Bianca vestita di nero: gioco di colori per un innamoramento (sullo sfondo delle leggi razziali)

da | 20 Marzo 2025 | Interviste, Libri

Una giovane di retaggio fascista, dai tratti ariani e un medico ebreo, che può curare i mutilati di guerra, si innamorano: se non possono coronare i loro sentimenti, c’è qualcosa che non va. Ciò che non funziona è lo scenario politico ed economico, nazionale e internazionale. La guerra infuria. Ecco che si dipana la narrazione. Bianca vestita di nero è un testo pubblicato da Atile edizioni.

“Amor vincit omnia”

Siamo negli anni Quaranta ed esiste ancora il concetto di amore impossibile, scomparso forse ai nostri giorni. Giocando tra il bianco e il nero, tra toni di colore che ricordano un altro romanzo storico, Il Rosso e il nero di Stendhal (pseudonimo di Marie-Henri Beyle), Angela Caputo ci accompagna nell’ambito degli anni caotici del secondo conflitto mondiale. Bianca in camicia nera si innamora di Goran, sullo sfondo del campo di concentramento di Ferramonti. E’ un incontro casuale. I pregiudizi e l’antisemitismo saranno capaci di ostacolare un sentimento irresistibile, tale da toccare il cuore e l’anima di un uomo e una donna? Il finale è inaspettato.

Un’esperta di storia della Shoah

Angela Caputo, l’autrice, è Nata a Giarre, tra le pendici dell’Etna e il mar Jonio. Dopo il diploma presso il Liceo Classico, si è laureata in Lettere Classiche. Ha pubblicato come giornalista pubblicista presso testate locali, lavorato nell’editing e come correttrice di bozze. Ha svolto ricerche di storia locale e nazionale. Ha poi conseguito il Diploma di Specializzazione per l’insegnamento. Da sempre cultrice della storia, in particolare della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah, ha insegnato in diverse scuole di ogni ordine e grado. Dopo diverse esperienze come Ghostwriter, ha preso il volo come autrice. La abbiamo raggiunta e intervistata. Queste le sue parole.

Il Grande Fratello

Il totalitarismo era come essere sottoposti allo sguardo del regime, che tutto vedeva: accade anche ai protagonisti del tuo romanzo?

“Grazie per questa intervista, purtroppo a questa domanda devo rispondere in modo affermativo. La propaganda del regime era ancora più interna alla vita dei singoli. Non solo per un discorso di censura o di divieti (ad esempio di matrimoni misti o con persone ebree) ma anche per certi messaggi inculcati fin da piccoli. Per cui era quasi normale vivere secondo i canoni del nazi-fascismo”.

C’è una ragione in particolare per la quale hai scelto di narrare questa storia, o più d’una?

Rendere omaggio a mia nonna che ha vissuto quella guerra e a tutte le donne come lei che si sono opposte a quel sistema, perdendo anche la loro vita”.

Amarsi quando tutto esplode

Un’anticipazione a chi legge: è possibile ancora amarsi quando tutto esplode, come accade ai protagonisti?

“In un mondo meno superficiale e materialista certo che è possibile. Ma credo che oggi il concetto di amore impossibile non esista più. Siamo in una società tecnologica ed è triste vedere relazioni che nascono e/o finiscono sul social”.

Bambini che dormono abbracciati

Si legge nel tuo romanzo: “A quell’ora del giorno si soffriva l’afa. Pensai a come potevano sopportare il caldo i prigionieri di Ferramonti. Rinchiusi nelle loro baracche, non sarebbero usciti da lì prima di sera. I bambini, tra cui Ivo, sarebbero rimasti con le loro mamme a dormire abbracciati o al massimo a giocare in piccoli spazi. Mentre pensavo a queste cose, mi venne in mente cosa potesse mancare: non erano solo cibo, libri, vestiario e farmaci, ma anche giocattoli. Allora decisi di recuperare le mie vecchie bambole e qualche giochino. Poi mi sarei inventata qualcosa per trenini e macchinine. Mi ricordai che mia zia conservava in cantina tutti i giochi dell’infanzia dei miei cugini. Non li avrebbe più riutilizzati per nipotini che non sarebbero mai nati. Con la scusa di regalarli agli orfani di guerra o in parrocchia, li avrei portati a Ferramonti”.

Il valore della memoria

Non resta più nulla del campo di concentramento di Ferramonti: secondo te quanto facciamo è sufficiente alla memoria?

Non credo sia abbastanza. Tra qualche anno scompariranno anche gli ultimi sopravvissuti che erano bambini negli anni ‘40. Se non si continua con iniziative mirate sulla memoria si inizierà a dimenticare quanto accaduto”.

Liliana Segre ha dichiarato: «Della Shoah, quando saremo morti tutti, ci sarà solo una riga in un libro di storia. E poi neanche più quella.» È vero secondo te?

“Purtroppo secondo me ha ragione. Come ho detto prima il rischio è quello che si parlerà di memoria solo sui libri di storia. L’antisemitismo dell’ultimo anno è soltanto servito a percorrere la strada della giustificazione: la causa occasionale era quanto accaduto ai Palestinesi. In una guerra non esistono colpevoli e innocenti. Mi riferisco, appunto, agli episodi antisemiti accaduti in seguito allo scoppio della guerra in Palestina. Nonostante il contesto fosse distante, qui in Europa e anche in Italia sono accaduti fatti gravi, come atti vandalici e insulti. Gli episodi di antisemitismo sono sempre accaduti storicamente e sono stati sempre giustificati per svariati motivi. Condannare l’antisemitismo è stato un passo difficile”.

Le “camicie nere che sfilano in parata”

Ad oggi in Europa vi sono tre stati con governi classificabili come dittature: la Russia di Vladimir Putin (dal 1999 a oggi), la Turchia di Recep Tayyip Erdoğan (dal 2014 a oggi) e la Bielorussia di Aljaksandr Lukašėnka (dal 1994 a oggi), come riporta Wikipedia. Umberto Eco scrisse: “Sarebbe così confortevole, per noi, se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: ‘Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!’ Ahimè, la vita non è così facile. Il Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme, ogni giorno, in ogni parte del mondo.” Secondo te il Fascismo può “Ancora tornare sotto le spoglie più innocenti”?

“Assolutamente sì, e credo sia anche tornato”.

C’è una morale sottesa nel romanzo?

“Unica, vera e sempre valida: ‘L’amore vince su tutto’”

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