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Come si trasmette

La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, però, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Infatti, la propagazione dell’agente patogeno generalmente non supera il raggio di due metri dalla fonte.

Non tutti i casi di trasmissione del patogeno danno luogo a malattia. Per esempio, nel caso del meningococco, il rischio di trasmissione dal primo caso ad un altro è stato stimato in 1/300 nei familiari, 1/1500 nei contatti stretti, 1/18000 nelle scuole primarie, 1/33000 nelle scuole secondarie, 1/125000 negli operatori sanitari.

Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale. Nel caso della meningite virale, esso va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni. La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio.

Nelle forme da meningococco e Hi, la terapia e la profilassi antibiotica bloccano anche la contagiosità in tempi molto brevi (in genere meno di 24 ore).

Sintomi e segni

I principali sintomi della meningite sono indipendenti dal patogeno responsabile.

All’inizio i sintomi possono essere aspecifici: sonnolenza, mal di testa, mancanza di appetito. In genere, però, dopo 2-3 giorni peggiorano e compaiono nausea e vomito, febbre elevata, pallore, fotosensibilità (fastidio alla luce); tipiche la rigidità della nuca e quella all’estensione della gamba, alterazione della coscienza, convulsioni.

Nei neonati alcuni di questi sintomi non sono molto evidenti, mentre possono essere presenti pianto continuo, irritabilità e sonnolenza, al di sopra della norma, e scarso appetito.
A volte si nota l’ingrossamento della testa, soprattutto nei punti non ancora saldati completamente (le fontanelle), che può essere palpato facilmente.

La meningite e la sepsi meningococcica si possono anche presentare con forme fulminanti, con il peggioramento delle condizioni in poche ore e la comparsa di petecchie (piccole macchie rossastre o violacee, dovute a micro emorragie dei vasi).

Prevenzione

Vaccinazione
La prevenzione delle principali malattie batteriche invasive si attua con la vaccinazione.

La vaccinazione contro l’Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.
La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino.
La vaccinazione contro la Neisseria meningitidis C (meningococco C) è gratuita e prevede una sola dose a 13 mesi. E’ raccomandata anche per gli adolescenti suscettibili. Per chi è stato vaccinato da bambino, la necessità di un richiamo nell’adolescenza è allo studio.
La vaccinazione contro la Neisseria meningitidis B (meningococco B) prevede schedule vaccinali differenti per numero di dosi, a seconda dell’età di inizio della vaccinazione. Ad esempio, prima dei 6 mesi di vita del bambino viene generalmente seguita una schedula a 4 dosi (3°, 4°. 6° e 13° mese di vita). Al momento il vaccino è offerto gratuitamente solo in alcune Regioni. È attesa per dopo l’estate 2016 l’approvazione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale che ne estenderà l’offerta a tutte le regioni, con la schedula a 4 dosi descritta.
La vaccinazione quadrivalente contro il meningococco A-C-Y-W135 conferisce protezione nei confronti di meningiti e sepsi causati da 4 diversi sierogruppi di meningococco; consiste nella somministrazione di una singola dose a partire dai 12 mesi di età. Al momento il vaccino è offerto gratuitamente agli adolescenti solo in alcune Regioni. È attesa per dopo l’estate l’approvazione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale che ne estenderà l’offerta a tutte le regioni.

Misure di profilassi
Durante un focolaio epidemico o di un caso di malattia batterica invasiva, è importante mettere in atto le seguenti misure di profilassi:

Identificare rapidamente il patogeno, per scegliere le misure di profilassi più adeguate Individuare, se necessario, i contatti stretti da sottoporre a chemioprofilassi o a sorveglianza sanitaria Nel caso di malattia invasiva da meningococco sono considerati contatti stretti coloro che, nei 7 giorni precedenti:
abbiano condiviso l’abitazione o un ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza) o lo stesso mezzo di trasporto per viaggi di alcune ore
abbiano dormito nella stessa casa o mangiato allo stesso tavolo del malato
abbiano avuto contatti con la sua saliva (attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli) o abbiano avuto contatti ravvicinati (per esempio in condizioni di sovraffollamento o in discoteca) siano stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente (per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca).
Coloro che hanno avuto contatti stretti con il caso devono essere sottoposti a profilassi e sorvegliati per i 10 giorni successivi alla data della diagnosi del primo caso. I 10 giorni sono il tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria, tenuto conto del massimo periodo di incubazione della malattia. Se, al momento dell’identificazione, sono già trascorsi 10 giorni dall’ultimo contatto, i soggetti esposti non sono più considerati a rischio.

Il rischio di contrarre una meningite o una sepsi batterica si può ridurre mettendo in atto alcune misure di tipo ambientale e comportamentale, come:

lavarsi accuratamente le mani e curare l’igiene personale
procedere ad accurata pulizia e prolungata aerazione degli ambienti; il meningococco è altamente sensibile alle variazioni di temperatura e all’essiccamento
rimuovere lo sporco per ridurre la carica batterica (sanificazione); pavimenti, pareti lavabili, superfici per il consumo dei pasti e superfici di lavoro devono essere sanificati periodicamente con i normali detersivi in commercio
garantire buone condizioni di pulizia e manutenzione dei servizi igienici, con disponibilità di lavandini opportunamente attrezzati (sapone liquido, salviette monouso)
lavare periodicamente i giochi usati negli asili; scoraggiare l’uso di giocattoli morbidi non lavabili
raccomandare un’adeguata e prolungata aerazione dei locali affollati e molto frequentati (caserme, asili, scuole, convitti).

 

Fonte salute.gov.it

 

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