Oggi incontriamo la scrittrice Dedy Leone e parleremo del suo romanzo “Viaggio nel tunnel del narcisista” che è in uscito in questi giorni.
È una storia autobiografica. Lei pensava di aver incontrato l’amore della sua vita e voleva costruire con il suo compagno un futuro all’insegna del rispetto reciproco e di una crescita di coppia per condividere scelte, obiettivi e la quotidianità all’insegna dell’amore. Dedy ti sei sentita intrappolata in una relazione tossica con un narcisista patologico. Quali sono stati i comportamenti ed i segnali, che ti hanno fatto comprendere, che cosa stesse purtroppo accadendo?
In questi casi è molto difficile capire cosa accade, in primis perché, quando captiamo che qualcosa non va, è già troppo tardi. È un po’ come essere drogati, non vediamo oltre, rimaniamo all’interno della loro sfera, e loro sanno benissimo che siamo dei burattini nelle loro mani. Soprattutto non riusciamo ad accettare consigli dagli altri di aprire gli occhi e vedere le cose per come stanno nella realtà. In queste circostanze siamo assuefatti dalle loro manipolazioni così subdole e costruite con premeditazione nel tempo. Mi sentivo molto diversa rispetto alla persona che ero, ma non ero in grado di reagire o dare una spiegazione logica, perché di logico non c’era niente. Questa era una cosa terribile. Un po’ come se nello stesso corpo vivevano due entità, totalmente opposte tra loro, ho avuto la sensazione di impazzire. Quando parlavo con qualcuno del mio problema, vedevo nei loro occhi incredulità e nessuno mi credeva, come se le mie sensazioni fossero solo delle fisse. E’ stato il mio inconscio a darmi i primi input, attraverso incubi quasi regolari con degli strani messaggi in cui il concetto era sempre lo stesso “Devi reagire! Salvati!”. Quando mi svegliavo di soprassalto ero veramente spaventata e molto ansiosa, tanto da chiedermi tutta la notte, come mai non riuscivo più a sognare qualcosa di normale. Da quei momenti ho iniziato un po’ alla volta ad indagare, per ciò che riuscivo naturalmente.
Quali sono le manipolazioni, le svalutazioni che subisce la vittima del narcisista patologico?
Premesso che il narcisista patologico punta a destabilizzare la vittima per controllarla e mantenere una posizione di potere. Individua e sceglie la propria vittima mai a caso, perché in questo contesto stiamo parlando di un predatore affettivo a tutti gli effetti, la prima cosa che fanno è frastornarla di “effetti speciali” affinché attiri la loro attenzione. La manipolazione è molto sottile e graduale, la dimostrazione di affetto e attenzioni inizialmente è eclatante, la isolano da quello che è il loro mondo. Poi lentamente in maniera subdola e graduale portano le vittime a fidarsi totalmente di loro. Agiscono con grande abilità e astuzia al fine di depauperarle di tutto ciò che hanno. Può essere una posizione sociale, amici, risparmi, emozioni, insomma loro sono degli eterni invidiosi di tutto ciò, che non possono avere. Pertanto utilizzano tutti i mezzi a loro disposizione per appropriarsene, mentono sempre, distorcono la realtà e si vestono da vittime pur di ottenere ciò che vogliono. Sono così bravi che fanno credere alla vittima di aver detto tutt’altro e lei ci crede. È assurdo vero? Lo sò! Le svalutazioni iniziano quando hanno preso tutto ciò che desiderano ed agiscono attraverso le triangolazioni degli amici e parenti, affinché credano che quella sbagliata è la vittima. Loro sono talmente abili da creare uno schieramento a loro favore. A quel punto tutti mettono in dubbio la veridicità dei fatti. Riescono a spuntarla sempre, proprio perché c’è un lavoro minuzioso e ben pianificato fin dall’inizio. È inutile dire, che solo a quel punto il senso di colpa e di vergogna nella vittima è talmente elevato, che è incapace di reagire, ecco che si parla di manipolazione emotiva. Siamo dei veri e propri oggetti nelle loro mani.
Il dramma ed il tanto dolore vissuto da Dedy la devasta ed è come un viaggio nel tunnel buio del narcisista e la porta ad un risveglio davvero molto doloroso e molto faticoso. L’obiettivo della lettura di questo romanzo è quello di parlare a tutti, che hanno subito la violenza psicologica a sviluppare la forza per non arrendersi e reagire per cambiare il loro destino. Quali sono i temi e le dinamiche che tu hai sviluppato ed assunto sia per reagire, che per liberarti da questa tragica e drammatica situazione?
Liberarsi da queste situazioni non è affatto facile. Non lo è stato nemmeno per me, che apparentemente posso sembrare una persona che non si lascia condizionare facilmente. Il libro dimostra l’esatto contrario. Più volte ho creduto di non farcela e buttare la spugna. Magicamente è prevalsa la mia disperazione di sopravvivere e darmi un obiettivo, quello di mettere fine a quello squallido teatrino a qualunque costo. Direi che ho sviluppato una grandissima forza di volontà, che non sapevo di avere. Ma come ho sempre detto tra me e medesima, se non conosci il nemico, non puoi combatterlo. Mi ha aiutato moltissimo Chiara, a cui ho dedicato questo libro, che mi ha fatto comprendere realmente ed in parole semplici chi era “quell’entità” con cui avevo a che fare, dandomi le giuste indicazioni, per poter gestire, quello che era diventato un vero e proprio inferno. Per quanto riguarda la mia esperienza, da soli dubito che si possa uscire indenni.
Nel rapporto tra il narcisista patologico la vittima, lei si trova intrappolata e cerca di soddisfare tutte le sue esigenze e lui non ricambia mai il suo amore. Purtroppo lei subisce umiliazioni continue e succede che entri in un conflitto interiore che la rende ancora più debole ed incapace di sfuggire alla dominazione ossessiva del compagno. Puoi parlarci di questa situazione dolorosa?
Riconosco che ho fatto degli errori, dei quali ho pagato un prezzo molto alto. Uno tra questi è stato, non dare ascolto inizialmente al mio istinto. Se solo lo avessi fatto, questo libro non sarebbe mai stato pubblicato e probabilmente io non avrei mai approfondito la conoscenza di questi personaggi malsani. Ho sempre avuto sani principi, e non vedevo il male in un rapporto di coppia, anzi ho sempre sostenuto che le famiglie o coppie, dovrebbero essere luogo di sostegno per scopi comuni. Questo mi ha portato a difendere tutte le sue azioni giustificandolo agli occhi altrui, come si suol dire “salvare le apparenze”, ma poi a quattr’occhi era tutta un’altra storia. Ovviamente il conflitto interiore era esasperato e continuo, se da una parte cercavo di proteggerlo, dall’altra venivo distrutta emotivamente. Quando ho preso coscienza, che tutto era perduto ed i miei sforzi erano vani, in quanto loro non sono empatici, non hanno un’anima, non provano nessun rimorso, nè vergogna e sanno benissimo cosa fanno. Quella è stata la coltellata finale. Sono stata truffata emotivamente ed io ne ero complice, questo mi ha fatto veramente male. Ricordo, che c’è stato un momento in cui avevo un dolore fisico talmente forte, che pensavo fosse un infarto
Con il tempo, la relazione si trasforma in un terreno minato, dove l’individuo narcisista sfrutta qualsiasi circostanza della donna per controllarla, manipolarla emotivamente e farla sentire inferiore umiliandola costantemente. Questo è quanto si legge in questo romanzo. Quali sono le difese prese dalla protagonista?
Preso atto della situazione oramai irrecuperabile sotto tutti i punti di vista, svuotata mentalmente, senza forze fisiche, senza lucidità, senza obiettivi, truffata, l’unica cosa che mi era rimasta era la rabbia, la sentivo esplodere dentro. Bene, quello che può sembrare a molti un sentimento negativo come appunto è la rabbia, io l’ho incanalata in positività e l’ho cavalcata, ho sfruttato tutta la sua energia traendone l’opportunità di reagire per andare avanti. Anche se può sembrare assurdo, la “rabbia” è stata la mia più grande difesa
Carissima Dedy ci puoi parlare del finale di questa storia vissuta e quali sono stati i punti di forza, che hanno favorito l’uscita da questo tunnel buio e doloroso e quali sono i tuoi progetti ed obiettivi per la rinascita?
Quello che si legge in questo libro è solo la parte della vita di coppia e al suo vissuto. Il finale è l’inizio dell’anno anno zero, tutti si chiederanno cosa sarà successo dopo. Il percorso per arrivare alla rinascita è ancora lungo, tortuoso e pieno di colpi di scena. Lo rimandiamo al prossimo testo, su cui ho iniziato a lavorare proprio in questi giorni
Ringraziamo Dedy per la sua disponibilità e di aver condiviso con noi un periodo doloroso della sua vita.
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