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Quale reazione può avere una donna sapendo che aspetta due gemelli? Che differenza c’è tra i gemelli monovulari e biovulari? I gemelli possono essere identici come due gocce d’acqua o completamente diversi. I primi sono monovulari (nati cioè da un solo uovo e da un solo seme maschile) i secondi, invece, sono biovulari, nati regolarmente da due uova e da due semi, come comuni fratelli. Questi ultimi non sono veri e propri gemelli, nel senso che possono presentare molte affinità o nessuna, esattamente come avviene per i fratelli, possono essere dello stesso sesso oppure maschio e femmina. Tuttavia sia per i gemelli identici che per i biovulari esistono alcuni problemi educativi particolari che è bene illustrare allo scopo di facilitare l’opera di genitori di gemelli, in base alle esperienze passate e alla luce delle più recenti sperimentazioni psicologiche. Diciamo subito che sarebbe opportuno che la madre sapesse in anticipo che darà alla luce due gemelli. Ciò è possibile dal sesto mese in poi, sia mediante l’auscultazione dei cuori che con radiografìe. Le radiografìe, contrariamente al timore abbastanza diffuso di un loro effetto negativo sui nascituri, non si sono mai dimostrate dannose; del resto ci si sottopone ai raggi una sola volta. È importante che la madre sia consapevole della nascita di due gemelli (in casi rarissimi sono tré, ma le vien detto che sono due allo scopo — sbagliato — di non spaventarla) perché il loro arrivo imprevisto può trovare la madre del tutto impreparata da un punto di vista pratico e psicologico. Sarà pronta una culla sola, un corredino solo e niente sarà stato predisposto per la nascita dei gemelli. Ma ancora più grave e più difficilmente riparabile può essere lo stato d’animo dei genitori che convinti di aspettare un bambino solo se ne trovano improvvisamente due. Se hanno già uno o più figli questo imprevisto moltiplicarsi della prole può portare a preoccupazioni economiche (che avrebbero smaltito nel tempo precedente la nascita o risolvendole in qualche modo o rassegnandosi), e queste preoccupazioni determinano gravi riflessi psicologici. Lo stesso vale per i genitori convinti di dovere affrontare affettivamente un rapporto a tré e vengono di colpo ad accorgersi che sono in quattro. Di conseguenza proprio nei primi giorni, nelle prime settimane della vita dei gemelli la madre affronta la fatica dell’allevamento con una tensione nervosa che gliela rende ancora più pesante. Può capitare che rifiuti questa duplice maternità, non voluta, riversando su uno dei due (spesso sul secondo nato quando il parto si è svolto senza anestesia e la madre ha visto nascere il primo) un assurdo, involontario ma pericoloso rancore che può deformare il rapporto tra madre e figlio fin dall’inizio, con ripercussioni sul carattere del bambino. Bisognerebbe, dunque, che quando c’è un sospetto di gravidanza gemellare (mani, piedi, caviglie molto gonfie; gli anelli non entrano più nelle dita, le scarpe devono avere anche due misure in più; a volte, nei primi tré mesi c’è una vera e propria intossicazione gravidica, con senso di grande prostrazione e stanchezza oltre alla nausea) la donna si assicuri se sta aspettando un figlio solo. Se si tratta, invece, di gemelli cercherà di prepararsi in tempo a questa notevole emozione, non solo ovviando come può alle difficoltà pratiche, ma soprattutto disponendosi ad accettare entrambi i figli con serenità, guardando ai lati decisamente positivi che sono legati al fatto di avere gemelli. Intanto nessuna paura per il parto. Nelle mani di un medico sufficientemente esperto la gravidanza gemellare è solo un po’più lunga di quella normale. Spesso il ginecologo per affrettare la nascita del secondo bucherà il sacco amniotico nel quale è rinchiuso, se il fenomeno non è già avvenuto, e si adopererà a rendere più agevole il parto. Ma, aperta la strada dal primo, il più è fatto. È anche importante che il parto avvenga in una clinica dove, se i gemelli sono prematuri o di peso inferiore alla norma, possano essere messi in incubatrice o in lettini appositamente riscaldati. In genere la donna (e in misura abbastanza simile anche l’uomo) quando viene a sapere che sta aspettando due gemelli ha due reazioni: una, diremmo la prima, la più istintiva, è positiva. I gemelli, nell’inconscio e nella storia, significano fecondità, ricchezza, l’istinto ne gioisce; poi potrebbe subentrare un secondo sentimento, più o meno forte a seconda del carattere della donna: il rifiuto. Raramente, infatti, une donna desidera a priori, nella civiltà attuale, in città, in appartamenti piccoli, o quando lei stessa lavora fuori di casa, di mettere al mondo un paio di gemelli, e il secondo, « il bambino in più », non è stato comunque programmato ne voluto. Si tratta dunque di accettare questo secondo bambino (può essere anche il primo nato che per motivi svariati sarà accettato meno bene dell’altro) non solo dando libero corso al primo sentimento istintivo di gioia e organizzando in tempo il necessario per due, ma preparandosi ad accogliere «volontariamente» anche questo «bambino in più » che con il gemello può dare ai genitóri avveduti minori problemi educativi dei due figli separati e una straordinaria ricchezza affettiva. Diciamo subito i vantaggi dei gemelli sia per loro sia per i genitori. Hanno problemi comuni, infanzia comune, pubertà comune, spesso tipo di scuola comune. I gemelli identici, o mono vulvari, hanno in più un amore particolare l’uno verso l’altro (della cui natura ci occuperemo in seguito) che li aiuta fin dai primi giorni di vita a non essere mai veramente soli; raramente litigano da piccolissimi e tendono, invece, a identificarsi l’uno con l’altro. I gemelli diversi o biovulari sono praticamente dei fratelli o delle sorelle che hanno condiviso lo stesso scomodo giaciglio per i nove mesi della gravidanza, e non presentano quelle caratteristiche di reciproco attaccamento che unisce i monovulari, però, ugualmente, se i genitori staranno attenti a non commettere ingiustizie (alle quali i gemelli sembrano particolarmente sensibili) o a commetterne in piccola dose, uguale per entrambi, avranno quello che il figlio unico non ha, e nemmeno il nato singolo: un compagno della stessa età che divide esperienze comuni. Cominciamo dai gemelli monovulari. A volte sono così uguali d’aspetto che è difficile distinguerli: stessa statura, stesso colore dei capelli e degli occhi, stesso naso, forma degli occhi e del viso. Sono anche sempre dello stesso sesso, o maschi entrambi o femmine. Più frequenti le femmine dei maschi (questo vale anche per i gemelli biovulari) perché il numero di aborti di feti maschili è superiore a quello di feti femminili e le morti dei gemelli maschi appena nati superano le morti delle gemelle, essendo la femmina più vitale. I gemelli identici hanno anche lo stesso gruppo sanguigno, per l’uguale patrimonio genetico; è noto che solo fra gemelli monovulari è possibile un trapianto di organo senza pericolo di rigetto. Però, nonostante queste straordinarie somiglianze, i caratteri quasi sempre differiscono , si amano di un amore speciale. È un amore particolare ma non morboso come si è sempre creduto, e abbastanza facile da spiegare. Il gemello identico vede nel gemello la propria immagine fisica, rafforzata da diverse affinità; fin dall’inizio della vita quindi, partendo da una probabile pietà e amore verso se stesso, amore e pietà che ogni individuo prova per spirito di conservazione, proietta il proprio « Io » sul gemello e si identifica con lui, amandolo teneramente. Dal momento che anche il gemello prova verso l’altro le stesse sensazioni e si proietta a sua volta su quell’immagine di sé, l’amore reciproco che ne deriva è particolarmente forte. Ma qualsiasi bambino che convivesse fin dalla nascita con un bambino uguale a sé proverebbe queste reazioni; e d’altro canto il gemello identico sopravvissuto al gemello morto appena nato (morto, cioè, prima di questo processo psicologico di identificazione e di amore) è un bambino « intero », perfettamente uguale, anche psicologicamente, al bambino nato singolo. È falso, dunque, pensare che i gemelli nascano con questo legame morboso, e siano anche meno robusti, meno sani dei bambini nati singoli o biovulari; o addirittura meno intelligenti. Secondo le statistiche i gemelli monovulari e biovulari sarebbero svantaggiati rispetto agli unigeniti soltanto in questo: pesano generalmente meno della norma alla nascita e, pertanto, camminano e parlano più tardi.


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