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l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, questa notte hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato di furto aggravato in concorso e resistenza a P.U, due palermitani : MARFIA Michele pregiudicato di anni 29 e RIZZO Maurizio di anni 25, con precedenti di polizia, entrambi del C.E.P.. Al Marfia è stato contestato anche il reato di evasione dalla misura della Detenzione Domiciliare.
Questa notte, gli agenti a bordo della Volante denominata “Uditore” giunti in via Erice scorgevano un uomo con in mano qualcosa di ingombrante( che successivamente si sarebbe accertato essere una bicicletta) salire su un’ autovettura ferma con le luci accese al centro della strada e mettersi successivamente in movimento. I poliziotti, insospettiti, decidevano di procedere ad un controllo; seguita per un breve tratto l’auto, accendevano i dispositivi di segnalazione luminosi invitando gli occupanti dell’autovettura a fermarsi.
I due soggetti ignorando l’intimazione acceleravano l’andatura, trascinando ancora la bicicletta che tenevano dal finestrino, salvo poi liberarsene in via Castellana, lasciandola cadere per terra.
Aveva così inizio un veloce e rocambolesco inseguimento per le vie del quartiere Uditore che terminava quando l’autovettura dei fuggitivi a causa della forte velocità e del manto stradale reso viscido dalla pioggia andava a sbattere contro un’autovettura regolarmente parcheggiata. Nonostante tale imprevisto, i due malviventi riprendevano la fuga, fino a quando, dopo avere urtato un marciapiede che ne rallentava la marcia, venivano bloccati dalla volante in via Roccazzo. I due fuggitivi scendavano dall’autovettura e tentavano una disperata fuga a piedi che veniva, però, resa vana dagli agenti che con non poca fatica, a causa della resistenza opposta dai due, riuscivano a bloccarli.
I due malviventi venivano tratti in arresto e condotti presso gli Uffici della Questura per ulteriori accertamenti. Si appurava così che il Marfia doveva trovarsi presso la sua abitazione a scontare la detenzione domiciliari.
L’autovettura utilizzata dai malfattori veniva posta sotto sequestro e venivano sequestrati anche alcuni arnesi atti allo scasso rinvenuti al suo interno.


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