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La Polizia di Stato ha portato a termine, nel capoluogo siciliano, una importante operazione volta al contrasto dell’immigrazione clandestina.  Ad eseguirla i poliziotti della Squadra Mobile, diretta da Rodolfo RUPERTI,  impegnati nel quadro delle numerose attività finalizzate proprio al contrasto dell’immigrazione clandestina nelle sue diversissime modalità.

I poliziotti hanno eseguito un provvedimento di “Fermo” di indiziato di delitto, emesso, lo scorso 29 luglio, dal Proc. Agg.to della Repubblica di Palermo dott. Maurizio Scalia e dai Sostt. Procc. dott.ssa Anna Maria Piccozzi, dott. Francesco Gualtieri e dott. Roberto Tartaglia, a carico delle sorelle, BHOURI Intidhar nata in Tunisia il 12.11.1985 e BHOURI Olfa, nata in Tunisia il 05.02.1984.

Entrambe sono ritenute responsabili dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa aggravata nei confronti di una cittadina marocchina; il reato e la condotta delittuosa contestate si snodano attraverso una lunga storia di false promesse ed inganni, generate ad arte nei confronti di una cittadina straniera, illusa dalle odierne fermate di potere ottenere un facile permesso di soggiorno.

Dapprima, è stato promesso alla vittima un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, in un secondo tempo, addirittura un titolo di soggiorno per congiunti U.E. ed a questo scopo è stato organizzato il suo matrimonio fittizio con un uomo italiano (che risulta tra gli indagati a piede libero), a fronte del pagamento di circa € 7000,00, cifra regolarmente versata dalla vittima in più soluzioni.

In particolare, la BHOURI Intidhar ha convinto la vittima a raggiungere dalla Svizzera la città di Palermo, promettendole l’agevole ottenimento del permesso di soggiorno: è qui iniziato un lungo calvario per la marocchina, “ospitata” presso un’abitazione nella disponibilità delle due sorelle, ma, di fatto, controllata a vista, costretta in condizioni di precarietà e soggezione, motivo per cui sono stati contestati alle sorelle tunisine anche i delitti di minaccia e riduzione in schiavitù o servitù.

Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati avevano procurato l’illecita permanenza sul territorio nazionale di almeno altri 2 cittadini tunisini, sempre tramite matrimoni fittizi.

Negli scorsi giorni, il provvedimento è stato eseguito a carico della sola BHOURI Olfa, che, nel frattempo, aveva trasferito il suo domicilio presso il Comune di Ladispoli (RM).

Le indagini della Squadra Mobile volte al rintraccio della sorella hanno portato a fare ritenere che BHOURI Intidhar si trovasse in Tunisia per motivi familiari. Da quel momento, pertanto, sono state monitorate le liste di imbarco dei diversi vettori che collegano la Tunisia a Palermo, rilevando che la predetta era partita da questo capoluogo in data 26.07.2016 a bordo di un traghetto.  

Stamani, BHOURI Intidhar è giunta in aereo nel capoluogo siciliano e nei suoi confronti è stato eseguito il provvedimento di fermo, a seguito del quale è stata associata presso la casa circondariale Pagliarelli, a disposizione dell’A.G. procedente.


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