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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO SVENTA L’ENNESIMO “RAID” ALL’ISTITUTO SALVEMINI ED ARRESTA I DUE AUTORI DI UNA VIOLENTA IRRUZIONE

Da qualche giorno l’istituto superiore “Salvemini” di via dell’Olimpo, nei festivi e durante le ore notturne, era garantito da una presenza “invisibile” ma efficace.
Le pattuglie del Commissariato di P.S. “Mondello” e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico si erano occupate di effettuare numerosi passaggi lungo il perimetro scolastico, per altro ricadente in una zona ad alta densità criminale come quella di via dell’Olimpo.
E’ stato questo l’effetto di una intensificazione dei dispositivi di sicurezza, pianificati sulla scorta di numerosi, recenti episodi di vandalismo e di furti di materiale didattico ed informatico operato da ignoti nel corso di scorribande, costate care, anche in termini di danneggiamenti della struttura, all’istituto “Salvemini”.
Durante uno di questi passaggi, la notte tra domenica e lunedì, i poliziotti hanno notato come una delle finestre esterne fosse stata forzata: è stato il campanello d’allarme di un possibile raid in corso.
La “Volante” ha arrestato la marcia ed il personale di Polizia si è precipitato in direzione dei cancelli dell’istituto, nel frattempo allertando altri equipaggi.
Un cospicuo numero di poliziotti ha, così, cinturato il perimetro dell’edificio scolastico ed i due malviventi poco prima introdottosi nulla hanno potuto, se non consegnarsi: si tratta di un 17enne e di un 36enne, pluripregiudicato dello Zen, Carini Giovanni.
Mentre una delle pattuglie si è occupata di bloccare ed ammanettare i due malviventi, una seconda pattuglia ha effettuato un sopralluogo negli ambienti scolastici che recavano, ancora, i segni del passaggio nefasto dei malviventi: la segreteria di presidenza ed in particolare la cassaforte lì custodita, era l’obiettivo dei malviventi; una volta raggiuntala, non avendo trovato le chiavi per aprirla, i complici senza indugio hanno fatto ricorso alle maniere forti, con tanto di mazzuolo; non hanno però concluso la loro opera di apertura, forse perché disturbati dall’arrivo degli agenti che, a distanza di poco tempo, li avrebbero bloccati ed ammanettati.
Il provvedimento di arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria mentre sono in corso indagini per verificare se i due abbiano fruito di complicità e se siano ascrivibili responsabilità anche in relazione ai precedenti raid compiuti alla “Salvemini”.

 

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