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II corpo per mantenersi in vita ha bisogno di un apporto costante di ossigeno. Nei polmoni viene assorbito l’ossigeno dell’aria, che viene quindi trasportato dal sangue in tutte le parti del corpo. Le vie aeree principali, i due bronchi, portano a ciascun polmone, dove si dividono in rami sempre più piccoli, chiamati bronchioli; alla fine ogni bronchiolo termina in un grappolo di piccolissime sacche piene d’aria chiamate alveoli. Il sangue povero d’ossigeno viene pompato ai polmoni attraverso le arterie polmonari, che si ramificano in modo simile. Ciascun alveolo contiene numerosi capillari e le sue sottilissime pareti permettono all’ossigeno e all’anidride carbonica di diffondersi tra l’aria e il sangue. A causa di questa struttura complicata i polmoni sono particolarmente esposti alle particelle fluttuanti nell’aria che respiriamo. Microrganismi come i batteri (che provocano per esempio la polmonite), sostanze irritanti nell’aria inspirata come il fumo del tabacco (che può causare il cancro al polmone) e gli allergeni (che provocano l’asma) possono tutti interferire con il processo essenziale dell’assorbimento di ossigeno. Bronchite acuta L’infiammazione della mucosa che riveste le principali vie aeree inferiori è chiamata bronchite. Chiunque abbia un’infezione respiratoria può sviluppare una bronchite acuta, poiché le stesse infezioni virali che causano il raffreddore e la faringite possono estendersi alle vie aeree inferiori (bronchi e bronchioli). L’infiammazione che ne risulta di solito guarisce in pochi giorni; questa è la differenza fondamentale fra bronchite cronica e acuta; nella prima. attacchi prolungati e ricorrenti dell’infezione provocano un progressivo deterioramento dei polmoni. Quali sono i sintomi? Sintomo principale è una tosse che provoca espettorato grigiastro o giallastro. Altri sintomi: mancanza di respiro, asma e febbre. Spesso è presente dolore nella parte superiore del torace, esacerbato dalla tosse. Quanto è frequente il problema? Praticamente tutti veniamo colpiti di tanto in tanto da un attacco di bronchite acuta. Se non fumate sigarette e non avete affezioni croniche polmonari o cardiache, è poco probabile che soffriate di più di un attacco ogni pochi anni. I fumatori, i portatori di affezioni toraciche, come Vasma , e coloro che vivono in luoghi con un forte inquinamento atmosferico sono soggetti ad attacchi più frequenti, cosi come le persone che hanno una congestione polmonare (edema polmonare) a causa di uno scompenso cardiaco . Quali sono i rischi? Una persona sana, non fumatrice, presenta pochi rischi di complicazioni per un singolo attacco di bronchite acuta. Ma chiunque, la cui predisposizione alla bronchite è aumentata dal fumo, dall’asma, o da una malattia polmonare come la bronchiectasia , ha più probabilità di presentare attacchi ripetuti. Col tempo, gli attacchi danneggiano la mucosa bronchiale, ostacolando i normali processi di eliminazione del muco dalle vie aeree. Ciò aumenta ulteriormente la predisposizione e può portare a bronchite cronica. Che cosa fare? Non trascurate attacchi ripetuti di bronchite acuta. Rivolgetevi al medico, che potrebbe trovarne la causa. Se si tratta del primo attacco, o del primo dopo parecchi anni, seguite le misure terapeutiche consigliate qui sotto. Qual è il trattamento? Auto-aiuto: Quasi tutte le medicine per la tosse, dovrebbero aiutare a calmarla, come pure una boule di acqua calda posta sul petto. Restate in casa, non necessariamente a letto ma in una stanza calda, non surriscaldata o mal ventilata. Un umidificatore o del vapore di un catino di acqua calda potrebbero aiutare a decongestionare naso e bronchi. Di solito, queste misure sono sufficienti; ma chiamate il medico se vi manca il respiro, se con la tosse espettorate sangue, se la temperatura sale oltre i 38,5 °C, o se non cominciate a sentirvi meglio 48 ore dopo l’insorgenza dei sintomi. Se avete avuto parecchi brutti attacchi di bronchite, ricordate che vivere o lavorare in ambienti freddi e umidi può nuocervi; prendete quindi in considerazione un cambiamento del luogo di residenza o del lavoro. Intervento medico: Poiché la bronchite acuta è di solito una infezione virale, nessun trattamento specifico è possibile o consigliabile. Se però il respiro è dispnoico, il medico potrebbe prescrivere un farmaco broncodilatatore da inalare sotto forma di aerosol. Potrebbe essere prescritto anche un farmaco per sopprimere la tosse se il torace del paziente è indolenzito per i ripetuti attacchi di tosse o se la tosse è secca. E se l’espettorato diventa giallo, verdastro, ciò che indica la possibilità di un’infezione batterica secondaria, il medico potrebbe anche somministrarvi un antibiotico, anche come precauzione contro una infezione batterica secondaria. Bronchite cronica La bronchite cronica differisce dalla bronchite acuta per il fatto che l’infiammazione bronchiale persiste e peggiora. Questa pericolosa malattia comincia in modo cosi insidioso che molte persone, nelle sue fasi iniziali, non si accorgono di averla. Ripetute infezioni dei bronchi e dei bronchioli provocano l’ispessimento e l’alterazione della superficie interna di questi tubuli, che inoltre si restringono e si ostruiscono a causa della sovrabbondante secrezione di muco e dell’eccessiva contrazione della parete muscolare. Alcuni rischi della bronchite cronica Infezioni ripetute dei bronchi e dei bronchioli danneggiano il rivestimento di questi condotti lasciando i polmoni esposti a ulteriori infezioni. L’infezione può anche diffondersi dai bronchi agli alveoli, portando in qualche caso alla polmonite. Quali sono i sintomi? Il primo sintomo è costituito da tosse con espettorato di prima mattina. I fumatori spesso considerano tale tosse una «normale» tosse da fumatori. Con il passare degli anni la quantità di espettorato aumenta gradualmente e la tosse comincia a presentarsi anche nel corso della giornata. La mancanza di respiro e l’affanno diventano sempre più fastidiosi. Nel periodo iniziale solamente i raffreddori molto forti o gli attacchi di influenza causano accessi di tosse. Tuttavia, a volte, anche raffreddori di testa di scarsa gravita possono condurre a gravi attacchi. Molti pazienti hanno diversi attacchi ogni inverno. La definizione medica generalmente accettata della bronchite cronica è quella di un disturbo con tosse ricorrente, con produzione di espettorato, che compare quasi tutti i giorni per la durata minima di tré mesi all’anno (generalmente durante l’inverno) per almeno due anni consecutivi. Ad uno stadio avanzato la tosse, la mancanza di respiro e l’affanno sono molto pronunciati e quasi continui. Quanto è frequente il problema? In Italia circa 25.000 persone muoiono ogni anno di bronchite cronica. Circa un milione di altre sono affette da questa malattia, spesso senza rendersene conto. Il fumo è la causa principale. Anche i bambini dei fumatori più incalliti ne possono essere affetti; essi sembrano infatti particolarmente soggetti ad attacchi di bronchite acuta e di polmonite, e questi attacchi aumentano il rischio di una bronchite cronica. Questa malattia è molto più comune negli uomini che nelle donne; la mortalità maschile , per questa causa, sta a quella femminile in un rapporto di 3 a 1. Un fattore molto importante è l’inquinamento atmosferico; questa malattia è infatti molto più comune nei paesi industrializzati e nelle aree urbane. Quali sono i rischi? Una volta che la malattia si è manifestata, si crea un circolo vizioso per cui le infezioni bronchiali causano un più ampio danno ai polmoni, il che accresce la tendenza a contrarre quasi inevitabilmente altre infezioni. Tra i disturbi più gravi a cui può portare la bronchite cronica, ricordiamo 1’ipertensione polmonare, Venfisema e lo scompenso cardiaco a carico del cuore destro. Se l’infezione si diffonde agli alveoli, il risultato, con ogni probabilità, è la polmonite. Alcuni sofferenti di bronchite cronica assumono gradualmente un colorito bluastro sulle labbra e sulla faccia a causa della mancanza di ossigeno, e a volte manifestano una insufficienza respiratoria: i polmoni non sono più in grado di rifornire l’organismo dell’ossigeno necessario. Altri soccombono a causa di un cancro polmonare, non perché la bronchite cronica causi il cancro, ma perché il fumo è spesso la causa di entrambe le malattie. Il peggioramento delle condizioni di un malato che soffre di bronchite cronica – ad esempio, un’aumentata difficoltà di respiro e un cambiamento nella natura della tosse – può essere il primo sintomo di un cancro che si sta sviluppando nei polmoni. Che cosa fare? Se la mattina tossite, espettorate catarro e se fumate, smettete di fumare. Se la bronchite persiste consultate il medico, che vi visiterà e, dopo avere considerato alcuni fattori, come le vostre abitudini di fumatore e la vostra località di residenza, potrà decidere di compiere un ulteriore esame delle vostre condizioni. Le analisi probabilmente includeranno una radiografia del torace e vari test di funzionalità polmonare . Qual è il trattamento? Auto-aiuto: Oltre a smettere di fumare, evitate gli ambienti saturi di fumo. State lontani dalle persone con il raffreddore. Quello che per una persona con i polmoni sani è un semplice raffreddore, può far esplodere un preoccupante attacco di bronchite in tutti coloro che hanno problemi di questo genere. Se lavorate in un’atmosfera inquinata, sarà saggio cambiare lavoro e anche, se possibile, trasferirsi in un posto con un clima più mite e secco. Chi soffre di bronchite cronica corre seri pericoli se passa l’inverno in località fredde e umide. Intervento medico: II trattamento dipende in gran parte dallo sviluppo raggiunto dalla malattia prima dell’intervento del medico. Se voi già soffrite di mancanza di respiro, il medico vi prescriverà probabilmente inalazioni con l’aerosol, che, se fatte tré o quattro volte al giorno, vi aiuteranno a rilassare i muscoli delle pareti bronchiali, dilatando cosi le vie aeree. Se avete un attacco violento dell’infezione ed espettorate catarro, vi verranno somministrati antibiotici, in genere sotto forma di compresse o capsule. Negli attacchi particolarmente gravi, le iniezioni sono il modo più rapido di curare con gli antibiotici la fonte dell’infezione. Il medico potrà prescrivervi piccole dosi di un antibiotico da prendere per un periodo di settimane o mesi come misura preventiva. Oppure vi verrà consigliato di prenderne una dose massiccia solamente ai primi segni di peggioramento.

 

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