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Completare l’Unione economica e monetaria dell’Europa è necessario. La Commissione europea ha presentato [il 31 maggio] una road-map con misure concrete da adottare prima delle elezioni del 2019, oltre a definire una serie di opzioni per gli anni successivi.

La Commissione propone di agire in tre settori chiave:

Un’Unione finanziaria. Un sistema finanziario integrato ed efficiente è essenziale per un’Unione economica e monetaria efficace e stabile. La Commissione propone di completare l’Unione bancaria con la garanzia europea sui depositi bancari, ridurre e condividere i rischi nel settore bancario.
Un’Unione economica e di bilancio. La Commissione prevede varie opzioni per rafforzare il mutuo controllo da parte dei Paesi sulle rispettive politiche economiche e delle forme per collegare il sostegno finanziario del bilancio dell’UE alle riforme strutturali effettuate dai singoli Paesi.

Ancorare la responsabilità democratica e rafforzare le istituzioni della zona euro. Le opzioni in campo prevedono un presidente permanente a tempo pieno dell’Eurogruppo e l’unione della rappresentanza esterna della zona euro. L’idea di un Tesoro della zona euro – con un eventuale bilancio della zona euro – e di un Fondo monetario europeo è anche oggetto di dibattito pubblico e potrebbe essere presa in considerazione in una fase successiva del processo di approfondimento dell’Unione monetaria nell’ambito dell’UE.

Le opzioni proposte nel documento di riflessione intendono contribuire a costruire un ampio consenso su come affrontare le sfide future e dare nuovo impulso a questo importante dibattito. Il completamento dell’Unione economica e monetaria non è fine a se stesso, ma è necessario per fornire posti di lavoro, crescita, equità sociale, convergenza economica e stabilità finanziaria. Responsabilità e solidarietà, riduzione e condivisione dei rischi devono andare di pari passo.

L’Unione economica e monetaria dovrebbe restare aperta all’adesione di tutti gli Stati membri dell’UE e il processo decisionale deve essere più trasparente e conforme al principio di responsabilità democratica. Sono questi i principi guida per i lavori futuri. Un ampio consenso politico sulla direzione da seguire e una tabella di marcia con una chiara sequenza delle tappe saranno fondamentali per raggiungere il successo.

All’interno di questo contesto, Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro, la stabilità finanziaria e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato che l’euro è una delle conquiste più importanti dell’Europa; esso è stato concepito come una promessa di prosperità. Per mantenere questa promessa per le generazioni future. Bisogna, secondo Dombrovskis, avere adesso il coraggio politico di lavorare al rafforzamento e al completamento dell’Unione economica e monetaria dell’Europa.

L’euro si può considerare un successo per molte ragioni: è condiviso da ben 340 milioni di europei in 19 Stati membri. L’euro è la seconda moneta più utilizzata al mondo, ha portato prezzi meno soggetti all’inflazione ed è entrato a far parte della vita quotidiana di gran parte degli europei.

Ma le difficoltà che l’euro ha attraversato negli ultimi anni indicano che non è sempre percepito così, anche se oggi il sostegno per la moneta comune è di nuovo al livello più alto dal 2004 (72% dei cittadini della zona euro). La crisi finanziaria ed economica globale, iniziata negli Stati Uniti nel 2007-2008, ha provocato la peggiore recessione che l’Unione europea abbia vissuto in 60 anni di storia. Gli Stati membri e le istituzioni dell’UE hanno preso forti decisioni politiche per tutelare l’integrità dell’euro ed evitare il peggio e queste riforme stanno dando frutti. Al fine di conseguire risultati ancora migliori per tutti i cittadini, la governance dell’euro ha bisogno di ulteriori riforme.

Il documento di riflessione è dunque un invito a tutti affinché esprimano il proprio parere sul futuro dell’Unione economica e monetaria, nel contesto del più ampio dibattito sul futuro dell’Europa. Le proposte per il futuro dovranno basarsi su un ampio consenso e tenere conto delle sfide globali che ci attendono.