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La Polizia di Stato ha individuato uno dei componenti del commando di giovani malviventi, autori del raid in casa di padre Miguel Pertini, sacerdote della parrocchia di San Filippo Neri allo Zen, picchiato e rapinato.

Gli Investigatori  della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. “San Lorenzo”, coordinati dal Procuratore Agg.to dr Corselli e dal Sost. Proc. Dr Bologna, hanno sottoposto a Fermo di Polizia Giudiziaria nella serata di giovedì scorso uno dei quattro componenti  del commando, il tunisino BEN LAZRAG Sami, diciottenne pregiudicato della borgata.

 

A carico dello stesso, infatti, i poliziotti hanno raccolto pesanti elementi indiziari che lo accusano di aver commesso, in concorso con altri, la violenta rapina aggravata dalle lesioni provocate al sacerdote e al padre ottantenne.

Lo scorso martedì  alle ore 04:45 circa, quattro soggetti travisati da cappucci, sciarpe e fasciacollo accedevano all’interno del complesso della chiesa “San Filippo Neri”, di via Fausto Coppi, forzando la porta di ingresso della canonica con un piede di porco. I malviventi, dopo aver trafugato il tabernacolo contenente due pissidi e quattro patene contenenti circa trecento ostie consacrate, accedevano anche nei locali dell’attigua casa canonica, raggiungendo ai primo piano i genitori del sacerdote, ospiti presso la casa canonica in vista delle festività natalizie, che venivano minacciati, l’uomo malmenato, e rapinati di gioielli e denaro; il sacerdote Miguel Angelo PERTINI, avendo percepito dal piano superiore le urla degli anziani, si affrettava a raggiungerli, trovandosi di fronte i malviventi, che lo aggredivano colpendolo ripetutamente alla schiena e al volto. Successivamente, il sacerdote veniva costretto, sotto la minaccia di una pistola, ad inginocchiarsi e a camminare in ginocchio lungo il corridoio del primo piano. Il sacerdote alla vista del padre riverso per terra, nell’istintivo gesto di avvicinarsi per proteggerlo, veniva colpito violentemente da tutti e quattro i malviventi, che chiedevano con insistenza di consegnare il fantomatico tesoro della chiesa. Dopo essersi impossessato di 150 euro e 5000 pesos argentini in contante, di oggetti preziosi consistenti in una fede, una catenina e bigiotteria, di un orologio e un notebook, subito dopo, il gruppo criminale si dava alla fuga, facendo poi perdere le proprie tracce.

La dinamica dell’assalto veniva ricostruita grazie ad un’attenta analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza della parrocchia.

Gli investigatori, sebbene gli autori del colpo fossero completamente travisati, dalle fattezze fisiche e dal modus operandi riuscivano a risalire alla identità del giovane fermato.

Le caratteristiche fisico-somatiche del soggetto permettevano di ipotizzare che si trattasse del giovane pregiudicato dello Z.E.N., già ben noto alla Polizia, che veniva identificato  grazie ad una proficua sinergia tra la Squadra Mobile e la Squadra Investigativa del Commissariato di P.S. “San Lorenzo”.

Grazie ad una massiccia presenza della Polzia nel quartiere, il giovane veniva individuato in un primo momento per le strade dello Z.E.N., a bordo di una Fiat Panda bianca, ma riusciva una prima volta a darsi alla fuga,  facendo perdere le proprie tracce tra i padiglioni; ma veniva rintracciato poco dopo, nonostante non si trovasse presso l’abitazione della famiglia nè avesse con se’ un telefono cellulare.

Una volta in Commissariato, messo davanti alle evidenze probatorie raccolte dalla Polizia, il giovane non poteva che ammettere di aver preso parte alla rapina unitamente ad alcuni complici, in una notte di follia, nella convinzione erronea di trovare un ricco bottino.

In realtà, le pissidi e le patene contenuti all’interno del tabernacolo erano in ottone, dunque di scarso pregio commerciale ma di altissimo valore spirituale.

L’epidosio criminale, per la sua natura e per le modalità particolarmente violente,  aveva indignato lo stesso quartiere Z.E.N., dove moltissime persone avevano manifestato la propria solidarietà al sacerdote, accogliendolo in moltissimi davanti la chiesa al suo ritorno dall’ospedale e dagli uffici della Squadra Mobile.

Tutti gli oggetti rapinati sono stati recuperati dalla Polizia e restituiti, con l’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, ad un sacerdote incaricato dal Vescovo di Palermo nel pomeriggio di ieri.

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