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Nessuna ricaduta sui lavoratori: salvaguardia delle professionalità, dei percorsi inquadramentali in corso e assenza di mobilità. Queste le rassicurazioni date alle Rappresentanze Sindacali Aziendali Unicredit di Palermo nel corso di un incontro chiesto dal Sindacato a seguito della preannunciata chiusura (dal 22 maggio) di alcune dipendenze della banca che preoccupano il Sindacato.

“L’Azienda ha riferito che i criteri seguiti per procedere alle chiusure sono molteplici e più precisamente: bassa redditività, vicinanza territoriale tra le filiali, logistica e/o altri aspetti commerciali – affermano Giuseppe Angelini (FABI), Gabriele Urzì (FIRST/CISL), Elia Randazzo (FISAC/CGIL), Salvatore Li Castri (ULICA) e Filippo Virzì (UGL CREDITO). La nostra preoccupazione, tenuto conto che nessuna delle tre filiali in chiusura (Palermo Autonomia Siciliana, Palermo Via Libertà “C” e  Palermo Alpi) presenta numeri negativi, è che si impoverisca in maniera importante un territorio già fortemente interessato in passato da altre operazioni similari, dovute a duplicazioni e sovrapposizioni rinvenienti dalle  fusioni succedutesi nel tempo. Ci preoccupa anche il mantenimento del ruolo sociale svolto sul territorio palermitano da Unicredit, che ha raccolto l’eredità dell’ex Banco di Sicilia continuando ad essere la Banca maggiormente rappresentativa non solo in città ma in tutta la Regione”.

Ulteriore confronto si terrà nei prossimi giorni sulle chiusure in Provincia e precisamente quelle delle agenzie di Altavilla Milicia e Isola delle Femmine.