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Il fenomeno dell’immigrazione ha creato un indotto, sulla pelle dei miserabili molta gente specula e si arricchisce. Per questo e altri motivi, non si trovano soluzioni per risolvere il problema all’origine, direttamente nei paesi coinvolti.

di Paola Fagone

Il responsabile di Mobmagazine.it mi chiede un pezzo sul fenomeno dell’immigrazione, lo stoppo subito, non me la sento di parlare di politicanti e trafficanti di armi e nemmeno di portatori d’interessi particolari, gente senza scrupoli che specula sulle tragedie umane.
Perché dietro il fenomeno dell’immigrazione c’è tutto questo e molto altro. Ci stanno problematiche che nessuno stato europeo vuole affrontare seriamente e per certi versi, nemmeno l’Italia, che nonostante il notevole e lodevole contributo nella gestione degli sbarchi, non è in grado d’imporre la sua opinione nei tavoli decisionali degli stati dell’Unione Europea e con le altre potenze mondiali.
Si limita a gestire una emergenza infinita con mezzi, uomini e strutture inadeguate, sfruttando al massimo quello che ha a disposizione e di più prezioso, ovvero le forze dell’ordine tutte, le organizzazioni di volontariato, la gente comune che, in molti casi si rende protagonista di slanci di generosità ed episodi di grande altruismo.
Ma dietro tutto questo ci stanno pure sfruttamento e corruzione, tratta di esseri umani, infatti sono altrettanto numerosi gli episodi in cui si evidenziano traffici per milioni di euro nell’accaparrarsi porzioni sempre più abbondanti di migranti, i quali vengono privati dello status di essere umano, per passare a quello di numero, materia prima in grado di produrre denaro contante e in abbondanza, diventando congegni di un complesso meccanismo, ma ben collaudato, che consente speculazione e guadagno facile.
Ma il paradosso consiste nel volere concentrarsi solo su certi migranti con specifiche situazioni di guerre o carestie e solo in alcuni scenari geopolitici, lasciando alla totale indifferenza dalla ribalta mediatica altrettanti popoli che vivono situazioni umanamente insostenibili da decenni e nel più totale stato di abbandono.
…Eppure in molti casi, basterebbe investire la metà del denaro destinato all’accoglienza e mantenimento dei chiedenti asilo che – ormai quasi quotidianamente sbarcano nelle nostre coste – nei territori di origine, anzitutto per impedire una ecatombe, migliaia sono le vittime delle traversate e anzitutto per consentire alle popolazioni di risolvere le gravi questioni di sviluppo ed emancipazione nei loro paesi, senza che debbano sentirsi obbligati a lasciare il loro territorio di origine per cercare riscatto e una vita migliore.
Perché alla base della non soluzione del problema dell’immigrazione c’è un mancato accordo tra stati sovrani. Ma c’è anche un’indifferenza della gente a problematiche che non hanno il giusto risalto mediatico, c’è il sentire estraneo e distante tutto quello che non ci capita personalmente e soprattutto avvertiamo culturalmente differente.
E’ normale, fisiologico, l’empatia scatta quando il dramma lo viviamo come prossimo e minaccioso, l’indignazione scatta solo per ciò che turba la nostra quotidianità, ma per poco.
E mi chiedo ancora quante foto di bimbi arenati sulla spiaggia debbano scuotere le nostre coscienze e per quanto tempo.

 

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