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Arrivano i primi risultati della strategia europea contro l’odio sui social media. Un anno fa la Commissione europea e quattro grandi piattaforme di social media hanno adottato un codice di condotta che contiene una serie di impegni da parte di Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft per combattere la diffusione dell’incitamento all’odio online in Europa. In occasione del primo anniversario del codice è stata pubblicata una sua valutazione, svolta da alcune organizzazioni non governative e organismi pubblici di 24 Stati membri dell’Unione europea, da cui emerge che le società informatiche hanno compiuto notevoli progressi nell’onorare gli impegni assunti.
La Commissione europea si è felicitata dei risultati raggiunti, definendoli incoraggianti. Le società informatiche stanno eliminando, a un ritmo sostenuto, il doppio dei casi di illecito incitamento all’odio rispetto ai sei mesi precedenti. Alcuni dati hanno mostrato che nel 59% dei casi le società informatiche hanno risposto alle notifiche riguardanti l’illecito incitamento all’odio rimuovendo il contenuto. Questa percentuale è più di 2 volte superiore a quella del 28% registrata sei mesi fa. Si tratta di un importante passo avanti e dimostra che un approccio di autoregolamentazione può funzionare se tutti gli attori fanno la loro parte. Le società informatiche hanno una grande responsabilità e devono compiere ulteriori progressi per tenere fede a tutti gli impegni assunti.
Nel corso dell’ultimo anno le società informatiche hanno rafforzato i loro sistemi di segnalazione e reso più facile segnalare i casi di incitamento all’odio. Hanno impartito formazioni al loro personale e hanno intensificato la cooperazione con la società civile. L’attuazione del codice di condotta ha rafforzato e allargato a tutta l’Europa la rete di società informatiche che utilizzano sistemi affidabili di segnalazione.
Sottoscrivendo il codice di condotta, le società informatiche si sono impegnate in particolare a riesaminare in meno di 24 ore la maggior parte delle notifiche valide di illecito incitamento all’odio e a rimuovere tale contenuto o a bloccarne l’accesso, se necessario, sulla base delle legislazioni nazionali che recepiscono il diritto europeo all’interno del loro ordinamento.
Da un recente sondaggio europeo è emerso che il 75% delle persone che hanno seguito o partecipato a dibattiti online è incorso in episodi di abuso, minaccia o incitamento all’odio. Quasi la metà dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato che questo l’ha scoraggiata dall’impegnarsi in discussioni online.
L’Unione europea e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, condividono la responsabilità collettiva di promuovere e favorire la libertà di espressione nel mondo online. Nel contempo, tutti questi attori hanno la responsabilità di assicurare che Internet non diventi un rifugio sicuro per la violenza e l’odio.
L’Unione europea e i suoi Stati membri, insieme alle società di social media e altre piattaforme, devono adoperarsi affinché Internet non diventi un rifugio sicuro per l’illecito incitamento all’odio e alla violenza, coadiuvando anche l’azione dei leader del G7 che si sono recentemente impegnati a sostenere gli sforzi dell’industria e a potenziare il dialogo con la società civile per combattere l’estremismo online.

Carola Carrannante
Francesco Laera

 

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