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LA POLIZIA DI STATO E LA GUARDIA DI FINANZA FERMANO GLI SCAFISTI DI UNA IMBARCAZIONE CON OLTRE 300 MIGRANTI GIUNTI NEL CAPOLUOGO NELLE ULTIME ORE. GLI STRANIERI STIPATI, IN RELAZIONE AL CENSO, IN CLASSI DI NAVIGAZIONE E NUTRITI AD ACQUA E DATTERI, CON IL PRETESTO DEL RAMADAN
La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza hanno individuato e sottoposto a fermo, gli egiziani MAHMUD Hassan, cl.95, MOHAMMED Mamadoni, cl.96 e AHMED Magdy, ritenuti gli “scafisti” di una imbarcazione che ha trasbordato oltre 300 migranti, in pieno Mediterraneo.
I migranti sono stati soccorsi dalla nave spagnola “Rio Segura” della Guardia Civil spagnola, giunta ieri al molo “Quattroventi” del porto di Palermo.
I migranti, tra cui 71 minorenni, erano partiti, circa 15 giorni fa, dalle coste nordafricane, a bordo di piccole imbarcazioni per essere trasbordati, di volta in volta, in natanti sempre più capienti, fino a raggiungere l’ultimo mezzo di grosse dimensioni sul quale sarebbe avvenuto il definitivo trasbordo.
La Squadra Mobile, il GICO e la Stazione Navale della Guardia di Finanza hanno condotto articolate indagini che, sulla base delle testimonianze rese da numerosi migranti, hanno permesso non solo di identificare i tre “scafisti”, delineandone i ruoli, ma anche di ricostruire le drammatiche fasi della traversata.
I racconti dei migranti hanno fornito un resoconto che, in relazione alle drammatiche, loro condizioni di navigazione, ha confermato il regime di vessazioni e privazioni cui sono, sistematicamente, sottoposti, duranti i “viaggi della speranza”.
Sono emersi alcuni particolari inediti legati, in primo luogo, alla circostanza che i migranti, a seconda del prezzo elargito, fossero stipati su tre livelli, primo, intermedio e stiva, intesi come prima, seconda e terza classe, in drammatica analogia con un normale viaggio turistico. Alle “tre classi” corrispondevano diverse fasce tariffarie, oscillanti tra i 600 ed i 2000 dollari, cadauno.

Inoltre, durante il viaggio, effettuato in costanza di “Ramadan”, ai migranti sarebbe stata somministrata un’alimentazione forzatamente scarna fatta di acqua e datteri.
Anche facendo scorrettamente ricorso ad argomentazioni religiose, quindi, gli “scafisti” avrebbero ridotto i costi di gestione della navigazione, imponendo razioni ridotte e poco onerose.

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