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Nel corso degli ultimi giorni, la Polizia di Stato palermitana ha dato un forte impulso alla sua azione amministrativa, volta alla verifica dei requisiti in capo ai titolari di numerosi locali ricadenti nei luoghi della cd. “Movida”.

Quello amministrativo è un settore complesso in cui la violazione di legge, spesso, non segna la registrazione di un semplice illecito ma sconfina nel penale.

E’ quello che è capitato al titolare di un noto locale della “Vucciria”, sito in Discesa dei Maccheronai.

All’atto dell’accesso ispettivo da parte dei poliziotti della sezione “Investigativa” del Commissariato di P.S. “Oreto-stazione” era in corso di svolgimento una serata danzante con, circa, quaranta giovani che riempivano il locale di ridotte dimensioni.

I giovani erano intenti a bere alcolici e ballare al ritmo di una musica diffusa da un DJ, attraverso una consolle professionale.

Dopo avere interrotto, con non poca fatica, l’attività poi risultata abusiva, i poliziotti hanno identificato il titolare che ha asserito di non essere in possesso di necessaria licenza del Questore per effettuare trattenimenti danzanti, motivo per cui l’uomo è stato denunciato, a piede libero. Nello stesso contesto è stata contestata all’esercente la violazione amministrativa prevista per l’attività abusiva (1032,00 euro).

Ulteriori accertamenti hanno permesso di verificare il carattere totalmente abusivo della predetta attività poiché mancante delle necessarie autorizzazioni, la Scia comunale e quella sanitaria, motivo per cui sono state comminate sanzioni, rispettivamente, di 5000,00 e 3000,00 euro.

In ultimo, ma non in ordine di gravità tra i provvedimenti adottati, si è proceduto al sequestro del locale.

Analogo servizio è andato in scena, sempre nelle stesse ore, nella zona di via Cavour.

I controlli della Polizia si sono soffermati su un pub ed hanno accertato irregolarità soltanto amministrative e, comunque, meno gravi che nel caso del precedente controllo:    all’interno del locale era in corso un’attività musicale amplificata all’esterno, in spregio della vigente ordinanza sindacale.

Per questo motivo è stata contestata la violazione amminsitrativa prevista con contestuale sequestro, della durata di cinque giorni, della strumentazione utilizzata.

Alla luce della presenza di tavolini e sedie all’esterno del locale, è stata contestata anche l’occupazione del suolo pubblico.