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La libertà di pensiero e di democrazia sono sacre e inviolabili- dice il dirigente del sindacato di Polizia Consap, Igor Gelarda- ma i rappresentanti delle istituzioni dovrebbero fare molta attenzione prima di fare certe affermazioni. Ritengo fuori luogo che l’assessore alla mobilità del Comune di Palermo, Giusto Catania, pubblichi un articolato post pubblico sul suo profilo Facebook in cui sostiene che, dall’esame di alcune foto scattate durante gli scontri di Piazza Alimonda a Genova durante il G8, la vicenda della morte di Carlo Giuliani andò in modo profondamente differente da come stabilirono i giudici. Secondo Catania, grazie a queste foto, si evincerebbe chiaramente, che  “Carlo Giuliani non era affatto vicino al defender dei carabinieri: era in una posizione talmente lontana, almeno quattro metri di distanza, che non avrebbe mai potuto essere un pericolo per i carabinieri (non c’era solo uno!) dentro la camionetta” si legge testualmente. E ancora che non è vero che la camionetta dei Carabinieri era rimasta bloccata. Si trattava, scrive ancora Catania nel suo post di “una trappola:  (la camionetta) si è fermata al centro della piazza, davanti a un contenitore, attirando manifestanti inferociti che avevano subito cariche violentissime, lanci di fumogeni e manganellate”. Ricordo all’assessore Catania, continua Igor Gelarda, che lui non è un magistrato: con quale autorità stravolge, in maniera così decisa, le decisioni dei giudici italiani, che archiviarono il caso, e poi quella della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, che assolse il Carabiniere che uccise Giuliani, stabilendo che agì per legittima difesa e utilizzò legittimamente le armi (il militare non è ricorso a un uso eccessivo della forza. La sua è stata solo una risposta a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei colleghi, si legge nella sentenza della Corte di Strasburgo). E ancora, da rappresentante delle Istituzioni, come può arrivare a dire che i Carabinieri  avessero preparato una trappola per attirare i manifestanti? L’assessore Catania – continua Gelarda- come fa a giudicare in questo modo l’operato di rischia la vita, ogni giorno, per strada, per 1.500 euro. In mezzo a mille difficoltà e con mille sacrifici, per difendere tutti, anche lui, come gli altri cittadini italiani.  Riccardo Nuti, per una sua intemperanza verbale su Facebook – non si può generalizzare dicendo che comune e municipalizzate sono piene di delinquenti- è stato querelato dal Sindaco e dalle municipalizzate. Cosa dovrebbero fare adesso i Carabinieri per queste affermazioni così gravi?

Nessun dubbio che alcuni aspetti del G8 di Genova abbiano rappresentato  una pagina nera per la democrazia italiana, e ancora oggi fa male vedere le immagini di Giuliani privo di vita  per terra. Ma un’assessore della sesta città d’Italia non può pubblicare con tale leggerezza certe cose su facebook. Una cosa è chiedere giustizia, una cosa invece è dare sentenze senza passare dalla magistratura.

Catania, dunque- conclude il dirigente della Consap- deve chiedere scusa alle forze dell’ordine per quanto dichiarato.

Guarda tu stesso il post

 

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