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“Le tragiche notizie che si stanno susseguendo in questi ultimi giorni provenienti dalle Regioni del centro Italia, si lege nella lettera a firma del  Coordinatore Nazionale Maurizio Calivà,  ci sanno molto tragicamente di  ‘resa dei conti’  da parte di madre Natura nei confronti dell’Uomo, della sua insipienza e della sua superbia.

Se è vero che i terremoti sono difficilissimi da prevedere con quella precisione nel dove e nel quando che permetterebbe di evacuare per tempo le zone colpite, è pur vero che le morti di tanti cittadini potrebbero essere evitate, o fortemente limitate, se la risposta delle strutture e del territorio a questi eventi fosse migliore2

“ Ci riferiamo  – spiega Calivà – a come e dove sono stati costruiti alloggi, scuole, alberghi, fabbriche; ci chiediamo cioè, se sono stati rispettati i criteri antisismici in termini di materiali impiegati, volumetrie edificate, posizionamento delle strutture sul territorio. Il caso, ancora tragicamente attuale ed in divenire dell’hotel Rigopiano in Abruzzo, sembra riassumere tutto questo: una struttura ricettiva costruita in una zona sicuramente a rischio, intanto perché in una vallata a ridosso di imponenti massicci montuosi, regolarmente soggetta a nevicate imponenti, ed in più in una zona ad alto rischio sismico. La miscela è esplosiva, sull’ampliamento della struttura c’è stata una indagine, che non ha portato a condanne, ma sembra anche a causa della decorrenza dei termini prescrittivi: e pesanti ombre sembrano profilarsi anche sui soccorsi, sul loro ritardo, sulla scarsa se non nulla considerazione della prima richiesta di aiuto, sulla disponibilità dei mezzi atti a liberare la strada per permettere ai residenti nell’hotel di allontanarsi, sulla sottovalutazione dell’allarme valanghe emanato dalle autorità competenti”

“Siamo consapevoli,   – aggiunge  Calivà  –  che si tratta ancora di ipotesi, tutte da vagliare, di responsabilità ancora da accertare: ma ci sembra questa, l’ennesima storia emblematica di un Paese che non sa fare prevenzione, che non fa dell’organizzazione e della cultura dell’emergenza il suo forte, così come, di contro, un Paese che ha visto ancora una volta, l’opera eccezionale di centinaia di esperti, volontari, forze armate e di polizia, che con il loro impegno e la loro abnegazione stanno tentando di salvare più vite umane possibile”.

“Siamo certi che una politica del territorio più rigorosa, più attenta agli equilibri dell’ecosistema e meno agli interessi di bottega dei tanti, troppi parassiti che ruotano intorno alla cosa pubblica,  conclude la lettera indirizzata al Ministro Del Rio  – renderebbero il nostro Paese più efficiente e più sicuro, meno bisognoso di atti eroici e di gesti estremi. E’ quanto Le chiediamo con la presente: prevedere gli stanziamenti necessari per tutte le vittime di queste tragedie, con priorità assoluta, su tutto il resto (aiuti alle banche compresi), non si può delegare tutto ciò alla generosità degli Italiani con le collette televisive ed i numeri telefonici solidali, iniziative che cominciamo a trovare vergognose, quando non sono accompagnate da una seria politica di prevenzione e di difesa del territorio”.

 

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