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Nel pomeriggio del decorso 5 giugno, a seguito di indagini coordinate dalla Procura distrettuale di Catania, la Polizia di Stato ha posto in stato di fermo di indiziato di delitto: • BALSAMO Sebastiano (cl.1989), pregiudicato, in quanto gravemente indiziato dei reati di violenza sessuale, rapina e lesioni aggravate.
Alle ore 7.00 circa del 4 giugno 2017, personale dell’U.P.G.S.P. e della Squadra Mobile è intervenuto presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Garibaldi Centro”, a seguito di segnalazione giunta su linea 113 di una giovane donna che era stata vittima di aggressione all’interno della propria abitazione (sita nelle immediate adiacenze del predetto presidio ospedaliero, n.d.r.)
Giunti sul posto gli investigatori della Mobile, d’intesa con la Procura della Repubblica di Catania, hanno proceduto, utilizzando personale femminile specializzato della Sezione “Reati contro la Persona, in pregiudizio di minori e reati sessuali”, a escutere la vittima, la quale ha denunciato che un individuo, dopo essersi arrampicato sulla parte esterna dello stabile ed avere raggiunto la di lei abitazione sita al primo piano, utilizzando il manico di un coltello aveva infranto il vetro di una finestra e si era introdotto all’interno.
Il citato individuo, dopo avere picchiato la donna, che aveva tentato in ogni modo di difendersi, sotto la minaccia di un coltello a serramanico, aveva abusato di lei; subito dopo, il malvivente aveva asportato un telefono cellulare, un computer portatile e due portafogli, dandosi alla fuga.

La vittima è stata visitata dai sanitari di turno che le hanno diagnosticato traumi e lesioni in diverse parti del corpo, giudicate guaribili con una prognosi di gg.25.
Il sopralluogo effettuato presso l’abitazione teatro della turpe aggressione, consentiva al personale della Squadra Mobile e del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di trovare immediati riscontri al racconto della vittima.
Infatti, il vetro della finestra del bagno si presentava infranto con presenza dei frammenti all’interno, la camera da letto evidenziava ancora i segni della colluttazione e della violenza.
Nella citata camera venivano rinvenute e repertate numerose tracce di sostanza ematica, talune miste a liquido di colore chiaro, verosimilmente liquido seminale; inoltre, venivano sequestrati un coltello a serramanico, utilizzato per infrangere il vetro e minacciare la donna nella fasi della violenza ed una abatjour rotta, indicata dalla vittima come oggetto con cui aveva tentato di difendersi colpendo più volte il malvivente.

Nel contempo, altri investigatori della Mobile procedevano ad acquisire le immagini degli impianti di video-sorveglianza dell’Ospedale “Garibaldi Centro”.
Da un’attenta visione dei filmati si aveva modo di ricostruire le fasi dell’accaduto ed addivenire all’identificazione dell’autore dei reati. Si appurava che un giovane, corrispondente alle fattezze fisiche dell’aggressore, alle prime ore del mattino di domenica 4 giugno era presente all’interno del triage del nosocomio; lo stesso giovane veniva successivamente individuato nei filmati delle telecamere relativi al piazzale del nosocomio mentre usciva dal varco di via Dolo.

Dalla visione delle immagini di altre telecamere, si notava il giovane varcare l’ingresso di un cancello di uno stabile, arrampicarsi sulla parete dell’edificio e raggiungere una finestra; dopo avere armeggiato per alcuni istanti, lo si notava scendere ed andare via – dal sopralluogo si avrà modo di appurare che la finestra era protetta da sbarre, pertanto il malvivente, vistosi impossibilitato ad entrare, aveva desistito, n.d.r. –
Trascorsi alcuni minuti, durante i quali era rimasto nelle vicinanze, il medesimo soggetto si recava nuovamente presso l’immobile e dopo essersi arrampicato sulla parete esterna, raggiungeva una finestra adiacente alla precedente. A quel punto, il malvivente infrangeva il vetro e faceva accesso all’interno dell’appartamento della vittima.
Dopo una decina di minuti circa, lo stesso soggetto veniva visto uscire dal cancello dello stabile e darsi alla fuga con in mano alcuni oggetti.

Il soggetto immortalato nelle immagini del triage del Garibaldi veniva identificato, grazie anche al contributo offerto dal personale sanitario, per BALSAMO Sebastiano, ma le attività volte al suo rintraccio si rilevavano tutt’altro che facili.
Ed invero, lo stesso veniva ricercato invano presso il luogo di residenza – un comune dell’hinterland etneo, n.d.r. – e presso l’abitazione dei familiari.
La perseveranza degli investigatori, che avevano scandagliato incessantemente il vissuto personale di BALSAMO al fine di acquisire notizie utili al suo rintraccio, veniva premiata il pomeriggio del 6 giugno scorso allorquando BALSAMO veniva individuato e fermato nella zona del centro cittadino, a pochi passi da piazza Università.
Visti i concordanti indizi di colpevolezza acquisiti a suo carico, BALSAMO veniva posto in stato di fermo di indiziato di delitto per i reati di violenza sessuale, rapina e lesioni aggravate ed associato presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza”.
Nella giornata di ieri 9 giugno, il G.I.P. del Tribunale di Catania, accogliendo la richiesta della Procura della Repubblica, ha convalidato il fermo di BALSAMO, disponendone la custodia cautelare in carcere.

 

 

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