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Continua la battaglia dell’Ugl a tutela dei lavoratori del Consorzio Olimpo, la società che ha in appalto il servizio di consegna delle cartelle di Riscossione Sicilia. Ieri mattina, infatti, in Prefettura a Palermo è andata in scena una nuova puntata dell’intricata vicenda che vede ancora oggi i 500 notificatori, presenti in tutta la regione, non percepire un euro dallo scorso mese di gennaio.

“Ringraziamo il prefetto per aver accolto la nostra richiesta d’aiuto ed aver condotto con assoluta determinazione la riunione sulla vertenza dei lavoratori del Consorzio Olimpo, che si presentava tutt’altro che semplice – affermano all’unisono Fiorino e Catalano. Vogliamo ancora affermare il diritto allo stipendio per i dipendenti di Olimpo di tutta la Sicilia, perché ciò che sta continuando ad accadere fino ad oggi è inaccettabile. Non è assolutamente possibile che loro, con grande spirito di sacrificio e con senso del dovere, continuano a recarsi a lavoro ed operare mentre tra aziende si continua con i litigi e con il rimpallo delle responsabilità. Quel che è certo è che, se qualcuno pensa o vuol lasciare intendere che questi lavoratori sono abbandonati a se stessi è fuori strada, perché noi saremo sempre a loro fianco fino alla fine, fin quando non sarà fatta piena luce e verrà dato loro l’ultimo centesimo”.

A richiedere la convocazione è stata la Ugl terziario, rappresentata dal segretario regionale Letizia Fiorino dal suo vice Carmelo Catalano e dal vice segretario provinciale della sigla di categoria etnea Vito Tringale. Presenti ieri al tavolo il prefetto di Palermo Antonella De Miro, insieme all’assessore regionale dell’Economia Alessandro Baccei, al ragionere generale della Regione Giovanni Bologna, al direttore generale di Riscossione Gaetano Romano, un dirigente dell’Ispettorato territoriale del lavoro palermitano e l’amministratore unico di Olimpo Guido Careri.

Oggetto della vertenza il contenzioso tra la partecipata regionale e la ditta appaltante che, allo stato attuale si è vista bloccare il pagamento di fatture che a parere di Riscossione Sicilia sono relative a servizi non espletati correttamente. Il prefetto, nel prendere atto della situazione, ha disposto l’istituzione immediata di un tavolo tecnico tra le due parti e l’amministrazione regionale, necessario per la verifica degli atti, anche alla luce del fatto che l’assessore dell’economia ed il ragioniere generale della Regione Siciliana hanno confermato come si debba necessariamente procedere al pagamento dei lavoratori, aldilà della querelle in atto,; mentre dall’altra parte il rappresentante dell’Ispettorato ha evidenziato la chiara possibilità in mano ai dipendenti di rivolgersi all’ente per far valere il diritto di liquidazione delle spettanze direttamente da parte di Riscossione.

In attesa dell’esito del tavolo tecnico, le parti si sono dati appuntamento per il prossimo 11 luglio, quando sarà chiamato a partecipare anche il presidente della società a partecipazione pubblica Antonio Fiumefreddo e si dovranno tirare le conclusioni per il superamento di questa fase di stallo che dura ormai da troppo tempo.

 

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