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“Negli ultimi anni la carenza di organico, in stretta relazione fondamentalmente al mancato turn over del personale preposto alla tutela dei Beni Antropologici in Sicilia, ha inevitabilmente comportato una lentezza burocratica a fronte del notevole aumento di provvedimenti amministrativi necessari per la conservazione soprattutto del Patrimonio Etnoantropologico”.
A dichiararlo è Ernesto Lo Verso, Commissario Ugl FNA Sicilia.
“La conseguenza più immediata che si appalesa – aggiunge Lo Verso – è quella del rischio in prospettiva di uno spaesamento principalmente per le nuove generazioni sempre più coinvolte nel vortice delle sollecitazioni massificate di una società globalizzata, incrementando il divario intergenerazionale, e quindi stravolgendo l’evoluzione equilibrata del tessuto sociale in rapporto alla peculiarità ed all’identità del territorio, che nel caso della Sicilia costituisce un unicum per essere crocevia di popoli e culture del Bacino Mediterraneo”.
“La complessità del problema, a dire il vero, – spiega il sindacalista  – ha radici profonde nella mancata pianificazione di una politica integrata improntata alla salvaguardia dello spirito di resilienza che ha connotato il territorio isolano, che ha visto l’Amministrazione Siciliana collocarsi secondo una posizione di arretratezza rispetto ad altre Regioni Italiane, e che attualmente sconta gli effetti di una legiferazione non adeguata. Valga come esempio per tutti la gestione dei percorsi delle Feste Patronali, lasciata al libero arbitrio dei Comuni, senza alcuna osservanza degli itinerari tradizionali, che spesso ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica interfacciandosi con il tema della legalità nei contesti mafiosi. Come pure i manufatti storicamente datati di ceramica artistica, che hanno finito per alimentare il mercato clandestino alla base del ben noto fenomeno della depredazione delle Dimore Storiche. In generale si assiste impotenti all’estinzione di importanti Contrassegni Culturali in stretta relazione alla estinzione di tradizioni artigianali, risultando in definitiva indispensabile una sinergica azione di monitoraggio tra i diversi settori dell’Amministrazione Regionale mediante l’istituzione di Parchi Culturali”.
“Se da una parte l’Antropologia della Pesca, come nel caso delle Tonnare e delle Spadare, – approfondisce Lo Verso – può risultare utile per fornire modelli ecocompatibili per un corretto prelievo delle risorse naturali, dall’altra la gestione di Parchi e Riserve Naturali mette in luce la scarsa valorizzazione e cura nei confronti dei Reperti Paletnologici e Paleontologici, in particolare di quelli umani, che insieme a quelli rinvenuti nelle Necropoli, sono diventati oggetto di sporadiche iniziative associate al mero esercizio accademico, quando invece, marcando l’adattamento delle popolazioni in relazione ad un preciso contesto ambientale, meriterebbero una migliore inclusività con una programmazione di base finalizzata alla promozione ed alla conservazione, prendendo esempio dalla Regione Lazio che ha sviluppato un Servizio centralizzato e specializzato per la tutela dei Beni Bioantropologici”.
“In sintesi è di tutta evidenza – precisa il sindacalista  – la necessità di un riordino dell’intero comparto, stimolando l’incremento di risorse umane specializzate, e soprattutto un coordinamento per una più efficace messa a sistema attraverso l’ottimizzazione di figure professionali espressione delle diverse competenze secondo una prospettiva di maggiore empatia tra i saperi integrati, in grado di soddisfare l’aumento dei flussi turistici acculturati che caratterizza la scelta della Sicilia come meta privilegiata rispetto ad altre nel contesto mediterraneo.
“Pertanto,  – conclude  – non può che considerarsi come un’occasione perduta il D.D.G n. 5155 di annullamento, adottato in data 08/08/2014, in relazione al concorso pubblico per soli titoli per complessivi n. 20 posti di Dirigente Tecnico Antropologo del ruolo dei Beni Culturali di cui alla tabella A della L. R. n. 8/99, bandito dalla Regione Siciliana con Decreto Assessoriale del 29/03/2000 e pubblicato nella G.U.R.S. del 14/04/2000 S.S. concorsi n. 4. Rispetto poi alla paradossale motivazione addotta tra le altre a corredo del suddetto provvedimento, in merito ad una presunta mancata esigenza di rafforzare l’organico regionale degli Antropologi, non si può fare a meno di osservare che la fantasia umana non ha alcun limite”.