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La « pubertà » è la fase della vita in cui un individuo si trasforma da bambino in adulto e, come la gran parte dei grandi eventi biologici, si verifica gradualmente, nell’arco di alcuni anni: tali eventi hanno la finalità non solo di preparare gli organi dell’apparato genitale al loro ruolo riproduttivo, ma anche di trasformare tutto il corpo, psiche compresa, per consentirgli di essere adatto alla riproduzione. Infatti, da una parte gli organi genitali interni ed esterni assumeranno le caratteristiche dell’adulto, dall’altra si svilupperanno i cosiddetti caratteri sessuali secondari che rendono diversi in maniera marcata l’uomo e la donna: il timbro della voce, lo sviluppo della massa muscolare, la distribuzione del grasso corporeo, la crescita delle mammelle, la distribuzione e il numero dei peli . Gli artefici di questa vera e propria rivoluzione sono gli ormoni sessuali: gli androgeni (soprattutto il testosterone) nel sesso maschile e gli estrogeni (soprattutto l’estradiolo) nel sesso femminile . Infatti durante l’infanzia, l’ovaio e il testicolo, dopo anni di quiescenza, riprendono a producono ormoni sessuali perché stimolati nella funzione dalle gonadotropine FSH e LH prodotte dall’ipofisi, a sua volta sotto il controllo dell’ipotalamo, in quantità via via crescenti. È quindi dal cervello che, per così dire, parte l’ordine di iniziare i lavori, ma non si conosce con certezza quale sia il fattore che inneschi il meccanismo puberale. Il fatto che l’età della pubertà in una ragazza sia spesso simile a quella della madre e delle sorelle, quindi identiche anche nel patrimonio genetico, vadano incontro allo sviluppo contemporaneamente, fa ritenere che l’età della pubertà sia una caratteristica ereditaria. Inoltre, si è osservato che l’alimentazione e lo stato di salute ricoprono, soprattutto nelle ragazze, un ruolo fondamentale: infatti, nei Paesi industrializzati, l’età media della prima mestruazione si è abbassata nell’ultimo secolo di pari passo con il miglioramento delle condizioni economiche e alimentari della popolazione. Il superamento di un peso corporeo critico, stimato intorno ai 50 kg, ma soprattutto il raggiungimento di un’adeguata quantità di grasso corporeo, sembra che abbiano grande importanza nel determinare l’età della prima mestruazione e nel mantenere la periodicità mestruale. Infatti, le bambine in sovrappeso hanno la prima mestruazione in epoca più precoce delle bambine di peso normale; l’attività sportiva esercitata a livello agonistico può ritardare l’età della prima mestruazione; la perdita di peso del 10-15 per cento, che corrisponde a una perdita di circa 1/3 del grasso corporeo, in seguito a un’alimentazione incongrua, può portare alla perdita temporanea delle mestruazioni, come avviene nell’anoressia nervosa. È come se l’organismo femminile, per iniziare la funzione riproduttiva, avesse bisogno di un’adeguata riserva energetica costituita proprio dal grasso: quando questa è insufficiente, la ragazza o la donna adulta viene privata della funzione riproduttiva e viene riportata in una condizione funzionale del tutto simile a quella infantile. C’è una grande variabilità da individuo a individuo nell’età di comparsa e nella durata degli eventi puberali, cosicché tra coetanei, ad esempio in una stessa classe scolastica, è possibile trovare ragazzi ancora impuberi e ragazzi con caratteristiche dell’adulto. Di solito il primo segno puberale è un aumento di crescita dnominato per la sua irruenza « scatto di crescita»: dura circa 2 anni e si verifica intorno ai 10 anni nelle femmine e ai 12 anni nei maschi; la velocità di crescita raddoppia portandosi dai circa 4 cm per anno agli 8 cm annui: l’accrescimento puberale costituisce circa il 25 per cento dell’altezza finale dell’adulto; nelle femmine la crescita rallenta alla prima mestruazione; in totale la ragazza potrà crescere dopo la prima mestruazione non più di 6 cm. Con lo scatto di crescita, nella ragazza cominciano a svilupparsi il seno e dopo poco appaiono i primi peli sui genitali esterni e alle ascelle, raggiungendo un aspetto definitivo intorno ai 15 anni. La prima mestruazione, detta « menarca », si verifica in media intorno ai 13 anni e costituisce il segno più appariscente di separazione tra infanzia e adolescenza nella femmina. Tuttavia, il menarca non chiude il processo di sviluppo puberale, che si completa gradualmente senza soluzione di continuo nei primi anni dell’adolescenza. Diversamente, nel maschio non esiste un momento preciso per poter riconoscere il raggiungimento di un ben definito stadio di maturità. Per questo motivo, si prende come riferimento il timbro della voce, dovuto all’ipertrofia delle cartilagini della laringe, oppure l’inizio delle eiaculazioni. Di solito, il cambiamento del timbro della voce si manifesta intorno ai 13 anni e le prime eiaculazioni tra i 13 e i 14 anni. I due fenomeni sono un evidente segno dell’inizio della produzione testicolare di ormoni androgeni, responsabili anche del rapido sviluppo degli organi genitali, della crescita dei peli in zone tipicamente maschili,geneticamente predeterminate, delle masse muscolari, dell’ipersecrezione sebacea che può predisporre a manifestazioni acneiche. L’assenza degli estrogeni consente una più tardiva saldatura delle cartilagini epifìsarie delle ossa lunghe, intorno ai 21 anni, consentendo di raggiungere una maggiore altezza rispetto al sesso femminile.

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