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Una tecnica per catturare il sonno che non arriva è anche quella di farsi un bagno. Si può mantenere l’acqua a temperatura corporea (36, 37 gradi) e rimanere immersi da 10 a 40 minuti. Un sonnifero naturale che possono sperimentare tutti, anziani compresi, perché non mette sotto sforzo il sistema cardiocircolatorio e induce un profondo rilassamento muscolare e psicofisico. Un po’ di attenzione in più per il bagno caldo, quello in cui la temperatura dell’acqua è compresa tra i 38 e i 40 gradi. Su alcune persone ha un effetto molto rilassante. Ma non deve essere prolungato oltre i 10 minuti ed è controindicato per chi soffre di pressione bassa. Un getto di acqua fredda sulle gambe invece provoca un microshock che scarica le energie della giornata. Altro metodo efficace è quello di tenere i piedi immersi nell’acqua calda. Gli specialisti di idroterapia, cioè della cura con l’acqua, propongono anche sistemi più complessi per combattere l’insonnia: da bagni caldi e freddi alternati, agli impacchi alla schiena, fino alle sedute di idromassaggio. Per l’insonnia, Messegué consiglia alla sera bagni completi a base di tiglio o un infuso leggero della stessa pianta. Oppure bagni alle mani e pediluvi con una manciata di fiori di biancospino, menta, tiglio (una manciata), per due litri di acqua. Tra i molti consigli che sono generalmente dati, anche da parte dei medici, a chi soffre d’insonnia, troviamo quelli dietetici. In genere sono suggeriti per la sera pasti leggeri, facilmente digeribili. Per ridurre al minimo l’attività digestiva sono adatte minestre o passati di verdura, succhi di frutta, verdure cotte, poco pesce o latticini oppure un solo uovo, cotto senza grassi, sughi o condimenti piccanti. È importante abituarsi la sera a pasti con molti liquidi se si soffre di insonnia, ma sempre con moderazione. Tutti gli eccessi sono sempre un errore, sia il digiuno che i pasti troppo abbondanti. L’ideale sarebbe frazionare i pasti nell’arco della giornata in modo equilibrato e non finire con il ricordarsi della propria insonnia solo poche ore prima di andare a dormire. Questo è un consiglio che è utile per tutte le attività svolte nell’arco della giornata, non solo per ciò che riguarda l’alimentazione. In linea di massima, in particolare la sera, è preferibile tutto ciò che proviene dal mondo vegetale perché facilmente digeribile, mentre gli alimenti che provengono dal modo animale richiedono processi digestivi più complessi. Ciò che mangiamo infatti richiede, al momento della digestione, un determinato sforzo. Più i cibi sono pesanti o più sono combinati in modo sbagliato, più aumenta lo sforzo degli organi impegnati nella digestione e anche del cuore. Naturalmente il pasto serale incide di più perché deve essere digerito proprio nel momento della giornata in cui si va a dormire. Come indicazione di massima, quindi, in genere chi soffre d’insonnia la sera deve evitare alimenti pesanti e malcombinati per la cena e anche quei piatti unici a base di pasta, riso, polenta, gnocchi cucinati in modo elaborato e combinati con altri ingredienti. Una manciata di pastina o di riso nella minestra di verdura è invece ammessa. Il pasto amidaceo è meglio riservarlo all’ora di pranzo, il pasto della sera può essere invece sostituito con della frutta. Se si vorrà bere del latte (è noto che un bicchiere di latte caldo concilia il sonno) sarà bene farlo lontano dalla cena, poco prima di andare a letto, a digestione già compiuta per evitare un guazzabuglio di sostanze nello stomaco, finendo con il provocare effetti contrari. L’uso delle tisane a fine pasto invece è consigliabile proprio perché non interferiscono con gli alimenti e tra l’altro possono essere usate per tutta la vita senza creare interferenze e problemi. Esistono anche alimenti che sembra favoriscano il sonno: per esempio la lattuga, la pesca, l’albicocca, la mela…, ma in questo caso non esistono regole molto sicure. Ognuno dovrà scegliere secondo le personali preferenze. Da evitare invece la sera le sostanze nervine: tè, cacao, coca-cola e anche i superalcolici. Un consiglio valido sicuramente per tutti è quello di far trascorrere più tempo possibile tra il pasto della sera e il momento di andare a dormire. E meglio andare a letto quando lo sforzo della digestione è già compiuto, a meno che la cena sia stata estremamente leggera. Con l’avanzare degli anni bisogna infine fare più attenzione a ciò che si mangia la sera perché il metabolismo è rallentato. E per finire, ecco una guida per chi è costretto a consumare uno o due pasti fuori casa. Al mattino: una mela; latte magro e 2 biscotti; un caffè o un tè. Dalle 10 alle 11: una merendina da forno; un tè. Alle 13: un panino con roast-beef (oppure mozzarella e pomodoro); uno yogurt; un succo di frutta. Dalle 16 alle 17: un pompelmo a spicchi o una pera; un bicchiere di latte magro. Cena, alle 20: zuppa di verdure (oppure insalata di verdure lesse); una trota lessa o ai ferri (con olio e limone) o petto di pollo; un pomodoro o una carota cruda in insalata; due panini (100 g) integrali; una coppetta di macedonia di frutta fresca; un bicchiere di vino. Alle 22: un bicchiere di latte magro. N.B.: nel corso della giornata, bevete acqua a volontà.

 

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