The Young Pope – recensione prime due puntate

Paolo Sorrentino o si ama o si odia, non c’è alternativa, ma prima di scegliere quale atteggiamento assumere, credo bisogna conoscere la sua filmografia e soprattutto avere contezza del cinema in genere. Io da parte mia non lo amo ma neanche lo odio, diciamo che ne rimango affascinato, perché oggettivamente, rimane uno dei migliori registi italiani e dell’intero panorama internazionale.

Ho visto le prime due puntate della nuova serie televisiva (e la prima per Sorrentino): “The Young Pope” (il giovane Papa); le influenze Felliniane e Pasoliniane si vedono tutte: la scena iniziale, in una Venezia onirica, con una catasta di bambini, i quali non si capisce se sono vivi o stanno dormendo è prettamente Pasoliniana come anche il sogno del primo discorso di rottura in una piazza San Pietro gremita di fedeli, discorso dissacrante e sbalorditivo che ci lascia per un attimo allibiti, quasi terrorizzati, o  le immagini oniriche dei prelati e delle capinere all’interno della “piccola città” (Vaticano) sono schiettamente felliniane, mentre il cinismo e l’alta consapevolezza di sè trasportata all’interno del personaggio principale invece è totalmente Sorrentiniana! Un ottimo prodotto ma non per tutti, o forse è per solo per gli atei o forse per i cattolici, o solo per chi è falsamente confuso come lo è perennemente il Young Pope di questo sequel televisivo.

Jude Law, quale migliore attore poteva interpretare questo Papa (Lenny Belardo – Pio XIII) tanto riformista quanto confuso e dispotico  (in alcune scene ricorda molto Tony Servillo, alter ego di Sorrentino), magnificamente retto da un segretario di stato interpretato da un monumentale Silvio Orlando e contornato da un’oscura suora- madre, suor Mary, interpretata da Diane Keaton, – perfetta nella parte – , mentore e ombra del nuovo Papa, personaggi diretti a parer mio da un Sorrentino in grande forma, quasi come ai tempi del ”l’Uomo in più” o “Le conseguenze dell’amore” che per me, rimangono i migliori film in assoluto del regista di casa nostra.

Quindi Lenny            Belardo, cardinale piuttosto giovane e anonimo, ha trascorso l’infanzia in orfanotrofio, abbandonato da genitori che non ha mai conosciuto e, probabilmente per tale motivo, si è aggrappato alla fede senza mai veramente esserne convinto, ma Lenny percorre la sua strada e diventa il primo Papa americano piuttosto giovane, (ha solo 47 anni) un Papa dispotico e introverso, quasi dittatoriale; il suo pseudo discorso alla folla mi ricorda quelli di Hitler quando puntava il dito verso gli adepti tedeschi.

Un Papa comunista e allo stesso tempo fascista, ma anche introspettivo, pieno di dolori primordiali, ironico e serioso allo stesso tempo, riformista e conservatore, forse disponibile all’ascolto ma che alla fine fa quello che vuole, pieno del suo ego ma allo stesso tempo fragile come una farfalla che sta per morire. Una sorta di decadenza in cui tutti ci possiamo rivedere, che si sia atei o cattolici.

Sontuosa e intensa fotografia di Luca Bigazzi che immortala le figure come se fossero quadri del miglior periodo impressionista e non dimenticare l’ottima musica che accompagna magistralmente le sequenze.

Da vedere allora, questo è il mio parere, cattura l’attenzione solo se si guarda con onestà intellettuale, forse il Papa di Sorrentino è il diavolo o l’anticristo o semplicemente tutte le debolezze profonde del mondo, ma è da vedere. Dentro c’è tutto: filosofia, psicologia, politica, sociale, c’è Nietzsche, c’è Schopenhauer, c’è Freud, c’è Bergoglio, c’è Ratzinger , c’è “tutto un mondo intorno” (cit).

Non entro nel significato socio-politico del film perchè non ne sarei capace, ma forse in qualche modo ci identificheremo in lui e sceglieremo di fumarci l’ennesima sigaretta.

Ansioso di vedere la terza puntata e quarta puntata….

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Giuseppe Lonatro
Giuseppe Lonatro nasce in un afoso mese del 1962. Frequenta una parte delle scuole medie presso l’allora “riformatorio “ di San Martino delle Scale, si diploma perito commercialista presso l’Istituto Ferrara di Palermo presentando una tesina su Pirandello. In età matura decide di iscriversi all’Università di Catania presso la facoltà di Scienze Politiche ma, insoddisfatto, trasferisce gli studi a Palermo alla facoltà di Lettere e Filosofia, corso di “ Filosofia della conoscenza e della Comunicazione”, studi che non completa (si ferma a sette materie dalla fine) quando incontra l’ostacolo del greco scritto. Ha conseguito corsi di “OTC Office Techonology Certification”; Master su “Psicologia Generale”; Master su “Filosofia Morale”; Master “Polizia Giudiziaria”; Master “Sistema Giudiziario e Criminologico”; Master presso la “ Federal Bureau of Investigation FBI”; Master su “ Sistemi Informatici di Investigazione”; master su criminalità Informatica”; Negli anni 80' e 90' ha esercitato la "pesca subacquea" anche a livello agonistico. Appassionato di libri, cinema e scrittura creativa. Attualmente lavora da 30 anni presso il Ministero degli Interni

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