Antonella Aversente, book blogger, scrittrice e critico letterario | Intervista di Andrea Giostra

da | 25 Febbraio 2025 | Interviste, Libri

Ciao Antonella, benvenuta e grazie per aver accettato il nostro invito. Come ti vuoi presentare ai nostri lettori che volessero sapere di te quale book blogger, scrittrice e critico letterario?

Ciao a tutti e grazie per questa splendida opportunità! Mi chiamo Antonella e i libri sono da sempre la mia più grande passione. Sono una book blogger, scrittrice e critico letterario: tre anime che si intrecciano nel mio amore per la lettura e la scrittura. Sul mio profilo social, la_strixina condivido recensioni, consigli di lettura e approfondimenti su storie che mi hanno emozionata. Amo scoprire nuovi talenti e dare voce ai libri che meritano di essere conosciuti. Per me la letteratura è un viaggio continuo, e non vedo l’ora di portarvi con me in questa avventura!

Ci racconti come nasce il tuo Blog divenuto oramai un punto di riferimento per migliaia di appassionati di scrittura e di libri? Quando lo hai creato, quale l’idea che lo ha concepito, quali gli obiettivi che ti sei posta, quali i destinatari che hai immaginato, quali i risultati ottenuti, quali successi e quali i fallimenti che hai vissuto? Insomma, raccontaci di questa tua avventura editoriale e social?

La mia pagina Instagram nasce da una passione autentica per la lettura e la scrittura. Fin da quando ero bambina, i libri sono stati il mio rifugio, il mio spazio di libertà, e con il tempo ho sentito il bisogno di condividere questa passione con gli altri. Così, qualche anno fa ho deciso di creare uno spazio virtuale dove parlare di libri, recensirli, confrontarmi con altri lettori e, soprattutto, dare voce agli autori emergenti.

All’inizio era solo un piccolo progetto personale, ma con il tempo è cresciuto grazie all’entusiasmo e al supporto della community. Il mio obiettivo era (e continua a essere) quello di creare un luogo di dialogo e scoperta, dove chiunque ami i libri possa sentirsi a casa.

I risultati mi hanno sorpresa e gratificata: il blog ha attirato migliaia di lettori, ho avuto la possibilità di collaborare con case editrici, partecipare a eventi letterari e conoscere persone straordinarie. Ovviamente, non sono mancati i momenti difficili: la gestione di un blog, di una pagina social, richiede costanza, organizzazione e spesso si scontra con le difficoltà della vita quotidiana. Ci sono stati momenti di sconforto, magari quando un post su cui avevo lavorato tanto non riceveva l’attenzione sperata, oppure quando ho dovuto affrontare critiche non sempre costruttive.

Ma ogni piccolo ostacolo è stato anche una lezione. Ogni libro scoperto, ogni commento di un lettore entusiasta mi ha dato la spinta per andare avanti. Oggi il blog è una parte fondamentale della mia vita, un viaggio che continua a sorprendermi e che spero possa ispirare sempre più persone ad amare la lettura tanto quanto la amo io.

Chi è invece Antonella Donna al di là della sua passione per la scrittura, per i libri, per la critica letteraria e la lettura? Cosa puoi raccontarci della tua quotidianità?

Antonella, al di là della scrittura e dei libri, è una persona semplice, con una quotidianità fatta di piccole cose che mi fanno stare bene. Amo la mia famiglia, gli amici veri e quei momenti di condivisione che danno valore alle giornate. Adoro le passeggiate all’aria aperta, il profumo del latte con il miele al mattino e le sere d’inverno passate sotto una coperta con un buon libro tra le mani.

La mia giornata “tipo” è un equilibrio tra impegni e passioni: tra il lavoro, la gestione del blog e la scrittura, cerco sempre di ritagliarmi del tempo per me stessa. Amo la musica, i musei, e ogni tanto mi concedo una fuga dalla routine per scoprire nuovi posti, magari con una tazza di tè e il mio quaderno sempre a portata di mano.

Sono una persona curiosa, che ama ascoltare e osservare, perché credo che ogni storia (grande o piccola) abbia qualcosa di speciale da raccontare. E forse è proprio questo il filo conduttore tra la mia vita e la mia passione per la scrittura: la voglia di catturare emozioni, di dare voce ai pensieri, di non smettere mai di sognare.

Qual è il tuo percorso accademico, formativo, professionale ed esperienziale che hai seguito e che ti ha portato a fare quello che fai oggi nel vestire i panni di book blogger, scrittrice e critico letterario?

Il mio percorso verso il mondo della scrittura e della critica letteraria è stato guidato da una passione profonda e costante per la letteratura. Ho sempre cercato di arricchire il mio bagaglio con esperienze pratiche: ho collaborato con diverse case editrici, autori affermati ed emergenti, scritto articoli sulla mia rubrica (la rubrica di strixina), recensioni e partecipato a eventi letterari. Ogni esperienza mi ha aiutato a costruire un occhio più attento nella valutazione dei testi e a sviluppare uno stile critico ma sempre rispettoso e costruttivo. 

Oggi, grazie a questo percorso, posso dire di aver trasformato la mia passione in una professione che amo. Continuo a formarmi, a leggere, a scrivere, perché credo che la crescita in questo ambito non finisca mai. Ogni libro è una scoperta, ogni storia un nuovo punto di vista, e il bello di questo lavoro è proprio il continuo scambio di idee ed emozioni con chi condivide il mio stesso amore per la lettura.

Come nasce la tua passione per scrittura e per i libri? Chi sono stati i tuoi maestri e quali gli autori che da questo punto di vista ti hanno segnato e insegnato a svolgere bene la tua attività?

La mia passione per la scrittura e per i libri nasce in modo naturale, quasi inevitabile. Fin da bambina ho sempre trovato rifugio nelle pagine di un libro: erano mondi in cui potevo perdermi, storie che diventavano parte di me. Ricordo ancora il fascino delle prime letture, la magia di scoprire che le parole hanno il potere di emozionare, insegnare e lasciare un segno.

Crescere con i libri mi ha portata a desiderare non solo di leggerli, ma anche di scriverli. Ho iniziato a mettere su carta i miei pensieri, piccole storie, bozze di racconti che col tempo sono diventati sempre più parte della mia identità. La scrittura per me è un’esigenza, un modo per dare voce alle emozioni, per esplorare sentimenti e mondi che altrimenti resterebbero inespressi.

Per quanto riguarda i miei maestri, sono tanti gli autori che mi hanno influenzata e ispirata. Da un punto di vista letterario, autori come Elsa Morante, Andrea Vitale, Andrea Camilleri, Lucinda Riley, mi hanno insegnato il valore di una narrazione autentica e coinvolgente che mi hanno aiutata a sviluppare uno sguardo più attento e approfondito sulla lettura e sull’analisi dei testi.

Ogni libro che ho letto, ogni autore che ho incontrato lungo il cammino ha lasciato qualcosa dentro di me, contribuendo a formare il mio stile e il mio approccio alla scrittura. Ed è proprio questo il bello della letteratura: non smette mai di insegnare e di trasformarci

Ci parli del tuo primo libro, “Revence”, pubblicato quest’anno, a inizio febbraio 2025? Come nasce, qual è l’ispirazione che l’ha generato, quale il messaggio che vuoi che arrivi al lettore, quali i destinatari che hai immaginato, quale le storia che ci racconti senza ovviamente fare spoiler?

“Revence” è un progetto che porto nel cuore da molto tempo, nato dal bisogno di raccontare una storia intensa, carica di emozioni e di mistero. L’idea è germogliata poco a poco, ispirata da tante riflessioni.

L’ispirazione è arrivata da diverse fonti: dalle mie esperienze, dalle persone che ho incontrato, dalle storie che ho letto e amato. Volevo scrivere un romanzo che parlasse di legami profondi, di scelte difficili e di quei segreti che possono cambiare per sempre la vita di una persona.

Il messaggio che desidero trasmettere ai lettori è che il dolore, per quanto difficile, può essere una tappa inevitabile nel nostro percorso. Il passato ci segna, ma non deve imprigionarci. E, anche nelle situazioni più oscure, l’amore e la forza di volontà possono diventare la luce capace di indicarci una nuova strada.

Ho immaginato Revence per chi ama le storie intense, con personaggi sfaccettati e un intreccio che tiene con il fiato sospeso. È un libro per chi cerca emozioni autentiche, per chi ama le atmosfere cariche di mistero, per chi non ha paura di mettersi in discussione insieme ai protagonisti.

Senza fare spoiler, posso dire che la storia ruota attorno ad Alice, sedicenne tormentata da sogni ricorrenti, scopre che il passato nasconde segreti che solo lei può svelare. Tra mistero, amicizie in bilico e una verità che rischia di travolgerla, dovrà scegliere se lasciarsi consumare dal dolore o riscrivere il proprio destino.

Per me, Revence non è solo un libro, ma un viaggio emotivo che spero possa arrivare dritto al cuore dei lettori.

Una domanda difficile, Antonella: perché i nostri lettori dovrebbero comprare “Revence”? Prova a incuriosirli perché vadano in libreria o nei portali online per acquistarlo.

Perché Revence è un libro che cattura i lettori fin dalle prime pagine, trascinandoli in un mondo dove mistero, soprannaturale e amore si intrecciano in un vortice di emozioni. È una storia che esplora i confini tra sogno e realtà, dove i segreti del passato tornano a bussare al cuore dei protagonisti. Per chi ama i romanzi che mescolano fantasy e romance con un pizzico di mistero, Revence è ciò che cercano. Un’avventura che gli farà scoprire legami profondi, tra misteri da svelare e passioni da vivere, il tutto avvolto da un’atmosfera unica e avvincente.

C’è qualcuno che vuoi ringraziare che ti ha aiutato a realizzare questo tuo romanzo? Se sì, chi sono queste persone e perché le ringrazi pubblicamente?

Voglio esprimere un sincero ringraziamento a tutte quelle persone che non conoscevo, ma che hanno già letto “Revence” e le cui parole mi stanno riempiendo il cuore di gioia. Ogni recensione, ogni commento, ogni messaggio di apprezzamento è un dono che mi fa capire che il mio lavoro ha davvero toccato il cuore di qualcuno. Non avrei mai immaginato di poter creare una connessione così forte con lettori che non mi conoscono personalmente, eppure, grazie alle loro parole, mi sento incredibilmente vicina a ognuno di loro. Grazie per aver dato una chance a questa storia e per averla accolta con tanto amore e passione. È grazie a loro che continuo a credere in quello che faccio.

Antonella Aversente

«… mi sono trovato più volte a riflettere sul concetto di bellezza, e mi sono accorto che potrei benissimo (…) ripetere in proposito quanto rispondeva Agostino alla domanda su cosa fosse il tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.”» (Umberto Eco, “La bellezza”, GEDI gruppo editoriale ed., 2021, pp. 5-6). Per te cos’è la bellezza? La bellezza letteraria e della scrittura in particolare, la bellezza nell’arte, nella cultura, nella conoscenza … Prova a definire la bellezza dal tuo punto di vista. Come si fa a riconoscere la bellezza secondo te?

Per me, la bellezza è qualcosa di sfuggente, che si rivela nel momento in cui meno te lo aspetti, ma che ha il potere di trasformarti. Non è una definizione semplice, né una risposta che possa essere data una volta per tutte. La bellezza, sia nella letteratura che nell’arte in generale, non risiede solo in ciò che vediamo o leggiamo, ma in ciò che ci fa sentire. La bellezza letteraria, per esempio, è quella che riesce a muovere emozioni, a sollevare domande senza risposte definitive, a svelare aspetti della vita che spesso sfuggono. È quella che ti fa pensare, che ti fa sentire parte di una storia, che ti porta a riflettere sul mondo, su te stesso e sulle relazioni.

Riconoscere la bellezza, secondo me, non è sempre immediato. Spesso è una questione di sensibilità, di apertura mentale e di cuore.

«Appartengo a quella categoria di persone che ritiene che ogni azione debba essere portata a termine. Non mi sono mai chiesto se dovevo affrontare o no un certo problema, ma solo come affrontarlo.» (Giovanni Falcone, “Cose di cosa nostra”, VII ed., Rizzoli libri spa, Milano, 2016, p. 25 | I edizione 1991). Tu a quale categoria di persone appartieni, volendo rimanere nelle parole di Giovanni Falcone? Sei una persona che punta un obiettivo e cerca in tutti i modi di raggiungerlo con determinazione e impegno, oppure pensi che conti molto il fato e la fortuna per avere successo nella vita e nelle cose che si fanno, al di là dei talenti posseduti e dell’impegno e della disciplina che mettiamo in quello che facciamo?

Credo di appartenere alla categoria di persone che, come Giovanni Falcone descrive, affronta i problemi non chiedendosi se affrontarli, ma cercando sempre “come” farlo. Ho sempre creduto che la determinazione, la disciplina e l’impegno siano le chiavi per raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo. Non nego che la fortuna possa giocare un ruolo, ma ritengo che sia l’impegno quotidiano, la perseveranza e la capacità di adattarsi che determinano il successo più di ogni altro fattore.

Ovviamente, il fato può incidere in alcuni momenti, ma non credo che debba essere una scusa per non impegnarsi al massimo. Mi piace pensare che, quando si ha un obiettivo chiaro e si lavora con passione, le difficoltà possano essere superate con costanza. Certo, a volte ci si trova di fronte a ostacoli che sembrano insormontabili, ma è proprio la capacità di affrontarli senza arrendersi che, secondo me, segna la differenza.

«La lettura di buoni libri è una conversazione con i migliori uomini dei secoli passati che ne sono stati gli autori, anzi come una conversazione meditata, nella quale essi ci rivelano i loro pensieri migliori» (René Descartes in “Il discorso del metodo”, Leida, 1637). Qualche secolo dopo Marcel Proust dice invece che: «La lettura, al contrario della conversazione, consiste, per ciascuno di noi, nel ricevere un pensiero nella solitudine, continuando cioè a godere dei poteri intellettuali che abbiamo quando siamo soli con noi stessi e che invece la conversazione vanifica, a poter essere stimolati, a lavorare su noi stessi nel pieno possesso delle nostre facoltà spirituali. (…) Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza quel libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.» (Marcel Proust, in “Sur la lecture”, pubblicato su “La Renaissance Latine”, 15 giugno 1905 | In italiano, Marcel Proust, “Del piacere di leggere”, Passigli ed., Firenze-Antella, 1998, p.30). Tu cosa ne pensi in proposito? Cos’è oggi leggere un libro? È davvero una conversazione con chi lo ha scritto, come dice Cartesio, oppure è “ricevere un pensiero nella solitudine”, ovvero, “leggere sé stessi” come dice Proust? Dicci il tuo pensiero…

La lettura, come la vedo io, è un incontro tra l’autore e il lettore, un incontro che può assumere diverse forme a seconda della persona che legge e del libro che si tiene in mano. Da un lato, le parole di Descartes risuonano con forza, perché un buon libro è davvero come una conversazione con una mente illuminata del passato. Ogni autore, attraverso le sue parole, ci offre una visione del mondo, un pensiero che è il frutto della sua esperienza e della sua riflessione. È come entrare in contatto con le idee di chi ci ha preceduto, un dialogo che non conosce tempo, un modo per scoprire altri modi di vedere la realtà.

D’altra parte, trovo che Proust colga un aspetto altrettanto vero e fondamentale. La lettura non è solo un atto di ricezione, ma anche di riflessione interiore. Quando leggiamo, mettiamo in gioco i nostri pensieri, le nostre emozioni e la nostra interpretazione del mondo. Il libro diventa una sorta di specchio attraverso cui possiamo vedere parti di noi stessi che, altrimenti, potrebbero rimanere nascoste. Proust parla della lettura come di un processo di introspezione, un’opportunità per riscoprirci, per comprendere meglio chi siamo e come interpretiamo ciò che ci circonda.

Nel mio caso, credo che la lettura sia un intreccio di entrambi gli aspetti: una conversazione con le menti del passato e, al tempo stesso, un viaggio solitario in cui scoprire e approfondire la propria interiorità. Ogni libro che leggo, ogni storia che mi appassiona, ha la capacità di arricchirmi e allo stesso tempo di sfidarmi a guardarmi dentro. È questa l’alchimia che rende la lettura così potente, un atto di comunicazione silenziosa che però, in modo incredibile, riesce a farci entrare in contatto con noi stessi e con gli altri, nonostante il passare del tempo.

«Non mi preoccupo di cosa sia o meno una poesia, di cosa sia un romanzo. Li scrivo e basta… i casi sono due: o funzionano o non funzionano. Non sono preoccupato con: “Questa è una poesia, questo è un romanzo, questa è una scarpa, questo è un guanto”. Lo butto giù e questo è quanto. Io la penso così.» (Ben Pleasants, The Free Press Symposium: Conversations with Charles Bukowski, “Los Angeles Free Press”, October 31-November 6, 1975, pp. 14-16.) Secondo te perché un romanzo, un libro, una raccolta di poesie abbia successo è più importante la storia (quello che si narra) o come è scritta (il linguaggio utilizzato più o meno originale, armonico, musicale, accattivante per chi legge), volendo rimanere nel concetto di Bukowski?

Secondo me, come dice Bukowski, ciò che conta davvero è se la storia “funziona” o meno. Un romanzo o una poesia di successo deve essere capace di catturare il lettore, di suscitare emozioni, di entrare in sintonia con il suo mondo interiore. Se la trama o il messaggio sono forti, la forma, il linguaggio, pur essendo importanti, non devono diventare un ostacolo, ma devono semplicemente servire a far emergere la storia in modo naturale. In fondo, ciò che rimane è l’impatto che un’opera ha su chi la legge, e questo può essere raggiunto in vari modi, a prescindere dalle etichette.

«Io vivo in una specie di fornace di affetti, amori, desideri, invenzioni, creazioni, attività e sogni. Non posso descrivere la mia vita in base ai fatti perché l’estasi non risiede nei fatti, in quello che succede o in quello che faccio, ma in ciò che viene suscitato in me e in ciò che viene creato grazie a tutto questo… Quello che voglio dire è che vivo una realtà al tempo stesso fisica e metafisica…» (Anaïs Nin, “Fuoco” in “Diari d’amore” terzo volume, 1986). Cosa pensi di queste parole della grandissima scrittrice Anaïs Nin? E quanto l’amore e i sentimenti così poderosi sono importanti per te e incidono nella tua scrittura, nella tua arte e nel tuo lavoro?

Le parole di Anaïs Nin risuonano profondamente, perché parlano di una realtà che va oltre i fatti concreti e si nutre di emozioni, passioni e creazioni. L’amore, i sentimenti, le esperienze interiori sono la linfa vitale di ogni opera, e credo che senza di essi la scrittura perderebbe la sua forza autentica. Per me, l’amore e i sentimenti sono essenziali, non solo nella vita quotidiana, ma anche nella scrittura. Sono ciò che alimenta la narrazione, che dà profondità ai personaggi e rende la storia viva, capace di toccare chi legge. La scrittura per me è un’esplorazione di questi mondi emozionali, che sfociano in una realtà tanto fisica quanto metafisica, come descrive Anaïs Nin.

Gli autori e i libri che, secondo te, andrebbero letti assolutamente quali sono? Consiglia ai nostri lettori almeno tre libri da leggere nei prossimi mesi dicendoci il motivo della tua scelta.

“Harry Potter” di J.K. Rowling. Un classico che ha segnato generazioni di lettori, iniziando la magica avventura di Harry e dei suoi amici a Hogwarts. Questa saga non è solo una storia di magia, ma anche una riflessione sull’amicizia, sul coraggio, sullo scontro tra il bene e il male. È un libro che continua a incantare e ispirare, adatto a lettori di tutte le età.

“Il grande Gatsby” di F. Scott Fitzgerald. Questo romanzo è un tuffo nel sogno americano degli anni ’20, tra lusso, illusioni e tragiche realtà. La scrittura di Fitzgerald è perfetta nel dipingere l’atmosfera decadente di un’epoca e nel raccontare una storia di desiderio e disillusione.

“La casa degli spiriti” di Isabel Allende. Un’opera che mescola realismo magico e storia sociale, seguendo le vicende di una famiglia e delle trasformazioni politiche e sociali in Sud America. La narrazione ricca di emozioni e il connubio di elementi fantastici con realtà storiche rendono questo libro una lettura profonda e avvolgente.

Credo che questi libri siano tutti imperdibili per chi cerca storie che stimolano la mente, emozionano e lasciano il segno, ognuno a modo suo.

Ti andrebbe di consigliare ai nostri lettori tre film da vedere? E perché, secondo te, proprio questi?

“L’ultima eclissi”. Un film che mescola il mistero e il dramma con una trama avvincente e personaggi complessi. La storia si sviluppa attorno a un amore proibito e al mistero di un omicidio, con atmosfere inquietanti e riflessioni sulla giustizia e le scelte morali. È perfetto per chi ama il mistero e i film che esplorano temi più oscuri e complessi.

“Il colore viola”. Una potente e toccante storia di crescita, abusi e resistenza, raccontata attraverso la vita di una giovane donna afroamericana nel sud degli Stati Uniti. Il film affronta temi di razzismo, femminismo e il potere della solidarietà femminile, con performance indimenticabili e una regia straordinaria. Perfetto per chi cerca una storia profonda che parla di speranza e forza interiore.

“Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”. Una storia che esplora l’amicizia, l’amore e la lotta contro i pregiudizi in un piccolo paese del Sud degli Stati Uniti. È un film che, attraverso una narrazione profonda e affettuosa, ci insegna il valore dell’accettazione e della forza interiore, con un tocco di umorismo e dramma che lo rendono memorabile e toccante.

Ci parli dei tuoi imminenti e prossimi impegni culturali e professionali, dei tuoi lavori in corso di realizzazione? A cosa stai lavorando in questo momento? In cosa sei impegnata che puoi raccontarci?

Attualmente sono alle prese con varie presentazioni del mio libro appena uscito, “Revence”. È un momento entusiasmante, perché sto cercando di portare la storia nelle mani di più lettori possibili, scoprendo insieme a loro i dettagli e i messaggi nascosti nel libro. Oltre a queste presentazioni, sto anche preparando alcune attività legate alla promozione e a progetti futuri, tra cui collaborazioni con altri autori e critici, e ovviamente, sono sempre immersa nella lettura di nuovi libri che mi ispirano per il mio prossimo lavoro.

In parallelo, continuo a scrivere, a dare forma ad altre idee che mi frullano nella testa e che sperano di prendere vita nei prossimi mesi. La scrittura è un processo continuo e, anche se ogni progetto ha il suo tempo e la sua evoluzione, sono costantemente ispirata dalla bellezza della lettura e dalla passione che mi lega ai libri.

Insomma, il mio percorso è sempre in movimento, tra la promozione di “Revence”, il lavoro su nuovi progetti e il continuo dialogo con i lettori e gli appassionati di libri.

Dove potranno seguirti i nostri lettori?

I lettori possono seguirmi e restare aggiornati sui miei progetti attraverso i miei canali social:

Instagram: @la_strixina

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Facebook: Antonella Aversente La Strixina
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TikTok: Antonella Aversente – La Strixina

Sui miei profili condivido aggiornamenti sulle presentazioni di Revence, contenuti esclusivi, curiosità e tanto altro legato al mondo della scrittura e della lettura.

Come vuoi concludere questa chiacchierata e cosa vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

Concludo questa chiacchierata ringraziandovi di cuore per aver dedicato del tempo a conoscere un po’ di più il mio mondo fatto di parole, libri e sogni.

Spero che l’intervista vi abbia ispirato a tuffarvi nelle pagine di una nuova storia, a riflettere sul potere della lettura e a trovare sempre quel piccolo angolo di magia che rende ogni giorno speciale.

Grazie!

Antonella Aversente

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Antonella Aversente

Il libro

Antonella Aversente, “Revence”, Youcanprint, 2025

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