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La Polizia di Stato, segnatamente personale della Sezione Patrimoniale dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo, ha effettuato nei giorni scorsi, ingenti sequestri patrimoniali, per un valore complessivo di circa 320.000,00 euro, nei confronti dei palermitani, Bronte Giovanni cl.76 e Bronte Giuseppe cl.94, tra loro padre e figlio, e nei confronti di Vitale Giovanni cl.69, quest’ultimo vicino alla famiglia mafiosa della “Guadagna.”
Su proposta avanzata dal Questore di Palermo Dr. Guido LONGO, il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione presieduto dal dott. Giacomo MONTALBANO, a latere dott. Luigi PETRUCCI e dott. Giovanni FRANCOLINI, ha emesso decreti con i quali ha disposto il sequestro di una attività commerciale attiva nel campo dell’estetica e della cosmesi nonché di due autovetture e due motocicli, nei confronti dei palermitani BRONTE Giovanni, cl.76, Sorvegliato Speciale della P.S. con l’obbligo di soggiorno nel comune di Palermo e del figlio BRONTE Giuseppe cl.94.
BRONTE Giovanni è soggetto abitualmente dedito ad attività delittuose; annovera precedenti penali per i reati di furto, estorsione e rapina; recentemente, in data 9 giugno 2015, è stato raggiunto dalla misura della custodia cautelare in carcere per il reato di detenzione, produzione e traffico di sostanze stupefacenti, in concorso. E’ stato sottoposto alla misura della Sorveglianza Speciale della Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di Palermo nel 2006 e nel 2015, misura, quest’ultima ancora in corso di espiazione.
Il figlio, BRONTE Giuseppe, nonostante la giovanissima età, risulta gravato da numerosissimi pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio e la persona. In data 12/07/2016 è stato tratto in arresto in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, in concorso, a seguito dell’operazione condotta dalla Squadra Mobile di Palermo, denominata convenzionalmente “Tiro Mancino”, che ha permesso di individuare e disarticolare una vasta organizzazione dedita all’importazione, principalmente attraverso il canale campano, di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina, marijuana ed hashish, destinate ad essere poi smerciate sul mercato palermitano, trapanese ed agrigentino.
Negli atti giudiziari BRONTE Giuseppe è stato qualificato come un soggetto stabilmente e professionalmente inserito nel settore degli stupefacenti. In particolare, lo stesso appare dedito alla trattazione di affari aventi ad oggetto
notevoli quantitativi di stupefacente ed emerge quale soggetto in grado di esercitare una notevole autorità nei confronti degli altri associati.
L’indagine patrimoniale e’ stata condotta dagli investigatori della Sezione Patrimoniale dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo ed ha permesso di individuare e successivamente sequestrare beni per un valore stimato di circa 200.000 euro.
Gli accertamenti patrimoniali hanno dimostrato, infatti, come sia BRONTE Giovanni che BRONTE Giuseppe non disponevano di entrate lecite ed idonee per l’acquisto dei beni oggi raggiunti dal provvedimento del Tribunale di Palermo.
In particolare tra i beni attinti dal provvedimento ablativo vi è la ditta con insegna “TITTI NAILS & Cosmetica” con sede in Palermo, attiva nel campo dell’estetica e della cosmesi.

Analogo provvedimento è stato eseguito dagli agenti dell’ Ufficio Misure di Prevenzione della Questura, per beni del valore di circa 120.000 euro, nei confronti del palermitano Giovanni VITALE, cl.69, soggetto stabilmente inserito all’interno dell’organizzazione mafiosa “Cosa Nostra” ed in particolare della famiglia mafiosa della ‘Guadagna, al quale sono stati sequestrati un locale commerciale ed un veicolo, frutto delle illecite attività poste in essere dallo stesso.
VITALE Giovanni è soggetto stabilmente inserito all’interno dell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra ed in particolare della famiglia mafiosa della Guadagna. Recentemente è stato destinatario di tre diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere: la prima a giugno 2014 per il delitto di partecipazione ad associazione mafiosa; la seconda ad ottobre 2014 per il delitto di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; in ultimo, a febbraio 2014, per il delitto di estorsione in concorso aggravata dal “metodo mafioso”. Già nel 2011 il G.I.P. del Tribunale di Palermo lo aveva condannato alla pena di anni quattro di reclusione ed euro 2.000,00 di multa perché ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione continuata ed aggravata dal metodo mafioso in pregiudizio di un titolare di alcuni esercizi commerciali.
Anche in questo caso le indagini patrimoniali  sono state condotte dagli investigatori della Sezione Patrimoniale dell’Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Palermo ed hanno permesso di individuare e, successivamente, sequestrare beni per un valore stimato di circa 120.000 euro. Gli accertamenti patrimoniali hanno dimostrato, infatti, che VITALE Giovanni non disponeva di entrate lecite, dichiarate al fisco, per l’acquisto dei beni oggi raggiunti dal provvedimento del Tribunale di Palermo.
In particolare tra i beni attinti dal provvedimento ablativo vi è un locale commerciale sito in Palermo, nel cuore del quartiere Guadagna, che, come emerso da indagini condotte dalla Squadra Mobile, è stato utilizzato per lungo tempo dall’anziano boss PROFETA Salvatore , nato a Palermo nel 1945, dopo la scarcerazione, per l’annullamento della condanna definitiva per la strage di via D’Amelio, quale luogo di incontro con gli altri esponenti appartenenti alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù, a dimostrazione dell’importanza di tale locale per gli interessi dell’intera consorteria operante in quel quartiere.

 

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