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Palermo 6 giugno 2017 – Arrivano le prime assunzioni a tempo indeterminato all’Azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello. La Direzione strategica ha infatti approvato la delibera per l’immissione in servizio di sette Dirigenti medici anestesisti – rianimatori che andranno a coprire il fabbisogno per le aree di emergenza e urgenza nelle unità operative di Anestesia e rianimazione dei Presidi di Villa Sofia e del Cervello. L’assunzione rientra nell’ambito delle 87 assunzioni in Sicilia di Dirigenti medici di anestesia e rianimazione autorizzate dall’Assessorato regionale alla salute, d’intesa con il Ministero, per far fronte alle criticità registrate nelle aree di emergenza, proprio per la carenza di anestesisti. Le sette unità immesse in servizio saranno reclutate da una graduatoria già disponibile di un concorso per titoli ed esami che ha registrato in passato l’assunzione dei primi tre classificati. Ora con il via libera allo scorrimento verranno assunti i candidati classificati dal quarto al decimo e ultimo posto, e cioè Gianfranco Fundarò, Antonina Guadagna, Margherita Puglisi, Carmela Spallino, Emanuela Tumbarello, Massimo A. Di Maio, Salvatore Sansone. “Un passaggio importante – sottolinea il Direttore Generale, Gervasio Venuti – per colmare le carenze di organico e assicurare i livelli essenziali di assistenza in un’area, come quella dell’emergenza, che storicamente è uno dei punti di forza dei due Presidi ospedalieri del Cervello e di Villa Sofia. Aspettiamo adesso il via libera definitivo dell’Assessorato alla pianta organica, già approvata dall’Azienda, per proseguire il percorso di copertura dei posti vacanti, secondo le procedure previste: graduatorie concorsuali vigenti, stabilizzazioni, mobilità e nuovi concorsi”.

“Stiamo lavorando – aggiunge il Direttore sanitario Pietro Greco – per colmare le carenze di personale in diverse Unità operative che vivono una situazione di sofferenza. I sette anestesisti rappresentano già una risposta significativa, ma con l’approvazione della nuova pianta organica c’è ancora tanto da fare”.

 

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