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Per allergia (dal greco: allos = altro; er-gon = lavoro) si intende in biologia uno strato di ipersensibilità raggiunta attraverso l’esposizione ad un particolare allergene (sostanza capace di indurre allergia o una ipersensibilità specifica). Allergia, per la gente comune, è sinonimo di reazione esagerata o comunque abnorme (ad es. la reazione ad un farmaco). La patologia allergica è costituita da un gruppo di affezioni diverse fra loro ma unificate dal tipo di reazione di fronte a sostanze estranee. Tale patologia è andata sempre più diffondendosi in tutti i Paesi con la prevalenza di alcuni, caratterizzati da un forte sviluppo economico. Caratteristica comune a tutte le malattie allergiche è la loro specificità: la reazione viene cosi innescata se, e quando, avviene il contatto con l’allergene, cioè con la sostanza verso cui esiste l’allergia; la reazione è indipendente dalla sostanza con cui l’allergico entra in contatto. Le malattie allergiche sono destinate ad aumentare soprattutto perché si tratta di malattie alquanto comuni anche nella popolazione anziana che, come è noto, è in crescente aumento. Attualmente l’incidenza dei casi di allergia si aggira fra il 15 e il 30% fra giovani e adulti in alcune Nazioni. In Italia gli allergici sono il 10-15% della popolazione. Questo incremento, rispetto al passato, è dovuto al maggior inquinamento atmosferico, che è il primo responsabile delle allergie a carico dell’apparato respiratorio, a causa di prodotti come il biossido di azoto e anidride solforosa, oltre a quelli già presenti nell’aria (per es. il fumo di sigaretta). Quando l’organismo umano entra in contatto con una sostanza estranea (andgene) esso produce delle particolari sostanze proteiche dette anticorpi (IgE o immunoglobuline E) allo scopo di difendersi da agenti nocivi come batteri, virus, ecc. Per ogni antigene sarà fabbricato un particolare tipo di anticorpo diverso dagli altri. Fra tutti questi anticorpi (che possono appartenere a famiglie diverse) si distinguono gli IgE che sono sempre presenti nel sangue degli individui, anche se in piccola quantità, quantità che aumenta nei soggetti allergici. Come già detto, le malattie allergiche sono molto comuni e quindi molto diffuse nella loro multifattorialità. Possiamo dire che la principale manifestazione è l’asma bronchiale con la tipica crisi da soffocamento, provocata dalla reazione ai pollini e altre sostanze inalabili come gli acari (presenti nella polvere); le muffe, i peli degli animali, le vernici, raramente gli alimenti. Molti degli allergeni menzionati sono anche responsabili delle riniti allergiche. Ma esistono altri tipi di allergie come: – l’allergia alimentare: causata in particolar modo da alcuni cibi, come latte di mucca e i suoi derivati, uova e alcuni frutti come le fragole; – lo shock anafilattico: la più grave delle reazioni allergiche, spesso prodotta da tarmaci come la penicillina e derivati, da alcuni vaccini e non ultime le punture di insetti (vespe, api, calabroni); – l’orticaria: reazione spesso prodotta da alcuni farmaci o alimenti. – la malattia celiaca: diversa dalle comuni allergie è piuttosto un’ intolleranza alimentare, quasi sempre di origine genetica e non curabile con tarmaci. Pertanto dura tutta la vita e l’unica terapia efficace consiste nell’eliminare drasticamente dall’alimentazione tutte quelle sostanze, come il glutine (proteina contenuta soprattutto nel frumento e in altri cereali e loro derivati), responsabile di scatenare il morbo celiaco. La sua assunzione porterebbe a gravi e diffuse malattie dell’organismo. Le comuni allergie ammettono una terapia specifica, quasi sempre a base di antistaminici e cortisonici. Le allergie possono essere sia perenni che stagionali: in entrambi i casi, con farmaci appropriati, la guarigione è quasi sempre assicurata. Fonte: medicina33.com

 

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