Condividi l'articolo, fallo sapere ai tuoi amici ! 

La Polizia di Stato, a  seguito di serrate ricerche, ha rintracciato e tradotto presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” BOTTINO Massimo Maria, pregiudicato palermitano  di anni 48, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

La sentenza definitiva che ha determinato la condanna nei confronti del malvivente (pena principale ad anni 3 e mesi 6 di reclusione ed euro 800,00 di multa, nonché alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per anni 5)  è divenuta esecutiva dopo il vaglio della Corte di Appello e della Suprema Corte di Cassazione. Il BOTTINO, avendo appreso che avrebbe dovuto scontare il periodo di carcerazione, ha abbandonato il proprio quartiere e si è reso irreperibile.

A questo punto sono iniziate le ricerche da parte della Squadra Mobile, che ha esteso il proprio raggio d’azione su di un’ampia porzione del territorio della provincia palermitana. Grazie alla conoscenza del personaggio e del contesto ambientale in cui lo stesso era solito muoversi, i poliziotti hanno rintracciato il fuggiasco nel Comune di Partinico, ove lo stesso si era recato al fine di eludere le ricerche.

I fatti per i quali è stata emessa la sentenza di condanna riguardano una rapina che nel 2004, BOTTINO Massimo Maria, unitamente ad altri tre complici, commise ai danni dell’agenzia della Banca Popolare di Milano ubicata nel Comune di San Vittore Olona, un piccolo centro poco distante dal capoluogo lombardo.

Nell’occasione, i rapinatori sequestrarono il personale e gli utenti dell’istituto di credito, rinchiudendoli all’interno di un ripostiglio, e sottrassero la somma di 6.000,00 euro in banconote di piccolo taglio.

 

 

Il BOTTINO è soggetto ben noto alle Forze dell’Ordine, in quanto pluripregiudicato per reati contro il patrimonio. Nel suo curriculum annovera numerose condanne per rapine commesse nel Nord Italia, spaziando dal Piemonte, alla Lombardia sino al Veneto, avendo dato così dimostrazione di essere un abituale “trasfertista”. Nel corso della sua carriera criminale ha intervallato i periodi di detenzione con la sottoposizione alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.