Igor Gelarda Consap: quasi inutilizzato il Reparto a Cavallo della Polizia di Stato di Palermo.

igor-gelardaDa circa un anno la polizia a cavallo della questura di Palermo è quasi assente dal territorio, sia per carenze di organico, sia perché saltuariamente aggregata a Roma per i servizi del Giubileo. I poliziotti che lavorano all’interno del reparto a cavallo di Palermo, che si trova strategicamente all’interno della Favorita sono 18, e tutti cavalieri, cioè specializzati (con un corso durato 6 mesi), e una dotazione di 5 cavalli.

Questa discontinuità nel pattugliamento ha comportato una bassissimo, o quasi nullo, controllo del territorio all’interno del Parco della Favorita. Che è uno dei parchi intra-urbano più grandi d’Europa, che necessità di attenzioni continue e, con una certa frequenza, è teatro di episodi anche spiacevoli.

Recentemente- incalzano dal sindacato di Polizia Consap- si è preferito mandare i cavalieri in ferie “forzate”, cioè facendo smaltire ai dipendenti ferie vecchie, piuttosto che organizzare le pattuglie, anche se qualche timida ripresa delle attività si è vista proprio questa settimana. Ci sono cavalieri che non montano a cavallo da mesi, e di contro cavalli che non vengono montati da parecchio tempo e rischiano di disabituarsi. Ma non è solo la Favorita a farne le spese in termini di sicurezza. Anche per le altre aree verdi della città, le uscite sono ridotte a zero.

Addirittura, poco più di un anno fa, è stata diramata una nota del comune di Palermo – che ad oggi non risulta essere stata revocata- nella quale si chiedeva alla Polizia di interrompere il pattugliamento del Giardino inglese, con le pattuglie a cavallo, e di sostituirle con i poliziotti di quartiere appiedati (cosa però impossibile da realizzare, dato che i poliziotti di quartiere a Palermo sono rimasti solo in sei, e dovrebbero coprire tutta la città, dalle 8 alle 20!!). Il divieto di andare al Giardino Inglese nasceva a causa della mancanza dei “pulizieri” del Comune, così si legge nella nota del Comune, e pertanto se il cavallo sporcasse sarebbe stato un problema pulire. E quindi, il comune si è visto “costretto” a chiedere la sospensione del pattugliamento a cavallo di uno dei giardini più frequentati della città
“Tutto questo è assurdo.

Abbiamo delle professionalità e non stiamo facendo nulla per utilizzarle, rilancia Igor Gelarda, segretario provinciale del sindacato di Polizia Consap. Se da un lato si potrebbe pensare che le pattuglie a cavallo sono quasi di rappresentanza, dall’altro invece bisogna rendersi conto che, soprattutto nelle aree verdi, sono il miglior modo per fare controllo del territorio in maniera ecologica e intelligente. In moltissime città al mondo i cavalieri della polizia vengono utilizzati con compiti di controllo del territorio e repressione dei reati (in Inghilterra addirittura per le manifestazioni di piazza). Utilizzati certamente meglio di come non si faccia qui da noi in Italia e, in particolare, a Palermo. Questa vicenda non mi pare che abbia molto a che fare con il principio di razionalizzazione delle risorse: cavalli e cavalieri ci sono.

Mi sembra di più una forma di cattivo utilizzo delle risorse possedute, e questo non può essere tollerato, specialmente in una città come Palermo, dove la criminalità è in costante aumento! E, infine, anche da parte del Comune di Palermo- conclude Gelarda- che sa bene quanto la città necessiti dell’operato della polizia, ci saremmo aspettati una soluzione diversa piuttosto che chiedere la sospensione della vigilanza a cavallo, seppur sporadica, di una delle ville più importanti e frequentate della nostra città.

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