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Record di fuori corso fra gli universitari di Catania. Ad Economia Aziendale si lavora sulle criticità incontrate durante gli studi.
Il problema c’è ed è inutile nasconderlo. In base all’ultimo rapporto Almalaurea sui laureati al 2015, gli studenti in corso all’Università di Catania risultano solo il 28,6% a fronte di un dato medio nazionale sensibilmente più alto, il 46,7%. Guardando indietro ai due anni precedenti, la situazione non migliora. A Catania, nel 2014 e nel 2013 gli studenti in corso sono stati pari al 29,2 e al 25,5%; il dato nazionale per lo stesso periodo era invece il 44,7 e il 42,9%. Letti alla riversa, i dati evidenziano che c’è una elevata incidenza dei fuoricorso, soprattutto nei primi due anni del periodo che va oltre la durata legale del corso di studi. Al Dipartimento di Economia ed Impresa dell’Università di Catania, dove analoghi problemi si presentano seppur con qualche dato peggiorativo rispetto a quello medio di Ateneo (la regolarità negli studi è pari all’11,5% al 2015) per via dell’incidenza dei corsi di vecchio ordinamento, la questione è attentamente monitorata da tutti i presidenti dei corsi di laurea. Le responsabilità di tali ritardi sono equamente distribuite fra la severità dei docenti e la debolezza di metodo nello studio degli allievi. Ma i rimedi ci sono. A parte l’attivazione dei corsi di tutorato, di recupero e una migliore gestione del coordinamento fra i docenti, ad Economia Aziendale, ad esempio, è da tempo operante un “Laboratorio sperimentale per l’assistenza alla didattica” che, in collaborazione con il COF dell’Ateneo, assiste e orienta i ragazzi alle prese con difficoltà di metodo nello studio, nell’organizzazione del piano degli studi, nella frequenza delle lezioni e nella pianificazione degli esami. Del Laboratorio è responsabile la professoressa Veronica Benzo che, insieme al presidente del corso di laurea il prof. Rosario Faraci, ha organizzato anche quest’anno il ciclo di seminari “Lo Studente Strategico”, giunto ormai alla IV edizione, una iniziativa di formazione ed informazione, rivolta agli studenti dei primi anni, su aspetti critici della vita degli universitari: la gestione dello stress e dell’ansia, le tecniche di memorizzazione, lo studio attraverso le mappe mentali, la filosofia del “mens sana in corpore sano” grazie alla pratica sportiva e ad una corretta alimentazione, i blocchi psicologici nella progressione della carriera. Proprio a quest’ultimo tema è dedicato il seminario conclusivo che si terrà venerdì 9 dicembre, alle ore 9.00, a Palazzo delle Scienze con l’intervento di Alessandro Bartoletti, noto psicologo e psicoterapeuta, autore del best seller “Lo Studente Strategico” cui si è ispirato il ciclo di seminari organizzato da Economia Aziendale. Psicologo perfezionatosi in Neurobiologia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, il dott. Bartoletti è Ricercatore associato e docente del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, nonchè responsabile dello studio clinico affiliato e della sede didattica di Roma. È inoltre direttore dell’Istituto di Psicoterapia Strategica IPPS di Roma. Insieme al prof. Giorgio Nardone, di cui è allievo, è considerato uno dei massimi esperti nell’applicazione delle metodiche di terapia strategica. Bartoletti parlerà dei blocchi tipici che si presentano agli studenti, soprattutto nella preparazione degli esami, ed illustrerà le metodiche di psicoterapia strategica con cui superare tali criticità in modo da velocizzare la progressione di carriera universitaria.

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