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Allergia e disturbi del sistema di difesa del nostro organismo possono dipendere da una flora batterica intestinale disturbata Nel 1916 il medico tedesco Alfred Nissie isolò nell’intestino dei soldati che non erano affetti da dissenteria un colibatterio, mancante, invece, ai soldati malati e che si dimostrava altamente antagonista nei confronti del batterio del tifo. Finita la guerra, proseguì gli studi sulle relazioni tra flora batterica intestinale e le malattie croniche, riconoscendo ai colibatteri intestinali un’attività di stimolazione immunitaria non specifica. Nell’intestino sano è presente una colonizzazione di germi, meglio conosciuta come “flora batterica intestinale”, che, con reciproci vantaggi, vivono e si sviluppano. Ricordiamo come, ad esempio, la presenza di Escherichia coli sia determinante per sintetizzare la vit. K, necessaria per la sintesi delle protombine. La flora batterica, oltre ali”‘Escherichia coli, è costituita da diversi tipi di batteri i quali non solo proteggono le pareti intestinali, ma favoriscono l’assimilazione di numerose vitamine, quali l’acido folico, l’acido pantotenico, la vit. B e la biotina. Talvolta, tuttavia, i batteri non patogeni si trasformano violentemente e interferiscono nel metabolismo con la formazione di sostanze tossiche. Quando, per una qualsiasi causa, si vengono ad insediare batteri non utili e germi pericolosi, tutta la flora batterica viene disturbata: è questa situazione che in linguaggio moderno viene definita come “disbiosi”. È a Nissie che si deve il concetto di “disbatterio”, ossia di batterio pericoloso e non più utile. Gli antigeni Alimenti, tossine e varie sostanze nocive, nel momento in cui vengono a contatto con l’organismo provocano la formazione di antigeni. Tra gli antigeni si trovano batteri, virus, sostanze tossiche di origine vegetale e animale, proteine di varia natura, eco. L’estensione della superficie corporea, con cui gli essi vengono a contatto, va dai 2 m2 della cute fino ai 300 m2 dell’intestino. Nel colon inferiore e nel retto la loro presenza si aggira intomo ai IO14 per millimetro di massa fecale; la membrana mucosa intestinale, perciò, si comporta come una barriera per impedire l’infiltrazione nell’organismo di sostanze alta mente dannose. Per far fronte alla imponente minaccia rappresentata dal transito del contenuto intestinale, l ‘ intestino è dotato di un sistema immunitario, costituito da: linfociti nell’epitelio, cellule plasma, macrofagi, placche di Peyer e linfonodi mesenteriali. Tuttavia non esiste una vera e totale protezione, per cui avviene che particelle e macromolecole riescano ad essere assimilate e assorbite in modo attivo, così da scatenare reazioni immunitarie non solo a livello locale: gli antigeni riescono, infatti, a penetrare nell’organismo attraverso le vie linfatiche ed ematiche.

 

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