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I rapporti sessuali se sono vissuti in modo sano e giusto costituiscono un’ottima forma di rilassamento ed aiutano il soggetto a mantenere un buon equilibrio fisico e mentale, giovano alle condizioni generali di salute e restituiscono la voglia di vivere. Oltre a procurare un intenso piacere fisico, l’attività sessuale riesce anche a mettere in comunicazione nel modo migliore e più totale i due membri della coppia, dando una sensazione di completezza e di felicità all’insegna della quale diventa più facile risolvere i problemi quotidiani. Allorché esiste un vero accordo sessuale non sussistono tensioni emotive troppo forti tra l’uomo e la donna e mettersi d’accordo sui problemi contingenti della giornata riesce quasi naturale nel clima di tenerezza e comprensione che si instaura. La relazione tra sesso e stress può essere a doppio senso: le persone che sono molto assorbite dai problemi e dalle tensioni del loro lavoro possono essere portate a trascurare la vita sessuale peggiorando ancora la loro situazione emotiva generale; analogamente occuparsi troppo dei problemi sessuali e tenere sempre legata ad essi la propria attenzione porta ad autocostruirsi un accumulo di tensione in seguito alla quale si finisce per trascurare le altre attività, riducendosi poi ad avere problemi anche in campo sessuale. Il bisogno fisico di avere rapporti sessuali è comune a tutti gli animali ed anche all’uomo, ma le forme che tale rapporto può assumere, il contesto necessario perché si realizzi e la frequenza con cui avviene sono altrettanto varie quanto numerosi sono gli individui. Per ragioni di natura culturale nei nostri paesi il rapporto sentimentale è fondato su basi monogamiche, quindi nell’ambito di una coppia, i rapporti di carattere intimo, praticati per molti anni, in condizioni talora assai diverse, recano soprattutto vantaggi di carattere psicologico: la profonda conoscenza di un’altra persona, il senso di sicurezza che trae origine dalla certezza di non essere soli, cui si aggiunge il semplice appagamento fisico delle necessità sessuali, permettono al soggetto di concentrarsi più precisamente sui problemi esterni alla sua sfera privata. Il successo del rapporto sessuale nell’ambito di una coppia dipende anche, di solito, dalla sua continuità, in modo da disperdere appena si presentano gli stress che possono intervenire dall’esterno come pure quelli che si producono all’interno della coppia stessa. Dall’adolescenza fino alla tarda età il sesso è una cosa assolutamente normale; dovrebbe essere un legame di piena soddisfazione tra due persone che si vogliono bene, dal quale entrambe emergono senza ansie. Le conseguenze dell’astinenza troppo protratta sono ben conosciute e piuttosto negative: le fantasie erotiche represse e non soddisfatte creano un profondo stato di frustrazione non sempre completamente conscio, il sonno si fa più difficile e meno riposante, l’indole diviene più irascibile, le capacità di concentrazione dell’individuo diminuiscono. Allo stesso modo, come lo stimolo si presenta sotto aspetti differenti cosi il soddisfacimento può avere forme diverse: sebbene la liberazione completa da ogni tensione si abbia solitamente con l’orgasmo, tuttavia anche una piccola manifestazione di affetto al momento giusto, una carezza premurosa o un bacio, può scaricare parte della tensione. Si ammette generalmente che sulla sessualità dell’adulto influisca in modo determinante il senso di sicurezza, il calore e la tenerezza che il soggetto ha ricevuto dalla propria madre durante l’infanzia; è da questo rapporto che il bimbo impara ad avere fiducia in un’altra persona, a dare e ricevere amore e ad apprezzare il valore della pazienza e del voler bene. Riflettiamo un istante sulle gravi conseguenze che possono avere su di una persona sia un rapporto infantile con la madre troppo duro, che porterà alla formazione di un adulto incapace di amare e di farsi amare, sia pure, e forse peggio, un rapporto troppo permissivo. L’individuo adulto che ha preteso ed avuto tutto dalla madre, piangendo e pestando i piedi, pretenderà allo stesso modo di asservire alla sua volontà la moglie o il marito, come se ogni cosa gli fosse dovuta. Tuttavia anche quando il rapporto tra la madre e i figli è ineccepibile è possibile che intervengano con l’adolescenza fattori di tensione. Il dialogo franco con i genitori sui problemi del sesso può costituire fattore notevolmente rassicurante; se una fanciulla, o un fanciullo, sa esattamente quello che dovrà succedere, la prima mestruazione o la prima eiaculazione non costituiranno elementi di turbamento, ma potranno essere salutati come indizi di un’accresciuta maturità. Alcune delle qualità che i genitori devono dimostrare ai figli sono anche necessario nei rapporti fra adulti: il saper capire quando il compagno o la compagna sono veramente troppo stanchi per avere rapporti sessuali o quando, in realtà, basti un po’ di tenerezza per ottenere un rapporto sessuale che sia di soddisfazione per entrambi; molta pazienza occorre quando intervengono nelle abitudini sessuali del partner cambiamenti non molto graditi; entro certi limiti è possibile adattarsi ai mutamenti per favorire le particolari esigenze del compagno, in altri casi un dialogo molto chiaro e sincero può definire esattamente ciò che non si è disposti ad accettare. Non esistono rapporti che siano tutto miele, armonia e rose senza spine. Le persone fra loro litigano, si annoiano, sono permalose e hanno capricci che divertono loro soli. È un fatto oramai noto che proprio la liberalizzazione del rapporto sessuale introduce talvolta molte tensioni. Il sesso può anche diventare un’arma che una delle due parti può adoperare contro l’altra per guadagnarsi un vantaggio. E poi ci sono le ansie causate dall’atto: trent’anni fa Kinsey trovò che il maschio americano ha mediamente un massimo di tré orgasmi alla settimana fra i diciassette e i venti anni per poi diminuire fino a uno alla settimana a sessant’anni; la media per le donne era per tutto il periodo adulto, intorno a meno di uno alla settimana. Un altro motivo di preoccupazione può essere la sterilità: circa il dieci per cento delle coppie non riesce ad avere figli; nondimeno anche il timore di avere figli non desiderati può costituire un fattore di blocco e di inibizione nella realizzazione della propria vita sessuale. Un’adeguata educazione sessuale e una buona conoscenza della fisiologia dell’apparato riproduttore potrebbero in questi due casi ovviare all’inconveniente.

 

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