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“Il lavoro della Guardia Particolare Giurata è un lavoro difficile malpagato e fatto di tanti doveri e pochi diritti.

Non ci sono meriti per quello che fa, è costretta a scegliere sempre tra il minore dei mali. L’altra notte a Palermo, due colleghi di pattuglia all’una di notte hanno salvato la vita di una bambina di 4 anni, che il padre scalzo e a torso nudo teneva in braccio cercando aiuto per strada. Hanno deciso, dopo avere notato che la bambina priva di coscienza e con insufficienza respiratorie, di non attendere l’arrivo dell’ambulanza, chiamata con l’ausilio della centrale operativa, e trasportare con l’auto di servizio padre e bambina in ospedale, cercando di rianimarla durante il tragitto. La storia è a lieto fine, la bambina dopo l’intervento dei medici si è ripresa. Per loro nessun encomio, nessuna notizia nessun clamore, nessun “riconoscimento” da parte di nessuno, come qualche settimana fà per un’altro collega che da solo ha gestito una rapina in un istituto di credito arrestando i due malviventi”.

Questo è quanto si legge in una nota diramata dalla Federazione Provinciale di Palermo, dell’Ugl Sicurezza Civile.

La stessa nota conclude asserendo che “le Guardie Particolari  Giurate riescono a fare notizia  solo quando commettono  presunti reati, per il resto rimangono invisibili, pur come in questi casi rendendo un servizio alla cittadinanza, e che il sindacato, l’Ugl  Sicurezza Civile al fianco giornalmente delle Guardie Giurate, si batte affinché questa professione venga finalmente riconosciuta come tale e dia agli operatori il giusto merito, per la loro dedizione e per il loro sacrificio quotidiano, ai quali va un apprezzamento maggiore per tutto ciò che fanno senza avere nulla in cambi”.

 

 

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