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Nell’ambito della III rassegna Roccamaris Incontri d’estate al Castello, organizzata dalla Sede di SiciliAntica di Campofelice di Roccella, si inaugura sabato 23 luglio 2016 alle 18,30 presso il Castello di Roccella in Via dei Ventimiglia sul lungomare di Campofelice la mostra di Emanuele India “Identità e futuro”. Dopo gli interventi Domenica Barbera, Presidente della Sede di Campofelice di Roccella di SiciliAntica e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale SiciliAntica, la mostra sarà presentata dal critico d’arte Francesca Mezzatesta. Con il patrocinio del Comune di Campofelice di Roccella l’esposizione resterà aperta fino al 10 agosto.

L’artista: Emanuele India
Artista siciliano, interpreta con la sua arte il palinsestum di culture che hanno attraversato nei millenni la Sicilia. Il suo lavoro è frutto di ricerca, di anni di esperienza sia nel campo del restauro del libro antico che della rilegatoria d’Arte antica. Oggi detentore di arti dimenticate, da cui acquisisce conoscenza e consapevolezza dei materiali da usare quali legno, pelle, oro zecchino e pigmenti, a cui aggiunge un talento e una sensibilità intrinseche, in un viaggio in continua ed estenuante ricerca della perfezione. Agli esordi, collabora attivamente con il critico d’arte Francesco Carbone, il quale gli dona munificamente colori, pennelli e tavolozza, per poi indirizzarlo agli studi artistici. Oltre all’attività svolta con Carbone, direttore anche della Biblioteca Comunale Internazionale di Godranopoli nel 1975, collabora successivamente con il Centro di Ricerca Internazionale “Busambra di Godrano” e con il Centro Studi Ricerche e documentazione socio-culturale e politica nel territorio. Docente all’Accademia Belle Arti “Kandiskj” di Trapani, insegna Decorazione pittorica e Tecnica e tecnologia della decorazione. È iscritto al R.E.I., il Registro regionale delle Eredita Immateriali, nel “Libro dei Tesori Umani Viventi”, in cui sono annotate persone detentori di particolari conoscenze e abilità, come Maestro rilegatore D’arte. Ha partecipato a numerose mostre d’arte, esponendo i propri lavori anche in diversi Paesi europei, fra le quali si ricordano: “Legature d’arte” all’interno del convegno “La donna tra Oriente e Occidente” al Polo Umanistico di Erice; “La ricerca dell’identità” alla Fondazione Piccolo di Calanovella di Capo d’Orlando; “Le Genie de Deux Siciles” a Parigi; “Il genio delle due Sicilie” a Napoli; “Ex, Tenebris, Lux” a Palazzo Reale di Palermo; “Il Visibile e l’invisibile” al Museo Archeologico Regionale di Agrigento; “Over the time” Oltre il tempo al Ministero della Cultura della Bulgaria a Sofia; “Il Cantico dei Cantici” all’Oratorio S. Lorenzo a Palermo; “Arte Manuale in Sicilia” Expo 2015 a Milano; “Arti decorative in Sicilia” al Castello Conti Modica di Alcamo.
Mostra: Identità e futuro
La preziosità dei materiali utilizzati, tratti in parte dalle decorazioni musive delle cattedrali arabo-normanne e dall’arte bizantina, attraversano il tempo e lo spazio per divenire messaggio di contenuti con le sue ricchezze sia materiali che immateriali. L’uso di tecniche che ci trasporta in forme e cromie ricche di contenuti filosofici e sacri. Testimonianze intermediatrici di devozione e storia, che riflettono la profondità nel ricercare e nel ritrovarsi nel nostro tempo. Un principio vivo anche nella cultura antica in cui esistono connessioni di un “unicum” corporeo ma anche tra esseri differenti che fanno parte dell’umanità ma percepite non solo come unità del “corpo” del mondo ma anche attraverso “l’anima” in comunione, che permea il mondo, organismo vivente espresso in natura ma anche in arte e che Emanuele India artista contemporaneo, ci rivela attraverso la sua anima ed espressione artistica. Bisanzio avverte profondamente il concetto dell’alchemica cangiante, metamorfosi della materia che aspira a superare i limiti umani, rispetto ai contenuti spirituali, che nelle sue opere si rilevano prepotentemente in quel legame simbolico che dall’ultraterreno e trascendentale, trasmuta il rapporto tra forma e colore. In tale dicotomia tra la materia e lo spirito, egli suscita suggestive emozioni, nella visione-illusione, di un caleidoscopico circolo che, contraendosi e dilatandosi vibra sulla superficie, che diviene cinetica e roteante, all’occhio dell’osservatore. La sua arte assume sonorità dell’ipercromie splendenti, tra i segni incisi come pentagrammi sulla pelle e i bagliori riflessi, dall’aggiunta dell’oro zecchino: illuminazione Fiat-Lux. Nell’alchemica cangiante metamorfosi della materia che aspira a superare i limiti umani, rispetto dei contenuti spirituali che le sue opere riescono a trasporre, contraendosi e dilatandosi vibrando sulla superficie che diviene cinetica e roteante, all’occhio dell’osservatore, invita alla riflessione sull’“Essenza”, valore a cui aspira l’artista, quale espressione intimistica del suo percorso artistico e umano, in un universo dalla luce di innumerevoli dischi solari all’infinito.

Dario Barà
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