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L’assessore alle Politiche sociali, Giovanni Sallicano, e il direttore  della Caritas diocesana di Siracusa, Marco Tarascio, intervengono sul progetto  “HOUSING FIRST”.

“In riferimento alle notizie riportate dalla stampa teniamo a precisare quanto segue:

Il progetto “HOUSING FIRST” è frutto della virtuosa collaborazione, tra la Caritas e il Comune e costituisce un’ assoluta novità per la comunità cittadina ed uno dei pochi esempi in tutto il territorio nazionale.

L’esperimento è iniziato circa due anni fa dapprima solo a cura della Caritas, che ha trovato così alloggio per una decina di nuclei familiari (corrispondenti a 34 persone) e, poi, esteso con la collaborazione del Comune di Siracusa attraverso un’apposita convenzione sottoscritta a fine anno 2016, le cui “linee guida” sono state precisate nel marzo del corrente anno (il tutto è consultabile sul sito comunale).

Sottoporre a critiche dopo solo due mesi di sperimentazione appare del tutto fuori luogo o, quanto meno, frutto di impressioni fallaci o di cattiva informazione.

E’ bene ricordare, a scanso di equivoci, che gli alloggi devono essere cercati direttamente dai soggetti o nuclei familiari che, possedendo i previsti requisiti, intendono fruire del servizio. All’esito, intervengono il Comune di Siracusa e la Caritas diocesana, presso i cui uffici -gestiti in forma di volontariato- è istruita la pratica. Il successivo contratto viene stipulato preferibilmente per un anno alla presenza e con la garanzia del responsabile Caritas, per cui la caparra è limitata ad una sola mensilità. La compartecipazione del Comune segue alla rendicontazione formata dalla caritas.

Gli utenti, inoltre, saranno seguiti per la durata del progetto -anche al fine di un aiuto ad uscire dalla stato di disagio- sia dai Servizi Sociali del Comune di Siracusa sia dalla Caritas diocesana, che mette a disposizione un tutor di riferimento e gli sportelli dei Centri Ascolto; quindi, sempre con la compartecipazione del Comune, viene garantito il normale svolgimento della vita familiare anche per i livelli essenziali di consumo (energia elettrica, acqua, etc.).

Certo, in questa prima fase potranno insorgere inevitabili difficoltà o ritardi, soprattutto per la diffidenza dei locatori, non abituati al progetto e alla serietà dello stesso, nonché per la mancanza di affitti calmierati.

Comunque, se associazioni di volontariato o cittadini interessati vorranno collaborare -ivi compresa la ricerca di idoneo alloggio- saranno assolutamente ben accetti. Sicuramente, la sinergia è più utile di critiche preventive, ingiuste e sostanzialmente immotivate.

Si confida sulla riuscita dell’Housing First e sulle prospettive che il progetto ha le potenzialità di offrire. Solo allora potrà valutarsi l’opportunità di fondi supplementari, sempre in accordo con la Caritas.

L’Assessorato alle Politiche Sociali e la Caritas sono a disposizione per ogni utile approfondimento”.