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Il Romanticismo del nostro tempo storico (letteratura, cinema, arte etc…) ha contribuito a creare nell’opinione comune una correlazione tra Innamoramento (spesso denominato “colpo di fulmine) e Amore, rendendoli l’uno la causa/conseguenza dell’altro. Ma ci si rende conto sempre più, oggi come oggi, che qualcosa non quadra: l’esperienza del fallimento di molti rapporti di coppia e di quell’Amore (questo: sconosciuto!) che non arriva ad «habitare», pienamente e veramente, la relazione di coppia mi porta a definire una differenza sostanziale tra l’innamorarsi e l’amare.

Perchè molte relazioni amorose falliscono?

Riflettiamo un attimo: Una relazione di coppia (volg. l’Amore) viene spesso descritta come una fatica, come un compromesso, come un sopportare, come un tollerare quotidianamente, come uno sforzo, come un accettare l’altro, come un sacrificio, come una rinuncia, come un “vorrei ma non posso”, come un sopravvivere, come un aver pazienza, come una battaglia/combattimento etc… .

Ma è questo Amore? E’ questo Amare? E’ questo essere Amanti?

Delineamo sinteticamente le due emozioni/sensazioni/esperienze/stati della personalità:

Innamorato: La tempesta arriva e travolge. E’ passione. Magnetismo per il diverso da noi, l’opposto che ci incanta, attrazione fisica che fa perdere il senno, ricerca di ciò che manca alla nostra personalità. Di fiore in fiore, di territorio in territorio, senza direzione nè pace. Magia dei primi momenti, rendono potenti, luminosi e belli, ma quasi sempre col passare del tempo ci si stufa, ci si scontra, ci si annoia, e si cerca un nuovo “altrove”.
Innamorarsi è “essenziale” e “strumentale” per comprendere, consolidare e definire sè stessi e la propria personalità, da molti punti di vista. Quando ci si imbatte in una persona diversa/opposta (e non simile) da noi che limita la nostra personalità ponendo limiti e restrizioni, che con lei non ci si sente liberi di essere sè stessi pienamente…allora è quella sbagliata! L’amara metà che pensavamo di aver trovato.
Amante (In-Amore): Il sole risplende alto nel cielo e riscalda la pelle. E’ serenità. Magnetismo per il simile a noi, il corrispondente che riconosciamo tra tanti, attrazione spirituale e fisica che fa riacquistare la ragione, ricerca di ciò che aumplifica la nostra personalità. Magia di molti momenti, rendono reali, semplici ed invincibili, due semi nello stesso terreno che si nutrono scambievolmente, seguendo una direzione comune (fig. il sole) con una progettualità individuale e di coppia reciproca, rispettosa e democratica.
Amare è “strutturale” e “fondamentale” per completare sè stessi e la propria personalità, da ogni punto di vista. Quando si incontra una persona simile (e non diversa) da noi che estende la nostra personalità oltre ogni limite, che solo con lei ci si sente liberi di essere sè stessi pienamente…allora è quella giusta! La dolce metà che cercavamo.
I due stati d’animo, a mio parere, non sono (e non devono essere) per nulla interconnessi fra di loro.

Platone, filosofo greco che definì pienamente l’Amore, recita [Simposio, 191 d.]:

«Ciascuno di noi è dunque una mezza tessera d’uomo, quel che chiamiamo simbolo, perché è stato tagliato come le sogliole: da uno due.
Ciascuno quindi è alla ricerca continua dell’altra mezza tessera, l’altro simbolo di sè stesso.»
dove σύμβολον (simbolo) era inteso non soltanto come rapporto maschio-femmina, ma soprattutto come qualcuno che riflette in sè stesso la nostra stessa natura.
Comprendere questo può salvare il vostro percorso di vita amorosa ed aiutarvi a fare una scelta opportuna prima di inziarlo per davvero.
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