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La Polizia di Stato, segnatamente le Squadre Mobili di Asti e Palermo, ha concluso un’articolata e complessa attività investigativa, avviata a seguito della rapina e del sequestro di persona perpetrati, in data 17 febbraio u.s., ai danni della Banca Intesa S.Paolo-agenzia nr.3- di Corso Savona 160, ad Asti, nel corso della quale era stata rapinata la somma ingente di 149.000,00 euro.

Alle prime luci dell’alba del 2 settembre u.s., personale delle due Squadre Mobili, ha dato esecuzione all’Ordinanza di applicazione di misura coercitiva resa dal Tribunale di Asti – ufficio GIP – nei confronti di sette soggetti.

In manette sono finiti i palermitani:

  1. Di Marzo Carmelo, preg. palermitano di 24 anni,
  2. Marchese Fabrizio, preg. palermitano di 26 anni;
  3. Ingrassia Giuseppe, preg. palermitano di 24 anni; – già ristretto per altro reato preso la Casa Circondariale di Vercelli;
  4. Caracappa Pietro, preg. palermitanio di 37 anni – già ristretto per altro reato preso la Casa Circondariale di Alessandria;

Sono stati, invece, sottoposti agli obblighi di dimora:

  1. Adamo Rosalia, preg. palermitana di 25 anni – comune di Palermo;
  2. Carpico Deborah, pregiudicata astigiana di 29 ann i- comune di Asti;
  3. Adamo Pietro, preg.palermitano di 30 anni, domiciliato in Asti -comune di Asti;

 

La complessa e laboriosa attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti – P.M. dr. Nicola – e condotta dalla Squadra Mobile di Asti, ha consentito di consegnare alla giustizia sia gli esecutori materiali della rapina e del sequestro di persona (Di Marzo e Marchese), sia di acquisire precisi elementi probatori a carico di tutti i fiancheggiatori dei menzionati, giunti appositamente in Asti da Palermo per la commissione del reato.

L’attività investigativa si è protratta per oltre sette mesi, sia in Asti sia in Palermo, mesi durante i quali gli operatori delle rispettive Squadre Mobili, senza sosta, hanno acquisito fondati elementi di reato a carico di tutti i correi, portandosi più volte nella città siciliana.

L’immediata attività tecnica scaturita a seguito della rapina, il monitoraggio dei sistemi di video sorveglianza cittadini e dell’autovettura utilizzata per la commissione del reato, l’analisi in ufficio dei filmati acquisiti hanno consentito di individuare gli esecutori materiali della rapina, giovani pregiudicati palermitani che hanno agito su “commissione”, potendo contare sulla connivenza e la copertura di due coniugi astigiani e dei loro parenti, spesso “in visita” ad Asti.

Questi ultimi, infatti, dopo aver dato luogo a frequenti controlli ed osservazioni dell’obiettivo da rapinare, hanno, verosimilmente, ospitato gli esecutori del reato presso il loro domicilio, facendoli salire il giorno prima della commissione della rapina ed allontanandosi lo stesso giorno del 17 febbraio 2016.

Quattro dei sette componenti i gruppo criminale e precisamente l’Ingrassia, il Caracappa, l’Adamo Pietro e la Carpico erano già stati interessati da provvedimenti restrittivi da parte dell’Autorità Giudiziaria astigiana a seguito della rapina perpetrata il 18 aprile u.s. ai danni dell’Ufficio postale di Asti, evento delittuoso conclusosi con l’arresto in flagranza del reato anche di Geraci Nino, pluripregiudicato palermitano e successivamente in Palermo della cattura del Geraci Alfredo, anch’egli pluripregiudicato siciliano.

Si tratta, in sostanza, di un gruppo criminale con base nella città di Asti, supportato da alcuni “trasfertisti”, provenienti dalla Sicilia, dedito ad organizzare e mettere a segno furti e rapine in banca e nel caso della rapina all’ Intesa S. Paolo di Asti, con sequestro di persona.

L’indagine della Polizia ha permesso di accertare l’esatta modalità del colpo messo a segno.

La banda effettuava numerosi sopralluoghi con conseguente scelta degli obiettivi ritenuti più agevoli o facili, anche in funzione delle vie di fuga presenti.

Una volta in azione, gli esecutori materiali, “professionisti” del settore, si dimostravano determinati e reattivi di fronte ad ogni criticità, quale l’attesa con grave rischio di doversi trattenere nell’istituto di credito per circa un’ora, tempo necessario per l’apertura della cassaforte temporizzata, potendo contare all’esterno sull’appoggio dei correi, sino ad asportare, operando con calma e minuzia, tutto il denaro presente.

Inoltre, veniva portata via dai rapinatori la cassetta di videoregistrazione della banca nell’intendo di rendere più difficile la loro compiuta identificazione.

Dall’emissione dell’Ordinanza Cautelare da parte del Tribunale di Asti, datata 19 agosto 2016, la Squadra Mobile di Asti in collaborazione con la Squadra Mobile di Palermo, per i soggetti ivi residenti, ha controllato i movimenti dei soggetti colpiti dalle misure e atteso il momento opportuno per intervenire, tra l’altro il Di Marzo Carmelo, qualche giorno prima dell’arresto era tornato dal luogo di villeggiatura in un noto albergo / Resort di Taormina, mentre il Marchese Fabrizio si era concesso una vacanza in barca.

Al loro rientro sono stati prontamente arrestati.

Quest’ultimo rapinatore nella circostanza dell’arresto ha tentato la repentina fuga, lanciandosi letteralmente dalla finestra del primo piano della propria abitazione nel popoloso quartiere di “Ballarò” e venendo bloccato ed arrestato dopo una corsa di alcune centinaia di metri.

Le altre misure nei confronti dei soggetti menzionati sono state eseguite senza alcuna criticità operativa.

 

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