Le menzogne dette ad Amnesty e i poliziotti “torturati”

igor-gelardaPrima di muovere un’ accusa, bisogna vagliare bene le fonti accusatorie. E questa è buona prassi, direi proprio necessaria. Amnesty International, nel suo rapporto “hotspot Italia”, accusa la polizia italiana di avere torturato e umiliato numerosi migranti nelle fasi di accoglienza. L’accusa nasce da alcune segnalazioni tutte da vagliare e da verificare, fatte da alcuni migranti: si parla di umiliazioni sessuali, di scosse con il manganello elettrico (che la Polizia italiana non possiede) e di pinze con tre punte. In alcuni casi, addirittura, violenze fatte anche su ragazzini di 16 anni. Mi stupisco solo come non siano venuti fuori ancora casi di cannibalismo! Quello che possiamo ipotizzare- afferma il dirigente del sindacato di Polizia Consap- per non voler pensare che qualcuno mente, è che i migranti che fanno queste accuse provengono da realtà dove le forze di Polizia esercitano davvero delle violenze inaudite e forse hanno “ambientato” in Italia delle vicende subite, direttamente o indirettamente, nei loro paesi di origine. L’atteggiamento delle forze dell’ordine verso gli immigrati, e ve lo posso garantire per esperienza diretta- continua Gelarda- è assolutamente professionale e responsabile e di grande umanità. Proprio in questi giorni il reparto Mobile di Palermo impegnato a Lampedusa, solo per citare uno dei tanti esempi, si prodiga nel distribuire i propri generi di conforto ai migranti, nel confortarli e nell’occuparsi dei bambini appena arrivati. Con i quali si è stabilito un rapporto bellissimo: li fanno giocare, fanno i prestigiatori e cercano di fare dimenticare loro il trauma della traversata. Se è permessa una provocazione, voglio dire che paradossalmente, potremmo dire che in tutta questa storia dell’accoglienza ai Migranti coloro che subiscono delle forme di “tortura” sono proprio gli uomini delle forze dell’Ordine. Costretti a turni estenuanti per l’accoglienza ed il controllo, ad operare in condizioni disagiate e spesso senza gli strumenti adatti. Bene ha fatto il Prefetto Mario Morcone, capo Dipartimento immigrazione del Viminale, che parla di un quadro falso e di cretinaggini. E quello che ci dispiace- conclude Giorgio Innocenzi segretario nazionale della Consap- è che con un solo colpo tutto il grande ed encomiabile lavoro svolto dai poliziotti unitamente ai volontari e alle associazioni impegnate ogni giorno nell’accoglienza sulle coste viene gettato nella spazzatura.

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