Un momento della seduta inaugurale dell'Assemblea Regionale Siciliana, Palermo, 5 dicembre 2012. ANSA / FRANCO LANNINO
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“La finanziaria, votata come sempre all’ultimo respiro sancisce l’ennesimo strappo tra la politica degli sprechi e degli interessi clientelari e la categoria dei dipendenti regionali, ormai relegata a mero “bancomat” di un Governo regionale che si è consegnato, negli ultimi quattro anni, “mani e piedi” allo strapotere finanziario dell’esecutivo centrale che ha depredato le casse della Regione Siciliana, trasformando l’Isola nella cenerentola dell’Europa, annichilendo e impoverendo la famiglie e strappando alle giovani generazioni ogni velleitaria speranza di un futuro lavorativo nella propria terra”.

A dichiararlo è Giuseppe Messina, Responsabile in Sicilia dell’Ugl, che aggiunge “una politica regionale, quella di governo e in maggioranza parlamentare all’Ars scadente e incapace, prona ai voleri dei “poteri forti”, che hanno svenduto la Sicilia nella speranza di rielezione alla prossima tornata elettorale prevista per il prossimo 5 novembre.

Quella del 2017 è una finanziaria dove si da vita all’affare del secolo: il governo fa approvare una disposizione con la quale riacquista, a prezzi maggiori, gli immobili precedentemente venduti, tentando di ‘alleggerire’ il Fondo pensioni dei dipendenti regionali di oltre 370 milioni di Euro, invece di erogare al Fondo i versamenti dei dipendenti per il 2017, per il 2018 e per il 2019.

Ora è lecito chiedersi: ma i proponenti ed i votanti di questa proposta l’avrebbero portata avanti con i “loro soldi? A chi ed a cosa giova acquistare oggi degli immobili per i quali non ci sono i fondi per la ordinaria manutenzione perché, quindi, in poco tempo perderanno il loro attuale, già scarso, valore? E cosa verrebbe dato come liquidazione ai dipendenti che a breve dovranno andare in pensione? Forse la proprietà di due stanze a scelta in qualcuno degli edifici riacquistati? E del rinnovo del contratto di lavoro qualcuno dei “grandi politici” che amministrano questa martoriata Sicilia, ricorda per caso che esiste una sentenza della Cassazione del 2015 che obbliga l’ARAN a convocare le OO.SS per il rinnovo”?

“Una finanziaria –  rilancia  Ernesto Lo Verso, Commissario Ugl FNA in Sicilia,  – dove non c’è un euro per lo sviluppo dell’isola, un impegno economico preciso per il rilancio dell’occupazione, un aiuto alle imprese che possa permettere loro di assumere le migliaia di giovani siciliani disoccupati o di over 50 che hanno da tempo perso il loro lavoro e restano drammaticamente inoccupati avendo una famiglia da sfamare. Una finanziaria priva di un disegno industriale, che non lascia speranza ai giovani, alle donne ed alle decine di migliaia di Neet che non studiano, non lavorano e che non lo cercano più.

Anche questa finanziaria, povera di contenuti seri e innovativi, è stata costruita con l’unico intento di danneggiare i dipendenti di questa Amministrazione; di fatto il governo Crocetta con la sua gestione, ha modificato l’art. 14 lettera q) dello Statuto della Regione Siciliana, in cui sottolinea che il dipendente della Regione Siciliana non può avere un trattamento economico e giuridico inferiore ai dipendenti dello Stato”.

“Quello che si appresta a chiudere i battenti – conclude  lo Verso – è un governo che va ricordato bene dai milioni di siciliani che andranno alle urne per le consultazioni regionali, occasione storica per cacciare una classe politica di governo priva di idee e sottomessa ai poteri forti  per far rinascere la Sicilia e la sua economia e difendere le famiglie siciliane da ulteriori scippi”.