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“Dall’ultima circolare n. 62638 del 27 aprile 2016 emessa dal dipartimento della funzione pubblica, a firma del dirigente generale Giammanco, emerge che i tre giorni di permesso, relativi al decesso del coniuge del dipendente regionale o parenti, secondo quanto previsto dall’art.4 della legge 8/03/2000 n.53, non gli  saranno più  concessi secondo quanto contenuto nell’art. 49 della legge regionale  n. 9 /2015. siamo alla ennesima  superficiale interpretazione restrittiva e penalizzante dell’apparato burocratico dell’amministrazione regionale,  di concerto con consulenti esterni, che i siciliani pagano lautamente. ricordiamo a chi ha, come unico obiettivo di danneggiare i dipendenti della regione siciliana,  che la lettera q dell’art. 14 dello statuto della regione siciliana, recita che lo stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della regione,  in ogni caso non puo’ essere inferiore a quello del personale dello stato”.
Questo è quanto dichiara Ernesto Lo Verso, Commissario regionale Ugl-FNA per la Sicilia, il quale aggiunge , “un’ amministrazione attenta, che intende applicare in modo trasparente le  norme, non può accettare che l’Aran Sicilia interpreti restrittivamente una norma con il solo interesse del risparmio economico a danno dei soli  dipendenti”.
“L’Aran  – spiega Lo Verso – è una delle parti contraenti per  sottoscrizione di contratti di lavoro, e non  certamente ne’ la corte costituzionale,  nè la cassazione.  un’amministrazione che deve salvaguardare legittimamente gli interessi dei propri dipendenti,  certamente non è  il caso ne di questo governo, ne dei vertici dell’ apparato burocratico, ha il dovere di chiedere pareri agli  uffici preposti  della regione siciliana, per  dare interpretazioni autorevoli   e competenti, analizzando approfonditamente l’intera legislazione che lega comunque i diritti  dei dipendenti regionali maldestramente azzerati dal  governo crocetta, con quelli dello stato”.
“Il risparmio, tanto millantato da questo governo incapace  di trovare percorsi per fare ripartire l’economia della nostra Sicilia,   – denuncia il sindacalista – non si ottiene colpendo solamente i propri impiegati, ma riducendo o azzerando per esempio, i numerosi consulenti esterni che i cittadini  pagano,  oppure, dato che  nella finanziaria del 2015 e 2016  sono stati cancellati molti diritti acquisiti dei regionali per ottenere chissà quali risparmi”.
“Anche i politici siciliani,  se hanno  ancora un minimo di pudore,   – conclude – devono ridimenzionare  i propri vantaggi  economici acquisiti. dimostrate che volete salvare la Sicilia con i fatti e non con le parole dando l’esempio, azzeratevi i privilegi che ancora mantenete, e non  additando i regionali quale unico danno di questa amministrazione.  abbiate uno scatto di orgoglio siciliano l’Ugl, darà mandato ai propri legali per approfondire la questione posta in essere”.

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