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“Sono sempre più convinto e non smetterò mai di ripeterlo che, sul sacrificio di Giovanni Falcone caduto con la sua scorta a Capaci, abbia gravato la riforma del Codice di procedura penale dell’89; riforma che, nel prevedere la titolarità delle indagini in capo alla Magistratura ha di fatto esautorato la Polizia italiana da una delle sue competenze fondamentali, creando un gap rispetto alle altre moderne democrazie”. E’ quanto dichiara Giovanni Iacoi, Segretario generale Ugl – LeS Polizia di Stato, intervenuto oggi in merito al ventiquattresimo anniversario della Strage di Capaci.

“I magistrati sono sovraesposti e sempre più nel mirino della criminalità organizzata a fronte di scorte ridimensionate, dequalificate, prive delle risorse necessarie per lo svolgimento delle normali funzioni. Lo Stato, nonostante i gravi precedenti che ogni anno tristemente commemoriamo, continua a non investire nella sicurezza dei suoi stessi servitori e a sminuire il peso di una minaccia costante e crescente.

Non è il momento di fare polemiche, quanto quello di ricordare a chi di competenza che nulla o quasi nulla è cambiato, che gli stessi meccanismi corrotti che nel ’92 hanno portato alla morte di Falcone, possono rimettersi in moto in qualsiasi momento e che è dunque necessario intervenire per fare in modo che si inceppino.

Dal canto mio, approfitto di questa giornata per ribadire che non ho mai osato offendere la memoria dei magistrati caduti per mano mafiosa. Tali illazioni, infatti, sono state avanzate da  quella che definirei l’erba cattiva che infesta la Polizia di Stato e sono – attualmente –  alla base di un procedimento disciplinare a mio carico. Magistrati del calibro di Giovanni Falcone rappresentano per me un esempio di vita da e un modello per le future generazioni.

Tornando alla situazione siciliana – conclude Iacoi – mi auguro che a Palermo si istituisca nuovamente un Reparto Scorte e si ridia importanza a chi, con sofferenza, quotidianamente rischia la propria vita per lo Stato”.

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