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La sterilità si può prevenire, in modo tale che la fecondità o fertilità non sia compromessa insieme al desiderio di concepire un figlio.

La fecondità, o fertilità, è la capacità di procreare. Una donna è feconda da quando le compaiono le mestruazioni fino alla menopausa. Un uomo è fertile in teoria dalla pubertà alla vecchiaia, finché produce spermatozoi. La fecondità, in una coppia, dipende dalla possibilità che il seme maschile incontri l’ovulo femminile. Perché avvenga il concepimento, dunque, occorre che ci sia un rapporto sessuale completo, non protetto da contraccettivi, nel periodo dell’ovulazione. Non sempre però un rapporto che avviene a queste condizioni porta al concepimento. Una coppia che, nonostante le condizioni favorevoli, non riesca a procreare è sterile. È considerata fertile la coppia in grado di concepire un figlio entro un anno di rapporti sessuali non protetti da contraccettivi. È stato infatti dimostrato che, su cento coppie, circa 20 concepiscono entro il primo mese, 60 entro i primi tre mesi e 85 entro dodici mesi, mentre le restanti 15 sono poco fertili o addirittura sterili. L’incidenza della sterilità, comunque, varia anche in base all’età: a vent’anni è del 3%, a 25 del 6%, a 30 del 10%. a 35 del 16% e a 40 del 31%. Uno dei motivi per cui la sterilità è in crescita in tutto il mondo occidentale è appunto l’aumento dell’età media in cui si comincia a cercare un figlio. Non è comunque il caso di preoccuparsi se non si riesce a concepire ai primi tentativi. Vari esperimenti hanno dimostrato che una coppia sicuramente fertile che ha un rapporto sessuale nel giorno dell’ovulazione ha soltanto 25 probabilità su cento di avviare una gravidanza. Nel restante 75 per cento dei casi la fecondazione non avviene, oppure l’uovo fecondato non riesce ad annidarsi perché presenta anomalie o perché l’organismo della donna lo rigetta, considerandolo un corpo estraneo. Perché la gravidanza prosegua occorre infatti che il corpo materno accetti il piccolo embrione, abbassando temporaneamente le sue difese immunitarie. Il fenomeno degli aborti immunitari è probabilmente diffusissimo, ma ancora poco conosciuto. Per concepire un figlio è importante avere rapporti sessuali frequenti e completi. I due sessuologi americani Masters e Johnson affermano che nel 30% dei casi di sterilità la coppia riesce ad avviare una gravidanza semplicemente dopo aver ricevuto spiegazioni sulle modalità del rapporto sessuale. È inoltre opportuno imparare a riconoscere il periodo fecondo del ciclo femminile. L’ovulazione può essere segnalata da lievi fitte a un lato dell’addome, da un vago senso di tensione alle mammelle e all’addome, da leggere perdite di sangue e soprattutto dalla presenza di muco cervicale abbondante, chiaro e “filante” (tipo il bianco d’uovo) che fuoriesce dalla vagina. Per individuare l’ovulazione può essere utile rilevare la temperatura basale. La donna deve misurare ogni mattina, prima di alzarsi dal letto e di fare qualunque cosa, la propria temperatura rettale o vaginale, segnandola sull’apposito grafico. A metà del ciclo, in coincidenza con l’ovulazione, la temperatura si alza di circa mezzo grado, mantenendosi più alta fino all’inizio delle mestruazioni, che dovrebbero verificarsi 14 giorni dopo. Se si vuole concepire, occorre concentrare i rapporti sessuali nei giorni del rialzo termico. Se dopo un anno di tentativi il figlio tanto desiderato non si annuncia, la coppia può rivolgersi a un centro di diagnosi e cura della sterilità. È opportuno farlo subito, perché in molti casi più si aspetta più la situazione si aggrava. L’uomo e la donna dovrebbero sottoporsi contemporaneamente ai primi controlli, rivolgendosi rispettivamente all’andrologo e al ginecologo. È infatti accertato che nel 40-45% dei casi la responsabilità è dell’uomo, in un altro 40-45% è della donna e nel restante 10-20% è di entrambi. I primi accertamenti comprendono l’anamnesi, cioè la raccolta della storia clinica della coppia; una visita ginecologica e la rilevazione della temperatura basale per la donna; una visita andrologica e due esami dello sperma per l’uomo. In base ai risultati di questi esami, si concentra l’attenzione sul partner che sembra avere problemi. Oggi sono disponibili moltissimi test, che consentono diarrivare a una diagnosi nel 95% dei casi. In base ai risultati si deciderà la cura, che può essere farmacologica, chirurgica o strumentale (inseminazione artificiale con sperma del marito o di un donatore, fecondazione in provetta, etc.). Circa 70 coppie su 100 riescono, alla fine, ad avere un bambino. La sterilità si può prevenire Le cause di sterilità possono essere molte. Nell’ uomo le più frequenti sono le infezioni genitali, il varicocele (varici delle vene di un testicolo), le distopie testicolari (quando uno dei testicoli si trova fuori dallo scroto), alcune malattie congenite, le alterazioni ormonali, le malformazioni genitali e i disturbi dell’eiaculazione. Nella donna sono le alterazioni ormonali (che molto spesso impediscono l’ovulazione), le infezioni genitali (che possono provocare la chiusura delle tube), i fattori immunitari (cioè la produzione di anticorpi antisperma o anti-embrione), l’endometriosi, le malformazioni genitali e alcune malattie congenite. Non tutti sanno che la sterilità può essere almeno in parte prevenuta. Il primo compito spetta ai genitori, che devono far controllare al pediatra, fin dalla nascita, la conformazione dei genitali esterni dei loro bambini, maschi e femmine, e seguire con molta attenzione lo sviluppo puberale. Per quanto riguarda in particolare i maschietti, se il pediatra accerta che uno dei testicoli non è disceso nello scroto (situazione tutt’altro che rara) occorre intervenire, con cure ormonali o con l’intervento chirurgico, entro i 4-6 anni, altrimenti la fertilità futura può risultare irrimediabilmente compromessa. Nell’età adulta, uomini e donne dovrebbero prevenire il più possibile le infezioni genitali, attuando un’accurata igiene intima e sessuale, curando subito e con scrupolo le infezioni e utilizzando, quando occorre, il preservativo. Inoltre è bene mantenere uno stile di vita sano, evitando il fumo e gli eccessi di alcol, cercando di esporsi il meno possibile all’inquinamento ambientale (è dimostrato che la sterilità è più frequente nelle grandi città) e curando l’alimentazione, che dev’essere ricca di vitamine e sali minerali ed equilibrata. Gli uomini, in particolare, non devono eccedere nel consumo di carne, spesso trattata con estrogeni (ormoni femminili). Inoltre occorre evitare di indossare slip e calzoni molto attillati e di fare saune, perché il calore eccessivo danneggia le funzioni dei testicoli. Anche alcuni farmaci (come certi antibiotici, gli antimalarici, i chemioterapici) alterano la fertilità maschile. La fecondità femminile, invece, sembra essere più sensibile agli stimoli psicologici che agli influssi ambientali. Un cattivo rapporto con la madre, i conflitti con il partner, una difficile accettazione del proprio corpo, la paura della gravidanza, il timore di avere un figlio malformato, i sensi di colpa legati a un precedente aborto volontario e persino l’eccessivo desiderio di un figlio (che non di rado nasconde il timore di non essere una buona madre) possono bloccare l’ovulazione, impedendo così il concepimento, o provocare ripetuti aborti spontanei. L’ansia e la ricerca ossessiva della gravidanza possono quindi, in realtà, ostacolare il concepimento, tanto che non di rado il figlio arriva “a sorpresa”, quando la coppia ha ormai accantonato il problema e magari ha già adottato un bambino.   Fonte: medicina33.com

 

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