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Sintomi e cause della dismenorrea, consigli per combattere la dismenorrea per liberare la donna dal periodico dolore mestruale

Con il termine « dismenorrea » si indica una mestruazione accompagnata da sintomi di dolore più o meno intenso, solitamente crampiforme, intermittente, localizzato al di sopra del pube con irradiazione alla radice delle cosce e alla regione lombare e sacrale. Insorge poco prima o contemporaneamente alla comparsa del flusso mestruale, raggiunge la massima intensità entro 24 ore e può durare da poche ore a 2 giorni; solo di rado persiste per tutta la durata della mestruazione. Spesso si accompagna ad altri disturbi quali debolezza, mal di testa, irritabilità, nausea e vomito, disturbi intestinali. La dismenorrea è più frequente nelle donne giovani; le adolescenti ne sono affette in una percentuale variabile dal 20 al 30 per cento e cominciano a soffrirne solo 1 o 2 anni dopo la prima mestruazione, quando il loro ciclo mestruale è diventato regolarmente ovulatorio; il parto e l’aumento dell’età riducono sia l’intensità del dolore che la frequenza dei cicli mestruali dismenorroici. Fumo e alcol aumentano l’incidenza della dismenorrea. La dismoenorrea può essere causata da numerose malattie ginecologiche, ma molto spesso non si accompagna ad alcuna patologia dell’apparato genitale. I fattori psicologici possono avere un ruolo non secondario nel provocare il dolore mestruale soprattutto in soggetti ansiosi o emotivamente instabili; talvolta è un’errata educazione che porta a vivere la mestruazione come una malattia. Le condizioni psichiche che coinvolgono la sensibilità di un soggetto possono abbassare la sua soglia al dolore rendendo insopportabili i normali dolori mestruali. Nell’antichità Ippocrate riteneva che la dismenorrea fosse dovuta a una contrattura del collo uterino che impediva il normale deflusso del sangue mestruale che così ristagnava all’interno della cavità uterina; per curarla, proponeva suffumigi dei genitali con vapori ottenuti da decotti di vino, olio di rosa ed estratti di finocchio. Oggi sappiamo che alcune sostanze chimiche, denominate « prostaglandine » perché isolate per la prima volta dalla prostata, vengono prodotte in grande quantità durante la mestruazione dall’utero stesso e hanno la funzione di stimolare il muscolo uterino a contrarsi per espellere il sangue mestruale. Una eccessiva produzione di queste sostanze può essere responsabile di contrazioni uterine più intense e pertanto più dolorose. Infatti, l’impiego di farmaci che riducono la produzione delle prostaglandine ha consentito di liberare la donna dal periodico dolore mestruale, vissuto a volte come una condanna mensile che la costringe ciclicamente a limitare la sua attività. Il ricorso agli estroprogestinici orali, la così detta « pillola », per periodi di 6-8 mesi, pur essendo un rimedio estremamente efficace, deve essere limitato ai casi più gravi e invalidanti. Per combattere la dismenorrea è consigliabile seguire una dieta bilanciata, ricca di vitamine, eventualmente integrata con ferro e calcio; evitare condizioni stressanti, sia fisiche che psichiche, nei giorni precedenti il flusso; evitare sia gli alcolici sia le sigarette; fare esercizio fisico all’aria aperta; riposare di più a letto; evitare la stipsi. E bene ricordare che il calore applicato in sede sovrapubica riduce il dolore, ma provoca un aumento della perdita di sangue mestruale.   Fonte medicina33.com


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