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Una fluente, lucente capigliatura è spesso frutto di attente cure e di una alimentazione sana ed equilibrata. Una folta e ricca chioma rappresenta da sempre un attributo di bellezza e di fascino senza uguali; conoscere la struttura del capello e come curarlo è essenziale per conservarne la salute. Il capello si compone di tre strati sovrapposti: il più esterno, la cuticola, è composto da cellule piatte, lisce, sovrapposte le une alle altre come le tegole di un tetto, che fungono da scudo protettivo. La giusta disposizione di queste cellule è essenziale per il benessere del capello: se non aderiscono più tra loro, tutta la capigliatura perde lucentezza e diventa difficile da pettinare (l’uso eccessivo di tinture, permanenti e trattamenti aggressivi sul capello può portare a questa situazione). Il secondo strato, detto corteccia, forma il 90 per cento della massa capillizia ed è composto da fibre più allungate, ricche di cheratina, sempre sovrapposte le une alle altre, che danno flessibilità al capello. È qui che si determina il colore. Lo strato più interno, detto midollo (o medulla) è formato da cellule che contengono ancora tracce di cheratina, disposte però in file separate da spazi d’aria. Nei capelli femminili spesso questo strato è molto sottile o addirittura mancante. Il capello ha una parte visibile, detta fusto, e una nascosta, la radice, che affonda nel follicolo pilifero, alla base del quale si trova la papilla, sede della vascolarizzazione e della nutrizione del capello. Lungo il follicolo è innestata la ghiandola sebacea, che produce sebo. La radice si divide in due parti: la più profonda, detta bulbo, la più superficiale, vicino al fusto, detta zona cheratogena,. Il capello nasce quindi nella papilla e, attraverso il follicolo, sale verso la superficie; durante questo viaggio le cellule che lo formano si saturano di cheratina e, quando incontrano la ghiandola sebacea, anche di sebo. Questo elemento è molto importante per la protezione del capello in tutta la sua lunghezza poiché lo difende dall’inaridimento. Nella crescita del capello si alternano fasi di attività a periodi di riposo. Per arrivare alla cute impiega una media di due mesi e per raggiungere il massimo della sua lunghezza circa tre anni. Segue una lunga fase di riposo, terminata la quale il capello cade, mentre nel follicolo se ne forma uno nuovo. Mediamente ha vita variabile dai cinque ai sette anni e cresce da un minimo di dieci centimetri a un massimo di venti centimetri per anno. Di norma si hanno dai centomila ai cento-cinquantamila capelli ed è fisiologico perderne da 50 a 100 al giorno. La densità follicolare dei capelli sulla cute, lo spessore, la durata dipendono da razza a razza, da persona a persona. L’avere capelli sani e folti è la risultante di molteplici fattori: ereditarietà, salute, uso corretto o meno di prodotti chimici e tinture, stress. Spesso, peraltro, anche se si dedicano ai capelli attenzioni e cure, si hanno dei problemi: eccesso di grasso, aridità, forfora, fragilità, caduta. Capelli grassi. Quando la produzione di sebo è eccessiva, i capelli hanno un aspetto lucido e untuoso. Ma non si tratta solo di un problema estetico: l’eccesso di grasso ottura i follicoli come un tappo e soffoca il capello, determinandone a lungo andare fragilità e precocità di caduta; inoltre favorisce l’insorgere della forfora. La seborrea si manifesta spesso in età puberale, quando facilmente la pelle tende al grasso. In età adulta questo disturbo può essere legato a cause interne o esterne. È di competenza del medico la diagnosi di eventuali cause interne, legate, comunque, allo stress psicofisico e spesso a un’alimentazione scorretta, troppo ricca di zuccheri. Tra le cause, esterne, spesso una delle più frequenti è l’uso di detergenti troppo sgrassanti, che danno risultati opposti a quelli desiderati. Se inizialmente, infatti, eliminano l’unto, con il tempo stimolano le ghiandole sebacee a produrre grasso in quantità sempre maggiore. Per combattere la seborrea è molto importante una igiene scrupolosa del cuoi capelluto: è bene quindi utilizzare shampoo di buona marca, specifici per questo disturbo, ma non troppo aggressivi. Si trovano buoni prodotti a base di ortica bianca, argilla, cappuccina, crescione o altre sostanze, di solito di origine vegetale, note per le loro proprietà assorbenti e astringenti. Esistono anche ottimi trattamenti speciali (fiale o impacchi) da effettuare una o più volte la settimana. Capelli secchi. Difficilmente questa anomalia è dovuta a cause interne (che comunque sono da ascrivere a squilibri endocrini, mancanza di vitamine o di minerali). Di solito, infatti, i capelli diventano secchi perché sottoposti a trattamenti inadatti: per esempio tinture e permanenti ripetute effettuate a distanza troppo ravvicinata; asciugature con phon troppo caldo; shampoo troppo forti. Anche in questo caso innanzi tutto bisogna adoperare shampoo delicati e trattamenti reidratanti e nutrienti: i migliori sono a base di hamamelis, calendula, oli vegetali. Un ottimo rimedio casalingo consiste nell’ungere i capelli, una volta ogni due settimane, con alcuni cucchiai di olio extravergine di oliva, per alcune ore. Ancora meglio, eseguire questo trattamento prima di dormire, coprendosi il capo con un foulard di cotone. Capelli con forfora. La forfora non è altro che un insieme di cellule morte. Anche sul cuoio capelluto, come nel resto del corpo, la pelle si rigenera in superficie e le cellule nuove “rimuovono” quelle vecchie. Se però questo processo si verifica troppo velocemente, le cellule rimosse non hanno avuto ancora il tempo di completare il loro ciclo, non sono ancora diventate impalpabili come polvere, ma si staccano a gruppi consistenti, visibili a occhio nudo, la forfora, appunto. Sulle cause non si hanno ancora certezze: è comunque accertato che i disturbi digestivi, lo stress e gli squilibri ormonali ne favoriscono la comparsa, stimolando la super-attività di un particolare microorganismo, già presente nel cuoio capelluto, che a sua volta mette in moto il meccanismo di esfoliazione rapida delle cellule. Per combattere la forfora il rimedio principale è una accurata igiene dei capelli, che devono essere spazzolati almeno due volte al giorno. Occorre anche lavarli ogni quattro o cinque giorni almeno con shampoo cosmetici o medicati di buona marca, a base di piante selezionate o di derivati di zolfo e iodio, ad azione antibatterica. Non mancano i trattamenti specifici in fiale o lozioni. Quando si ha la forfora è bene limitare al massimo l’uso di cappelli, foulard e pettinature che non lasciano respirare i follicoli. Capelli fragili. I capelli diventano fragili quando per lungo tempo subiscono trattamenti traumatici, come i bigodini, che li tirano troppo, o l’uso eccessivo di permanenti, tinture, stirature. I capelli fragili si spezzano facilmente e spesso hanno doppie punte: per queste ultime il rimedio migliore è un taglio moderato. Gioverà anche uno shampoo a base di rosmarino e arnica e fare impacchi una volta la settimana, con prodotti specifici in vendita in profumeria o con rimedi casalinghi. Tra questi il più noto è l’impacco di due uova sbattute da stendere sul cuoio capelluto a piccole dosi, da tenere per mezz’ora con l’aiuto di un foulard. Capelli che cadono. Quando la caduta dei capelli non è fisiologica, ma abbondante e, soprattutto, non vi è ricrescita, si ha una situazione di ipotricosi. Questa può degenerare in alopecia, la perdita cioè parziale o totale dei capelli. In passato questo disturbo colpiva solo gli uomini e le donne oltre i 60 anni, mentre oggi si osserva che l’eccessiva caduta dei capelli con scarsa ricrescita affligge il 25 per cento delle donne già verso i 40/50 anni. Le cause del problema sono numerose, ma non è stato ancora chiarito bene il meccanismo che porta all’indebolimento della matrice del capello fino all’atrofizzazione. Senza dubbio però incidono fattori genetici, stati di esaurimento psico-fisico, assunzione prolungata di tarmaci, squilibri ormonali ed eccesso di sebo sul cuoio capelluto. Negli ultimi quindici anni sono state messe a punto molte sostanze capaci di stimolare la matrice del capello; in particolare si sono presi in considerazione Ì muco-polisaccaridi e i loro derivati, che hanno un’azione antiforfora, antigrasso e stimolano la circolazione sanguigna. Queste sostanze vengono impiegate sotto forma di fiale o lozioni. Per le terapie d’urto si associa all’impiego locale di mucopolisaccaridi anche la laserterapia , che consente una penetrazione migliore dei tarmaci. Nella scelta degli shampoo è meglio preferire quelli a base di estratti vegetali, per esempio catrame vegetale di betulla, cedro, bardana, ortica. Un rimedio casalingo di una certa efficacia consiste nel versare il succo di un limone fresco sul cuoio capelluto, goccia a goccia (non è necessario far seguire subito dopo lo shampoo). Igiene dei capelli Un buono shampoo non deve aggredire i capelli : è un prodotto che bisogna scegliere con cura e sul quale non economizzare. Per detergere accuratamente i capelli sono necessario alcune attenzioni: l’acqua, per esempio, è spesso troppo calcarea e sarebbe meglio applicare un filtro al rubinetto. Deve essere calda, ma non troppo, durante tutte le fasi del lavaggio, ma ricordate che è un’ottima cura Forfora, fragilità, eccesso di sebo: tutte anomalie del capello a cui si può porre rimedio con trattamenti specifici. Succo di limone o aceto usare acqua tiepida o fresca durante l’ultimo risciacquo: attiva la circolazione sanguigna. Prima di lavare i capelli bisogna sbrogliarli delicatamente con una spazzola, per togliere sia i nodi sia le cellule morte e il grasso in eccesso. Durante il lavaggio bisogna evitare di insistere con le unghie sui punti che danno prurito, ma adoperate sempre e solo i polpastrelli, con dolcezza. Se volete rendere lucidi i capelli, durante l’ultima fase del risciacquo non usate il getto della doccia, ma diluite il succo di mezzo limone o due cucchiai di aceto in una bacinella. A lavatura finita, tamponate i capelli con dolcezza, utilizzando un asciugamano di spugna, senza strizzarli e senza comprimerli in un turbante. Ricordate che, quando sono bagnati, i capelli sono nella situazione di maggiore vulnerabilità: non vanno tirati, ne sbrogliati, ne traumatizzati in alcun modo prima che siano diventati umidi. Solo allora, con un pettine, potete sciogliere i nodi e procedere alla messa in piega. Due parole a parte meritano spazzola e pettine. La prima dovrebbe essere di setola animale (cinghiale o maiale), non troppo dura, da usare due volte al giorno, mattino e sera, per massaggiare e pulire il cuoio capelluto. Se riuscite, spazzolatevi i capelli tenendo la testa all’ingiù: il sangue affluirà copioso, con grande beneficio per la vostra capigliatura. Il pettine non dovrebbe essere di plastica o di gomma, ma di legno, a denti radi. Massaggio ai capelli Altra buona norma di igiene per i capelli è il massaggio, pratica però un po’ trascurata: eseguita quotidianamente rinforza i capelli, li rende più belli e sani perché, stimolando la circolazione, provoca un afflusso di sostanze nutritive ai bulbi piliferi. Il massaggio deve essere eseguito per circa 10 minuti con entrambe le mani aperte, usando solo i polpastrelli, con movimenti circolari, decisi, passando in successione tutte le zone del capo, dalla nuca alle tempie, all’attaccatura dei capelli. Il miglioramento dell’aspetto e della salute dei capelli anche dopo poco tempo di questo trattamento quotidiano è sorprendente. Asciugatura e messa in piega II modo migliore per asciugare i capelli sarebbe all’aria aperta, sotto il sole, oppure in un ambiente riscaldato, d’inverno. Molte donne seguono questo metodo perché hanno la permanente e non c’è quindi necessità di dare una struttura precisa alla pettinatura. Se però c’è bisogno di dare una linea ai capelli, si può scegliere tra il brushing (cioè spazzola e phon) e la classica messa in piega con bigodini. II brushing è un sistema molto diffuso, che richiede una certa abilità, ma si impara subito. L’importante è non avvicinare troppo il phon alle ciocche di capelli e non tirare troppo le ciocche stesse con la spazzola. Il calore del phon sul capello bagnato può essere dannosissimo e arrivare addirittura a romperne le fibre interne. La messa in piega classica si effettua avvolgendo le ciocche di capelli su bigodini più o meno grossi, a seconda dell’ondulazione che si vuole ottenere. Anche in questo caso bisogna stare attente a non tirare troppo i capelli. Per l’asciugatura sono consigliabili i piccoli caschi di uso domestico, o le “cuffie” gonfiabili da applicare al phon, più pratiche e maneggevoli. fonte: medicina33.com


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