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PALERMO: LA POLIZIA DI STATO ARRESTA DUE RUMENI, AUTORI DI NUMEROSI FURTI EFFETTUATI NELLA STESSA MATTINA IN DANNO DI ALCUNI NEGOZI DEL CENTRO
La Polizia di Stato ha tratto in arresto per furto aggravato e continuato, Adrian CHIORU 29enne e Iulian Georgian HATOS 21enne, entrambi rumeni. Ieri mattina, su indicazione della Sala Operativa gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico si sono recati in via Notarbartolo per la segnalazione di un furto press un’attività commerciale.
Sul posto gli agenti sono stati avvicinati dal titolare dell’attività commerciale che ha spiegato di aver visto due ragazzi aggirarsi tra gli espositori del proprio negozio e, approfittando di un suo attimo di distrazione, dovuto all’afflusso di clienti, hanno sostituito un paio di occhiali da sole marca “Rayban” con altri contraffatti.
Contestualmente, i poliziotti sono stati raggiunti da un altro esercente della zona che ha raccontato di essere stato, a sua volta, vittima del medesimo furto, perpetrato dagli stessi individui e con modalità analoghe.
Gli agenti hanno subito diramato, via radio, la descrizione dei due malfattori che, nel frattempo si erano recati presso un altro negozio in via Sciuti, questa volta notati da alcuni agenti della Polizia Stradale che avevano appena udito la nota.
Riconoscendo senza alcun dubbio i due malviventi, i poliziotti hanno chiesto l’ausilio delle altre “Volanti” per coglierli all’uscita del negozio.
I due, dopo aver razziato anche all’interno di quest’ultimo esercizio commerciale, sono stati fermati dagli agenti che dopo averli identificati e perquisiti, li hanno trovati in possesso di numerosa refurtiva tra cui due paia di occhiali da sole, corrispondenti a quelli denunciati come oggetto di furto e due magliette appena prelevate.
Oltre a questi oggetti sono stati trovati all’interno del borsello, che uno dei due portava a tracolla, altri 5 paia di occhiali da sole “Promod” e 2 profumi di marca “Cartier” e “Gucci”.
Alla luce dei fatti, i due sono stati accompagnati presso gli uffici della Questura per gli accertamenti di rito e, successivamente, condotti presso le Camere di Sicurezza in attesa di giudizio.

 

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