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La sicurezza della città etnea è garantita anche quando i poliziotti catanesi finiscono il loro turno di lavoro. E’ quello che accade spesso nella città di Catania dove gli agenti, ispirati dall’alto senso del dovere, intervengono anche liberi dal servizio.

Infatti ieri, 3 poliziotti appartenenti al Commissariato Borgo Ognina e al X Reparto Mobile, liberi dal servizio, mentre transitavano per piazza Giovanni Verga, notavano uno scooter con a bordo un uomo che a gran velocità proveniva in contromano da detta piazza in direzione Comando dei Carabinieri e, nell’occorso, veniva inseguito da un secondo ciclomotore con a bordo 2 giovani che gli stavano a ridosso, come se lo volessero far cadere, e nel contempo gli inveivano contro.

Insospettiti da quanto notato, poiché tutto ciò avveniva proprio nei pressi del Palazzo di Giustizia e della caserma dei Carabinieri, gli agenti operanti si dirigevano verso i suindicati 2 veicoli. Uno dei due, nello specifico quello con a bordo il primo giovane, arrestava la propria marcia proprio innanzi al portone d’ingresso del citato Comando dei Carabinieri con il chiaro intento di cercare aiuto e rifugio presso detta Caserma mentre gli altri 2 uomini fuggivano in direzione via Vittorio Emanuele Orlando.

Immediatamente, visto che il giovane gridava aiuto e si mostrava palesemente impaurito e, dopo avere appreso che era stata appena consumata una tentata rapina, il personale operante si poneva all’inseguimento dei 2 malfattori che venivano bloccati in via Gabrielle D’Annunzio angolo via Vincenzo Giuffrida.

In sede di denuncia, la vittima – un medico – confermava che i due rapinatori l’avevano seguito, minacciato, insultato, tirato per un braccio durante la corsa dei veicoli e tentato persino di farlo cadere per terra al fine di sottrargli giubbotto, soldi e scooter.

I due malviventi, il catanese MIRENDA Luca (classe 1979), pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, e il catanese CAVALLARO Giuseppe Alessandro (classe 1984), sottoposto a Daspo, con l’ausilio delle Volanti, venivano arrestati per tentata rapina e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno tradotti presso la Casa circondariale Piazza Lanza di Catania.