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Il prossimo 22 ottobre si terrà una giornata di mobilitazione nazionale del sindacato Ugl con gazebo e volantini per promuovere l’iniziativa del Comitato Referendario “lavoratori per il NO” con #10milakilometriperilNO e #lavoratoriperilNO, in merito al Referendum del prossimo 4 dicembre sulla riforma Costituzionale.

L’iniziativa è stata presentata dall’Onorevole Renata Polverini alla Camera dei Deputati lo scorso 10 ottobre nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Segretario Generale dell’Ugl, Paolo Capone, il Presidente del Patronato Enas e dell’Iper-Ugl, Stefano Cetica ed il Presidente del Comitato promotore e Segretario Confederale Ugl, Valentina Iori.

Pieno appoggio dell’Ugl all’iniziativa referendaria con un fittissimo calendario di iniziative a livello nazionale.

Tanti i motivi per dire NO, si tratta di “una riforma che decide di cancellare il CNEL, disarticola il confronto tra il Governo e i corpi intermedi, ed annulla in maniera radicale quel confronto previsto con le parti sociali che pure la Costituzione aveva deciso di tutelare non può essere accettata.
Una riforma che depotenzia gli strumenti di democrazia diretta, come i referendum e le proposte di legge di iniziativa popolare, diminuisce la capacità dei cittadini di incidere sul processo legislativo.
Un riforma che decide di cambiare 47 articoli della Costituzione, senza preoccuparsi di applicare quelli esistenti, a partire dal diritto al lavoro, alla salute, alla retribuzione equa e dignitosa, al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, non deve essere accolta.
Per questi motivi abbiamo deciso di assumere una posizione forte, chiara, decisa e di dare voce ai lavoratori: per questo votiamo NO.
Un NO concreto, fattivo, positivo, che abbiamo deciso di rappresentare con un sorriso nel logo, perché la nostra sia un’azione propositiva, un atteggiamento costruttivo in difesa dei principi cardine della nostra comunità”.

La mobilitazione del Comitato partirà il 21 ottobre da Avellino,  e si estenderà in 26 piazze d’Italia  per chiudere il 2 dicembre a Roma.

 


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