a creare un legame con l’altro, e impari il significato di “servire”. Scopri l’importanza delle parole, quelle giuste da dire, quelle parole che hai piacere a pronunciare, ad ascoltare, quelle che lasciano un segno e che leggi negli occhi di chi crede in te. Chi crede in te, ha fiducia in te, non fraintende, non offende, non giudica, non è saccente. Chi crede in me partecipa alle mie responsabilità, partecipa alla mia vita spirituale, quella vera assoluta. Chi crede in te ti lascia parlare, lascia spazio ad ogni tua parola mentre ascolta comunica la sua totale presenza, assoluta partecipazione. Si pone in ascolto per capire, capire te, le tue ragioni, il tuo pensiero. Chi crede in te sa perfettamente che vivi di reciprocità. Col tempo scopri che non occorrono tante parole, ne bastano poche, anche una sola, quella che tocca il cuore. La matrice comune a tutte le parole, il tocco vitale è “verità”. L’importante è essere veri. Essere sinceri, questo è l’unica strada da percorrere. L’importante è ascoltare nella verità e per la verità. Questa crescita porta ad un cambiamento e alla sua accettazione. Chi crede in noi, ha fiducia, e pertanto non pone distanze, ogni distanza la supera, sa di poterla superare. Distanza e tempo, il collante più forte, l’unione più profonda. Ascoltare è naturale, parlare è libertà. Ascoltare è creare un contatto con l’altra persona che si fida di te, noi libro aperto. La fiducia è quel dono che nella sua essenza è compreso da pochi. La fiducia prescinde da ogni ragionamento, e ti insegna a capire chi merita la fiducia. Impari nel tempo, e alla dovuta distanza, vale discrezione, vale rispetto per l’altra persona. Vale rispetto per tutti, iniziando da te. Chi ha un proprio credo sa bene il significato di rispetto. Un punto da tenere ben presente è far sentire bene l’altra persona. Se tieni ad una persona la strada per raggiungerla la trovi. L’Ascolto, la fiducia, il comunicare, la libertà, il tutto, porta alla vera bellezza, allo stare bene.
E’ importante scegliere di ascoltare, in silenzio.

Elena Rosa Maria Tafanelli

WeShort è la prima Cinema-Startup di Bisceglie in finale al Digithon

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WeShort al Digithon

“La Netflix dei cortometraggi”, come l’ha definita Forbes, è la prima Startup legata al Cinema che da Bisceglie (Barletta-Andria-Trani) arriva a un traguardo così ambizioso: finalista al Digithon 2021!

Il sogno di Alessandro Loprieno e del suo splendido team sta raggiungendo traguardi impensabili fino a pochi mesi fa. In meno di un anno ha raccolto nel suo catalogo cortometraggi premio Oscar, Sundance e lanciato categorie splendide come Out of Africa e Hola España, dedicate rispettivamente al cinema breve africano e spagnolo.

Oggi è candidata al premio Digithon. Per aiutare la Startup di Alessandro Loprieno e Carlo Fusco, bastano pochi secondi, cliccare sul link a seguire, individuare la finestra di “WeShort”, e dare la propria preferenza a “WeShort”.

Crediamo in questo splendido viaggio!

VOTA WESHORT:

https://www.digithon.it/social/vote?fbclid=IwAR3vqVEY9a9X3jlmJDMJYxsqtAx41Nh1xMTT6b_stVZ31JLhmYBaqiROtjE

 

Il programma di DigithON 2021

Nel 2021 DigithON giunge alla sua VI edizione: una nuova sfida, dopo quella del 2020 che, a causa della pandemia, ha visto la maratona svolgersi per la prima volta interamente online. Oltre alle tante startup premiate, nel corso degli anni, DigithON ha visto confrontarsi sul tema del digitale numerosissimi rappresentanti delle istituzioni e delle principali imprese italiane e internazionali.

 

INFO E CONTATTI:

WESHORT: SHORT CINEMA STREAMING ON-DEMAND ON YOUR SCREENS

https://weshort.com/

WeShort s.r.l.

Corso Alcide de Gasperi 314/a – 70125 Bari (IT)

+39 349 8618 838

info@weshort.com

 

“Ensemble Kinari” al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo per l’Associazione Siciliana Amici della Musica di Palermo | 25 ottobre ore 20:45

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Ensemble Kinari

Politeama Garibaldi – Palermo. Prosegue la rassegna di concerti autunnale dell’Associazione Siciliana Amici della Musica, al Politeama Garibaldi di Palermo. Lunedì 25 ottobre, alle 20.45, l’Ensemble Kinari in concerto, formazione composta da Azusa Onishi al violino, Gianluca Pirisi al violoncello, Mizuho Ueyama alla viola e Flavia Salemme al pianoforte. L’Ensemble Kinari ha inciso un CD uscito il 1° giugno per Brilliant Classics alla cui realizzazione ha dato un sostegno l’Associazione Siciliana Amici della Musica di Palermo.

Ensemble Kinari

“Kinari, dal giapponese, è un termine che descrive la colorazione di un tessuto al suo stato più naturale, originario e puro”. Così motivano la scelta del nome attribuito all’ensemble, i quattro giovani musicisti che lo costituiscono; il loro obiettivo è infatti quello di riscoprire e donare il “colore” della loro interpretazione a pagine poco eseguite del repertorio cameristico. In questa linea si colloca la recente incisione, per l’etichetta discografica Brillant Classics, del disco interamente dedicato a composizioni per pianoforte, violino, viola e violoncello da camera di Eliodoro Sollima, frutto di un lungo e appassionato lavoro, prima di ricerca e poi di analisi e di studio delle partiture del compositore di origine marsalese scomparso nel 2000.

Il programma del concerto prevede Duo degli occhiali di Beethoven, Evoluzione n.5, Sonata 1948 e La leggenda di San Damiano di Eliodoro Sollima, Quartetto per pianoforte e archi in la min. Di Gustav Mahler.

Associazione Siciliana Amici della Musica di Palermo

INFO:

www.amicidellamusicapalermo.net

Collezioni… emozioni e passione! | di Daniela Cavallini

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Daniela Cavallini

Amiche ed Amici carissimi, in qualità di “parte in causa”, posso affermare che il vero collezionista, di qualsiasi tipologia di oggetti si tratti, gode del grande privilegio di emozionarsi ogni volta che nota un pezzo ascrivibile alla sua collezione. O, spesso, più collezioni, come nel mio caso di amante d’arte ed antiquariato.

Quel momento in cui lo vedi…”lui”… l’oggetto che andrà ad arricchire la collezione – costi quel che costi – è magico… A prescindere dal valore economico, talvolta condizionante l’acquisto, l’effetto “innamoramento” è garantito.

“Farfalle nello stomaco” e scariche di adrenalina costituiscono un portento per la creatività: se all’oggetto del desiderio e’ attribuita un’elevata quotazione, la fantasia si sprigiona producendo soluzioni economiche accessibili; se vi sono perplessità di collocazione, il problema è meno facilmente risolvibile, ma come per incanto, scaturiscono, concentrate in un brevissimo lasso di tempo,  tutte le risorse immaginative per giungere ad un altro momento “magico”: quell’istante in cui sovviene la deliberazione: “ecco dove lo metto!”.

Immediatamente dopo l’acquisto, fa capolino l’urgenza emozionale del posizionamento a casa. E… una volta a casa? Prima di entrare, quegli ultimi attimi che precedono l’apertura della porta d’ingresso, paiono interminabili perché il dubbio assale: “starà bene?”

Poi, finalmente… “Oh, che meraviglia!”Contemplazione ed estasi rilassano la mente.

A volte però – purtroppo – accade che l’eccesso di entusiasmo sia stato mal consigliero ed il “nuovo arrivato” non armonizzi con il resto della “famiglia”. Che delusione e, per quanto mi riguarda, che sofferenza!

Se è possibile sopperire movimentando “la famiglia”, si apre lo spiraglio del sollievo, ma se proprio si tratta di un acquisto incauto… Ove possibile, si ricorre ad una pragmatica soluzione con il venditore, ma se impossibilitati… l’unica opportunità, in attesa di tempi migliori,  resta un’accogliente cantina. Tuttavia le emozioni vissute restano!

Un abbraccio!

Daniela Cavallini

“Tradimento: quali conseguenze?” | di Aurora d’Errico

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Aurora d’Errico

Bentornati nella mia rubrica: “In salotto con Aurora”, di Mobmagazine.it.

Oggi, miei cari lettori, scopriremo quali sono le conseguenze più comuni relative alla scoperta di un tradimento e quando parlo di “tradimento”, che, come ho già scritto in altri articoli, deriva dal termine “tradere”, ovvero “consegnare ai nemici”, non mi riferisco soltanto a quello “amoroso”, ma anche al tradimento di un amico, di un familiare, di un conoscente. Subire un torto da coloro di cui ci fidavamo, sono ferite invisibili che possono avere conseguenze gravissime. Angoscia, rabbia, frustrazione, completa perdita di fiducia, sono queste le sensazioni più comuni che si riscontrano per coloro che scoprono di essere stati traditi. L’amore trova la sua ragione nel desiderio verso qualcuno o qualcosa, la cui mancanza genera malessere, tristezza, disagio. A volte l’amore può trasformarsi nel desiderio di possesso, di proprietà dell’altro a tal punto che la sua perdita o la semplice paura di perderla, può condurre a situazioni pericolose. Infatti, più grande è l’amore che proviamo per qualcuno e maggiore è il tradimento, perché la fiducia che poniamo nei confronti della persona amata, può diventare inganno. Di solito siamo abituati a pensare al tradimento in campo amoroso, quando una persona si innamora di un’altra o quando ha una relazione extraconiugale. Ma non è così, perché esistono infiniti modi di essere traditi. Si tradisce il proprio partner anche “emotivamente”, quando riponiamo la nostra fiducia in qualcun altro, oppure quando siamo al fianco del nostro compagno/a e restiamo incollati al telefono o ai social, dando un chiaro segnale che preferiamo la compagnia del telefono a quella della persona che diciamo di amare. Tradiamo anche quando si passa troppo tempo con gli amici, oppure quando ci lamentiamo del nostro partner con gli altri. Per lo psicoanalista James Hillman, il tradimento rappresenta un mezzo per la crescita e per la formazione dell’autonomia individuale. Diversamente, per altri autori, il tradimento essendo stato posto come “un inganno”, non può avere alcuna valenza positiva sul processo della crescita. Anzi, potrebbe essere il movente per condurre la persona tradita ad un circolo vizioso che porterebbe addirittura a tradire la stessa vittima di tradimento. Nella maggior parte dei casi, la scoperta di un tradimento, può avere ripercussioni assai gravi per la persona tradita, talmente gravi da indurre la vittima a fare del male, attraverso atti estremi di follia o addirittura a farsi male. Il tradimento delude la fiducia, infrange un legame, una continuità, ma soprattutto, infrange quella condivisione che si era creata all’interno della coppia. Tradimento equivale ad un distacco, ad una rottura di quell’intesa reciproca che si era costruita all’interno del “Noi”. Spesso può accadere che una delusione d’amore che si ha nello scoprire di essere traditi, possa portare la persona tradita a pensare anche al suicidio. Generalmente, in questo modo, infatti, reagisce chi ha un carattere debole e pensa di non essere amato da nessuno e ricorre all’idea del suicidio, pensando di porre fine al suo dolore, alla sofferenza e depressione. L’idea del suicidio, dunque, equivale a disperazione, desolazione, sensi di colpa ed esprime il più delle volte un’aggressione contro la persona amata con la quale l’individuo si è identificato e costituisce, così un “omicidio mancato”. Per Melanie Klein, psicoanalista austriaca-britannica, chi si uccide, esprime contemporaneamente il desiderio di punire l’oggetto o il soggetto amato e perduto, sia sé stesso per avere in qualche modo “causato” tale perdita. Probabilmente il suicidio, al pari della collera o della paura, rappresenta una difesa da situazioni psicologiche penose; una sorta di sottovalutazione o, meglio, una svalutazione del proprio “io”, sotto ogni aspetto, morale, fisico e sociale. Cesare Musatti, altro psicologo e psicoanalista italiano, considera l’autoaggressività, l’elemento masochistico o costitutivo della melanconia che dal terreno puramente psichico, si trasferisce in quello fisico, fino al suicidio. Egli, infatti, ritiene che, pertanto, ci sarebbero due elementi che porterebbero al suicidio: il primo sarebbe caratterizzato dalla perdita dell’oggetto amato e dallo squilibrio che si viene a creare a causa dell’identificazione del soggetto con l’oggetto amato e l’eliminazione di esso con l’autosoppressione. Il secondo, invece, sarebbe rappresentato dall’incapacità da parte di un soggetto particolarmente debole, di affrontare la realtà esterna, con conseguente autoaggressione e autosoppressione in quanto forma di liberazione. Questo, purtroppo, può accadere quando l’autostima e l’integrità di sé, di una persona, dipendono dall’attaccamento di un oggetto perduto e, in tal caso, il suicidio può apparire come l’unica via per stabilire la coesione di sé. Il suicidio, al pari della fuga o della collera o ancora della paura, rappresenta una difesa da situazioni patologiche penose. Pertanto, l’amore può essere un’esperienza destabilizzante, soprattutto, quando la persona innamorata scopre di essere stata tradita.  In alcuni casi può instaurarsi una vera malattia, dove la vittima di questo stato d’animo può oscillare fra esaltazione e depressione, insonnia, perdita di appetito, ansia. Molte persone finiscono di avere cura di loro stessi, ricorrendo all’alcool, al fumo, a sostanze nocive, come droghe, senza alcun freno, in una totale autodistruzione, che eliminano qualsiasi capacità di reazione del proprio corpo. Si viene così ad instaurare in questo modo un vero processo degenerativo che porta il soggetto interessato ad un totale isolamento interiore, con l’aumento di un unico desiderio, quello di porre fine a tutta quella sofferenza che si percepisce, a quel dolore così profondo, attraverso il proprio annientamento, la propria distruzione. Altre volte, per le persone che sono state tradite e sono vittime di una separazione, il suicidio diventa l’unico modo per essere finalmente visti ed apprezzati da chi li ha traditi, diventando una sorta di vendetta all’indifferenza e alle numerose cattiverie che ha subito dal proprio partner. In realtà, la persona che pensa di ricorrere al suicidio, non desidera effettivamente morire. In un certo senso, la vittima vuole solo porre fine alle proprie sofferenze, al proprio dolore, diventato, ormai, insopportabile per andare avanti nella sua vita. Di conseguenza, la scoperta di un tradimento, lascia quasi sempre la persona tradita, priva di forza, di autostima, e questo perché il timore di essere abbandonati per molti, non è facile da gestire e, in alcuni casi, dà luogo ad una vera e propria sindrome dell’abbandono che può condizionare gravemente la loro vita affettiva. E come scriveva la grande Oriana Fallaci: “Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo”.

Aurora d’Errico

Aurora d’Errico

ANTONELLO CESARI, pittore salentino “tutto ciò che è passione rimane nel cuore” – Intervista

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Ciao Antonello, ben arrivato e grazie per la tua partecipazione a questa intervista.
Sei un pittore pugliese, conosciuto da molto tempo non solo al pubblico dell’arte.
La passione per la pittura nasce già da quando eri bambino ed è stata sempre un punto importante per la tua vita espressiva. Cosa ti ha portato a continuare a dipingere?
Grazie innanzitutto per il vostro invito a partecipare a questa intervista, e per questo ne sono onorato.
La passione per l’arte e soprattutto per la pittura, nasce sin da ragazzino, quando immerso e coinvolto nella bottega lavorativa di famiglia che si occupava della lavorazione della terracotta e della produzione di manufatti artigianali e tradizionali, mi stimolava attraverso l’uso dei colori ceramici a colorare e dipingere in modo elementare, caparbio e istintivo, mettendo in atto la mia creatività e capacità. Da questo momento nasceva già inconsciamente la mia passione…
-Chi è Antonello al di fuori dell’essere artista?
Mi ritengo una persona che nella mia semplicità ed umiltà ho la predisposizione alla disponibilità in generale.
Altruista per natura, e da Salentino puro amo la mia terra, il mare, la campagna, la natura, elementi poi essenziali da cui traggo la mia fantasia pittorica e decorativa.
Amo viaggiare, e condividere insieme agli altri le varie iniziative sociali, culturali e le attività di volontariato di cui ne sono responsabile in vari settori.
-Come abbiamo visto, sei una persona attiva oltre alla tua pittura. Fai parte di Eroi Anonimi, non è da tutti pensare agli altri attraverso se stessi, cosa ti ha spinto a farne parte?
Oltre la passione per la pittura, il mio vissuto mi ha insegnato e mi ha portato a capire la grande importanza di essere accanto alle persone nei momenti di bisogno e di aiuto.
Sentire la necessità di poter aiutare tutte quelle persone in difficoltà mi spinge attraverso la presenza, la disponibilità e l’umanità a dare del mio…
La mera soddisfazione di aver compiuto quotidianamente un importante ed eroico gesto mi gratifica e mi carica energicamente e psicologicamente.
-Sei sempre alla ricerca di nuovi impulsi, di sperimentare tecniche artistiche che ti facciano sempre più esprimere la tua parte nascosta, ti ispiri a qualche grande artista e perché?
La ricerca spasmodica nel ricercare i  tanti colori, i vari abbinamenti, i tratti , le forme, i soggetti non ben definiti e le varie componenti astratte senza una visione pura e reale, mi spingono continuamente a sperimentare e studiare nuove tecniche artistiche e pittoriche che nell’immediata improvvisazione possano dare e provocare un impatto piacevole e attrattivo  all’occhio dell’osservatore e visitatore interessato.
Le mie prime tele e dipinti volevano essere delle raffigurazioni e false copie del mio artista preferito Kandinsky che tutt’ora insieme ad altri  noti della pittura astratta, moderna e contemporanea mi ispirano alla loro pittura.
-Antonello, hai partecipato in molte mostre importanti con dei dipinti che variano di stili e spesso ispirati alla pittura astratta e contemporanea. In quale mostra ti sei più sentito compreso e comunicativo, anche con le persone che hanno potuto osservare le tue opere?
Fra le tante mostre partecipate, ricordo in particolare una collettiva nei primi miei anni di attività artistica e cioè un invito a partecipare al Castello Carlo v nella città di Lecce.
Fu quella mostra che attraverso i giudizi e quelle poche recensioni con altrettanto spirito e giudizio critico, mi fecero intuire e capire che le mie opere e soprattutto la mia arte avrebbe sviluppato in futuro una buona ed esaltante vena artistica.
-Cosa vuoi esprimere con la tua pittura e cos’è oggi per te fare Arte?
La mia pittura è espressione dei miei sentimenti, delle mie emozioni, una terapia psicologica e mentale del mio stato d’animo, del mio essere e del mio vivere.
Fare arte, è senz’altro aprirsi attraverso sentimenti, sensazioni, improvvisazioni, trasmettere uno stato di felicità, coinvolgimento ed attrazione artistica attraverso la visione provocata dall’impatto cromatico dei colori.
Far capire al mondo intero che la vita è colore, allegria, felicità, provocare attraverso la bellezza dei colori l’amore per la vita e cancellare tutto ciò’ che ci appare buio ed opaco.
-Nelle tue opere traspare una chiara e visiva poesia, nelle forme, nei soggetti e nei colori, a volte tenui ma mai spenti. Quanta improvvisazione c’è nelle tue opere?
L’improvvisazione e la mancata programmazione nelle mie opere, è ciò che mi permette di iniziare un nuovo dipinto e nello stesso tempo esprimere in quel momento il mio attuale stato d’animo.
Di fronte ad una tela bianca o un supporto diverso, il momento di esitazione nell’iniziare la prima pennellata è così breve ed istantaneo.
L’improvvisazione che è la mia caratteristica artistica ed emotiva prevale su tutte le mie opere.
-I colori delle tue opere, esprimono anche degli stati d’animo?
Certo, i miei colori e soprattutto alcuni dei più significativi e che prevalgono in assoluto rispetto ad altri, traggono sicuramente il mio stato d’animo, la loro scelta esprime i miei sentimenti e sono l’impulso emotivo delle mie emozioni.
-Siamo nella civiltà del disamoramento e del distacco, della confusione e del disordine, un po’ tutti alla ricerca di rinnovarsi, per gli artisti poi è una necessità, ripartendo da una nuova cultura di relazioni che non si basi esclusivamente sulla bellezza estetica, ma che sia veritiera e intelligente. Cosa significa per te la frase di Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”?
In un mondo così devastato dalle tante guerre tra popoli, da una società senza valor e principi, dal degrado ambientale, dalle ingiustizie, e da tutto ciò che ci circonda con una visione opaca e scolorita ,ciò che rimane per poter rivivere sensazioni di vita che ci dia capacità di gioire e stabilire una tanta ricercata normalità, bisogna saper trovare e dare tutto ciò che racchiude bellezza.
La bellezza in tutte le sue forme, visioni ed espressioni ci salverà da questo mondo.
-La tua Città Cultrofiano in Puglia, è sempre stata terra delle ceramiche, e in alcune tue mostre hai esposto anche della ceramica, in particolare dei piatti, vuoi parlarci di questo?
La passione per la terracotta e la ceramica è come “il primo amore non si scorda mai”.
Sono nato in una famiglia di artigiani della terracotta, e come per istinto imparare a lavorare la ceramica e decorarla era già nel mio DNA.
Anche se con il passare degli anni, il cambiamento e l’innovazione di passare alla pittura su tela e su altri supporti diversi  prende il sopravvento, modificando il mio percorso artistico, la passione per la decorazione su terracotta e ceramica è sempre presente nei miei dipinti e nelle mie opere.
La partecipazione alla Mostra della ceramica giunta quest’anno alla 49^ Edizione che si svolge nella mia città di Cutrofiano LE ,inserita nel circuito nazionale delle città della Ceramica, mi dà l’opportunità di esporre le mie opere e di valorizzarle attraverso la stessa , e dagli occhi attenti e curiosi dei tanti turisti e visitatori che in quel mese di Agosto sono  così tanto presenti.
-L’arte per te è reinterpretazione o rappresentazione?
Tutte due le cose.
Da dove trai l’ispirazione delle tue opere, qual è il processo che porta alla loro creazione?
Tutto ciò che è colore è ispirazione per le mie opere, i colori del cielo, della natura, i colori della mia terra salentina mi inducono a sviluppare tanta fantasia e creatività trasferendo poi il tutto in delle fantasie surreali, di varie forme astratte, a volte inserendo anche non volutamente ,ma istantaneamente anche soggetti floreali giusti richiami inconfondibili del mio Salento.
-Quali sono secondo te le qualità, i talenti, le abilità che deve possedere un artista per essere definito tale? Chi è Artista oggi secondo te?
La definizione di artista spesso mi lascia pensare e identificare tale figura in tutte quelle persone che con il loro estro artistico, capacità e creatività, riescono a trasmettere sensazione di immenso piacere attrattivo e nello stesso tempo un forte impatto  visivo.
Spesso si definiscono artisti i comuni pittori, e cioè coloro che svolgono questa attività nel rispetto del loro lavoro, dipingendo opere che sono frutto di copie di altri artisti, addirittura producendo quantità infinite di copie , le così dette “opere in serie”.
L’artista è tutt’altro, deve essere creativo, innovativo, se vogliamo anche diverso nel suo stile pittorico, e spesso vista la sua diversità nel cercare e creare nuove tecniche sia nelle forme, nei soggetti e nel colore, il rischio di non ottenere risultati certi ed entusiasmanti provoca anche dei fallimenti pittorici temporanei.
-Se dovessi promuovere la tua arte, cosa diresti?
La mia arte, non ben definita, così come tutta in genere la pittura astratta, nella sua diversità, appartiene a chi ama soprattutto il colore, la sua cromaticità, i tratti e le varie sfumature.
L’attrazione visiva deve essere l’arma o il segreto vincente per poter ottenere un’entusiasmante visione che possa promuovere questa arte e renderla sempre più amata e ricercata.
La pittura, in tempi moderni se non posizionata e rivalutata nella giusta dimensione e inserita come elemento essenziale in vari contesti della nostra quotidianità, rischia di essere elemento secondario.
-Dove ti possono seguire i nostri lettori?
In questi ultimi tempi di sviluppo tecnologico, i media, i social tipo Facebook, Instagram e tanti altri, sono veicoli straordinari di informazione, di propaganda pubblicitaria e di esposizione globale.
Oltre a tutto ciò i siti personali tramite internet e la promozione di partecipazioni ad esposizioni e mostre d’arte aumentano di tanto la visibilità.
Grazie per essere stato con noi e buona Arte.
M° Monica Isabella Bonaventura

“La sfida all’ultima piega”, programma ideato da Roberto Marco Oddo e Salvuccio Canfora, e condotto da Alessandra Costanza su TeleOne | da sabato 23 ottobre 2021

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Alessandra Costanza

In onda sul 19 TeleOne “The Master Beauty”, un fashion talent, una sfida televisiva tra acconciatori che andrà in onda per otto settimane da sabato 23 Ottobre  alle ore 21:15 sul  19 TeleOne, in replica domenica 24 ottobre alle 15.00 ed in streaming su tutta la piattaforma multimediale, il sito teleone.it, l’app teleone e i social network YouTube, Facebook e Instagram.  Il format è  realizzato e prodotto dal gruppo MediaOne per la nuova stagione del 19 TeleOne, ideato dall’autore e regista Roberto Marco Oddo insieme a Salvuccio Canfora, hair stylist di fama nazionale. La conduttrice del programma è  la giornalista di spettacolo Alessandra Costanza, Voice Over è Matteo Volpe.  Le puntate :  4 di eliminazione diretta, 2 di semifinale, 1 finale e una rewind che racconterà dell’intero percorso del format ,  terranno compagnia il pubblico che si farà coinvolgere dai cambi look ideati dagli esperti acconciatori che hanno pensato anche agli outfit ed al trucco delle modelle.

Alessandra Costanza nel backstage di The Master Beauty

Otto hair stylist  selezionati online grazie all’invio di video candidature si sfideranno  per contendersi l’ambito  titolo “The Master Beauty Hair”.

A partecipare al programma sono stati concorrenti  provenienti da diverse parti della Sicilia : Marco Sapienza, Felicia Di Blasi, Giusy Frisella, Giuseppe Fiore, Alessandro Ruggiero, Anna Minì, Antonella Costanzo, Valentina Arancio. Ogni puntata vedrà protagonisti due sfidanti che in 35  minuti ciascuno potranno scegliere se realizzare un Cut and Fold , ossia un taglio ed una messa in piega, un Hairstyle raccolto o un Hairstyle semi raccolto. Ogni  contender deve occuparsi del cambio look della modella, individuandone i tratti somatici  tenendo conto della morfologia del viso ,adattandone il taglio capelli o l’acconciatura per valorizzarne l’aspetto.  Protagonisti della prima puntata del programma saranno  Marco Sapienza VS Felicia Di Blasi , entrambi di Palermo. A valutare le performance  dei concorrenti in gara tre temibili giudici Hair Stylist professionisti :  Salvuccio Canfora, Miriam Palmentino , Piera Midili . I criteri di valutazione delle acconciature sono  TECNICA – CREATIVITA’- STILE- POSTURA. Per ogni puntata il voto dei giudici avverrà al termine della prova del contender   con l’assegnazione di un punteggio da 5 a 10 che determinerà la pagella dei due Hair Stylist. Il contender vincitore/trice della Finale riceverà dalla produzione un premio consistente in paio di forbici Italian style della LEADER CAM (Valore 500 euro) al secondo classificato la fornitura di prodotti della TEHA (valore 300 euro) e per il vincitore del Social Hair una fornitura di prodotti della TEHA (valore 200 euro).

Partner tecnico del format è  Euroform la Scuola professionale dei mestieri, che ha sedi in tutta la Sicilia e vanta migliaia di iscritti. L’intero programma è stato girato all’interno dei locali di Euroform di Corso Re Ruggero , 2 a Palermo. Il coordinamento del settore make-up è stato gestito dalla coordinatrice del settore Bellezza Egizia Brazzo. TECHNICAL PARTNER di The Master Beauty :   LIA PROGETTI, PIETRANERA, TAHE E LEADER CAM. La conduttrice Alessandra Costanza indossa gli abiti Luan Fashion Store. Le foto per la promozione del programma sono state realizzate dai fotografi professionisti Francesco Militello Mirto e Tony Rappa.

The Master Beauty è un’idea vincente – ci dice Salvuccio Canfora autore e giudice – un talent che mette in risalto le doti tecniche ed artistiche degli Hair Stylist, oggi più che mai protagonisti del cinema e della tv . Abbiamo iniziato con il settore Hair ma continueremo anche con make-up ed estetica”.

L’Autore e regista Roberto Marco Oddo “Per la prima volta in Italia abbiamo pensato ad un talent sfida tra hair stylist  che sicuramente interesserà un bacino di telespettatori molto vasto tra questi su tutte le donne.”

Alessandra Costanza conduttrice del format: “The Master Beauty è stata una grande sfida portata a termine con tanto amore e passione da una ricca squadra di tecnici, autori,  fotografi professionisti ed hair stylist. È un piacere vedere nascere un’idea e metterla  in atto con impegno e determinazione. Non finirò mai di essere grata a tutte le persone con le quali lavoro per tutti i momenti condivisi insieme, per il rispetto e la professionalità che ci accomuna. Sono sicura che è un programma che piacerà molto al pubblico.

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Alessandra Costanza, giornalista e conduttrice televisiva | INTERVISTA

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Alessandra Costanza_Ph. Tony Rappa

«Sono una persona assolutamente determinata, ma credo anche che qualcosa nella nostra vita sia deciso dalla dea Fortuna: è lei che tesse le nostre sorti. Sicuramente! Credo che ci voglia coraggio e non avere paura a lasciarsi andare. Davanti alla telecamera io mi sento a casa e questo viene avvertito dal pubblico» (Alessandra Costanza)

Ciao Alessandra, benvenuta e grazie per avere accettato il nostro invito. Se ti dovessi presentare ai nostri lettori, cosa racconteresti di te quale giornalista e conduttrice televisivo della tua emittente “Tele One” di Palermo?

Ciao Andrea, ti ringrazio per l’intervista e per il tempo che mi hai dedicato. Sono una giornalista e conduttrice tv . Da un anno lavoro presso l’emittente siciliana TeleOne visibile sul Canale 19 e 519 del digitale terrestre ed in streaming su tutta la piattaforma multimediale, il sito teleone.it, l’app teleone e i social network YouTube, Facebook e Instagram. All’interno di questa rete mi occupo dei servizi giornalistici in onda al tg Medianews, della conduzione dello stesso 3 volte a settimana e della conduzione di programmi di approfondimento culturale, talent o intrattenimento. Durante questo anno di lavoro sono stata protagonista dei format Mirror One (Musica), 19 Play (spettacolo ed eventi), Cooking Rewind (cucina), Sweets King – La sfida all’ultimo dolce ( pasticceria) ed adesso da sabato 23 ottobre alle 21.15 andrà in onda il fashion talent The Master Beauty ( Bellezza).

… chi è invece Alessandra Donna nella sua quotidianità? Cosa ci racconti della tua vita al di là del tuo lavoro?

Sono mamma di tre bambini tutti piccoli. Hanno rispettivamente 6, 4 e quasi due anni. Sono sposata con il cantautore e musicista Alfonso Moscato leader del gruppo Cordepazze che ho conosciuto nel 2008 grazie ad un’intervista. Sono una di quelle donne che tra mille difficoltà cercano di gestire, casa, lavoro e famiglia e vi posso assicurare che non è assolutamente facile. Dormo molto poco, circa 4 massimo 5 ore a notte. L’unico momento della giornata in cui ho un po’ di tempo per riflettere e pensare a me o leggere qualcosa è a fine giornate intorno alle 23.00. Questo è il mio momento magico dove cerco di riordinare le idee per il giorno seguente. Credo che nella mia vita privata si possano rispecchiare molte donne che nonostante la stanchezza fisica e lo stress al quale sono sottoposte non smettono mai di regalare un sorriso o una parola di conforto alle persone che gli sono care.

Come e quando è nata la tua passione per il giornalismo e qual è stato il tuo percorso accademico, professionale ed esperienziale che ti ha portato ad essere riconosciuta oggi come una bravissima professionista palermitana?

Inizio il mio percorso professionale a 18 anni con TGS con il programma TGS Giovani che era un tg realizzato da un gruppo di ragazzi giovanissimi e trattava i temi legati alla scuola. La mia gavetta giornalistica nasce per gioco, con tanta inconsapevolezza. L’unica cosa di cui sono stata sempre sicura nella mia vita sin da piccolissima è che volevo fare la conduttrice televisiva ed iniziai con il giornalismo proprio per questo. Dopo qualche anno a Tgs sono passata alla conduzione di diversi programmi all’interno anche di altre tv regionali siciliane come TeleRent, 7 Gold Sicilia, CTS e poi ho  lavorato anche in progetti nazionali come Donna Moderna Experience Store nel 2012 ed in diversi magazine online come Sicilianews24, SonoDonna Magazine ed in ultimo Emmereports. Prevalentemente sono sempre stata una giornalista video anche se non mi sono mancate collaborazioni con magazine on line e canali web.

Chi sono stati i tuoi Maestri d’Arte, se vogliamo chiamarli così, che ti hanno forgiato, che ti hanno trasmesso la passione per questa tua professione, che ti hanno trasmesso le tecniche e le competenze per essere una brava professionista, e che ti hanno accompagnato a fare i primi passi nel mondo del giornalismo?

Purtroppo non ho mai trovato una persona in particolare che mi abbia messo sotto la sua ala protettrice e mi abbia insegnato tutto. Sono sempre stata un tipo vivace ed ho appreso in maniera autodidatta. Ovviamente ho conseguito una laurea magistrale ma non credo che il mio percorso di studi abbia sostenuto il mio percorso professionale. Ho trovato diverse persone dalle quali ho appreso, ho ascoltato. Il primo sicuramente che ricordo con tanto affetto è stato l’ingegnere Cappello del Giornale di Sicilia che è stato l’ideatore di Tgs Giovani. Poi Paolo di Girolamo di Telerent che più altro è un amico al quale sono legata e che conosco anche lui da quando avevo 18 anni. In questo ultimo anno ringrazio Roberto Marco Oddo direttore di produzione di TeleOne e regista, nonché autore di diversi programmi che conduco ed ovviamente l’editore Giuseppe Speciale per avermi scelta all’interno della loro squadra. Credo fermamente invece che il metro per conoscere se facciamo bene o meno il nostro mestiere sia il pubblico. Al pubblico sono sempre grata ogni giorno e cerco di coltivare un dialogo continuo attraverso i canali social.

Quali sono secondo te i punti di debolezza e quali quelli di forza in un lavoro come il tuo da fare a Palermo, e in Italia più in generale?

Palermo è distante dalle grandi emittenti nazionali: questo è il suo punto di debolezza. Secondo me vi è poca collaborazione tra colleghi, poco sostegno, poca voglia di fare squadra, assolutamente poco ascolto. Il punto di forza è che vi tanta creatività, arte ed ancora tanta voglia di produrre e sperimentare da parte degli artisti, cosa molto interessante per chi come me segue il settore spettacolo e vede nascere tanti talenti che poi vengono apprezzati e riconosciuti anche a livello nazionale.

Cosa si potrebbe e dovrebbe migliorare nella tua professione per facilitare le donne a fare carriera e a crescere professionalmente, dal tuo punto di vista e alla luce della tua esperienza professionale?

Già aiutare le donne ponendo delle strutture che possano accogliere i propri figli accanto o all’interno del luogo di lavoro sarebbe una grande cosa. Un aiuto vero, concreto che darebbe una grande svolta al settore lavorativo femminile. Non aggiungo altro perché a me già andrebbe bene così.

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Sono una persona assolutamente determinata, ma credo anche che qualcosa nella nostra vita sia deciso dalla dea Fortuna: è lei che tesse le nostre sorti. Sicuramente.

Credo che ci voglia coraggio e non avere paura a lasciarsi andare. Davanti alla telecamera io mi sento a casa e questo viene avvertito dal pubblico.

«Un giornalista è la vedetta sul ponte di comando della nave dello Stato. Prende nota delle vele di passaggio e di tutte le piccole presenze di qualche interesse che punteggiano l’orizzonte quando c’è bel tempo. Riferisce di naufraghi alla deriva che la nave può trarre in salvo. Scruta attraverso la nebbia e la burrasca per allertare sui pericoli incombenti. Non agisce in base al proprio reddito né ai profitti del proprietario. Resta al suo posto per vigilare sulla sicurezza e il benessere delle persone che confidano in lui(Joseph Pulitzer, “Sul giornalismo”, Ed. Bollati Boringhieri, Torino, 2009). Cosa ti viene in mente leggendo queste parole di chi, negli Stati Uniti, alla fine dell’Ottocento, ha ideato e inventato il giornalismo moderno? Oggi, secondo te, i giornalisti fanno questo, gli interessi del popolo e dello stato, oppure hanno indossato le vesti di semplici servitori dei loro padroni-editori e delle lobby di potere che rappresentano le società per le quali lavorano? Qual è il tuo pensiero da donna che vive e lavora nel mondo della comunicazione e dell’informazione?

Esistono diverse tipologie di persone, come esistono diverse tipologie di giornalisti.

C’è chi va avanti solo per seguire i propri interessi e chi informa con professionalità e passione. Non giudico nessuno. Il giornalista dovrebbe esclusivamente raccontare cercando di essere il più obiettivo possibile.

«Quale sarà la condizione della società e della politica di questa Repubblica di qui a settant’anni, quando

«I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti, se vuoi vincere devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte, il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti». (Umberto Eco, “Numero Zero”, Bompiani ed., Milano, 2015). Cosa ne pensi di questa frase del grande maestro Umberto Eco? Come secondo te va interpretata considerato che oggi le TV, i mass media, i giornali, i social sono popolati da “opinionisti-tuttologi” che si presentano come coloro che sanno “tutto di tutto” ma poi non sanno “niente di niente”, ma vengono subdolamente utilizzati per creare “opinione” nella gente comune e, se vogliamo, nel “popolo” che magari di alcuni argomenti e temi sa poco? Come mai secondo te oggi il mondo contemporaneo occidentale non si affida più a chi le cose le sa veramente, dal punto di vista professionale, accademico, scientifico, conoscitivo ed esperienziale, ma si affida e utilizza esclusivamente personaggi che giustamente Umberto Eco definisce “autodidatti” – e che io chiamo “tuttologi incompetenti” – ma che hanno assunto una posizione di visibilità predominante che certamente influenza perversamente il loro pubblico? Una posizione di predominio culturale all’insegna della tuttologia e per certi versi di una sorta di disonestà intellettuale che da questa prospettiva ha invaso il nostro Paese? Come ne esce la corretta informazione, la comunicazione onesta da tutto questo secondo te?

Questi tuttologi, come li chiami tu, fanno infotainment quindi è intrattenimento travestito da informazione e cerca di prendere il cosiddetto pubblico generalista che magari segue determinati personaggi prima nei social e poi in tv. Oggi si cerca di prendere più possibile pubblico da tutte le parti. L’offerta è vastissima dal web ai canali a pagamento al digitale, quindi, secondo me, la tv nazionale sta cercando ancora una nuova strada ed un nuovo modo per fare ascolti e per fare show.

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

La bellezza è un concetto che riguarda l’estetica ma anche secondo me il modo in cui si riesce a rompere un filtro, quindi riuscire ad emozionare attraverso i sensi. Rompere una barriera tra ciò che viene visto e colui che lo guarda.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua professione?

Io sono una donna di sentimento. Ho sempre e solo ragionato con il cuore. È la mia natura e non posso farci nulla. Seguo l’istinto, la passione e gli affetti. So che dovrei essere più pragmatica, sicuramente nel tempo e con l’età sono diventata molto diplomatica ma purtroppo mai fredda e calcolatrice. Non ho mai avuto paura di bruciarmi. Specialmente in questo periodo della mia vita desidero aprire tutte le porte e valicare le soglie. Mi innamoro sempre come una bambina di qualsiasi cosa e credo che ciò che è bello arriva inaspettatamente se il cuore è libero e la mente aperta.

Se per un momento dovessi pensare alle persone che ti hanno dato una mano, che ti hanno aiutata significativamente nella tua vita professionale e umana, soprattutto nei momenti di difficoltà e di insicurezza che avrai vissuto, che sono state determinanti per le tue scelte professionali e di vita portandoti a prendere quelle decisioni che ti hanno condotto dove sei oggi, a realizzare i tuoi sogni, a chi penseresti? Chi sono queste persone che ti senti di ringraziare pubblicamente in questa intervista, e perché proprio loro?

Le persone in generale ti lasciano sola. Sempre. Specialmente nei momenti difficili: io sono caduta ed io mi sono rialzata, anzi ho sempre trovato persone pronte a buttarmi a terra, nonostante io abbia sempre avuto un pensiero carino per tutti. Le uniche persone che ci sostengono veramente con amore sono i genitori, sin dalla nascita. Sono decisamente testarda e seguo l’intuito. Quel poco che ho ottenuto e perché non ho mai perso la speranza nel mio percorso di vita ed ho curato sempre nei singoli dettagli ogni mio progetto.

Gli autori e i libri che secondo te andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri e tre autori da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

Adoro i libri di Paolo Coelho . Li ho letti quasi tutti. I miei preferiti sono L’alchimista, Brida e Undici minuti. Mi piace molto Gramellini ed il suo libro Fai Bei Sogni, forse perché anche io ho perso un genitore e capisco a pieno le sue descrizioni. Leggo poi molti libri di settore come Psicoanalisi della moda di Lemoine Luccioni. Credo che il più grande percorso che dobbiamo fare è dentro noi stessi, il nostro corpo, le nostre vicissitudini giornaliere sono uno star gate per arrivare a ben altro. Sono tutti libri che fanno riflettere sul proprio cammino interiore.

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché secondo te proprio questi?

La la Land (2016), Father and Daughter (2015) e Metropolis (1927) di Fritz Lang. Adoro anche tutti i film di Gabriele Muccino e di Ferzan Ozpetek e naturalmente Kubrick. Il cinema lo amo tutto non a caso sono laureata al Dams. Sono film che emozionano o per musica, immagini estetiche o per il plot.

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni professionali? A cosa stai lavorando in questo momento che vuoi condividere con i nostri lettori?

Il 23 Ottobre alle 21.15 su TeleOne andrà in onda per 8 settimane il fashion talent The Master Beauty . La conduzione è affidata a me, mentre la regia è di Roberto Marco Oddo anche autore del format insieme a Salvuccio Canfora, famoso Hair Stylist.

Le puntate :  4 di eliminazione diretta, 2 di semifinale, 1 finale e una rewind che racconterà dell’intero percorso del format, terranno compagnia il pubblico che si farà coinvolgere dai cambi look ideati dagli esperti acconciatori che hanno pensato anche agli outfit ed al trucco delle modelle.

Otto hair stylist  selezionati online grazie all’invio di video candidature si sfideranno  per contendersi l’ambito titolo “ The Master Beauty Hair.

The Master Beauty è stata una grande sfida portata a termine con tanto amore e passione da una ricca squadra di tecnici, autori,  fotografi professionisti ed hair stylist. È un piacere vedere nascere un’idea e metterla  in atto con impegno e determinazione. Non finirò mai di essere grata a tutte le persone con le quali lavoro per tutti i momenti condivisi insieme, per il rispetto e la professionalità che ci accomuna. Sono sicura che è un programma che piacerà molto al pubblico.

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Dove potranno seguirti le persone he leggeranno questa intervista?

Il pubblico mi può seguire naturalmente su TeleOne o sui canali social scritti sotto.

Per concludere, cosa vuoi dire chi leggerà questa nostra chiacchierata?

Abbiate cura di voi ed Amate e soprattutto grazie per aver letto tutta l’intervista sino alla fine!!!!!

Alessandra Costanza

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

Luigi Libra, Cantautore, autore e produttore del docu-film “Terra viva” | INTERVISTA

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Luigi Libra

«Devo ringraziare tutte le eccellenze campane che hanno aderito a Terra Viva e che oggi sono colonna portante dell’intero progetto, uomini ed imprenditori di grande lustro e di grandi storie che si sono distinti e sono portatori di sani principi etici e morali che hanno fatto della nostra cultura motivo di vanto in tutto il mondo» (Luigi Libra)

“Terra Viva” al “Napoli Film Festival” con Luigi Libra | Anteprima nazionale del docu-film il 24 settembre 2021

Ciao Luigi, benvenuto e grazie per aver accettato il nostro invito. Nel mese di settembre di quest’anno, 2021, è uscito in anteprima nazionale al NapoliFilmFestival il docufilm “Terra Viva”, un docu-film che rivendica la bellezza della Campania, terra di sole, tradizioni, arte, scienza, cultura. Da allora è stato un continuo successo anche da parte della critica. Ci racconti di questa produzione? Come è nata, quale l’idea, quale il messaggio che vuoi arrivi allo spettatore, insomma, dicci tutto quello che serve perché il lettore sia incuriosito e vada a vedere il tuo docu-film?

Ma guarda Andrea non c’è tanto da dire nel senso ho fatto parlare la verità, la coscienza del mio essere prima napoletano poi campano poi meridionale, il messaggio è semplice se in Gomorra hanno preferito far passare il lato oscuro del mio nobile territorio, io ho cercato con grande umiltà ma con grinta, tenacia e coraggio di far passare il senso, il dovere, la complicità che la mia gente ha e riversa con amore e protezione verso la sua Terra le proprie radici e cultura, e qui non parlo più io ma la storia del mio Paese.

Quali sono i successi che ha avuto il tuo documentario? E quali le soddisfazioni e le gioie professionali che hai provato?

Siamo appena usciti, abbiamo la prima prossimamente al CineTeatro Posillipo, appunto a Posillipo, una delle zone, vuoi quartiere di grande lustro e bellezza della nostra Napoli, Posillipo era frequentata dai grandi che hanno reso la mia città la più bella al mondo ti dico da Totò, Eduardo De Filippo che vi ha abitato fino agli ultimi giorni della sua vita, e potrei scrivere e raccontare tanto. Sì, è vero, grandi approvazioni ed apprezzamenti dalla critica. Mi aspetto che il messaggio arrivi lontano ma soprattutto al cuore, sono molto vicino al mondo meridionalista, tanto e vero che insieme ad un pool di grandi amici imprenditori e professionisti abbiamo fondato I Lupi del Sud che invito il lettore a dargli un occhiata www.lupidelsud.it .

“Terra Viva” vede la partecipazione di una squadra di Volti Noti, ci dici chi sono e ci racconti come hai fatto a coinvolgerli?

Guarda, ce ne sono tanti, te li elenco qui: Gianni Parisi, Peppino Di Capri, Guenda Goria, Patrizio Rispo, Marina Suma, Germano Bellavia Yuliya Mayarchuk, Lello Giulivo, Gaetano Amato, Angelo Di Gennaro, Ivan E Cristiano Lucia Cassini, Emanuela Giordan0,Massimo Masiello, Monica Sarnelli, Rosario Monetti Pasqualino Mauri. Non c’è voluto tanto a coinvolgerli sono tutti dei grandi amici e quindi quando c’è da raccontare qualcosa di vero, sincero ed emozionante, il tutto condito da una grande sceneggiatrice, Viola Ledda, un ottimo Regista, Nilo Sciarrone, e una meravigliosa colonna sonora e qui mi bacio tutto, tutto diventa più semplice e produttivo .

Nel progetto originario, “Terra Viva” è stato concepito su tre binari: docu-film, libro e album musicale. A che punto è la realizzazione delle tre componenti del progetto?

Siamo arrivati, finalmente ci siamo, un ritardo non voluto da noi ma da questa devastante pandemia, a breve il libro appunto di Terra Viva e subito a seguire la colonna sonora del docufilm che sarà prodotto dalla Self di Vittorio Lombardoni che da subito devo dire ha creduto in questo progetto di grande ambizione.

Chi sono le persone che senti il dovere di ringraziare pubblicamente, e perché proprio queste persone? Chi, in tempi non sospetti, ha creduto in questo progetto e ha contribuito affinché diventasse un’opera fruibile ai tuoi fan e a tutti gli amanti dell’arte?

Devo ringraziare tutte le eccellenze campane che hanno aderito a Terra Viva e che oggi sono colonna portante dell’intero progetto, uomini ed imprenditori di grande lustro e di grandi storie che si sono distinti e sono portatori di sani principi etici e morali che hanno fatto della nostra cultura motivo di vanto in tutto il mondo, figli di questa Terra che tanto ha da dire, raccontare, produrre, ancor di più fare, se ce lo lasceranno fare. Il periodo storico che stiamo attraversando mi lascia tanti dubbi e perplessità, una nazione in grande sofferenza, un grande popolo mortificato da una politica che favorisce le grandi multinazionali, le grandi lobby economiche che mettono a dura prova la tenuta costituzionale di un paese democratico.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti che puoi dirci?

Musica , tanta Musica , Teatro e poi ancora Musica , e poi ancora e ancora…

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire ai nostri lettori?

Ai nostri lettori dico, forza amici mie, fratelli miei… siate veri e coerenti, siate onesti e sinceri, siate ITALIANI. Il nostro popolo è stato sempre un popolo dalle grandi imprese, siamo chiamati tutti e dico tutti a tutelare ciò che di diritto e nostro “La Libertà”… Vi aspetto in Terra Viva con amore Luigi Libra.

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Luigi Libra con Peppino Di Capri

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Andrea Giostra al mercato di Ballarò a Palermo_Ph. Mapi Rizzo

“Il regista Leonardo Barone” | di Meri Lolini

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Facciamo quattro chiacchiere con Leonardo Barone ,che ringrazio per aver accettato quest’ intervista. E’ un regista di Piombino(Li)  che ha da sempre la passione  di realizzare film. Si è formato presso il laboratorio teatrale  di Piombino “Prendi l’arte e mettila ovunque” e grazie al corso di regia a San Vincenzo ha avuto la possibilità di entrare nella mentalità cinematografica.  Che cosa significa avere questa passione per il cinema così radicata?

Buongiorno, grazie a voi, è sempre un piacere, sono sempre stato un appassionato di cinema a 180 gradi sin da quando ero un bambino, sopratutto per quanto riguarda il genere action, sono cresciuto con i blockbusters americani degli anni 80 e 90 assimilando molto di quello stile che difatti è presente in ogni mia opera, da ragazzino volevo diventare un attore, adesso faccio il regista, anche se ogni tanto recito in qualche film. È una grande passione che mi sono sempre portato dentro, anche adesso che sono vicinissimo ai 45 anni non sembra volersi spegnere e probabilmente mai lo farà.

Che cosa ci racconta  del lungometraggio  “Maschera nera” e del premio che ha ricevuto?

La Maschera Nera è un lungometraggio amatoriale che girai nel 2017, a metà strada tra un cinecomic ed uno Sci-Fi con un pizzico di autobiografia.Il film parla di un operaio della Lucchini di Piombino ormai in cassa integrazione da diversi anni che ottiene dei super poteri a causa di un incidente e non sa se usarli a fin di bene oppure no. Fù la mia prima esperienza con i lungometraggi, una bella sfida, la difficoltà maggiore fu curare la regia e recitare nel ruolo del protagonista allo stesso tempo, senza un cameraman, piazzavo la telecamera sul cavalletto e via, una vera pazzia, comunque mi aggiudicai una menzione speciale alla seconda edizione del Tuscany Web Fest, secondo me grazie all’originalità della sceneggiatura, mi piacerebbe farne un remake un giorno, però girato in modo professionale.

Un altro progetto importante è “Black Hole” dove ha collaborato lo scrittore toscano Giorgio Borroni , quale è il tema trattato ?

Con Black Hole inizia la mia collaborazione con lo scrittore Giorgio Borroni, da li in poi parteciperà come attore in quasi ogni mia opera. Black Hole è senza dubbio la mia opera che più di tutte fa largo uso di effetti speciali, girato interamente a Piombino in un fondo cantina dove montai un green screen largo pochi metri .Il cortometraggio narra le vicende di un equipaggio alle prese con un virus a bordo che tramuta gli esseri viventi in zombie ed un pericoloso buco nero che minaccia di inghiottire la navicella. Mi sono ispirato moltissimo a pellicole come “Punto Di Non Ritorno” (1997) e “The Black Hole”(1979). Lo schermo verde non era molto grande ed i miei movimenti e quelli degli attori erano molto limitati. Nonostante tutto ci siamo divertiti molto nel girarlo ed ne è venuto fuori un corto molto bizzarro, divertente e molto fuori dagli schemi del panorama Indie.

E’ del 2020 la realizzazione del cortometraggio “13 scatti” con le musiche del pianista Luca Buosi e con tanti premi importanti vinti. Ci racconta questa esperienza professionale  importante?

13 Scatti è un cortometraggio fantasy che girai nel 2020 a cavallo della pandemia, è un cortometraggio che mi ha permesso di farmi conoscere maggiormente nel panorama del cinema indipendente. Siamo stati selezionati in 33 festival ed abbiamo vinto 11 premi, un bel risultato. Quella con Luca Buosi è stata una collaborazione vincente che abbiamo intenzione di ripetere nel prossimo progetto ed in quelli futuri. Il cortometraggio parla di una ragazza alle prese con una macchina fotografica magica in grado di trasportare la persona che la impugna ovunque si scatti una foto, anche questa volta avendo a disposizione solo un piccolissimo budget ho cercato di puntare sull’originalità della trama 

Concludiamo questo incontro chiedendo quali sono i nuovi progetti  in lavorazione e se ci sono nuove collaborazioni con altri professionisti ?

La mia nuova collaborazione è quella con lo scrittore inglese Ethan Micheal Carter, il quale ha scritto la sceneggiatura del mio nuovo film “In The Eyes Of The Prey”. Si tratta di un lungometraggio di genere thriller completamente autoprodotto da me stesso, ci sto lavorando da un anno e sarà pronto a marzo 2022. Purtroppo il covid ha rallentato e complicato ulteriormente quello che era un progetto di per sé già molto complicato soprattutto per il fatto di non avere una produzione alle spalle, comunque anche se con molta fatica stiamo riuscendo a girare tutte le scene. Per me sarà un ritorno al lungometraggio dai tempi di “La Maschera Nera”.

La ringrazio di tutto e la saluto, un caro saluto anche a tutti i lettori di Mobmagazine.

 

 

 

 

 

Convegni: “Il Progetto Ebioscart – Go Fico” fa tappa a Santa Margherita di Belìce il 23 ottobre 2021 | Tema: “La valorizzazione degli scarti agricoli nella Valle del Belìce. Il case history ficodindicolo”

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“La valorizzazione degli scarti agricoli nella Valle del Belìce. Il case history ficodindicolo”

Prosegue con due importanti appuntamenti il progetto EBioScart – GO FICO, che punta al riutilizzo, anche tramite fonti di energia rinnovabili, dei sottoprodotti e degli scarti delle produzioni siciliane di Opuntia Ficus-indica, nell’ottica di un’economia circolare e della valorizzazione di un prodotto straordinario come il ficodindia di Sicilia.

Nel mese, dedicato in Sicilia alle Sagre del Ficodindia che celebrano il frutto anche dal punto di vista folklorico e gastronomico, il Progetto EbioScart farà tappa in due dei poli produttivi siciliani per eccellenza: Santa Margherita di Belìce (Ag) e Roccapalumba (Pa).

Il primo dei due eventi è in programma il 23 ottobre a Santa Margherita di Belìce (Ag). La cittadina del Gattopardo, tradizionalmente nota per essere uno degli areali maggiormente vocati alla produzione del ficodindia, nel recente passato diventata anche punto di partenza di un fiorente commercio estero del frutto, ospiterà il convegno dal titolo La valorizzazione degli scarti agricoli nella Valle del Belìce. Il case history ficodindicolo”.  L’evento è realizzato con il patrocinio della locale amministrazione nel suggestivo scenario del Palazzo Filangeri-Cutò, residenza estiva dello scrittore G. Tomasi di Lampedusa.

“La valorizzazione degli scarti agricoli nella Valle del Belìce. Il case history ficodindicolo”

Il convegno ripercorrerà dal punto di vista tecnico le varie fasi del progetto EBioScart, anche alla luce dell’esperienza dei coltivatori e produttori locali di ficodindia. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Santa Margherita di Belice, Franco Valenti, si entrerà nel vivo dei lavori a partire dalle ore 10.30 con gli interventi di Maria Giovanna Mangione, Presidente del Consiglio dell’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della provincia di Agrigento; Nicoletta Paparone, responsabile tecnico Ebioscart; Giacomo Abruzzo, azienda partner del progetto; l’Innovation broker Carmelo Danzì; Calogero Barbera, Vicepresidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Agrigento. Concluderà gli interventi Dario Cartabellotta, direttore generale Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana.

Le attività rientrano nella strategia dell’economia circolare di sostenibilità, finanziate con la misura 16.1 del Psr-Sicilia 2014-2020, e si inseriscono nella filiera ficondindicola dei 3 poli siciliani: Etna, Roccapalumba, Santa Margherita di Belice.

Il progetto, che ha come soggetto capofila il Parco Scientifico e tecnologico della Sicilia (PSTS), punta all’Agricoltura 4.0 e nasce dall’intuizione degli imprenditori agricoli di poter ricavare dalla pianta di ficodindia svariati prodotti capaci di conquistare sul mercato margini di guadagno veramente interessanti, con trend crescenti. Partner del progetto le aziende leader del settore, appartenenti sia alla fase della produzione, come l’azienda agricola Mulino Fiaccati, di Laura Bonanno, l’Azienda agricola Garufa di Lucia Bonanno, l’Azienda agricola Giacomo Abruzzo, l’Azienda OP La Deliziosa, ma anche soggetti estranei alla produzione, come il gruppo Ficurinia Srls e Promoter Group Spa. Nel progetto si inseriscono poi i soggetti pubblici e privati detentori dell’innovazione come l’Università degli Studi di Catania, Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A).

Le parole perfette | di Maria Rosa Bernasconi

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Le parole perfette | di Maria Rosa Bernasconi
Le parole perfette | di Maria Rosa Bernasconi

Concerti: Teatro Comunale di Bologna | Il 29 gennaio il via alla nuova Stagione d’Opera 2022

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Teatro Comunale di Bologna

10 titoli, di cui 7 nuove produzioni assolute, 1 prima italiana, 1 prima a Bologna e un’opera in forma di concerto; Oksana Lyniv, nuova Direttrice musicale da gennaio 2022, dirige il 1° atto della Walküre per l’Anteprima di Stagione, Iolanta in forma di concerto e Andrea Chénier; apertura il 29 gennaio con un’inedita Tosca diretta da Daniel Oren e firmata da Hugo De Ana; per la prima volta nella storia del TCBO Ariadne auf Naxos, con Juraj Valčuha sul podio e la regia di Paul Curran; Lohengrin ideato da Luigi De Angelis e diretto da Asher Fisch; nuove formule di prezzi e abbonamenti con particolare attenzione al pubblico Under30

Punta sul “nuovo” la Stagione d’Opera 2022, che segna la piena ripartenza del Teatro Comunale di Bologna dopo le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, il cui sipario si alzerà il prossimo 29 gennaio. Ben sette, dei dieci titoli in cartellone, sono infatti le produzioni proposte al pubblico in prima rappresentazione assoluta, cui si aggiungono una prima italiana, una prima a Bologna e un’opera in forma di concerto di rara esecuzione.

Ma non è tutto: il Comunale ha appena annunciato la nomina a Direttrice musicale di Oksana Lyniv a partire da gennaio 2022, prima donna a ricoprire questo incarico in una Fondazione lirico-sinfonica italiana. Sarà lei a dirigere all’Auditorium Manzoni l’appuntamento d’Anteprima della prossima Stagione il 14 e il 15 gennaio: in programma il primo atto della Walküre (La Valchiria) di Wagner, proposto in forma di concerto con le voci di Elisabet Strid, Stuart Skelton e Georg Zeppenfeld, e il poema sinfonico Tod und Verklärung (Morte e trasfigurazione) op. 24 di Richard Strauss. Lyniv tornerà poi al Comunale per due titoli lirici: Iolanta di Čajkovskij in forma di concerto e Andrea Chénier di Giordano, opera – quest’ultima – che affronterà per la prima volta.

La proposta del teatro felsineo punta su alcuni capolavori del repertorio italiano e mitteleuropeo dell’Otto-Novecento, messi in scena da affermati registi quali Paul Curran, Hugo De Ana, Barbe & Doucet, Gabriele Lavia, Luigi De Angelis (Fanny & Alexander). Accanto a loro grandi bacchette come quelle di Oksana Lyniv, Juraj Valčuha, Asher Fisch e Daniel Oren. Non mancano, poi, interpreti vocali di primo piano come Gregory Kunde, María José Siri, Roberto Aronica, Meagan Miller, Markus Werba, Olga Peretyatko, Roberto Frontali e Mariangela Sicilia.

«La Stagione 2022 segna nuovi orizzonti per il Teatro Comunale di Bologna – dice il Sovrintendente Fulvio Macciardi. Dal Sindaco Matteo Lepore, appena insediato quale Presidente della Fondazione per i prossimi anni, passando per le recenti nomine di Oksana Lyniv come Direttrice musicale e di Gea Garatti Ansini alla guida del Coro, affrontiamo l’avvenire con grande energia e rinnovata fiducia. Il Teatro è quindi pronto a sfidare i nuovi tempi, forte del prestigio della sua storia d’eccellenza, guardando già al 2023 quando celebrerà i 260 anni di attività. I momenti così difficili che abbiamo vissuto ci hanno ancora una volta insegnato che le tradizioni e i valori culturali – di cui il Teatro è prezioso custode – sono i fondamenti per continuare a credere in un futuro felice e creativo».

È il nuovo allestimento in prima assoluta di un caposaldo del teatro musicale italiano, Tosca di Giacomo Puccini (29 gennaio-6 febbraio), ad inaugurare la Stagione lirica 2022 del TCBO. La storia d’amore a tinte fosche tra la celebre cantante Tosca e il pittore Cavaradossi sarà raccontata dal regista argentino Hugo De Ana, che ha debuttato in Italia proprio al Teatro Comunale nel 1991 allestendo il melodramma sacro Mosè di Rossini. Sul podio l’israeliano Daniel Oren, consumato interprete del titolo pucciniano, che come ultimo appuntamento operistico al TCBO aveva diretto Mirella Freni nell’opera Fedora nel 1996 ed è tornato quest’anno per un concerto sinfonico a porte chiuse trasmesso in streaming. Protagonisti sul palco María José Siri, Roberto Aronica, Mikheil Sheshaberidze, Svetlana Kasyan, Erwin Schrott, Dalibor Jenis e Claudio Sgura.

Dopo essere stato rappresentato per la prima volta la scorsa estate al Rossini Opera Festival di Pesaro, arriva a Bologna Il signor Bruschino (18-27 febbraio), farsa giocosa in un atto su libretto di Giuseppe Foppa. Lo spettacolo, co-prodotto dal ROF, dal TCBO e dalla Royal Opera House di Muscat, è ideato dal duo Barbe & Doucet, che ambienta la storia in un veliero all’inizio del Novecento. La direzione d’orchestra è affidata al giovane Michele Spotti, già apprezzato a Pesaro, mentre il cast vocale è in buona parte rinnovato e vede tra gli interpreti Simone Alberghini, Hasmik Torosyan e Pierluigi D’Aloia.

Va in scena per la prima volta nella storia del Teatro Comunale di Bologna Ariadne auf Naxos di Richard Strauss (20-27 marzo), opera in un atto con prologo su libretto di Hugo von Hofmannsthal. Il regista scozzese Paul Curran firma per il teatro felsineo questa nuova produzione al suo debutto, realizzata insieme al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Massimo di Palermo, per il ritorno in Sala Bibiena dopo Il trovatore verdiano del 2005 ripreso nel 2012. Sul podio affronta per la prima volta il titolo Juraj Valčuha, Direttore musicale del Teatro di San Carlo di Napoli e Primo direttore ospite della Konzerthausorchester di Berlino, che nel gennaio 2020 aveva aperto con successo la stagione bolognese dirigendo il Tristano e Isotta di Wagner. Tra i protagonisti Meagan Miller, Daniel Kirch, Olga Pudova e Markus Werba.

Il cartellone prosegue con una pagina di rara esecuzione che racconta la toccante storia di una ragazza non vedente e inconsapevole di esserlo, che guarisce non solo grazie alla medicina ma anche grazie all’amore. È l’ultima opera di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Iolanta (7 e 9 aprile), su libretto del fratello Modest tratto dalla pièce König Renés Datter (La figlia di re Renato) di Henrik Hertz, proposta in forma di concerto. L’appuntamento segna il debutto lirico al Comunale dell’ucraina Oksana Lyniv nella veste di Direttrice musicale, che propone questo titolo dopo averlo già affrontato anni fa durante il suo incarico all’Opera di Odessa. Sul palco Liudmyla Ostash, Dmytro Popov e Vitaliy Bilyy.

Vedono finalmente la luce, dopo essere state sospese nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria, tre nuove produzioni del Teatro Comunale di Bologna. La prima è la Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti (7-13 maggio) nella messinscena affidata a Silvia Paoli, spettacolo co-prodotto con l’Auditorio de Tenerife (dove è stato rappresentato nel novembre 2020), l’Ópera de Oviedo e il Teatro de la Maestranza di Siviglia, che arriva per la prima volta in Italia. La direzione d’orchestra è di Andriy Yurkevich, già sul podio a Tenerife, al suo ritorno dopo il successo bolognese con Simon Boccanegra nel 2018. In scena artisti di rilievo quali Olga Peretyatko, Marta Torbidoni, Stefan Pop, Francesco Castoro, Mirco Palazzi e Lamia Beuque. Segue una proposta innovativa realizzata dal progettista e artista della luce ravennate Mario Nanni, fondatore dell’azienda Viabizzuno, che firma il nuovo allestimento del melodramma verdiano Luisa Miller (3-9 giugno). È il secondo titolo di stagione diretto da Daniel Oren, che guida un cast composto da Gregory Kunde, Antonio Poli, Myrtò Papatanasiu, Marta Torbidoni, Franco Vassallo, Leon Kim, Martina Belli e Sofia Koberidze. Ha fatto invece parlare l’Otello di Giuseppe Verdi (24-30 giugno) con la regia di Gabriele Lavia, nato per la rappresentazione al PalaDozza di Bologna – il palazzetto dello sport dove il teatro si era temporaneamente trasferito nell’autunno del 2020 – e fermato dal secondo lockdown a un passo dal debutto. Il nuovo spettacolo va ora in scena in una versione ripensata per gli spazi del Teatro Comunale. Gli interpreti sono i medesimi della prima “occasione mancata”: sul podio troviamo Asher Fisch e sul palco salgono Gregory Kunde, Mariangela Sicilia, Roberto Aronica, Franco Vassallo, Angelo Veccia e Federica Vitali.

Dopo la pausa estiva, la Stagione riprende con il dramma verista composto da Umberto Giordano su libretto di Luigi Illica, Andrea Chénier (14-23 ottobre), dedicato alla vita del poeta francese André Chénier vissuto ai tempi della rivoluzione francese. La direzione è affidata nuovamente alla bacchetta di Oksana Lyniv, che interpreta il titolo per la prima volta. Lo spettacolo è firmato dal regista Pierfrancesco Maestrini, il quale sceglie di mantenere l’ambientazione storica ma non rinuncia all’utilizzo di video e tecnologie odierne. Il cast vocale è formato da Gregory Kunde (tre volte ospite del cartellone), Luciano Ganci, Roberto Frontali, Stefano Meo, Erika Grimaldi e Maria Pia Piscitelli.

Centocinquant’anni fa, nel 1871, è stata la prima opera di Richard Wagner ad essere rappresentata in Italia proprio al Teatro Comunale di Bologna: è il Lohengrin (13-20 novembre), che dopo 20 anni di assenza torna in un nuovo allestimento in prima assoluta ideato da Luigi De Angelis della compagnia Fanny & Alexander (già protagonista al TCBO di un Flauto magico mozartiano in 3D nel 2015), nel quale il regista mira a mescolare il piano della drammatica realtà sanitaria che abbiamo appena vissuto con quello mitologico del sogno. Dirige Asher Fisch, al suo secondo titolo in Stagione, e protagonisti sono Ian Koziara, Daniel Frank, Elisabet Strid, Martina Welschenbach, Lioba Braun, Anna Maria Chiuri e Lucio Gallo.

La Stagione d’Opera 2022 si chiude con una nuova produzione del capolavoro verdiano tratto dalla pièce teatrale La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio: La traviata (10-21 dicembre). La regia è del giovane italo-sudafricano Alessandro Talevi che debutta al Comunale; sul podio Riccardo Frizza, Direttore musicale del Festival Donizetti Opera di Bergamo e recente protagonista a Bologna di un concerto dell’“Estate del Bibiena”. Tra gli interpreti Zuzana Marková, Julia Muzychenko, Rame Lahaj, Matteo Falcier, Roberto Frontali e Dario Solari.

A inaugurare la Stagione 2023 sarà invece Der Rosenkavalier di Richard Strauss con la regia di Damiano Michieletto, spettacolo che il Comunale co-produce con l’Opera di Vilnius (dove è andato in scena lo scorso settembre) e con il Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles.

Anche nella Stagione d’Opera 2022 Rai Radio3 continuerà ad avere un ruolo importante nella diffusione della produzione del Teatro Comunale di Bologna, trasmettendo in diretta e in differita gran parte del cartellone.

Per questa nuova Stagione il TCBO ha scelto di ampliare l’offerta delle tipologie di abbonamento per andare maggiormente incontro alle esigenze del pubblico, dedicando particolare attenzione ai giovani Under30 con una nuova formula pensata per loro intitolata “yoU30” (che si affianca agli altri due abbonamenti Under30 “Prime” e “Serate all’Opera”). I nuovi abbonamenti alla Stagione d’Opera 2022 (Completi, Opera Nuova, Under30, Over65 e Mini Abbonamenti Domenica e Serale) sono disponibili a partire dal 30 novembre 2021 presso la biglietteria del Teatro e online.

Anche per i biglietti dei titoli della Stagione d’Opera 2022 il Comunale ha pensato di diversificare maggiormente l’offerta e le fasce di prezzo, rimodulando alcuni settori della Sala Bibiena, sempre nell’ottica di dare allo spettatore la possibilità di personalizzare ancora di più la sua esperienza a teatro. La prevendita dei biglietti per i titoli della Stagione d’Opera 2022 è attiva dal 21 dicembre 2021 presso la biglietteria e online, fatta eccezione per l’anteprima al Manzoni del 14 e 15 gennaio 2022, i cui biglietti sono in vendita già dal 30 novembre 2021.

Si rinnova, infine, il CLUB del TCBO, dedicato alle aziende e ai privati e a tutti gli appassionati che vogliono sostenere il Teatro e partecipare attivamente alla sua proposta culturale, prendendo parte ad eventi e momenti speciali e usufruendo di vantaggi e opportunità. La novità di quest’anno riguarda soprattutto i giovani Under30 (dai 18 ai 29 anni), per i quali è stata ideata la nuova card “CLUB yoU30”. Ulteriori informazioni su www.tcbo.it e contattando l’Area Sviluppo del TCBO allo 051.529930 e alla mail sviluppo@comunalebologna.it.

Stagione d’Opera 2022

INFO ABBONAMENTI

Prelazioni per il rinnovo dell’abbonamento presso la biglietteria (abbonamenti “Completi”): dal 3 al 23 novembre 2021.

Nuovi abbonamenti (Completi, Opera Nuova, Under30, Over65 e Mini Abbonamenti Domenica e Serale) presso la biglietteria e online: dal 30 novembre 2021.

Prezzi abbonamenti: “Completi” da 145 a 1.070 euro; “Opera Nuova” da 95 a 335 euro; “Under30” da 60 a 280 euro; “Over65” da 100 a 330 euro; “Mini abbonamenti” da 125 a 390 euro.

INFO BIGLIETTI

Prevendita biglietti per l’“Anteprima Stagione 2022” al Manzoni del 14 e 15 gennaio 2022 presso la biglietteria e on line: dal 30 novembre 2021.

Prezzo Anteprima: da 30 a 65 euro.

Prevendita biglietti per i titoli della Stagione d’Opera 2022 presso la biglietteria e online: dal 21 dicembre 2021.

Prezzi biglietti opere: Prime da 10 a 200 euro; repliche da 10 a 125 euro.

Per l’acquisto degli abbonamenti e dei biglietti della Stagione d’Opera 2022 potrà essere utilizzato il voucher emesso per spettacoli e concerti del Teatro Comunale annullati causa Covid-19 nel corso della Stagione 2020. L’acquisto tramite voucher può essere effettuato presso la biglietteria del Teatro Comunale e online (ad eccezione delle prelazioni).

CONTATTI E ORARI DELLA BIGLIETTERIA

Largo Respighi, 1 Bologna

Mar > Ven 12.00 – 18.00, Sab 11.00 – 15.00

Tel. +39 051.529019/ Fax +39 051.529995

boxoffice@comunalebologna.it

Amico e la sua luce | Elena Rosa Tafanelli

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Elena Rosa Maria Tafanelli

Dalla finestra di casa mia arriva luce nuova, dalla porta di casa mia arriva un Amico, vero quanto sincero, leale quanto coerente, a lui il mio benvenuto. Amico, un nome, una presenza silenziosa e tangibile, mai banale. L’Amico Ama in ogni circostanza, nelle avversità come nella gioia. E’ un Fratello non per dovere, non per interesse alcuno, non per favore, non per nascita. Vive della tua allegria, piange le tue lacrime, soffre delle tue sconfitte, partecipa alle tue conquiste. Vive nei tuoi spazi aperti, liberi, mai chiuso nell’ipocrisia. Rispetta i tuoi tempi, la tua libertà, la tua personalità. Comprende i tuoi sogni. Crede in te, anche quando tu vivi nella disperazione. Forte e delicato quando ti abbraccia e ti guarda, come i battiti del suo cuore. Il suo profumo è la tenerezza e il suo abbraccio è la tua forza. Vede grazia nei tuoi difetti, fino ad amarli. I suoi Colori e la sua Musica si fondono con i tuoi in un qualcosa di magico. Diventa nota sul pentagramma della tua vita. Lo senti, perché nasce e cresce Armonia.. Dona il suo Amore incondizionatamente, consola la tua Anima. Non ha sesso, non ha età. Amico è quello che conosci da sempre … o che incontri per caso lungo il cammino della tua vita e ti rimane accanto, per camminare al tuo fianco … finché tu lo vorrai. Non ti parla e tu lo ascolti. Non gli parli e lui ti risponde. Lui sa, come tu sai che un rapporto vero si basa sul dialogo. Saper dialogare, ascoltare unisce in maniera profonda. Sentire è comprendersi. Amico è tutto quello che lui / lei vede in te. Non ti consola distrattamente, ma ti scuote energicamente, baciandoti. Rispetta le tue scelte abbracciandoti. E’ quello al quale tu permetti di sacrificarsi per te. L’amico lo aspetti e lo trovi per un discorso reciproco, lo attendi e lo trovi alla porta della coerenza e reciprocità, lo attendi e lo incontri alla finestra del confronto, lontano da ogni ipocrisia, leale sempre, presente sempre. Senti come lui, e l’amico sa bene che esserci è un momento che completa ogni rapporto, e l’amicizia è nell’esserci, non attende un invito, e all’invito si fa trovare pronto, sempre. La persona che non risponde al tuo invito non è amico, non è amica, mette scuse, ma sai bene che sono banalità. Il viceversa tu lo hai già abbracciato. quando si aspetta il primo passo solo da te stai pur certo che vuole solo ottenere consensi da te, interessa altro. Quando tutto questo reciproco sentire, quando non occorre tanto parlare, quando il dialogo è alla pari, come l’ascolto e il sentire a pelle, quando tutto ciò che di bello e costruttivo si concretizza in un mare di emozioni, uniche e vere, fuori da schemi sterili, oltre un semplice giuramento, dove ci si sente vivi e unici, quello è Amore, eterno, indissolubile. Unico, Vero Amore. L’amore è in quel sublime che solo la lealtà, sincerità, onestà, coscienza di sé, … può realizzare.

Elena Rosa Maria Tafanelli