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Un antico manoscritto di Giovanni Pico della Mirandola (1463 – 1494), filosofo, pensatore, cabbalista, matematico dalla memoria sovrannaturale (si diceva che riuscisse, dopo appena una lettura, a ripetere esattamente testi di lunga estensione), è il protagonista di questo romanzo storico di Carlo Martigli, pubblicato nel 2009. Il poeta Girolamo Benivieni fece incidere una epigrafe sulla tomba di Pico che presenta un enigma non ancora risolto. Quali erano i contenuti delle 99 tesi del pensatore che completavano le sue Conclusiones philosophicae, cabalisticae et theologicae? Come sarebbe mutata la storia dell’Occidente, se fosse stato pubblicato? L’ultimo custode del manoscitto, Guido De Mola, vive in periodo nazista e proprio i vertici del regime totalitario, in quell’aura esoterica che avvolge il loro delirio politico, si interessano al libro in questione. L’autore stende la sua narrazione su due linee cronologiche parallele; rinascimento ed età contemporanea, con il rispettivo contesto sociale, economico, religioso e politico, fanno da sfondo alle vite avventurose dei personaggi, irreversibilmente legati da interessi, amicizia, amore e pregiudizio. L’Ultimo Custode 999 è un libro da leggere tutto d’un fiato, in un continuo susseguirsi di colpi di scena; un romanzo prismatico che non si limita a dilettare il lettore, ma che rapisce il suo interesse fino a spingerlo all’approfondimento.

 

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