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                                       Cos’è l’atrofia vulvo-vaginale

Dott.ssa Daniela Siragusa

L’atrofia vulvo-vaginale è una condizione che può insorgere quando la produzione degli estrogeni diminuisce a causa della menopausa, sia naturale sia indotta (per esempio nei casi di terapie oncologiche per alcun tumori sensibili agli ormoni femminili, come quelli al seno), o a seguito di interventi chirurgici. Il calo degli estrogeni provoca infatti una perdita di turgore e di elasticità dell’epitelio vaginale e una scarsa lubrificazione. Come conseguenza, possono insorgere alcuni disturbi che incidono molto sulla qualità di vita di una donna e sulle relazioni di coppia. I più frequenti sono: secchezza vaginale, irritazione, prurito, bruciore, dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia) e incontinenza urinaria. Si stima che soffrano di questi problemi, in modo più o meno grave, circa la metà delle donne in postmenopausa.

Biologia dell’atrofia vulvo-vaginale

Dopo la menopausa, alcune delle cellule che compongono la mucosa vaginale, chiamate fibroblasti, diventano meno attive: producono cioè meno collagene e l’epitelio si assottiglia e diviene più lasso e secco. Questo causa anche un aumento del pH, creando un ambiente più favorevole ai microrganismi patogeni.

L’azione del laser frazionato a CO2

Il laser CO2 (Monnalisa Touch) agisce con delicatezza sulle pareti della mucosa vaginale attraverso uno scanner apposito, provocando delle microlesioni impercettibili ma necessarie per innescare un processo di neocollagenesi (produzione di nuovo collagene), di riorganizzazione e riequilibrio dei componenti della mucosa vaginale. VEDI VIDEO

 

L’azione del laser riattiva e ristabilisce quindi, in modo del tutto sicuro e indolore, la corretta funzionalità delle strutture coinvolte a livello urogenitale, migliorando inoltre anche i sintomi associati a disfunzioni urinarie (lieve incontinenza da stress).

Si innesca un processo di rigenerazione tissutale che dura diverse settimane, ma la stimolazione è immediata e già dopo il primo trattamento si riscontrano importanti miglioramenti.

 

Durata e indicazioni

Uno speciale applicatore ergonomico viene inserito nella vagina e il laser agisce sugli strati superficiali della mucosa. Il trattamento non richiede ospedalizzazione e dura una decina di minuti. Si suggerisce di effettuare tre applicazioni a distanza di 50-60 giorni. Dopo il trattamento, per 5 giorni è necessario astenersi dai rapporti sessuali ed evitare situazioni che possono favorire le infezioni (piscine, terme, attività fisica che implica sudorazione intensa).

Rischi e controindicazioni

Il trattamento non ha controindicazioni, ma è importante eseguirlo quando non vi siano infezioni in corso; è sicuro e può essere ripetuto. Ad oggi, infatti, non è stato evidenziato alcun effetto collaterale. In alcuni casi è possibile riportare un lieve fastidio durante l’applicazione e si può avere una blanda perdita ematica di breve durata. Il laser frazionato a CO2 è indicato anche in caso di atrofia vaginale legata a terapie oncologiche.

Risultati

Gli studi evidenziano una diminuzione significativa di tutti i principali sintomi – come bruciore vaginale, prurito, secchezza, dispaurenia e lassità – nella maggior parte delle donne già dopo il primo trattamento con il laser. I disturbi diminuiscono ulteriormente con le applicazioni successive.

Dott.ssa Daniela Siragusa    Sito Web – Cell +39 392 904 0271

 

 

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